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Vol. I.
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VOCABOLARIO

A

vilmente l^esnrimc'- a ^ a ^ et ? t esprima delle vocali] , perchè pià age - 12 Congiunta con gT infiniti ha fòrza di segnacaso + è perciò viene

e nera noi udiamo ne* fanciulli mandar prima a dar loro quasi forza di sostantivo, Bocc . nov. 3<- 16. Tancredi,

* a negare, a pregar son disposta. E nov, i 3 . 5. Cominciarono

i vendere , c impegnare le possessioni. E nov. 79. 3 o, Che cosa, è a

!i/aoeto ie prima (tette vuuuu.1 y f ,i.. -, - w

tltfx esprime 5 e però noi udiamo ne fanciulli mandar prima

h H / al i uni ' , ^ nte questa che niun altra , come quella che non ri-ìin A l ' : <L , q uesln significalo è d amba i generi , dicendosi ,) ff sc0 / 0 » un A minuscola.} Appo i Latini dicono che avevase , ÌTV * uom > come vuole Prisciano ; presso i Toscani

se ne sente difficilmente più duno ' ' » ..L.-.. ,

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fon

K*C JL | Wl/tuiu> J J --

se ne sente difficilmente più d' uno , se però la diversità dell accop-piatura delle parole non facesse alcuna volta profferirla con moltaforza , come a lui , a ciascuno, a me , che raddoppiano in pronun-ciando la consonante , e di due dizioni dalla scrittura distinte ,la pronunzia coiifòndendole ne fa una : alluì, accìascuno, anime ;talora con meno , come a' mici ; 'talvolta quasi due A , come ali ribaldo.

tergilo di attvibìizìojie , o di tendenza , ] corrisponde al terzocaso de Latini, e in pronunciando si manda fuori con tanta forza ,che raddoppia la consonante che segue. Bocc. c. 8. f. 3 . E dettoquesto , insino allora della cena libertà concedette a ciascuno. Dant.luf.. ii.Ma parla, e chiedi a lui, se più ti piace. Petr. canz.z 7.ì. Pose colei , che sola a me par donna. 1 1

3 77 o?T ,r Ì ala f n J dritta con apostrofo , significa

t , S $\sd°M l apostrofo fa lufficio deli articolo, il quale sqffig-ge con detto segno. Ma avanti a parola cominciatile da vocale , odiala a a cui succeda altra consonante , come amori, errori, sti-moli , spiriti, si pone in quella vece lA coll articolo gli, come agliamori, agli erbori , agli stimoli ec. Gr. tgIs. Bocc. nov. 32. 22.Queste donne il dissero a manti, ec., ma tra gli altri a* quali que-sta cosa venne agli orecchi, furono i cognati di lei. Amm.ant. 3 . 8 .6. Argomento e di dirittura lo dispiacere arei. E 7. i. 8. A sol-leciti cercatori spesse tìate nella faccia si manifesta quello che collalingua si tace,

h Preposizione , si pronunzia comeZ segno del caso appunto , e Jalo stesso effetto del raddoppiare , quando pero la parola che se-guita, cominci da consonante. Lat. ad. Gr. irpls. JVov. ant. i4 *Fece una legge, che chi andasse a moglie altrui, dovesse perdere gliocchi. A miri ant. 3. 2. 6. Lanimo nostro si dee chiamal e ogni di a

tender ragione. . . A

3 Che se ha da vocale il cominciamento , si pronunzia come l Aco II apostrofo. Nov. ant- 65. 2. Uno cavaliere del Ite ec. ristette a udire la contenzione di questi due cicchi.

5 - Talvolta per isfuggir lonco,Uro delle vocali, e pei »

suono, vi s aggiugne la consonante D. Bocc. nov. 3 0 "degni ad alto leva. Amiti, ant. 3. f. 1. Ad amraomgionc suo »

n .. --m nri udire. e tardi a palare.

a vendere , c v. n -

favellare, e ad usare cosavi !

1 3 Congiunta con gl * infiniti vale col , con , lo, Bocc. nov. 4°*

A trargh l'osso potrebbe guerire fiCioè , col traigli V osso.J

3 [Ed anche senza esser congiunta con gtinfiniti.} Bocc. g./p f. u Con assai piacevoli parole alle belle donne si scusò di ciò

che fatto aveva.

14 Per circa , parlandosi di distanza di Imgo. Vit. SS. PP. *-80. Un frate che stava presso a lui a cinque miglia. E go . Puosesiad abitare in un luogo segreto presso a due miglia alla terra. (V)

1 5 Per come. M. P2. 11. 1 cavalli , e Panni, e P altra roba

partì a bottino.

16» con. Dant.Inf. 9. So. Batteansi a palme, e gridavan si alto. E Pai'.14. Raccomandò la sua donna più cara, c comandò che ramassero a^ rr a 3 Furo ricevuti tutti a grandissimo onore. Bocc.

- .: n mf > r>iirtii'C* E nov.

11 . 114 Raccomuna .e..

fede. G. V . 4 33. 3 . Furo ricevuti tutti a granuisauuu ..

nov. 44 * 12t Se <Jgh si vorrà a buon concio da me partire, E nov.79. 45. Vi dea tanti malanni, che voi siate morto a ghiado. E nov.

-o a» Sp fu non fossi conforto bisognoso, come tu se, io di io

^ A «'oda ritta ci venisti, a

lU , .

g8 . 12. Se tu non fòssi di conforto bisognoso, u».- ... . ,

a tc medesimo mi dorrei. E nov. 61 . io. A coda ritta ci venisti, acoda ritta te n'andrai. Ovid. Pise. Prigione fatta a giravolte, la qualesi T-L«..; rt + rt 77 altrove: Vestite vestimenti ad oro. "Nov. ant .

35 * ' '

dugni ad alto leva. Amm. ant. 0. 7. 1. au itunuv.., c .v..

vergogna. E j. 3 . 4 - Sia ogni uomo pronto ad udire, e tardi a parlare.

0 . p rcn( i e forza e quasi colore dalie parole alle quali s* accosta ,

dinotando , secondo che quelle significano , moto o tempo o personao simili> Bocc . nov. 28. 28. A convenevole tempo la donna partorì unfigliuolo maschio. E nov , 3/. 2. Fu proso da due, e segretamente atancredi menato. E nov , 33 . 2. Di notte se ne fuggirono a liodi.

' ( E (l talvolta tutta la forza dellartìcolo, Dant.lnf. 17, 5 . E accen-

nollc che venisse a proda. Passar, Disiinz. 2. cap. 1. Vestilo entravanel nume msino a gola. (P)

8 Z^significar lo stesso che le proposizioni del lai. Ad o In. Gr.eTft, 7qjo<. Boi c. nov. 2 6, g. Trovai colla donna mia in casa unaanimila a stu' lo consijiUo. Dant. hif 22.122. Fermò le piante a terra,111 un pini 0 al o. h Plug, i8 . 5 2. Come si volge con le piante stretteA tci-ra, ed in ira se, donna che halli. Petr. canz. 34 6. E vinta- lra ca Sg ,a I a bugia. I\ov. ani. pr. 2. Avranno luogo a prode earf \ a . CC1 < l ^coloro che non sanno, li nov. 3 . 1. Essendo poveramenteemè ll eSC ' 1^ mi> ' 3 A V J? ,,on -''iridille onore che il vostro )e-etaggm andasse a povcvtade. G. V. 8. 3 s. 3 . E la tavola ritarda si«ce a guisa e a maniera della antica tavo'a

À-n,L a i e - Ìl aU Ad C0,1 S! unta . v erbi di moto. Bocc. nov. i 5 . tit.«nurenccio CC. con un rubino si torna a casa Slla . E intrù d. n. 11.una a quella taverna, ora a quellaltra andando.

Or X V n r A<1 con S UUlLa yn gr infiniti. Bocc. nov. 31. 23.a dire all» C ? -° ^ cn,nilne a spander le lagrime. E nov. 5. d. Mandò1 _ ri , > r,lt cc. I attendesse a desinare. H

Ertilo L l't >al.^ accennando fine. Serm. S. Agost. 4o. Prc-f , lllsra il sangue de suoi servi non a dannazione , ma a

uu 1 iv... 11 mnuu.. .

chiama Uaherinto. E altrove: Vestite vcstiinetua m »». ..i. 3. lo andava per grande bisogno in servigio della mia donna , eil Re fu giunto, e disse : Cavaliere, a rpial donna setu? Ed egli ri-spose: So no alla Reina di Castella (cioè: con qual donna st/u tu?Sto con la Reiaa ; che è lo stesso che diciamo oggi : stare a padro-ne , cioè , con padrone.J

3 Fare un orto o un podere a sua mano , è pagar chi lo lavoraper aver per se tutti i frutti. Bocc. non. 72. 5. In un suo orto , che-gli lavorava a sue mani,

1, * con auto iuta o simile. Borgh. Moti. 1 5 s. Clic la città alloranon si reggesse a Consoli. (V)

x8 con o contra. Tavol. dicer. Noi siamo tanti, che tutti li potemotosto acchiudere : non ci converrà guari combattere a si poca gente.i<) contra. Bocc. nov. 2o. 6. I n i galeotta di Paganin da Monaco ec.

sopravvenne , c vedute le barche si dirizzò a loro,ao con o di. Dant. Inf. i6. 108. E con essa pensai alcuna volta Prenderla lonza alla pelle dipinta. Nov. ant. 2.2. Cotanto dico, chel cavalloi nutricato a (atte dasina. Stor. Pisi. 112. E subito le rotture, cheavevano fatte per uscir fuori, furono murate a pietra e a calcina.

21 con o in. Dant. Pttrg. 6. 4 q. Ed io: buon Duca , andiamo a maggiorfretta. Libr-similù. Quando a passi lenti fanno il viaggio. Petr.S0n.28.I più deserti campi Vo misurando, a passi tardi e lenti. Frane, dafinti/. 27. 5. E se periglio è porto Dal lato darnie a vita la difendi,sa con o prr. Nov. ant. jf- 3 . Allora gli restituì a speranza dellaltra maggior accomandisi;). E nov. 'Ì2. -t. Non per propria lcaf-e virtude Messcr Indierai del Balzo ec. vivea molto ad agora, aignuda. Petr. canz. 4 t. E mi face obliar me stesso a forza,si da. Lat. a , ab. Bocc. nov. ttì. 18. Aiuenduni gli fece pigliare a r ' si. Fatevi a ciascun che mi accusa,

Gr, S. Gir. <7. A ciò po-

ta

guisa spag

a spagnuuia. 3 ... r

1 da. Lat. a , ab. Bocc. nov. i(i. 18.tre suoi servidori. E nov. 11. n. Fatedire quando o dove gli tagliai la borsa. »

tele sapere che Cristo predica Cristo. (V)

- ....nriìo dac

tele sapere che Cristo predica autsio. ^,,

Qj Corrispondente di da, passando da cosa a cosa per distinguerle.

Lat. intcr. Bocc. introd. n. 35 . Senza fare alcuna distinzione dalle

cose oneste a quelle che oneste non sono.

25 In setiso di da , quando importa Dovere o simile. Bocc. nelproemio alla Nov. 9. della g. 3 . E così spero che avverrà di quellé(novelle), che per questa giornata sono a raccontare. (V)

25 * Per DA , parlandosi di termini di. tempo, Ambr. Furi. 4 - *

Messcr si ; gli vidi per insino a Pasqua di ceppo. (V)

Per ni. Bocc. nov. 29. 13. In abito di peregrini ben forniti a

. A 3 . 1. Esso non ardiva a tornare addio-

31 ìrac. Mad.

lo

27

punizione e beuìgna correzione. (V)

15 . In

danari e care gioje. E nov. fo- 7- -tra. Dant. Inf. i- 4- cba bene sperar mera cagione.

Sopra vestito a bianco, come neve.

28 Per ni colla corrispondenza dell' in. Bocc.nov. 72. 5. 4 otta a oli;la presentava ; e quando le mandava un mazzuol d agli freschi cc.ituando un canastruccìo di bacccgli ( cioè, di quando in quando.)