i68 CENCIO
9 — Pjtn>. Ogni cencio vuole entrare in bucato : Dicesi a un presun-tuoso , quando e* vuole intromettersi in alcuna cosa che alla sua con-dizion non convenga* Lat, corchorus intcr ol’era. AUcg* 328* E purtutti vorrebbono ( come ogni cencio vuole entrare in bucato ) fargli ilsensale nell* appalto delle cagioni dell* umane giocondità.
10 — * Egli è come il cencio del cesso: Dicesi di uno di cui non si co-nosce Vumore e non si sa come prenderlo. (A)
11 — * 1 cenci o gli stracci vanno alTaria: Dicesi per fare intendere chele pene ed i castighi della giustizia , cd altri malori giungono piufacilmente addosso a* poveri, che a ’ ricchi. (A)
Ì2 — Non dare fuoco al cencio [o a cencio] = Non far benefìcioanche senza costo. Lai* ignis acccndcndi potestuteui non faeerc, Seti*Bocc, nov. 5 o. 7. Non troverei chi mi desse fuoco a cencio. Sen.Ben.Farch. 4 . 2Q. Chi chiamò mai benefìzio donare una fetta di pane oun misero quattrino , o 1* aver dato fuoco al cencio?i 3 — (Bot) Cencio ìnoHe : Pianta della monadelfia poliandrìa , fami-glia delle malvacee, che ha lo slelo legnoso, di due braccia, peloso’, lefòglie alterne, cuoriformi, acute , dentate , t allo so-to mento se; i fioripiccoli , alquanto gialli , ascellari* Fiorisce nelt estate. È indigenanella Svizzera e nella Siberia e si trova anche in Calabria ; è an-nuale, tnucilaginosa ed ammolliente. Lat.mlu abutilon Lin. (Gall)(N)Cencio , * Cèn-cio. N. pr. tu. accoro, e vezzeg. di Vincenzo, e di Lo-renzo. F. (B)
Cehciolano. * (Ar. Mes.) Cen-cio-là-no, Sm. Specie di pannina cheanche dicesi Bumchetla. (A)
‘Cencioso, Ccu-ció-so. Add. in. Fatto di cerici , Rattoppato, [o piuttostopieno di spaccature e fessure , le quali fanno che le parti appenasi attacchino al lutto* F* il J. 2. 3 Làt. pamiosus , pannaceus. Gr.pxKojjìrjSt. ( V. Cencio. In ingl. cinky vai pieno di fessure. ) Fr.Jac*il 1 . i.g* 6. Va con lei una sorella, Che cenciosa ha la gonnella. Fr*Giara, Pred. R- Con que* loro vestiti cenciosi vanno alla cerca.
2 — [Che ha in dosso vesta stracciata e consumala.] Car.lc.it. 1.20. Unaciccaiitona di que’ paesi, sucida, ciacca , rancida, la ptfi cenciosa ela più orsa femminuccia che io vedessi mai.
3 —* Esser cencioso = Essere malvestito, Essere coperto di cenci.(A)Cencramo.* (Zoo!.) Cen-crà-mo. 6'ni. F. G* Nome da alcuni autori
dato all’uccello da noi chiamaloOrlolano, perche s'ingrassa col miglio,Lat. cenchramns* (Dal gr. cenchrus miglio.) (Aq)
■Cencrea , * Cen-cré-a. JS. pr. f* Lo stesso che Cencria. F. (Mit)
2 — * (Geog.) Antica città della Troade* — Fortezza sulle frontieredell' Arcadia. (G)
■Cekcreide , * Cen-crc-i-dc. N* pr. f. Lat. Ccnclneis. Lo stesso die Cen-erài*:. y. (Wii)
Cenckeo, * Cen-crc-o. N. pr. m. ( Dal gr. ccnchrieos che ha la gran-dezza del miglio: e vai dun*juc Uomo di piccolissima statura. ) —-Figliuolo di Nettuno e di Suiamidc. (Mit)
'2 — * (Geog.) Cene leva e. Porto di mare della città di Corinto , fj')
Cencria, * Cèu-cri-a, Ceucrea. N* pr. f — Figliuola della Ninfa Pi-rene, uccisa per accidente da Diana. (l\Iit)
Cencride,* Ccn-cri-de, Ccncrcidc. IV. pr. f ( Dal gr.ce/ic/uWftf simileai miglio : e vai dunque. Chi è coperto di macchie simili al miglio.)— Moglie di C in irò redi Cipro e madre di Pirro*—Una delle novefigliuole di Pierio. (Mil)
Cenciude.* (Zoo!.) Sai. F. G.Zat.ccnchris.Xo stesso che Cenerò. ^”.(Aq)Cekcrio. * (Med.) Cén-cri-o. Sm. F. G- Lat* cenclirius. ( Da cenchrusmiglio.) Spezie d’erpete a piccale, pustole rassomigliami agrani di mi-glio. Detto altrimenti Erpete migliarlo. (A. O.)
Cencrio. * (Geog.) Lat. Cenchriua. Fiume della Jonia, (G)
Cewcriti. (Alili.) Cen-crì-ti. Sf. pi. Piccole concrezioni calcari , globu-tose, composte di strati concentrici. Intere montagne sono da esse fornia-te: alcuni le avevano credule uova di pesci. Le Cenanti, le Meconiti, leOoliti , le Orobili, le Pisoliti sono concrezioni della stessa natura. Agg,al Buffon* (Da cenchrus miglio: cciò per simiglianza di figura.) (lì)Onoro. (Zool.) Cèn-cro. [Sm. Nome specifico a un serpente d % Ame-rica , del genere boa , rossiccio , traente al giallo con macchie oblun-ghe , mollo appariscenti , di forma non facile a determinarsi, bian-chicce , cogli orli nerissimi ; il corpo è alquanto compresso, piùstretto che la testa .—, Cencridc, sin.] Lat [boa cenchris Lin.] cenchrisGr. xsyxpls (Da cenchros miglio, a cagione delle macchie che per lalor minutezza bau col miglio una qualche somigliànzà.) Pataffi 4. Ilmaugiapclo od il cenerò li venne, Folg* Diosc. La morsura del ceneròha veleno simile a quello deU'aspido . Vani. Ltf.2f86.GUc se chelidri,jaculi e faree Produce, c ceneri con anfesibena. Bui. Ceneri: questa euna spezie di serpenti, che sempre va torcendosi, c non va mai diritto.*2 — * (Bot.) Genere di piante gramignaccc stabilito da' moderni, cosìdette perchè rassomigliano al miglio per la loro pannocchia. . (Aq)Cescuoiilefaro. * (Chir.) Cen-cro-blù-fa-ro. Sm, y ■ G* Lat* cencroble-pliarum. (Da cenchros miglio, e blepharon palpebra.) Piccolissimo tu-bercolo , albicante , duro , grande come un grano di miglio, cheviene sulle palpebre. (O)
Cencroboli. * (Lett) Ceii-crò-bo-li. Nazione immaginaria di cui parlaLuciano , e che andava alle battaglie montala sopra uccellacct co -perii d’erbe invece di piume. (0)
Cbndado, * Cen-dà-do. Sm. F* e di' Zendado. Demh. Lett. t. 5. n. i3l .Tre braccia e mezzo di ccndado torto ruzzene , cioè bianco senzatenta c senza murizzo , il quale adesso si usa in giopponi. (N)Cenx>ebèo, * Ccn-dc-bc-o. N. pr.m. Lat. Cendcbeus. (Dall ebr. quia la-mento , e deaba dolore : Lamento del dolore. )(B)
Cexeakcu. (Med.) Ce-m>an-gi-a. Sf. V. G. Lat . ccneangia. ( Da ce-nos vuoto, e angion vasc. ) Malattia che consiste in una grandevacuati de' vasi sanguigni provvenienle per lo più dall astinenza 5contrario di Pletora, f'aUisn. Lett. Berg - ( 0 )
Ceneda. (Geog.) Cè-ne-da. Lat. Ccueta, 'Gcnìteuse Casti uni, a pillati-ti^ Acedurn. rie, cit, del Regno L. F, nel Invidiano , (G)
CENERE
ovvero
da
Cereo , * Cc-nè-o. ZV. pr. m. ( Dal gr. ccnos nuovo , .
iieos vacuo. )— Uno degli Argonauti .— Guerriero tn-jano vuM,Turno.—Figlio di unocle'Lapili del quale dissero i mitolog 1 C . J Use stato da prima fanciulla , poscia uomo , indi uccello. ( - (1 .
Ceneo . * (Mit.) Add- ni. Soprannome di Giove, dal tempio che gì■ natzh Ercole sul promontorio di Cerea nell' Eubea. (Mit)Ceseologia. * (Lett.) Ce-ue-o-Jo-gi-a. Sf. U. TMt. ceneologia ( ~, 3 , a \nos voto, e logos discorso.). Ragionamento vano, voto di senso, ("fuCenericcio , Ce-ne-ràc-cio. Sm. pegg. di Cenere, e propr. Cenine ^bucato. Soder. Colt. 65. Con ceneraccio e sago fatto bollir nell jC d ’e con essa ridotta a densità di sapa , infondono, ec. (V) yjj
2 — * (Farm.) Deposito salino e terroso che la cenere de'lascia addietro , fiuto che ne sia lissivio coll' acqua bollente . ("'
3 — (Chirn.) T. degli orefici , mineralogisti ec. l'ondo che si J a ^ ^
un fornello con cenere di bucalo bene stacciato , ed altre inate, q^.per servir come di coppella nell’ affinar V argento in gran quanDiring. Pirct. Con un pietra tonda , ovvero ili legno , si vasiino battendo, c fàcc-ndol sodo, come si fanno anclie li centr-Ancor vi voglio avvertire che , secondo le materie rainigne e l 11 . |CLosc che volete affinare, si debba fare la tórma e la compe® flde’ccneracci. (A) , s j
4 — (Ar. Mes.) Cosi chiamano pur gli orefici Toro e l’argento d
istryCI'flt
ricava dalle scopature lavate , e simili. (A)Ieneracciolo , Ce-ne-ràc-cio-lo. [A’/n.] Panno
Ceneracciolo , Cenie-ràc-cio-lo. [A’/n.] Panno che cuopre i p“f ucidi che sono nella conca del bucato , sopra del quale sila cenerata. —, Cenerone , sin.
2 — Così dicesi anche la Cenerata istessa.
óvtwws. jL/uk. s vtvi>e.<uuw V. ...- ^
vini torbidi e tristi chi colia chiara dell’ uovo, chi colla ccnyiBcnv. Celi* Oref 81. Ala a questi f covreggiuolìj di ferro è >
sario fare un loto di cenere pura, la quale perciò si domanda ceneral^v^
— (Ar. Ales.) Fiosso gli oref ci, Fare o sìmile una cenerata ^
bollire un lavoro intagliato, denin) un calderone pieno d’ (l y l/ieschietta, con molta cenere di quercia , per ripulirlo da ogni u liU no lordura. Benv. Celi. Oref. 24' Bisogna farlo bollire nell’ ac£ I ,M . .pmolta cenere di quercia , la quale ha da essere nettissima ;e y ì0fetto che si fa , vien detto fra gli orefici cenerata. E 33* L‘
si dee bollire in una cenerata. (V) , a io
— * (Chini.) Fondo che si Ja ad un fornello con ccneic di f, a fbene stacciata ed altre materie.. per servire, come dì coppellaci.
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finar l'argento in gnui quantità.Dicesi meglio Ccncraccio.
Cene
Cd-nc-re. Nel verso si usa tanto in genere mascolino ,
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in femminino, nel num. del meno ; nell'altro poi del piti, semp re J'' [gminino, (lucila polvere [ più o meno bigio-bianca che rimanecombustione d’un corpo organico all’aria libera , e che coiUtcìu igli elementi di esso tx>rpo brugiato , le quali non si possono 0°. .?zare.] Lai. cinis. Gr. rs'^pa. Dant. Purg. 12. 61. Vedova Troja iriere e in caverne. . tua
2 — r Per metaf. ] Ovili. Pisi , Che tu m’ami ec., e che
fiamma non diventi cenere.
uii 1 ' 1
lina non luvenn cenere. , l 3
3 — Col v. Andare : Andare in cenere = Incenerirsi. V- "■
in cenere. (A) riarsi
4 — [Cui v. Covare: ] Covar la cenere, Guardar la cenere: ^
di chi agghiadato e neghittoso non si sa partir dal focolare- .foco assidero. Gr. ttrx^py- Galal.g. Gli racconta coiu*-
covava la conore , sedendosi in snlle calcagna. ncC.
5 —* Col v. Fare: Far cenere—Incenerire, Ridurre in cenere- . ^Nov. Elle si vorrebbon vive vive mettere in fuoco e farne ceocr^-^.
6 — [E Farsi di ceiieii—//icenenrsi'.] Dant.Par.2t.5NU c 0011
tu ti faresti quale Scinde fu, quando ili ceoer fessi. Aiva 1 *
; — [ Col v. Guardare : Guardar la cenere , è lo slessoche ula cenere. VSyi./p ] Docc. nov. So. 6. E da che diavol sial ® I) t l )r'poi , da che noi siam vecchie , se non da guardar la cenere »
110 al focolare? .
8 — * Col v. Ridurre: Ridurre in cenere = Incenerire, ,io'>
9 — Pive. Al cau che lecca cenere non'gli fidar farina=^i 5 " as sti<**è leale nel poco , non gli fid.tr l’ assai. Lat. foli vcru Ungenti
ne credito, ff Cane , §. p. , , ... Jid-
2 — Quella polvere nella quale si risolvono i cadaveri, [cosi eie ^
I uso degli antichi di raccogliere le ceneri de’corpi morite' 1 e jj 0 cé.d vano. ] Dani . lnf 5 . 62. E ruppe fede al ceucr di Siehoo-FU. Dani. 3 y. Ella è quasi un generai sepolcro di santissimi c _ si
niuna parte in essa si calca dove su per reverendissime cenerivada. Pelr. Son. 279. Or vo’ piangendo il suo cenere sparso- cjf
3 — (Eccl.) Di di cenere, [Mercoledì delle ceueri ] = il Pt' ill>
no di quaresima. Lai• dies cincrum. c0 c
2 — [La cenere 0 Le ceneri dicesi quella cenere particolm e lsSi n’.il sacerdote segna la fronte de' Fedeli il primo di di quaresima.] g iliij5. La qual cosa ci reca a memoria la santa Chiesa d l n yjst 11 'della quaresima, quando ci pone la cenere in capo, e dice ano: ricordati che tu se’cenere, e in cenere tornerai. . .ro^ 0
4 — * (Chini, e Min.) Cenere azzurra: Miscuglio trituriit‘S s,m ° [r ti &di rame precipitato dal nitrato , unitamente a sette od od 0
callo di calce viva in polver e . Diz. se. med. ( 0 ) n'cd- ' {
2 — cravbllata : * Carbonaio di potassa impuro. Dtz. (A/
3 — di piombo, ni soda , 0 Soda in cenere. F. Piombo « g G'
5 — (Farm.) Genere ili feccia , ossia di tartaro , o di
nere ricotta : Sono nomi che si danno ad una specie di . 0 sicon feccia di vino calcinala . (A) Tarìff . Tose .Cenere ili edi tartaro ; per introduzione ec. (N) . ji
6 —• ( Pi». ) Cenere d'azzurro: Un azzurro di lapidazzf 10 cOI ,cqlore, il quale si cava dopo il buono, quando la P‘ cl ’ ’
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