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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE II. 3y5

Popolate di lumi , onde per lombraPolca gioirsi di chiarezza in terra :

E Piero disse al bou Foresto : il campo ,

In che provarsi dee la tua virtuteHai qui presente; tu rinfranca il core;

E se qui spenderai la nobil vita,

Pia bene spesa , e così detto ei sparve.

Il Cavalier pien di peusier volgeaLaoimo forte a cominciar lassalto;

molto dimorò ; schiera d armaliMoveva intorno a visitar le guardieHi quei ripari , ed iucontrossi in lui;

Donelo il Duce alza la voce , e grida :

Donde si vien ? dove si va ? chi siete ?

Bendimi il nome : il cavalier celesteS avventò crudo, e gli squarciò la strozza;

E quei sgozzato traboccò sul piano :

Come talora all apparir dArluroFulmine ardente, che scoscende i nembiLampeggia , e tuona in un momento , e fere ;Colai Foresto mise man al brando ,

Spinse la destra, e lacerò quellUnno lu un sol punto ; e come quercia in monteOve scherniva il minacciar degli ÀustriSubito casca fulminata, e lungeFa corami sonar le rive ombrose;

Cotal seti venne quel Barone a terra ;

E laureo scudo , e la corazza e lelmoAlto sonaro: meraviglia immensaQuinci sorprese i cavalier seguaci ;

Ma Ber Foresto sollevò la spadaUu-erso il capo dAgricalte , e fendeOiù per la fronte, e per lo collo in guisa,sopra il destro, e sul sinistro fiancorovesciava la partita testa ;