AMB ASCI ADQRU ZZO
^*«0, Mezzano , che dioesi anche Arubasciadore amoroso. Baco.Sll ' ù ' un cauto arnbasciadore mi significò se essere ad ogni
3 J*_° comandamento.
velie. (A) LE MAle nuove * * Dìcesi d'uno che spesso pòrti cattive no-
r if ( ’TÌs° U ’ J ^ n ^ )as ' c ' a l° r non porta pena ; cd è scusa di chi tratta oijjjoj f ’ P cv altrui, cosa che possa aversi per male. Lat. caduceatoriTtp^* 0 *! 10 n °ccf. Earr. Legatus non ccditur, ncque violatur. Gr. óÌor Tì ^ 7rr£TKl * vfipi'Zerca. Flos. gg. Ar. tur. 2 4 - icg. Tra
i’esse l ° nCm ° Sa cn * rar ? che speri Che fra lant’ ira securfà li preste-^m/. lnCS - S0 ^ ^ C ’ IU - si conforla Per dir,Che ambasciador pena non porta.baso; ( f Gla( ^ orG dilf. da Inviato , Legato, Nunzio, Deputato. L’ Ani-
Ut
una qua-li n seinplr-
^™ b Y ci adore dilf. da In fiato , Legato , Nunzio, Deputato.ità ln, * ore P ai 'la e negozia in nome del suo sovrano ; c ha uce F a PP 1 'oscntativa inerente al suo titolo. L ’Inaiato è undi o' ruslr0 j autorizzato, ma di secondo ordine, ed ha sempre i agg.agli ran, y" ,Qno nè differisce dal Ministro Plenipotenziario inquantotòlti' 0 ' 1011 e<1 al B ra do> c però questi due titoli soglionsi generalmente®ovr* e s h l s'-.a persona. 11 Deputalo può essere indirizzalo ad un
c ><.'tà' U10 i ’ Ina c K*t 1,011 ha poteri, nè parla che a nome di qualche so-pii) . S °“alterna , o di corpi particolari. Legalo e IStmzìo sono vocil’ert'^Pnc della Diplomazia ecclesiastica, e differiscono anch’csse perdig n ;Jf* iouc delle attribuzioni , pei requisiti ch’esigono e pel grado di
^rH? UZZ0 ’ Am-ba-scia-do-ms-so. {Smi] dim. di Arnbasciadore. ESf, t Questi nomi fi nienti in uzzo , avviliscono, e diconsi per ischer-r ' ,lC ' ^ acc ‘ Hw ‘ 7 4' U quale , udito dal giallo ambasciador uzzoAn BAs _ f Clu s lato trattato , s’avvisò che messer Bernarhò, cc.
4 mK. AI ? R!ce j * Am-ba-scia-drì-ce. Sfi Moglie d 1 un Arnbasciadore. V.
4Cr atricc ,’ Gn,m Bei *- ( p ) .
0 ’ * Am-ba-seìnn-tc. Pari, dì Ambasciare. Che s'ambascia ,
^«ASCI . f n ' ,lbl ' S cui. Tesauro. li erg. (0)an,,; * Am-ba-scià-re. N. ass. Aver
, b'. Or. •
/’ ambascia. Lat. anhclare .
Ihrtei
“‘niente ambasciava.
r F"
J\ ’W- bisserò in ambascia, Trambasciare, Venir meno. ] Fr. Jac.^ , * jU0 Cristo amor mio , Per coi ambascio e vo ratio.
S'*à n n ' P asSm Affannarsi. Sninuiz. Arcad. Egl. 2. A’loro agnellii j, a . 0I ? Uuoc V’ 11 fascino, 0 che sian erbe o incanti die possedano ; E^'“Ascé* C °^ ll;ltar P ar c ^ ie s ’ ambascino. (A) (B)
2. A p RlA > * Am-ba-scia-rì-a. Sf. V. e m‘Ambasceria. Pecor. g '8. n.A Se l° la 8*‘ “scili Guelfi mandarono nell’ Alamagna ambasciaria cc.A;*# P e, '° non è errar di stampa per Ambascierai. ) (V)
«/( ro IATA 1 Am-ba-scià-ta. [A/!] Quel che riferisce Varnbasciadore , orn "ndato. —, Imbasciata , sin. Lat. nuntius. Gr. ccyysha. lìocc.te '</?* 2o * Gimilo adunque il famigliare a Genova , e date le lette-ìl1 >v. l’ ambasciata , fu dalla donna con gran festa ricevuto. E
fuivj- 2 Y* ^ Nè per ambasciata di femmina , nò per lettera, ardiva disentire. E nov, 26. 8. Egli l’Via, da non troppo tempo in1. ^^’elis.snnunienle con più ambasciate sollecitata. G. E. 7. fi.ètnico . sua ambasciata, il detto Abagà Cane, il quale era molto^ '***• a . j Cristiani ve.., il ricevette.
CtJ,J liriu JdScei ! u * l jaL b’gatio. Gr. 7 Tpeyfa’u. Cren. Veli. 8f. Quasi delSa rei stato in ambasciata : ma non faccan per me, che era mio
c onòr ct l l0 ’ G - . '
/N ‘‘OroVAl • k/. inni .'•1 1 il.V
' ,,a, idr> e /'mbasciala che uscisse di Firenzi? ,}Asc UTn arriv ^ ^ «die porte di Ro;
A,
12. 107. 0. Non si ricorda a’ nostri dì sì riccairenze. Fr. Giord. Pred. 11 .. ......m,,.,,,,,, m»c porte di Roma, cc.
- T< ^ r ' t: ? Am-ba-sciu-tó-rc. Sm. —, Arnbasciadore, Ambasiadore,-? 1 ’ 0 ? imbasciadore, sin. Lai. legato,s. Gr. irpéifa. Creai. KeLL^’^to f' U vo ^° a Pisa insieme con Tommaso Diotajufì ambasciatore diÌ<J di s r ' ìniltlG -Remò. Star. 4 ■ 44 ‘ Gli ambasciatori del re Carlo e dellicc. fecero triegua per sei mesi nell’ Aquitania . E ap-jf ^ Vr le quali cagioni il senato creò ambasciatori .alti re di Spa-d ; Uo y li . ( i Ti >resso : Avevano i detti re di Spagna ne’mesi passati mali-
f’i'^ncesco Cappello . ambasciatore della repubblica.
Ai, 11 **. Am-ba-scia-ló-ri-o. Add. m. Attinente ad ambasciata.
tJi oi. r
lA $C|
Rei
.( 0 )
I. t A/ e ?“ < ;! at *'i re > luibasciadrice, sin.Aj, ,Scia b-i ri ;^ , luil, nziatri c e. ] Dar. Scis.
5 *> 2 ?
ASc, ° ’ Am-ba-scie-rl-a. Sf. V.
A njj I ' 1 ' 1 giòn ’ ’ a r s , cio ' Sm. fT. J. V.
21. L’ira de’ principi è am-
&0 ’ Am-bn-srid-so. [ Add. in. ] Pieno <t ambascia. Lat. anxius ,I Ubi (. 'i S ' G ''- ~ìpiy.'j:Mi. Petr. Uom. Ili Ambasciosa, e con pietosi prc-ritenne r.,,..ll« -u
mi vide con ambascio.Ain-br
di Ambasceria.e di ’Ambascia.
Pataf. 5 . Che
K ^n^ lìi * .T>c!lo pieno di pensieri.
/d ( \ 'a ^ ,n 'ba-sia-(t<>-ic. Sm. E. A. E. e di Ambasciatore . Ca-buccia* Andando gli predetti messi e atiihasiadoj i in
u'dnno e f o.vono leggiere la predetta pi gola. (\')
^ di \ Am-ba-si-uc'-o. A 1 , pr. m. ( .Sigmlira tiniinariaimA\, <: d'v,inn,. il,as< >- In gr. anibasis per analaàs vuleasccnso, piu^nAÌ >-* fr l,avalc -) (Mit)
, A ,ri^ ’Aiu-bu-so. Città della Eri già. (G)
/Ò.V.; ,A...' r ' '
% !^ Ss Qu,
Aver
v ,t fig,,
, .-ua-si-uc-o. i\\ pr, m. ( .Sigudira onlinai'iain(‘nle abi-
n„- -"Zion,. Ul iaso ' 5,1 ">'• anibasis per aualads vale asceuso, progresso,' "‘so. . ,Vivale. 1
’^Ss,
cesi de ’ dadi , (piando .due hanno scoperto l'asso.verf 1 ’ ^ ,J d > ’ ;,SS G Aulito gii assi, sin. fìat. Purg. 6’. 1. Non" R'- - ,,Cs cnou in mi modo, come dire ambassi, tre, due e asso.
bitto allibassi in tóndo, di chi ha mandato male ogni■b lui tratta dal a inoro di sbaraglino. Lat. ltecate sagritìca-
^ l,; ! s ‘Cactus est. ‘/b. ^ ^ ‘ .
' sui tavoj' '' u ' u:cus Fumi . Fier. 3 . 1. ij. Gli spirti* . Ul », Per aver tosto il sezzo ambassi in lòndo.tir s »‘- *<> stesso che
^i. * ,„Ain.bà-,
c tiro ami.asso. (B)
Allibassi, lìim. buri. 2. 3 oy.
(Gqu- ò aI! 1 ?* ‘ S / : e di A mbasria. GrilìMt.RergdO)
* } Am-ha-U. Amichi popoli deW Indie. (G) 5 ^ ;
AMBIDUE 2 3 q
Àmbatismckb. * (Gcog.) Am-ba-ti-sme-ne. Montagne del Madagascar ^ G)Ambauti. * (Gcog.) Àui-bà-u-ti. Popoli d' Asia nella Paropauia. (G)Ambe. Pvon. pi. f. V una e t akra de due , Tutte e due. Dicesi calcheAmbo, eh* è de ’ due generi. Lat. arabae. Gr. Dant. Inf. 8. 4 °‘
Allora stese al legno ambe le mani. Petr. catiz. 8. 5 . E sica nel cuorpunite ambe le luci Ch’alia strada d’Amor mi furo» duci.
Ambe. * (Chir.) Sm. E . G. Lai. ambi. (Da ambe sopracciglio, promi-nenza: e ciò perchè la leva di questo istrumento è tagliata in tondo ,come un sopracciglio, onde adattarla alla cavità dell’ascella.) Macchinadescritta da Ippocrate , che serviva a ridurre le lussazioni del brac-cio. ) e di cui si è oggi affatto abbandonato l'uso. Si compone di unaasta dì legno verticale assicurata ad un piede e terminala da duemontanti , Ira' quali sta sospeso un pezzo mobile sopra cui si stendevail membro lussato ; del quale pezzo valevasi il chirurgo come di levadi primo genere a braccia migliali .—, Ambi , s.r. (A. 0 -)
Ambe. * (Geog.) Città dell' Arabia Felice. (G)
Ambedue, Ambudui, Ambeouo. Pron.com. camp, da Ambe a Due, vaglio-7it> lo stesso che Ambo. E. Lat. ambo, allibar. Gr. ciy.pji. ( Da amboV mio e 1 ’ altro, e da duo due \ quasi L’ uno c l’altro de’ due.) Petr. canz.3 o. 4. Ji temo eh’ un sepolcro ambeduo chiuda. E so/t. 122. Che pietànon avesse spente Pire, E !or dell’ usal’arinc ambeduo scossi. E 207.Beata se’, che può’ beare altrui Colla tua vista, ovver colle parole Intellet-to da noi soli umbodui.N 7 ffl*.imt. 35 . 5 .ÀUora ambedue entravo nella fossa.Ambeduoi. * Proti, com. pi. E. A. E. Ambo. Rim. buri. 1. if'i* Garinc Gandolfo messeri amìvduoi, Ed amhcduoi di maggior litol degni ,Se fortuna tulor pensassi in voi. (B)
Ambelj. * (Gcog.) Am-bò-li. Città dell’ Indostan. (G)
Ambelh. * (Mit. Maom.) Am-be-li-i. Sm. pi. Lina delle quattro sette amtichedel Maomettismo chiamata cttsi dalnome del sun capo Ambelif Mit)Ambelite. (Min.) Am-he-lì-tc. [-S’/’j Spezie dì terra medicinale , [ nera ,tenace, a guisa di bitume., che. serviva a tignere i capelli. Usato anchein forza di add."] (Dal gr. ampelos vile : poiché con questa terra soglionsifregare le viti, onde allontanarne alcuni insetti.)—, Ampelitc, sin. Rice.il.Fior. 16 . L’ ambra nera m cava di sotto terra a Granopoli di Francia , laquale è di natura di bitume, come la terra ambelite, fmnueitc, e simili.Amber. * (Geog.) Fiume della Baviera . — Città dell’ Indostan. (G)|Amberga . * (Gcog.) Am-Lòr-gu, Ambcrg. Lat. Candicbis Annalausoruin,Città della Baviera. (G)
Ambert. * (Geog.) Città di Francia lidi* Alvcigna. (G)
Àmbi. Pron. pi. rn. Non s'incontra in iscrìttimi antica che ottima sia , ben-ché tic’ derivati o composti s’adoperi, dicendos i , colla autorità de* mi-gliori scrittovi , Ambiduc ., Entrambi , e simili. Si trova ne’modernidi buona lega* Tac. Dav. Ann. 15 . 220. Ma la moglie di Mitico av-vertì clic Antonio Natale e Scovino , ambi anima e corpo di C. Pi-sone , avevan fatto un gran ragionare in segreto. Etne. Alari. Rim.4.Questi ligustri qui, questi amaranti Ti diè pur dianzi il tuo vieni File-no) E queste rose, chclu porti in seno, Da Tirsi avesli 5 auìbi novelli amanti.Ambi. (Ohir.) Sm. E. Ambe. (Diz. G/hr.)
Ambia. * (Geog.) ’Am-bi-a. Città della Mauritania. (G)
Ambiadura , Ain-bia-dù-ra. SC E. Ambio. Seti. Pùt. Imperciocché ionon so s* ci va all’ambiadura , o al trotto.
2 — [Pmv» Perdere il trotto per l’ambiatura = Perdere quello che or-dinariamente si pub nnnseguh'c per volerlo procurare con modi simor -duiarii : tolta la metafora da’cavalli ai quali si pub malamente darl ambio contro la lor natura, senza tor loro t andar naturale , il chesi dice ancora Perdere o Lasciare il trotto per l’ambio. ] Rocc. nov.7 3 . 12. E noi avremo perduto il trotto per Pambiadura.
Ambiami. * (Geog.) Am-bi-à-ni. Antichi popoli della Gallia Belgica. (B)Ambiamo,* Am-bi-à-no. Add. pr. m. Degli Ambiani. (B)
Ambiano. * (Geog.) Lat. Ambianum. Città e regno dell'Etiopia .' — del-la Gallia. (G)
Ambiànte, Am-bi-àn-te. [Part.] Che va d'ambio ; e dicesi de cavalli , de -gli asini e de'nudi. Lat. lopjlim ineedens , tolutarius , gradarius. Gr.TrsptTtttTwv. Li!). Amor. lì. 11. E vai meglio ad onore cavalcare un ron-zio magro c clic trotti, die un asino grasso c Ikuic ambinole. Star.Aiolf. E poi montò sur un palafreno aiubiante. Rarefi. 1. 27. An-dando mi pareva ambiantc il mulo, Ma su lascila mìtroltava il culo.2 —- Oggi a cavallo ambiantc diciamo Ghinea. Lat. astureo.
Ambiare, Am-bi-à-rc. [V. «.w.] Andare col passo dell’ ambio. Lat. lolu-tim incedere , tohitim rarprrc ineessus. Gr. Tr^trrar M. ( In frane, di-cesi anibler ; ed è dal lat. ambulare camminare. ) Cavale. Med. cuor.Qome dice il proverbio : Cavallo vecchio male imprende ;»d ambiare *,e come Ja cosa infracidata non si può bene insalare 5 e la verga indu-rata , secca, non si può bene piegare. Cr. <j. fò. 3 . Toslnmcple si ca-valchi , lungamente trottando , ovvero ambiando , verso luoghi mon-tuosi. Lih. Amor. 22. Cavalcava un ca\alio grosso e ben formalo, loquali* ami iava soavemente.
2 — Detto per metaf. di una donna. Pecor. g. 5 . nov. 2. La fece trot-tare e ambiare parecchie volte in qua e in ìà per la sala.
Ambibaueti. * (G'Og.) Am-hi-hu-rò-ti, Ambiiiarinii. P* poh delle Galltef G)Ambìbari. * (Geog.) Am-bi-bà-ri. Popoli delle Gallò'. (G)
Ambico, * ’Am-bi-co. IV. pr. m. Lat. Ambicus. ( Fa! gr. ambia , ambi-cos calice.) (B)
Amb/oestro, Am-bÌ-dé-sfro. Add. m. conqi. di Ambi e Destro. E. L .Che si vale ugualmente dell' una e dell’ altra mano. Lat. ambidexter.Gr. ( Vuol dire che si serve di ambe le inani, come se cia-
scuna fosse destra. ) Espos. Eaug. ty ei a uomo ambidestro e gagliardo.Amkidbani. * (Gcog.) Am-hi-drà-ni. Popolo della Aorica. (G)
Amhidub, Ambici 1 !, Amrjduo, Ambiduoi , cc. Prcn. m. pi. comp. diAmili e Due. F. Audio. Lat. ambo. Gr. Nov. ant. 23 . 2. L’u-
no e P atiro savio dieea vero-, perciò ad ambitine donoe. Albert. 44 -E chiamasi per Io Vangelo la legge d’iddio, quando dice d’Elisabctl 3e di Zac«'beria, che ambulile erano giusti appo Dio . Guav. Past. Fid*4 ' y- Cosi feriti ambiduo siete ; oh piaghe E fortunate e care I