3 yB rime del Citia Brera.
L’elmo per modo tal , che d’ognintornoL’Etna dell’oro seminò faville;
Sangue non corse già , ma sotto il colpoTentenna , e mal si sostenga Nearco :
Non lascia i! lirando riposar Foresto,
Ma spinse l’armi entro il belico, e dietroYa furioso , e lacerò le reni ;
Tale in duo fonti di bollente sangueAtrocemente inebbriò la spada :
Cascò Nearco, e sul serrar degli occhiObblio noi prese de'paterni alberghi:
Mal fortunato, ivi lasciò partendoCarissima beltà d’iuclita sposa,
Ed in suo crembo ammammellato infante,Che mai non vedrà più : scorse cascarloSinolfo possessor d’ampio tesoro,
E per questa cagione al Re dilettoVide cascarlo; cd avvampogli il viso,
E per entro le vene incendio d’ ira ;
E fra suoi mise un alto grido: o pera;
E chi di noi più mostrerà la fronteNon vendicato al Re ? tanto dispregio ?Oggi tanta viltate? i cor codardiSerbinsi a’corbi , ed «al.digititi de’cani;
Ed io primiero : ei così grida, e scaglia11 dardo ; e cento secondaro : alcuniForte fero sonar 1’ aurea celata ;
Altri graffiato del gemmato mantoI ricchi fregi; e chi percosse l’oro,
E lo splendor del ben temprato scudo ,
Ivi oltraggiando del reale augelloL’ invitte piume : a tanti gridi , a tantiColpi, ed a tante deli’orribil MarieAcerbe furie tenne saldo il piedeL’alto guerrier, nè se. cangiar sembiante: