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Vol. I.
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7 * Sformarsi,

che" cosa

AESCATO

Cavar le notizie di bocca altrui. Frane. Sacch. Noinvestigata .

AFELLAN

i

37

che nn v e , si fermò ad aescare sopra ledue giovani

Vio a*™" 0 fi B«uolL (V) ....

badati , c " SCll ‘t°* Sm. L'apparecchio che si fa in sul piano o aja dove^Sscato A.i! V! ' ucce hando coll’ ajnolo, Cr. alla v. Ajuolo. (!>)Stmilìt v ‘ m ' Pescare . L" 1 - esca delinitus. Or. li'ksx.'C 1 òg.uios. Libr.•^ E9 CAToim °« le accadc nelle genti aescate, le quali non ne fanno conto.EscATra ’ * 4- e - s ra-tó-re. Ferb. in. di Aescare. F. di reg. (0)

Ae:

" sc,1i >'ome na .A e sclc

A-e-sca-trì-ce. Fa b- fi Che aesca. F. di reg. (Ò)

— ■*en !s , 0 , * (Bot.) A-e-schi-nò-me-na. V. Escbinomeiia. (Aq)

A ssEa PI0 * E ‘ f j ^ vi ’erb.\' a le Esclusivamente. Cr.alla v. Privativamente. (0)AesRfic ITA ' Per/e e a modo diprep.Lo stesso che A imitazione. Pas.(0~)ines ei-c/jf ’ y* A-c-ser-ci-tii-re. N. pass. F. A. F.e i/i’Esurcitare. Stare

co, - <V. pr. m. (Dui gr. aete (iato, e lios leggiere: Leg-

116 u fiato. ) — figlio di Eolo , padi'e d * Endimione . (Mit)

“,0 - 0-, * S“"‘™ .'fili

u • (LcUA A-e-tì-a Sf. (Dal gr .aitili o sia etiti chicdeic.suppncarc ;

Aetio?" rtdlLaco iniorno ai sacrifica c dal modo dio ff nr/i. (Mi)

Aev°“ gu . * A-e-ti-o-lo-gi-a. Lo stesso che Enologia..(Aq)

£ a , * A-èt-|i-o. ”

h'tie (-■

Tel' 0800 ? 10 - * (B'is.) À-c-tri-o-scò-pi-o- Sm/F. OAXìe elher ar.a,^

ep J t ieo osservo. ) Strumento inventalo da Leshe , c i r \

A^L <J l t l SC0 P rire l e variazioni della temperatura del ^

Aex^ A ' (Boi.) A-e-tù-sa. Sf. Lai. aetluisa. Lo stesso che Kt„sa. ^.(Aq;a^ T oss,co - * (Boi.) A-ex-tos-si-co. La stessa che Atossico. (Aq)

, * A-e-zio-lo-gi-a. F. Etiologia. (A. O) . f .

LV Aura calda , Faporc igneo -, per cui diconsi ■> *

5 an \ lna h che ne sono offesi- ] (Dal gr. aphe aecension . )

glieli’ affanna che per gravezza d' aria a siwcìc/uo F

prenda difficile la respirazione. (Dall’arabo ajet dolore, onde pura E 1 ^bagnuob hanno afan. *) „ . . ^

3 , Fastìdio : Onde i modi Dar afa , ] Far afa £ ««•«"« Dar

r * a i l Venire a noia cc. ( Dall’ arabo affa , taedebu , avra • )f*! ’ fastìdio esse. Ór. *o». Pataff 1. Tu mi dai a£i, deh le-quinci. Toc. Dav. min. 2 . $ 1 . Fargli afa i cibi del a pa r * L4 ’ 2 - La maligniladc umana semm’cU ooM antichi, mtttcj eeh,. lC °d U L’. presenti farle afa. Sen. ben. Fardi. 5. 1 2. <l_

a S u noni un ricchissimi e felicissimi fa aia ogni cosa. Lasc. ria .IC Cl ‘auno afa starnotti e leproni.

{

(Agr.) m c dauU iran ''

"i .fòrza di unTYH l >lanl e per cui appassiscono i fiori e le foglie

A ì«*. (Boto -a i;,^ Tr’ azime - ^

^ lrt - Pianta perenne che ^ Ri '“ apìiace vtjCCIa *

- Ilei Hoinann // A' ‘ - UCU.lt JUt^LU'it^ net ceti iiw/tn J. tot uus

diuUdfia dee j-J a ^ e Smonti fra le siepi. Appartiene alla classeatro ìns^ (l>ll ^ ria ’ e s ì pe legumi diritti , che sono circa

Ccs sivament c fne ' ^ ovate , interissime^ le esteriori sue-

, ^ , AlWnrx f 11110 *'*- IL seme è eccellale per ingrassare i piccioni,Ar*ct A .7°’ V f=u, ottusa, sin. (B) ‘ *

A r'AccErxE Contrada della Siria. (G)l‘er/„ : , e ’■ 1 osto orverbialm. dicesi di gemma o d’ altro , la cui su-Lfroti s e r a . co,n P. Hst ‘i di facce e piani diversi. Lai. angulatus , unii.ll: rozza r'" iroÀ 4^f os - * Fenv- Celi. Orefi 11 . Come quei {diamanti')o'-no i °. nila S1 riducano a quella perfezione c bellezza , clic si yeg-pac CIa nta S|iali in tavola , a faccette o in punta. (V)

11 Voi J. A-fjc-cia. [AY-1 pegg. di Afa. Guitt. leu. Questo giorno qui fa,r A c ,a sent 'rete, una afàccia strana c fastidiosa molto,e-.,.. 1 ' A faccia. Posto avverò, ma Presentemente , A viso a viso. Lat.fs n ■ Gr. Lamrlc,v. (Gli scrittori sacri dicono: làcie adfacicm.) G.Pètr 1 \ 1 9' 3. E veggono Iddio e la divina essenzia a faccia a faccia.s ‘-'Co ' C ! l F'.9- Eoi quel eh’a Dio familiar fu tanto In grazia a parlarSentii*.. cciu a facc ' a - A’. Grisost. Dove l’ auima tornando alla propria5 A Ctza > eoo fiducia potrà vedere a faccia a faccia lo suo Signore.deli' z' Cor P.° a corpo, A tu per tu. Ar.l’ur. 2 . <5. Quel (il follettofa ccia ''‘"è. it<l ) so nc va 'fdla scrittura astretto Ove i due cavalieri aA e A( . (;i a taccia iiran nel bosco , e non stavano al rezzo. (M)

Oli. n. f PBtlTA “ Fasto avverò. Scopertamente, A fronte scoperta.L'sitìga ,. U1 ‘ Gr ‘ Itwtpùs. Ar. tur. i3. 27. Poich’ogni prego , ogniferj. a ® esperta Ebbe e minacce , e non potcnn giovarli. Si ridusse alla■t •— j, accia aperta.

. naso, llcain cntc. Cavale. Espos. Simb. 2. 1 70. Lo romito si turò il* VaccÀh ' mos B'ò grande schitbzza ; ma 1’ Angelo passò a Piccia aperta.(V)

Aeu ^^ cn PEiiT a. Avverbiul.— in Pubblico,Palesemente. Segner.Mann.

, ^«esta i‘i, 2 : ,Y"°! tu conoscere quanto il Signore abbia amata sempre. * Lili 1JCrl ^ far bene a faccia scoperta. (V)

p *citg, * cS’ Francamente. F. Andare a fàccia scoperta. (O)

A ,ln ‘eiitnir. ^ Y ®* r 0 A-fa-cì-te. Add. f. Soprannome di Venere da7 *C 0 . . 7° die aveva in A foca. (Mit)'r ~'

gr. aphace veccia. ) Lai. vicia sepiumnasce neUa Liguria, nel territorio Pisano

Ar 80 " 0A

’A-fk-co. Sta. Lo stesso che Àftca. (A^)' (^og.) A-fa-e-rc-ma. Toparchia della Giudea ,

k u tt<t u -d f . ALua * * Posto awerbial . Lo stesso che

A^‘ Pnotc ,K fi,l '" a ' re - [a4«. ]

Ap AlSu,„ . Ulre dl

A parteLo stesso che Affisare. F.

(G)

parto. Cr.

Tav. rii.

t . m vero , che la giustizia mai per voi non fue afalsata.

-- l’dp 411 !'' > A-fal-si-tì-cà-rc. [AulìLo stesso che Falsificare. A^.Atlàlsare.* f'Atso '_aj*' ^ se *° confesso il malefìcio , afalsifico la vcritade.E 4 Q da't 0 aw erb. Falsamente. Cavaci P ingil.ifió. Ma se l’uomo

viare. (, f a ^ so ’ P'utlosto si può e debbe confessare e turbare che glo-

-V. {J(iy 1 3 C *1 __ ^

f'fs Sln „ • fpecch. de’pecc. capii. 11 . La quinta condizione (della

crìi; 'pAU l " " ■ ' "

«di/

r gogna ,

. / . » . , A-vviiuirnviu,

che la sia vera, cioè, che l s uomo non traccia la

non si vituperi a falso. (V)

Ama. * N. pr. m. Lat. Hapham. ( Dall’ebr. ap'h. poro > e da cm ma.-dre .• Di madre pura. ) (B)

Afa^a. (Z00Ì.) A-ta-na. Sf. Lat. afuna. (Dal gr. aphanes ' ìion mani-festo, che vien da a priv., e da phane che presso gliomi significa ap-parve. ) Nome d una specie di ragno , così detto dalla s ta piccio-lezzo , non essendo piu gi'osso di una testa di spillo. (Aq)

Afàne. (Bot.) A-fà-nc. Sf. Lat. afanes. ( tifane.) Genere di piante ,così dette perchè sono poco visibili e volte verso terra. (Aq)

A fanfera. [ Avverbiale A caso , Inconsideratamente. Lo stesso clip ]A vanvera , A bandiera,

Afanistico. (Zool.) A fa-nì-sti-co. Sm. Lat. aphanisfictis. (V. Afana.)Genere d‘ insetti così chiamati probabilmente perchè sono molto pic-cioli , e di forma lineare. (Aq)

Afanite. (Min.) A-fa-ni-te. Sf. Porfido di color verde cupo , concristalli disseminati di feldspato compatta. —*, Porfirico di Hauy ,sin. (B)

Àfahnea. * (Geog.) À-fan-hè-a. Contrada della Sicilia . (G)

Afàb, * Afer. N.pr.m. Lat. Afer. (Presso gli Ebrei cd i Fenicii aphavvale scavare, esplorare; e quindi il nome aphav vale scavatore, esplo-ratore. ) — Figlio di Ercole e di Melila , fondatore di Mahta. (B) (Mit)

Afara. * (Geog.) ’A-fa-ra , Afera. Città della Palestina. (G)

Afaraim. * (Geog.) A-fa-rà-im. Città della Palestina. (G)

Afàranti. * (Geog.) À-fa-ràn-ti. Popoli della Libia , (ti)

Afareio , * A-fh-rè-ìo. Add. pr. m. Di Afureo. (B)

Afareo, * A-fa-rè-o, Aufareo. N. pr. m. Lat. Aphareus. (Dal gr . apha-rao io aro, o pure da aphaireo o sia aphereo io tolgo, io spoglio.)—Centaui'O ucciso da Teseo . (B) (Mit)

Afarete, * A-fa-rc-le. N. pr. m. (Dal gr. aphairetos o sia aphsretostolto o da togliersi, da separarsi.) (B)

Afarsàtachei. * (Geog.) A-far-sa-tn-chè-i.Po/ndo detpaesedi Samaria.(G)Afarsei. * (Geog.) A-far-sè-i. Popolo del paese di Samaria. (G)

A fastidio.* Posto awerbial. col v. Venire o simile — Infastidire , A li-no j are. V~. Venire a fastidio, (Q)

A fata. [ Awerbial. = A caso . Lo stesso che A fato, V. ] Varch,Ercot. <j 4 ' Favellare a caso, o a casaccio, o a fata, o al bacchio, cc.è non pensare a quello che si favella.

A fatica. Posto avverbialm. vale Con fatica , Appena. Lai. aegre. Gr./io'?"*, fxo\ts. Tac. Dav. star. 1. 264. Olone contro alla dignità del»P imperio si rizzò in sul Ietto, e con pregili e lagrime gli rathenò afatica. Eir . As. 'Ò2. A fatica, risposi, io gli ho potuti, per un grossonuovo , cacciar di mano a un pescatore. Morg. 27. 20J. E a faticala strinse col guanto.

2 .— Non ben per ancora, seguendo la pari. Che. Firenz . T. li. gj. Ea fatica aveva velato l’occhio, eh* e\la si risentì. (V)

3 — * Appena. Congiunto col v. Avere , e non porta azione. Lasc.Streg. 1. 2 . Orazio , avendo a fatica le caluggini , porta una barbettanera contraffatta al viso. (V)

Afaticcio , À-fa-tìc-cio. Add. m. Lo stesso che Afatuccio. V. Che hadeli afato,Spannino. Alleg. '62 </. Voi trasecolaste a braccia quadre inveggendo un pedantucolo afaticcio, come sono io.

Afato, A-fà-lo. Add. m» Dicesi delle fratte, che strette da nebbia osoverchio caldo, non posson condursi a perfezione. (V. Afa, /.)Buon. Fier. 3 . 5 . 4 - É se ,lon ve gft° m tavola Venirmi i primifichi , o spesse volle Aiuti o mal maturi.

2 — Per similìt. dicesi anche degli animali, o altre cose, scrìate.

A fato. Posto avverò. “ A ventura, Come ella viene .—, A fataci’/?. Lat.

temere. Gr. nrpoNsrÙ>s. Pataff. 3 . Per via s’acconcia soma, a fare a fato.A fatto. * Aw. lo stesso che Allatto. F, Baco. Filoc. 3 . (O)Afatuccio, A -fa-tuc-cio. [Add. m. dim. di Afato preso nel senso metaf]Tristanzuolo, Malsano. —, Afaticcio , sin. Lat. ianguidujus, vietus.Gr. u7roVdt9pos, Cr. nella v. Tristanzuolo.

A favore. Posto awerb.vale In favore,e si adopera a forza dì preposizione.A fé. Posto avverbialm. Sorta di giurare, Per la fede. Lat ■ hercle.Gr. rif>cc-*\HF. Ar. Far. 35 . 3 g. Ch’a fé ti giuro, Ch'in ciò pensai,eh’ ognun fosse pergiuro.

2 — Alla buona fé. Lo stesso che A fé, [A fede.] Bocc . nov. j6. i 5 .

Ma che n’avesti, sozio? alla buona fé avestine sei.

Afra, * A-fé-a. N. pv.f Lat. Aphea. ( Dal gr. aphevo io infiammo.)—Divinità adorala dagli Egineti e dai Cretesi. (B) (Mit)

Afec. * (Geog.) Afera. Città della Giudea. (G)

Afeda , * A-fé-da. N. pr. m. ( Dal gr. apheides 0 sia aphides Ghe nonperdona. ) (B)

A fede. Posto aweibiahn. Fedelmente , Con fede. Lat. fide! iter. Gr.tfttrrws. Dant. Par. 11. iif ■ E comandò che l’amassero a fede. Nov •ant. 101. Se prima lo serviva a fede, lo servì poi molto meglio.Afelahtra. (Bot.) A*fèdàn-tra. Sf. Lat. aphclandra. (Dal gr. apltes, sem-plice, e aner, andros maschio, stadie maschio, ed in questo casoantera. ) Nome dato ad un genere di piante ,. perchè 1 loro fiorisono provveduti di antere uniloculari. (Aq)

Afelato, * A-fe-là-to. Add, m. Spossato. (Dal gr. aphéles in senso ditenue: e ciò per opposizione al in issiccio, al forte.) Porvaccbi, Bers. (0)Afsuà. * (Mcd.) A-fédi-a. Sf F. G. Lat. apheJia. (Dal gr. apheliasemplicità.) Significa la semplicità d’ insegnare la medicina, propriadella setta metodica. (A- 0 .)

2 — * (Bot.) Genere di piante , così dette a motivo della semplicitàdelle loro partì , non essendo provvedute che di una spiga, uno stame,uno stile , ed un* antera uniloculare. (A. Q.)

Afelio. (Astr.) A-ié-li-o, [Sm. usato anche come add. Il punto dell'orbitadella terra o di un pianeta ove la distanza di ijuesto pianeta dal sole è lapiù. grande che sui possibile.-] ( Dal gr. apo lungi-, c helios sole.) Gcl.Sagr.ig. Apogeo dichiarilo del sole ò altro pìauetn, quando è tacila sua mas-sima distanza dalla terra,siccome nella massima distanza dal solo, afèlio.AfELtAW. (Astr.) S.com.Nomc della bella stella de' Gemelli.Diz.MatfMm)

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