376 RIME DEL ClIIAlìRERA.
Ma le midolle del cervello sparseCorsero a terra; le ginocchia ei piegaE dà col petto in sul terren là , doveSonno di ferro eternamente il prese :
Non per questo cessò 1 ’ inclita destra ;Neareo affronta ; era d’ orribil belveNon mai pago uccisor; ben grave d’anniMa cruda , e verde si godea vecchiezza ;Vestiva in vece di ferrato usbergoOrride sete di cinghiale alpestre ,
In rimirar da spaventarsi arnese,
Ma non paventa del campione EstenseL’ alto coraggio , che tra costa e costaVibra ferita , e duramente estinseQuelle freschezze de! polmon ventoso :
Ei diede alquanti crolli, indi col tergoLa terra impresse, e scolorito in viso«Con narici affilate, alzò singhiozzo,
E dir volea ma della vita il filoAtropo gli recise : oltre seu passaForesto, e taglia a Rimedon la destra ,
E fa cadérne 1 ’ arrotala scureOnde egli promettea colpi di pregioVillanamente ; e poi di novo immergeNell’anguinaglia il sanguinoso acciaro:Rimedou casca , ed il guerrier calpestaLe lorde membra ; indi atterrava Ofelte :Ouesli fidando in sè medesrao noteFaceva udir di barbaresco orgoglioAl vincitor ben già da presso ; ed egliProfondandogli in petto orribil puntaTutto il legato scempia ; onda di sangueSgorgò fuor di quello antro , ed il superbaRimase desiata esca di eorbi :
Allor comincia ad ingombrar viltate