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profondità. Tale è il confronto che rende benchiaro il motivo per cui la circolazione moleco-lare di M. Ampère, cosi grossolanamente imitatasulla maglia elettrica XY, non può in grazia dellanullità fisica de’ suoi effetti rispondere alle vistedell’illustre geometra che l’immaginò.
Vili. QUESTIONE
Sulla luce del magnetismo elettrico.
107. Supponiamo per un momento che dalmezzo d’una spirale piatta P N (Fig. 62) sboc-chi una luce vivissima quando si fa passare unascarica elettrica dall’un capo all’altro di tutti igiri che la compongono. In tal caso che diremmonoi di quella luce ? Non già che fosse la solitaluce elettrica ; perchè questa si manifesta allorasoltanto che l’elettricità si scarica da un con-duttore all’altro: scarica che punto non accadefra le spire della spirale PN, percorse tutte daltorrente elettrico in un modo così oscuro comes’egli passasse sopra un conduttore rettilineo lun-go quanto più piaccia. Esclusa quindi l’idea dellaluce che accompagna ordinariamente l’elettricitànelle sue vicende di cariche e scariche, non re-sterebbe che un solo partito da prendere sullasupposta luce che sbocca dalla spirale P N; quel-lo cioè di ritenerla una luce particolare, dipen-dente in qualche maniera dalle funzioni magne-tiche, che P elettricità esercita nel girare più epiù volte d’intorno allo stesso centro.
Ora per togliere qualunque sospensione dal-1* animo de’ leggitori, è da sapersi che non giàsupposizione ma verità di fatto è l’accidente diluce poc’anzi immaginato sul centro della spiralePN. Non tralascieremo di accennare a momenti