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Vol. II.
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CEM.M AVELLA

?, * flkl sòie, usato anche per Cennamella . V. (A.)

t-BMMAsELu. (Mhs.) Cem-ma-ncWa. C Sf. Lo stesso che 1 Cctnina-niella, F. Fardi. Ercol. 267. le cemmanelle , clic si picUua-0 luna coll altra. . . ,. ,

''Mpessahe , Cem-iKU--rc. N. nss. Incespare , Urtare 1 piedi o legamie in cosa che intoppi, Incespicar sovente per debolezza di garrì-bc ' ( M ted. schuppcn urtare , onci' è pure lo chopper de Francesi^ vale inciampare.) Fag. ritti, Le gunite e i piedi . °8

passo di cascare accennano,..ÌE sempre più barcollano e cempcnnano.f A)-na. [6'/.'] Il mangiare che si fa tu sera. Lai. coena. Or. du«»ov.Loca. /tot*. 5 i. 3 . E ali mandò dicendo clic a cena 1 arrostisse,c governasela bene. Sen. Ben. farcii. 3 . 26. Si trovò in un convitoa cena , avendo in mia pietra grande A anello 1 immagine di inerìcolpita. » Iteci, nel Diz. di A. Pasta. Sarebbe di grande utile, se lasena fosse una sola minestra assai brodosa ec. E appressa: La cena siasempre più parca del prauzo. (N)

r v. Comandare: Comandare la cena 2= Dar ordine che sia po a- "1 tavola, linee, a. 6. fin. Prestamente fece comanda" 1 , tacerla, [V j3 - Col v . Dare o Fare : Dare o Far cena = Apprestare altrui laConvitare a cena molte persone. Bocc. l\ov. Davate le piu

Vieti

,. v '-vi v. ì

Itoc c. Nov.

. Cena ,

Leonida , eli a suoi lieto propose Un duro

cena

Cl ' lli! del mondo. (A)

Vj f* , da cena = Preparar la cena. ] Bocc. nov. #2. lo.Avc-

Èces s( ,°f. un ' ,a gno e nobilmente da cena. E nov. Sg. 11. Clic così

4. * . cena come Melisso divisasse.

ol v. Essere : Essere a cena = Cenare. Bocc. ISov. A me con-Sera essei ' a cena altrove. (A)

r'TT Esserci da cena = Avervi vivande da poter cenare. (A)

°t v. Stare, Porre, o simile : Stare , Porsi a cena =3 Cenare. ]j # 5 . #7. E poi dopo molti altri ragionamenti postisi a

£ Ci astutamente quella menò per lunga.

bran.i; ^ >c(r - ctl P- 0- Lei

7 a tcrribil cena.r e ni) w ' ^ on potere accozzar la cena col desinare =3 Non si pnte-P-rìì, a ? Z ?~ 1,1 cosa veruna. Lat. nibil progredì, nibil proflcere. Gr.

8 ^ ^ t1, 1 oGiw»i.

Pisciin , Ctna Salvino , dicesi per ischerzo e in modo basso, e valevino n 8 an ^ arc a iella. Malm. e}-. Se non si fa la cena di Sal-

9 Chi UaU *° a man S ar non c è assegnamento.

F 1 , va . a letto senza cena, tutta notte si dimena; cioè non dorme.

10 - U. Cenare, §. 6.

dii ,. ^"Cangiarsi in una cena , in una festa o simile una casa, un po-'dore r r' A/ie/ic/ere in una cena, in una festa ec. I' entrata 0 il

t _ fi' i una casa, di un podere. Serd. Prov. (A)

* s tituit 1' </u:c dell' Augustissimo Sacramento dell Eucaristia

, " a ' Signore nella cena con gli Apostoli, (ber)

D,mt p ° oetm Cena dellAgnello disse Dante per la gloria del Cielo.'}lo ;i ar 2 4- 1 O sodalizio eletto alla gran cena Del benedetto Agnel-

li '1'^ vi ciba.

. U-ett.) Presso gli antichi era pasto di più sorti e prendeva di-

ami-nostra lettcra-

2. 5 o. Cosi me ne vo a letto mai cenato.

[Fig. Detto di Uomo) scempiato, scimunito , sciocco. V. A. Bocc.Lab. 2 pi. E te or gocciolone, or mellone , or sermestola , e talor

l'ery i

Passai 10 '? 1 cnm e di Centenaria _ri ; ,( c 6 1 spesa di cento assi, eccettuatene l eri

che . che si faceva nell feste di Cerere ; di Funebre , ijuelta

com.o, si."/j 1 Dei Mani sul rogo-, di Popolare ,

quella che per legge non poteva" -he e le frutte ; di Ce-

queìl Un%iSlei a ,!cl C1 ^ L offerii agia . c Ae si dava al popolo fon

-v-- "o -7-- . y .. ...

ch e v,te si dava al popolo romano nel portico de tempii il giorno

pagava la decima ad Ercole ec. (Mil)ee p r ° Cc--co-lo. [Ani. V. E.} Luogo dove si cena. [Oggidì si di-co' ^f'PAmente parlando del luogo dove Gesù fece l' ultima cenadoitius ° l, Cenacolo , rèi.] Lat. cocujculuuijSuperior parseli vr rir/pd/oi. Mcdit. Arb. Cr. Discese sopra la santa turba ,do r .,. rai,u 'ita in quel santo cenacolo. Legg. Asc. Crisi. ?> j-l ftuaa-i»o , l,Vano nel cenacolo. Pisi. «V. Gir- Daniello nel suo cenacolo /cr-Se ,ì," Va E' finestre aperte inverso Gerusalemme . Red. Dilir. 23.er-i.- SO| l e avverrà che un di lo assaggi Dentro a' lombardi suoi

/ v> Furiato ove sia rappresentata la Santa Cena. Fasnr. Kit.

u? 1 ' t\ce uucora in Milano ne irati di' $. Domenico a Santattj,p Grazie un cenacolo, cosa Iidiìssiina e uiaravi^liosa. E

H(|| a -o: Nei medesimo refettorio mentre clic lavorava il cenacolo,

3 testa ritrasse ec. (A) (N)^ e »Arn Ultimo piano delle

^' n ^' CU ^ 01 C^ 772 *

case romane. (Mil)

K. A. V. e di' ] Cenacolo. Legg. Spir.

^ Ce--cu-lo

caì,iculo, ove si raccoglievano insieme.

'Kl| rl L. £1 Giovedì suino. Pe.tr . Uom. ili. 5[)

Ce s .^ ^ e na Domini si benedicessi e consccrassi

Ogni anno 2la cresima. (V)

Cr. g-na-mo. {Sm. K. A . Lo stesso che Cinnamomo.

ri^licat ** 2 sua V° ÌVire girella) colla polvere del ccnamo a

r 6 *AK» \ sohc ventosità demcmbri spiritali,fv ...a L,k. ri; ni, ra\

^thAtf T *, r (^ c0 !T.) Ce--ni. Città dell ìsola di Cipro. (G)ce, ì(} ^ Ce-nàn te. {Pari, Cena re.jChe cena lo Chi è convitato a una&nc c 9 y C SI Usa anche assolut. come sosti] Lat. coenans. Gr. Ùsinvdn. L * . Pr. S. Ap. 2g4 O troje spregnate , o colombi vecchi*lti T ]\ 0 cotti, acenanti sapparecchiavano. r> Tac. Due.

^ tiah. l ) ' 4' Fermato che egli disse il veleno , disse a Tiberio ce-Cena^ CO " ijr '«o ec. (N)

'-'l'-uri-re. [iV. ass.} Mangiar da sera. Lat. cocnare. Gr.,, aCc -introd. 27. Nell altro mondo cenarono colli lorad i^ 1 E nov. Ot. f. E Gianni alcuna volta vi veniva a cenare e* et 'z'ùi *^ 7 S uuza a l cuoa lnnsc a riposatamente e con

? ~~ jv CCna mno. Dunt. Par. 3 o. # 35 . Prima che tu a queste nozze ceni.. * p' a.° caso. Pecor. g. 1. n. 2. Cenammo dun grosso cappone.(V)

EiP n 'l fuora = Cenare fuori di casa propria. Min. Malm.(A)^ssiur.ì 7? e<to di dama che fa laciti; j ' Ji a, Q. Afte la si volle

vuol cenare, c poi cena per sette. (V)

CENCIO

5 In sign. alt. Mangiare a cena [ alcuna cosa ] Sen. Prov. 425. Così conPirro , come colle ricchezze léce , che al fuoco cena quelle medesimeerbe, le quali sarchiando il campo vittorioso vecchio dìvcl sc.Cron. Peli.

Fa savio e valente nomo, e morì , già è piò di quaranta anni, perfunghi che avea cenati. E go. Trovarono il detto ser Piero Maciniessere rimaso ad allicrgo, e a celiare una crostata di anguille.» Bjcc-g. 7. 11. 1. Egli ed ella, cenarono un poco di carne salata che da par-te avea latta fissare. E appresso: Trovati i due capponi, el vino eT nova , a casa se nc li portò, e cenoglisi a suo grandissimo agio.

( Così ha / edìz. del 27.) (V)

6 Prov. Chi la sera non cena, tutta notte si dimena; cioè non dor-me. Bocc. nov. 24. 11. Clii la sera non cena, tutta notte si dimena.

Ceharrebb. * (Bot.) Ce-nar--ne. Sf. Genere di piante della telran-dria monoginia, famiglia delle proteacee, che sembra essere stalo co-si nominato, a motivo che offre per carattere otto stami, di cui, quat-tro allenii sterili. IJ unica sua specie è tui albero, che vegeta nellaNuova Olanda , ed ha foglie lucide, coriacee, bislunghe, dentate ,f iori spicati ascellari all'apice darami. Lat. ceriai i-hencs nitida.(Dal gr. cenos vuoto, ed arrhen maschio, stame.) (Aq) (N)

Cesata , Ce--ta. [Sf] Mangiala di sera. Cena. Lat. coena. Gr. Se 7 -Kvor. Salv. Pros. Tose. 1. 2o3. E un sissizio, un fidizio, o vogliamdire in lingua povera, ima celiata generale, una ricreazionechevole, quantunque di non molto risparmio,ria repubblica.

Cesato , Ce--to. Add. m. da Cenare.

2 [Andare a letto mal cenato 3= Andar a letto senza cena.] Burch.

2. 5o. Cosi me ne vo a Ietto mal cenato.

3

Lab. 2. _ t ,_... .

cenato chiamando. Pataffi 1. Egli è cenato, e par pur un piovutoCesatoi-.e , * Ce-ua--re. Uerb. m. di Cenare. Algar. Sag. iòg. Intre-pido soldato, c lascivo cenatore. (B)

Cbsatorio , Ce-na--i'i-o. Add. m. Appartenente a cena. Ballagl.Conc .p. S2. Berg. (Miti)

2 * (Arche.) Veste ceiiatoria: Abito che i Romani prendevano met-tendosi a tavola , ed era diverso pe (lue sessi. (Mit)

CEBCEREEr.0, Ccn-ce-rèl-lo. [A/«.] dim. di Cencio. Lat. scruta viliora ,panniculus, panmis. Gr. ypvTàpix. Fr. Jac. T. Oh cari cencerclli,Potendosi fasciare Te, alto Dio , ec.

Cebceuia , Cen-ce--a. [Sf] Massa di cenci. Buon. Pier. inlr. 2. 4 Quinon ho io scorto Altro che cenceria, E sferre vecchie, e rattacconamcnti.Cekciaccio , Ceu-ciàc-cio. [òVn.] pegg. di Cencio. Malta . 11. 20. Que-sto cenciaccio altezza, E sa di refe azzurro eh egli appesta.

Gesciaja , Cen-cià-ja. [A/f] Dicesi di cosa di niun pregio o valore, [co-me sono i cenci.] Fag. rim. volsero il pensiero A simili cenciajee bagattelle. Coach. leu. Sp. Voi guadagnerete più dall ahbadarir aquelli , che da tutto le sciocchezze e cenciaje del vostro sesso. (V)Cesciajo. * (Ar. Mes.) Cen cià-jo. Sm. Lo stesso che Cenciajuolo. V.

dell'uso. (A) E così pur la Cenciaia. (E)

Cebciaicoeo , Cen-cia-juó-lo. [Am.] Fenditoi 1 di cenci, [Colui che vaper la città raccogliendo e comprando cenci. , Cenciajo , sin. ]Cant. Cam. 106. Chi vuole a sua posta un grosso , Chiami spesso icenciajuoli. Buon. Fier. 3. 1. g. Fo dogui cosa coinè i cenciajuoli.Cenciata , Cen-cià-ta. [A/I] Colpo di cencio. Lat. panni ictus.

2 Dar la cenciata = Battere o Gettare altrui nel viso un cenciointriso dinchiostro, o di altra lordura. Lat, os probre sublinirc.

3 E per metaf. Burlare altrui in fatti o in parole. LtU. amare , a.spere irridere, opprobrare. Gr. cvr-AVtfu.

Cencinqvakta , Cen-ein quàu-ta. [Add. numerale coni, indeci, che di-cesi anche Centocinquanta,] Numero contenente quindici diecine. Lat.Contimi et quinquagiuta. Gr. sy.xriv xal rtt vrèaosra. y. G. g. l5o.2. Ccnciuquanta desuoi cavalieri mandò incontra alloste de Fiorentini.

2 * Trovasi usato Cencinquantaquattro per Centociuquantaquattio.Pelr. Uom. Iti. Il papa fece poi un concìlio a Koma cencin-quantaquattro vescovi. (V)

Cencio, Cèn-cio. [Am.] Propriamente Slrctccù) di panno lino o Inno,consumato e stracciato. Lat. scruta , veteramenta , panni, orum. Gr.Yftmifitx. (Dall iiigl. chittk che si pronunzia citili , spaccarsi, fendersi;ed è dunque un pezzo che per lo spaccarsi o fendersi del panno , sene stacca affatto, o gli resta appena attaccato. Secondo 1 Aearisio, èdal lat. cento veste di cento pezzi.) Cron. MorcU. .:So. Di fatto i det-ti porci cascarono tetti mol ti su qiw cenci istraeciati da loro.

[Col v. Avere;] Non aver cencio di checché sia= Non averne qua-si niente. Lat. ne minimum qnidem. Gr. ufi 1Xccxvrrof.Fir.As.2y 1.Senza aver mai cencio di ferro in piè, mi facea mestiero camminalesu pel* que ghiacci, che tagliavano come rasoi.

3 Col v. Dare : Dare in cenci. F. Dare,s* Dari! cencio Licenziare altrui, Mandarlo via. Modo basso.[S)

4 [Col v. Stare:] Stare ne suoi cenci. F. Stare.

restia, e poi vuole davanzo.Cecch.pur fuggire. R. E non è il primo

^ L'/W V, CHilIU ;j Dtdig iie 311171 li uvl r ,

5 [ Col v. Uscire:] Uscir (fi cenci zzi Migliorare stalo. t [ Venire in tm- ll i ghore stato. ] Kmire in miglior fortuna. Lat . calamitate emergere ,

prospcriore fortuna uti. Gr. òlfÀstvov ^rparrov. Cccch. Esali. Cr.

Mi e forza Arrabattarmi por uscir di cenci.

6 [Col v. Venire:] Venir del cencio Kenir del puzzo', metaforatolta dui cattivo odore del cencio che arde. Bocc. nov. 58. à. Quan-do ella andava por via, si forte le veniva del cencio, che altro chetorcere il muso non faceva , quasi puzzo Jc venisse di chiunque ve-desse o scontrasse.

7 iLig. 3 Diccsi Cencio molle, ad uomo poco spìrito , odi debolecomplessione ; ed è lo stesso che Palchi bagnato. Buon. Pier. 4*

1. I mansueti Veduti , e i cenci molli ho dar ne lumi.

8 * Talvolta si prende pur Roba , Masserizia ;onde dicesi 11 tale haquattro cenci , per fare intendere di egli ha quaidie cosa , sebbensia poca roba, in mah ili , ma non già in beni stabili. Min.Malm,^ A)