CANTO TERZO.
Co sì fervido cor, con si fremeateRabbia uel petto s’altendea, che l’AlbaCrocaddobbata aprisse varco in cieloMettendo in corso l’immortai Piroo ;
Ma su per l’alto dell’Olimpo eccelso,Eteree cime, onde il Rettor supremoScote la terra , e dà la legge all’ onde ,0 pur col cenno fa tremar gli abissiAltro si stabiliva alto decreto :
E questo fu , che nella mente eternaFermò dell’ uuiverso il gran MonarcaFare Attila dolente , e di sue colpeEsporre al guardo uman giusta vendettaEerò dinanzi a lampeggiante tronoIh splendore infinito, ove ei s’asside,Ee’ di Pietro venir 1’ alma diletta ;
Indi sciogliendo dell’ eterea voceE immenso suon divinamente ei disse'Cauto è l’ora che ’l Signor degli Unni
I