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PARTE li.
Dell’alma Agave sospirava ErnestoPrencipe di Trevigi : in lui virtudeE ben fondata nobiltà splendea ,
E sfavillava dell’età su! fiore:
Questo teuor di cose al fiero mostroTosto fu noto, ed ei svegliò suo spirtoA porre in opra non piacevol froda ;Compose a se d’intorno aeree membraCscite ornai di gioventute , eri araIT alcuna crespa il volto , c vela i crini ,E dentro a foschi manti egli s’involve ;-Passi Frontea, della fanciulla Agave^udrice un tempo; e così fatto apparveLà dove Ernesto in solitaria stanzaGuerniasi d’arme: egli il saluta, e dice:^rnesto già tu sai , che fui d Agave■Nudrice; or odi me, eh’a le ne vegnoInviata da lei; mentre fur vivi
I genitori ella celò sue voglie ,
Nè volle far contrasto a’suoi desiri,
Or che vive in balia di se medesmaOffre la sua beltate alla tua fedePer farlisi consorte ; or quando, e dovePa di mestiere , adoprerai l’ingegnoLi cavaliere c d’amatore; intanto'La di questo munii cìngiti 1’ oro^ collo intorno ; ella il tv manda, ed aitupesso mirar che tu ne vada adorno :
^ così dire egli porgea l’arnese ,
^ n de era stato liberale Adrasto
la beltà d’Àgave ; in qual maniera^Utà steccata da nemiche squadre~' at, gue in mesto digiuu ; ma se le giungerecco rS o amico apre le labbra al riso ;la scuno apprende a rallegrar sembianza ,