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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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366 RIME DEL ClIIAKRERA.

Dampie ferite, e di ben calda venaSangue abbondante riversar gozzaje:

Non con minor possanza , e minor iraProvano quei guerrier di trarsi a morteCon spessi colpi ; ora nel petto , ed oraNe! ventre, ora ne fianchi, or nella fronteErano intente a ritrovare entrataDel nobil sangue lassetate spade,

Ma sempre indarno ; cosi fatta è 1 arteChaveauo entrambe nel mestier deliarmi:Al fin siccome fulmine frementeCh'avventa Giove adunator de nembiScagliossi Adrasto, ed allungò la spadaQuanto mai più potea verso il nemico;Trovogli il braccio destro, ed ivi squarcia

I nervi, e frange Tossa ; indi la traggeE fortemente glie T immerge in petto :Subito cadde in sulla piaggia, e lungeFece dintorno risonare il piano;

Ivi gemendo intra singhiozzi fuggeL alma pronta a volar per le ferite,

Ed ei vien freddo con mortai negrezza :

II viucitor volge le spalle, e riedePieno di rabbia a suoi riposti alberghi ;

Ed ivi pensa all' infedele AgaveProfondamente arso di sdegoo, e secoQuasi saldando sue ragioni ei dice :

Spento è T infame , e del suo sciocco ardireData ha Ja peua ; or quelle carni indegneGiacciausi sposte per convito ai cani :

Ma qual di te prendo vendetta, Agave?

O dell arso mio cor sola UegiuaOr fra chi regnerai , se tu non regniCome sovrana fra le donne ingrate?

O occhi, ove damor tante faville