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Questioni sul magnetismo / Leopoldo Nobili
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XV. QUESTIONE.

Sulla Luce zodiacale,

159. Prolunghiamo indefinitamente nello spaziail piano dell’equatore solare. Supponiamo in se-guito questo piano tutto quanto illuminato oltre iconfini dell’orbita terrestre ; ed avremo in unatal luce la luce zodiacale , che si presenta all’oc-chio dell’ osservatore in forma lenticolare, in for-ma d’un cerchio visto di fianco, p. e., come l’a-nello di Saturno quando è molto schiacciato.

Se l’altezza d’ alcune centinaia di leghe acui comparisce la luce delle aurore boreali, è taleda convincerci che quella luce nasce in mezzo alpiù perfetto de’vuoti pneumatici, a molto mag-gior ragione la prodigiosa distanza a cui si spin-ge la luce zodiacale ci convincerà che questo chia-rore non ha punto che fare coll’ atmosfera solare.Parmi assai strano come un fenomeno così gran-dioso non abbia da se solo bastato a persuadereche la luce non è una sostanza emmessa dal Sole;imperocché, secondo la dottrina deir ernmissione,non potendo un luogo comparire illuminato cheper luce emmessa o riflettuta, bisognerebbe chelo spazio dove comparisce la luce zodiacale, fosseoccupato da qualche materia atta ad eseguire unadi quelle due funzioni. Ora vi ha egli nulla dipiù inverisimile che 1 * esistenza d’una tale ma-teria P Ma ciò sia detto di volo ; chè non è quinostra intenzione di fermarci sopra un’ opinioneche abbiamo confutata sotto tutti i rapporti nelnostro Trattato d’Ottica. Qui vuoisi unicamenteavvertire che lo spazio illuminato, distinto colnome di luce zodiacale, non può essere che unospazio dove il fluido universale è mantenuto inuno stato di continue vibrazioni. Ma qual forza