370 RIME DEI; ChIABRERA.
La maestà dell’Uogaro tiranno:Incontanente i cavalier partirò ;
E fece Absirto trasvolar palese11 decreto reale infra le squadre;
E co’ duci minor tosto dispiegaTutto il tenor della battaglia , e loroCresce coraggio ad incontrar la morteCon forti detti, e se ne va veloceLa fama intorno, e dibattendo l’aliGrida, ch’airapparir del bel mattinoDarassi assalto , e la cittate in predaRimarrassi al valor dei più guerrieri :Quinci Je turbe intalentate a guerraDanno bando al riposo ; altri racconciaArchi mal tesi , altri saette arrota ;
Chi brandi terge, chi cimieri impiumaChi prova il ferro de’ dorati usberghi,Se (ia possente a dileggiare i colpiQuando più crudo adirerassi Marte :Qual se talor d’Autunno alma stagioneBassareo liberal dell’aureo mostoVuol che si calchi in ben cerchiati tiniI grappoli acinosi, ognun s’adopraUomini e donue in affilar coltelli,
In tesser vimi, in risaldar graticci ;Ogui cosa è bigonci, ogni lavoroE rivedere e racconciare arnesiDella bramata da ciascun vendemmia :Tale era quivi rimirar le turbelatente a raffinar le spoglie e l’armi.