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Vol. II.
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■ 2 q calenderi

5 — * Avere il rcrvel fuor di calcndc Esser matto , stolto cc. Tassai*Secch. 4. 35 . Il primo avea il cervel fuor di calende, E Tallio eraun funton lungo sei braccia. (N)

6 — * PixjU. Alle calende greche = JS r on mai; perchè i Greci non usa-wwo le calende» Serd . Prov. (A)

Calekdeiu. * (Mit. Maom.) Ca-len-dè-ri. Sm.pl. Specie dì Dervis sparsi inPersia , ed in Turchia , i costumi de quali sono meno puri ìli quellidegli altri Denis. (Mit)

Calendi , Cu-lèn-di. [Sost. coni. pi. Lo stesso che ] Calende. V. Bocc. nov.28. 24. Di che io prego Iddio che vi dea il buono anno e le buone ca-lendi. E nov. 7 g. 24. E senza fallo a’calendi sarà capitano Bnbàlmacco.Pass. 35 i. Andar cercami' la buona mancia nelle calendi.» Vit.S. Za -nob. 3 18. Mori negli anni di nostro Signore Jcsù Oliato quattrocentoventiquattro , addi xxv del mese di Maggio dei predetto anno , agliotto di a caleudi di Giugno. f Questo è il lat. Vili caiendas.^ Pelr.Vom. ili. 2</;. In questo auno in caìcudi Luglio scurò il Sole. Fior.* 3 '. Frane. 162. Imperocché in caleridi ricevette Tabito. (V)

2—[Partirlo tempo per calendi rr Annoverare i giorni del mese ; ciòche si faceva in antico , computando il numero dei giorni che man-cava, per giug nere alle calendi del nuovo mese.} Dani. Purg. 16.26. E dinoi parli pur , come se tue Partissi ancor lo tempo per calendi? fEvale : come sa tu noverassi ancora i giorni del mese , cioè come se tuvivessi ancora.)

3 — E nel sfgn. di Calende, 3 . Tes. Pov. cap. 49 ' La detta astrolo-gia supposta ovvero bevuta , mena fuori le calendi e lo malo sangueche rimane dopo il parto.

4 — [Calci), v. erroneamente indicata dalla Cr.come accorc.di Calende,dovendo leggersi i lesti del Compagni ^ Boccaccio , e G. Villani, Ca-lco di maggio, di gennaj.i, di febbrajo ec. , Calendi maggio, febbra-io cc. senza il segnacaso di , nella guisa che noi pure diciamo il pri-mo geimajo, il due marzo, addi tre giugno e simili, secondo le osserva-zioni dell’ Òuonelli confermate dal Parenti.} Din. Comp. 1. 22. Unasera di c..tendi Maggio montarono in tanta superbia , che pensaronoscontrarsi nella brigata de’Cerchi , e contro a loro usare le mane e iferri. Baco. nov. y 5 . 6. Fecesi la notte, alla quale il calendi Gen-najo seguitava. Q. V. 7. i'ò. 6. Ogui anno per calendi Maggio si fa-cevano lo compagnie e brigate. E cap. 1^6. 1. Nel dello anno la nottedi calendi Maggio lo re Filippo ec. fece prendere a un 1 ora tutti gliItaliani eh’erano in suo paese. E 8. 1. 1. Negli anni del Nostro Signo-re Jesè Cristo 1295 , in colendi Febbrajo ec.

Calendola.. * (Bot.j Ca-ién-do-la. Sf. Lo stesso che Calendula. V. (A, 0 .)Mattici. 4 - 1f)2, Berg . (N)

Calendula. * (Bot.) Ca-lèn-du-la. Sf. Genere di piante a fiori compostidella sìngniQsia necessaria , famiglia delle corimbifere , cosi delle per-chè la loro specie più comune la calendula oilicinalis fiorisce nell'e-state ed è comune ne ’ campi e negli orti per ornamento. Se ne usava-no le foglie ed ì fiori nelle otudmie e nella itterizia. —, Calendola ,Fiorrancio , sin. Lat. calendula. (A. O.)

Caleno, * Ca-lémo. JA\ pr. coni. ( Dal gr. calleon color purpureo.) —Una delle figliuole di Danao . — Indovino Etrusco al tempo diTaiquinio il superbo. (Mit)

2 — * (Geog.) Lat. Cdenum. Antica città della Crwipariia.(G')

Calente , Ca-lèn-te. [Pari. di Calere.] Cui cale. 7 )att. pece, mort. Quan-do egli è disleale, non ralente, dimentico, lusco, dùialteute e fievole.

2 •»— * Caldo . Caloroso. Libimi. Berg. (O)

Calentuiia. * (Med.) Ca-hn-uWa. Sf. Si dà questo nome ad una ma-lattia a cui sono esp< sii i marinai , che. viaggiano sotto la zona tor-rida , ed ha per carattere un violentissimo delirio. ( E v. spago., evuol dir Febbre. ) (A. O.)

Calenzuolo. (Zoo!.) Ca-lcn-zuò-lo, [V/n.] Specie d' uccelletto apparte-nente all' ordine de passeri , ed al genere Loxia , simile al fringuel-lo , mtt alquanto più piccolo , c di colore scuro e giallo. [La femmi-na si distingue da varie macchie bislunghe e scure tanto nel dorsoche nel petto. In alcuni luoghi è dello Verdone , Verdello , e dagliautori Cloride. Lat. loxia chloris Lin. ] Morg. 14 • 5 y. E ’i calen-znol dorato , e 'l lucherino.

Calepino. (Lett.) Ca-le-pi*no. Sm. Dizionario , Vocabolario molto am-pio ed abbondai.te di voci. (Dainomedi Ambrogio da Calepio, com-pilatore di un lessico poliglotte) dì molto pregio. ) Braccìni. Scher.i2. Berg. (A) Alleg. 32 7. Ogni e qualunque volta ec. ch’io fàcciadtH calepiuo ec. Tusson. Secch. 7. 46- Che sapea tutto a mente il ca-lepino. (N)

Calepooio , * Cade-rò-dbo. N. pr. rn. Lat. calcpodius. ( Dal gr. calosbello, e pus , podos piede: Che ha i piedi deboli.) (B)

Caler», Ca-lé-re. V- sempre impersonai [e difet ., di cui non si tro-vano usale che alcune poche veci , come Cale , Calca, Calse , Cale-rà , Caglia, Calerebbe oCarrebhe, Calesse, Calere, Cateto, Caìendo.]Vale Curarsi, Premere, Essere a cuore.Lat. cordi esse. (Dal int. calereesser caldo ; poiché una cosa ci cale, quando abbiam premura e quasicalore per essa, in fatti appo i Lat. calere foemina aVqua significava averpremura per una donna.) Bocc. nov. 26. 22. Non ve ne caglia,no : io so bea ia ciò cU’ io mi fo- E g. 4* i 4\ E perciò a niuno

caglia più di me, che a me. E tiov. 46 • 5 . Ma Gianni, al filale piùche ad alcuno altro ne calea. E nov. 77. 6 . b ingegnava ni dimo*&U’#rgli che di lui le calesse. E rum. 66 . Ma se cotanto or più cheper lo passato dei tuo onor ti cale. Lab. sn 3 . Sopra tutte Y altre co-se, a cui caligo non ne fo*se, era da ridere. Nov. ant. 56 . 5 . Ma-donna, siccome poco v’è coluto di costui, che tanto mostravate d’a-mare, cosi vi carrebbe vie meno di me. Doni. Inf. 19.67- Se_ di saperch’io s;a ti cal cotanto. E Purg.p.S.G ome dicesse a Dio d altro woucalrjie.

2 r- Usato col 4 ' raso. Star. Semtf. 36 . Calendogli vie più la salutepropria, che gl’interessi dc'Semifontesi, spedirono ec. (V)

3 —- Avere, Mùlter^ec. checché sfa in calere, a in non calere, o in

CALIA

non calcia Curarsene, o Non curarsene. V. Caie. M. V. 9. L ^le e l’onor del comune niente hanno in calde. Tes. Br. U. H.' r ,sire ricchézze fucran a voi molte cose mettere in non calere. ^ lLt ldiv. Se per biasimo , o per paura d* alcun pericolo , tu metti a °calere la salute di tutti i cittadini. » Guit. lett. 5 . 22 • Non vo’fac 1 -’obbriarc , nc mettere a non calere Ini. (V)

a — * Nello stesso modo dicesi Mettersi a non calere. G. V- 1 '10. cap. 7. Ma però niente valse, c della moglie e figliuolo sinon calere. (V) ^

4 — * Essere da calere = Importare , Rilevare. Sen. Pisi. 18. E' n0l ! (lda calere, come da grande cagione ella fla pazzia) nasca,chente alitino ella venga. (V)

a — Essere in calere; lo stesso che Calere. V, Filìp. Uh. 1 c,! '^

82. E in bue dicendo che al santo Padre era in calere che della S ue !^da’Fiorentini a’Pisani, la quale era il guasto di Toscana , si ve»^alla pace. (V) Bocc. Teseid. 1. 4L Ma s’ella potrà fltrlone penici’Lo farà tosto : e ciò T era in calere. (N)

5 — * Darsi a non calere zcz Non curarsi. Giov. Vili. Pei'gamin . W6—So vi eal di me : Modo di pregare. Bocc. g. 4 • num. 12. D^lb

vi cal di me, fate che noi ce uè meniamo una colassi! di queste J* 1pere. E nov. y 5 . 4 ' cu ^ di me , venite meco infìno al palag"^

7 ■— Prov. Di quel che non t.i cale, Non ne dir nè bea nè inalaisign. Non dover i entrare ne finii altrui.CALKSE.*D^ t ‘°gOG , "!é-se. 1 Calci>se. 7 r. Calais . Cìt* diFr.suda Sfanica.(fi)\ lCale>io , * Ca-iè-si-o. À 7 . pr. m. ( Lhi caleso fut. di alleo io chiamo. )Scudiere di séssilo^ ucciso da Diomede . (Mit) . ^

Calessatiliì , Ca-les-su-bi-le. Add. com. V. moderna e dell' uso • p 1 ^si delle strade dove possono andare calessi , curri , carrozze e $i ,nlTurg. Viagg. Via ridotta calessabile. (A)

Calesse. * (Geog.) Ga-Us-se. Lo stesso che Calesc. V- Av. Fur ■Calessetto , * O.-leS'sét-lo. Sm. dim. di Calcsso. V. Calessino. AJSut. E i caìe&scUi che saettali lì. (N)

Calessino , Ca-les-si-no. Sin. diin. di Calesse. Piccini c alesso. -7* ' l 'les.H'ltto, sin.Lod. A dim. Sat . 2. Vuol comodo T albergo ... e ilsino Pari al tano del sol tiauuumtc c bello. (B) ^

Cales.io , Ca-lès-so. [‘V//z,l Sorta di carro [ coperto , fatto per nf }portar uomini , con due ruote solamente e con due stanghe clti per essere sostentato e tirato dal cavallo. ] Lai. cisimn. Gr.

%gì‘. ( Dal ted. kalesche. ) Red. lett. 2. yf- 1 ° noti ho preteso 1 ^che vada a cavallo , né che vada in calcsso. E 70. Se non vicalessi di ritorno, non importa : ue tolgo uno a dirittura. Q „

2 — Tirare il calcsso zgz Fave il ruffiano ; modo basso. Lui • l ciI

nem, perductorem esse. Gr, TrpouyojyG uva./. 0

Calestro, Ca-lè-stro. A'peeie di terreno [ magro, ciré è poco lìiel

che sasso schietto , il quale amun le viti.} Lat. saxosum solum. ( Dal £»chalis pictruzza, selce.) Socler. Colt, if* Amano le viti terreno n* a o l 1anziché grasso ec., benché nel sasso quasi schietto, o poco meno » cme nc’ calestri, provano benissimo» Alleg. 290. Pare ogni palcopunto un cataletto Restato come dire in quel calcitro, Che lafece per dispetto.

Caletore , * Ca-lè4o-re,iV.p7’./H. ( Dal gr. calos bello, ed etor cuore-;

Principe tri>f ano ucciso da AjacefMit) j e

Calbtta , Ca-lét-ta. Sf {lini, di Cala. Piccol seno di mare nelpossono ricoverarsi piccoli bastimenti. —, Calanca, sin. (S) (Va n ) 02— Fetta. [ V. A ,] Lat. frustrum. ( Vieti dagli Arabi , i quali eUc ^qalla |>er paucus et imminutus fuit: dicono poi qellou in senio di p?Calettare. (Ar. Mes.) Ca-let-tà-re. Alt. T. de' legnaiuoli eCommettere il legname a dente , o altrimenti , sicché tutti 1che separati son fuor di squadra , riuniti iasi one tornili bene^ c - Qzzo al pari. V. Calettatura. ( Dal gr. calos heliauieute , ed ap i0congiiiugo, connetto. ) (A) # _ //i-

2 — Usasi l /stessa voce, da' carrozzieri , magnani , muratori , scm pni ec ., sempre in significato di Collocare e riunire, le parti se P ll \ 01de* materia i in modo, che sieno adeguatamente collocate nie combacino perfettamente. (A) Dui. Lepide^, f. 114. ( 1829)nocchiuto diviso in quante parti erano ì convitati , una delle qua ^prima falla con sego, pinocchi e zucchero e ben calettata, siedi 1piesse il vacuo in mainerà che non si distingueva dalle altre. (applicato a pasticceria. ) (Pe)

Calettato, Cadet-tà-to. Add. m. da Calettare. V. (A) . 1

Calettatura. (Ar. Mes.) Ca-Rt-ta-tù-ru. Sf. L'operazione dì c alel ’lo stato della cosa calettata. (A) . f * fit

2 — Presso de’ l.egmtjuoli è spezialmente quella commettitura \-e^ s ‘con itno o più demi a squadra internati nella femmina cheli 7 ,( - uCalettatura in terzo, a coda di rondine , a ugnatura , a bastu^ 1 ' 1sguscio, a nocella e sguscio nascosta. (A)

Calfa. * (Geog.) Urie de.U* isole Decadi. (G) , Cf cc.)

Calfurnia. . * Cal-fùr-m-a.ZV. pr.f (Dal gr. calos bello, e phorion

Baldin. (N)

Calì. (Bot.) [Sf.} Specie d f erba [ che anche dicesi Erba cab, d e //U iceneri si fa la soda e la racchetta. Dal Mattioli è detta l 1questa pe* moderni è una specie distinta dei genere SaboUn . ()ì ?im-presso le sponde del mare. Lat. salsolu kah Liti. ] RiceU* 1 ^ s- *leL’allume ec., che si fa dell’erba cali, fittane cenere. E sJ Ja<

alcali . il quale si fa dall'erba cali, che é quella dì cui si D a2 — * (Chini.) Lo stesso che Alcali. (A. O.) —

Cali. * (Mit. Ind.) Sposa di Maadeva , e corrisponde a Proserf

Protettrice delle città. (Mit) ^ ,.^ tl ji.(R) r

2 —* (Geog.)Gh^à della Nuova Granata.della anche San Jago ai ^Calia, Ca-lì-a. [V/ì] Quegli scamuzzoli , cioè minutissime P a,t f J - s ia (jo7'o , che si spiccano da esso nel lavorarlo \ delta casi,cah che fa Puro. Lat. euri scobs, ranicnluui. Gr.'\''nyg- < x- f v ‘‘■)'■2 — Per meta,f. Niente, Punto. L.al. miniìimm. Gr. r ( v * oi 11 -’ 1Vare. Ercol, t . 1. p. 182. Quando i maestri voghon sigudic

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