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alle osservazioni del Capitano Franklin: colà invecesi alzeranno oltre i confini deli’ atmosfera, siccomeassicura la serie di tutte le altre osservazioni. Nègià si dee riputare del tutto ipotetica l’idea cheil polo magnetico boreale sia così vicino alla po-sizione di Fort'Enterprize da render quivi le au-rore basse al segno d’ essere vedute nella regionedelle nubi ; perchè in quel luogo 1’ inclinazionedell’ ago magnetico è già di 86.° 58 ' ( i ). Se fossedi 90,° segnerebbe la posizione precisa del polomagnetico : differendo di pochi gradi, indica cheun tal polo non è di là molto lontano.
i 55 . Ma le ultime osservazioni, rifletterà quitaluno, non si limitano a fissare per le aurore un’altezza di poche miglia: servono eziandio a prova-re che quelle grandi meteore dipendono dalla pre-senza delle nubi (2). Quantunque io non conoscail dettaglio di tutte le osservazioni che stabilisconouna tale dipendenza, pure mi persuado assai fa-cilmente che nelle regioni vicine al polo magneticodeggiano le nubi servire, dirò così, di veicolo allaluce delle aurore boreali, la qual luce, se non èprodotta da uno degli ordinarj disequilibrj d’ elet-tricità, non cessa^ per questo d’essere una luceoriginata da un fluido, che ritrova nelle massedi vapore una via per cui si diffonde meglio chenon fa per 1 ’ aria atmosferica. E poi non è eglivero che la luce elettro-magnetica delle nostrepiccole spirali (108) si sviluppa tanto più facil-mente quanto le spire sono meno isolate P Or beneche cosa è alla fine la luce delle aurore se nonse una luce elettro-magnetica la quale ritrova nellenubi un mezzo che ne facilita lo sviluppo ?
(1) Bìbl. Univ. Tom. XXIII. pag. 188.
(a) Bìbl. ■ Univ. Tom. XXIII, pag. i83, e 184-