PARTE II. 3y5
Popolate di lumi , onde per l’ombraPolca gioirsi di chiarezza in terra :
E Piero disse al bou Foresto : il campo ,
In che provarsi dee la tua virtuteHai qui presente; tu rinfranca il core;
E se qui spenderai la nobil vita,
Pia bene spesa , e così detto ei sparve.
Il Cavalier pien di peusier volgeaL’aoimo forte a cominciar l’assalto;
Nè molto dimorò ; schiera d’ armaliMoveva intorno a visitar le guardieHi quei ripari , ed iucontrossi in lui;
Donelo il Duce alza la voce , e grida :
Donde si vien ? dove si va ? chi siete ?
Bendimi il nome : il cavalier celesteS avventò crudo, e gli squarciò la strozza;
E quei sgozzato traboccò sul piano :
Come talora all’ apparir d’ArluroFulmine ardente, che scoscende i nembiLampeggia , e tuona in un momento , e fere ;Colai Foresto mise man al brando ,
Spinse la destra, e lacerò quell’Unno lu un sol punto ; e come quercia in monteOve scherniva il minacciar degli ÀustriSubito casca fulminata, e lungeFa co’rami sonar le rive ombrose;
Cotal seti venne quel Barone a terra ;
E l’aureo scudo , e la corazza e l’elmoAlto sonaro: meraviglia immensaQuinci sorprese i cavalier seguaci ;
Ma Ber Foresto sollevò la spadaUu-erso il capo d’Agricalte , e fendeOiù per la fronte, e per lo collo in guisa,sopra il destro, e sul sinistro fiancorovesciava la partita testa ;