PARTE N. 379
Qual s’ armaudo lalor rozza falange1 montanari cacciator seti vannoGiocondi a guerreggiar porco silvestre,
Egli tra canne paludose , e giunchiSuo forte albergo, se ne sta ben franco,
E guarda bieco , e per soverchio d’iraGli occhi rivolge rosseggiami , e mostraPronte a ferir le formidabil zanne:
Ma disperato allìn s' avventa ed apre1 chiusi varchi, e frange spiedi, e sventrafeltri, e molossi , ed ogni incontro abbatte ,
E dell’ opposta gioventù fa scempioMìseramente : a tal sembianza in campobrattava Tarmi T immortai Foresto:
P e r fama intanto , e per messaggi intesoAttil a aveva il non temuto assalto ,
E la fredda paura , onde eran pieneTutte le squadre ; di stupor s’ ingombraGome ciò rosse ; e travagliato in vistaAppella i duci, e ciò ch’oprar si deggiaNon è ben certo; allaperfìne ei pensaDi prova far quanto potesse in guerraLa maestate, ed il reale aspetto :dunque la spada al manco lato appende;
E di fidato mor'ion ricopreE le tempie, e la testa; e scudo imbraccia,A r mi dorate, anni gemmate; ed iviEt rìsplendea siccome in ciel SerenoE temuto fulgor del can celeste :
~, 1 fatto esce di tenda, e Torme affretta,
E collerica fiamma ardegli in petto ;j" 1 ei mena smanie; e seco parla, e nota
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°d può’ formar : se fra stellanti chiostri
dell’oscuro delle tombe inferneCUno è , che governi, e regga il corso