C ENEI! ELLA
(junle si fuco, V azzurro , fu venosa , e me suolata con marmo , o mai -('ussita. V, Lapislazzulo.* Baldin. (A)
a —• di biadetto: Un color che vale assai per a tempera , e tigne,Saldili. (A)
7 " (Min.) Ceneri azzurre native: Sono queste l'azzurro o blódi^montagna , polverolento, che si trova in vane miniere di rame, e eh e«usto d'ordinario con argilla e con terra calcare^ ma che tuttavia si estrae^1,1 qualche luogo , hoh tanto per ricavarne il metallo , quanto peiapplicarlo agli' usi Mia pittura. (Boss) _ .
” Centri e sal)l)ie vulcaniche : Materie pnlvemlenti che s mnal-z <mo da’ o-,iteri da' vulcani, miste a torrenti di fumo , d’ ordina-r ‘<> avanti V eruzione della lava , o dopo che questa ha cessato di«correre. Queste formano spesso una pioggia, che intercetta la tu-cc -. e coprono fino all’altezza di molli pollici il terreno. Queste ce-neri sono brune da principio , poi divengono più chiare, e sulla fine"‘ancheggiano. Allorché sono miste a torrenti di pioggia , s "npa-stano , e formano uria specie di cemento solido , che vieti detto 1 ulovulcanico'. (Boss)
'"CtnniEttA , Cc-ne-ròl-la. [Sfl dim. di Cena. Scarsa cena. Lat. coenu-Or. Snmófiop. Fir. As. fi. Essendo stato chiamato alla buona cc-tierella del mio Petronio .
^•smekto^ , * Cc-nc-rèn-lo-la. Sf Nome che si dà per dispregio adonna impiegala nè più vili lavori della cucina. V• dell uso. i Ce-ncrucola , fi,,. (Vau) , „ _. ,
r'EKEUET. * ((ìeoir.) Cè-ne-rct, Cencroth. Ani. citta della Giudea. (G)
Cesep,UjE Ai (Zoili.) Ce-ne-ril-la. Sf. Specie d uccello appartenente al-1 ordine de"passeri ed al genere allodola, tu quale ha la gola etutto il di sotto del corpo bianco , il di sopra del capo rosso , e unaspecie di berrettino orlato di bianco dalla base del becco sino al 11tu degli occhi : da ciascuna banda del collo una macchia rossa ,orlata all’ insù di nero ; la parte superiore del collo e del corpo ce-,le fcciu; l e coperture superiori delle ale e le lor penne mezzane bi-s ,e , e le grandi , siccome le penne delta coda , nere. Lai. alaudacinerea Lin. (Bull) (N)
finito. Ce-ne-i ì-no. Add. m. Lo stesso che Cenerognolo.
V.
Ce
il - Sostanza cenerina del cervello: così chiamata perchè ha
<o lor bigio pallido ed un po’ azzurrognolo della cenere. (A. O.),/n, 10 ; * (Geog.) Ce-nè-ri-o. Lai. Ceucrium, Città del PeloponnesoLlidc. (G)
*Jbookoe A , Ce-uc-riVgno-Ia . [Sf. Lo stesso che ] Celidonia. V. Cr. 0 .
'*• La celidonia, cioè cenerognola, è calda e secca nel quartotrailo , | a qnale è di due fatte cioè ludica e nostrale. Folg. Diosc.■*.cenerognola maggiore fa lo fusto alto tre quarti di braccio. Lib.C 1111 dati. Il sugo della cenerognola bevuto giova alla itterizia.
'Bognolo , Ce-uu-rò-gnodo. Add. m. Di color simite alla cenere .—,venerino , Cenmigiolo , C incrizio , Cincriceio, sin. Lat. cincraceus.r r *$f>t'' , br l s, Lib. Astrai. E di queste ci sono di quelle di color nc-
dri 1- ^ verde ec., e altre cenerognole. M. V. 3 . j 4 - Lasciali*
£ E ** dl °h-o un vapor cenerognolo, traendo allo stagneo.
(Jj,' E r ° Ke ) * Ce-ne-ró-ne. Sm. Lo stesso che Ccneraccìolo. V . (Z)s, ERos ? 5 Cc-ne-ró-so. Add. m. Sparso di cenere . Lat. cincre asper-U-alat. i 3 . Se talora arerai posto a scaldare fiera dintorno alo arrostito pane in sidia biage, tu non vi dèi sofiiare entro,j^chè sia alquanto ceneroso. L'ir. As. 214 • Stracciandosi con ambeCpv lllan *' G cenerosa chioma.
Bugola * O-uc-rù-co-lu. Sf. V. dell'uso. Lo stesso clic Cene*jv'hola. !>. (Va,,)
j ? liUg *olo , Ce-nc-nVgio-lo. Add. [hi. V. A. V. e di’] Cenerognolo.C r ^' U ' ^ ur g- g. 2. La terra secca ha colore bianco più ccncrugiulo.
^ (^r. Mes.) Ce-nc-rù-me. Sm. Mcscuglio di cenere con altre
«teive arse e distrutte. (A) Ricciard. 1. ai. Presto presto RinaldoCrn ° 1 ' l * a „ CCo 8^ e II cenerume, cd obbedisce al libro. (N)
Cen e -o* * (Geog.) Ce-uè-sto. Lat. Ccnestum. Ant. cit. dada Corsica. (G)*■ etta, Cc-nét-ta. [<V/’] dim. di Cena. Piccola cena. —, Ceimzza, Ce-in ° > Sì p. Lai. coenula. Cr. hsircvaipi&if. Seti. Pisi. Questa cenotlu mir a cosi a grado, come la più ricca del mondo. Car. Leti. 1. gS.baiato che avete alquanto con lui , e ordinatogli la vostra cenettaCe' , 1 * 1 ’ 11011 sc “^ a d tortino.
tf}’ N. vr. m- Lat. Cencz. ( Dall’cbr. aiti nido, c natza volare :
CroT V °l a aI nido *)
CÉvf ZEl ‘ * (^°og.) Cc-ne-zè-i, Cenezii. Popolo della Terra di Canaan. (G)q A ' * (^ot.) Cè-ni-a. Sf. P". G. Lai. cenia. ( Da cetios vóto.)Cf G, ! Pre di piante della sìngenesìa superflua, famiglia delle radiate ;Ì( S (' ^ e y° P er °hè ì semi del disco si abortiscono. L'unica sua specie1 Leni a turbinata Lat. è stata dai più recenti sistematici riportala al
(Aq) (N)
Cpn * (Geog.) piume della Spagna iti Catalogna. (G)
Cen U « ENSI ‘ * (Geog.) Ce-ni-cèn-si. Popolo della Gallin JSarbonese. (G)Q £N !t ' Ril ^**(Geog.) Ce-ni-eè'i'o. Pie.cit. di Sp.nella Castiglia occhia. (G)‘De,* Cè-ni-de, Collisa. JV. pr. coni. Lo stesso che Ceneo . y, [Puòv ss f r anc ^c N. patron, di Ceneo , e stare in luogo di Ccncide. Può altresìCen Cle ^° rnia vota , da cenos vóto, ed idos (orma. ) (Mit)
*c.u, * Ce-iii-gia. Sf Cenere calda , e che ha qualche favilla an-Cp.N >?rt clcCf>S(J ‘ y> dell' uso. (Van)
CrxI Ì 1AG * (GcogO Ce-ni-mà-gni. Popolo dell antica Albione. (G)CÉv NA ‘ (Gcog.) Cè-ni-na. Antica città del Lazio , ((i)
> * Ce-ui-ué-se. Add. pr. cotti. Di Genina. (G)q N °i Ce-nbno. [A'm.l dim. di Cena. Cena di pochi , Piccola cena. f .0 ilo tta. Lat. coenula. Gr-burtvdpiov. Mail. Pranz . rim. buri. Ma dimmi,Sl fece mi!! convito, Iìanclictto,o nozze, o pur un sol cenino? Ctu\1 e ^* 2t fli. Ultimamente mi sono avveduto che avete avuto spia del*in° Con,no » c * ie disegnava di fare a certi umici questa sera medesi-me' 5J nel diz. di A. Pasta. Ne mando quattro fiaschi a V. S.,
Ciocché « e gjj g y< j a C01J gjj amici pv {joliti cenai], (IN)
r ovai. Il,
CENNO , Qg
Crnis. * (Gcog.) Fiume dell'America settentrionale nella Luigiana. (G)Crnisa,* Ce-nì-sa.IV.pr./i' Lo stesso che Cenide. P.{\)iì cenos vóto.) (Vali)Cenisio. * (Gcog.) Ce-nì-si-o, Monte Cenisio. Montagna del Piemonte ,che forma il nodo delle Alpi Cozie e delle Greche. (G)
Cems.mo. * (Loft.) Cc-nì-smo. Sm. Vizio di elocuzione greca , allorchési adoperano confusamente tutti i dialetti. ( Dal gr. cinos comune ,impuro. ) (Van) *
Ceniticato. * (Astr.) Ce-ni-ti-cà-to. Add. ni. Perpendicolare al Zenit ,che anticamente scrivevasi Cenit. Cotti. Dant. Par. 2g. Quanto diistanno in questa ritta e ceniticata opposizione, tanto ec. (IN)Cennamella. (Mus.) Cen-na-inél*la. [Sj.] Sorta di strumento [che. si suonacol flato.] ( Diminut. del gr. ccras corno che pur col fiato si suo-na. Da’Napolit. dicesi ciaramella. ) Rat. Inf. 21.1. La cennamellac uno strumento artificiale musico , che si suona colla bocca. SetnPisi. Vanno sonando cennamelle. Dant.lnf. 22. 10. Nè già con si diver-sa cennamella Cuvalier vidi. Tav, Rit. È fu sonare trombe c cenna-melle , e fa sonare le campane a martello. Frane. Sacch. Rim. So-nando corni , trombe e cennamelle. Atntn. Ant. 11. 2. 5 . Cennamellec saltcrii fanno soave melodìa.
2 — * P flg. Salviti. Cicl. 8. Conósco Tuoni , eh’ è ccnuamdla c cem-balo , L’ agra prole di Sisifi) conosco. (N)
3 — Vi sono ancora di quelle cennamelle che si suonano picchiandoV una con l' altra. Red. Voc. Ar. (A)
4 — Sonatore di cennamella. G. V. 11. 92. 3.1 trombadori e banditoridel Comune , che souo i banditori sei, e’ trombadori , naccherino esveglia , e cennamella c trombetta dieci, tutti con trombe e trombetted’argento, per loro salaro l’anno lire mille.
Cennamo. (Bot.) Cén-na-mo. [•V'hz. V. A. V. e di'] Cinnamomo. M. Al-dobr. Cennamo si è caldo e secco nel secondo grado , e ne sono didue maniere , sì come grosso e sottile. E altrove : La debbono usarein verjpius, cioè agresto con un poco di cannella, cioè cerniamo. Tes»Pov. P. S. Buona cbiarea per li feriti : togli cennamo dramma una.L'ir. As. 220. Ancora penetra il mio naso quell’ odore di cerniamo dalsuo delicatissimo corpo.
Cennaiie, Cen-nà-re. N . ass. Lo slesso che Accennare. V. Lat. nula6Ìgnilìcnre. Ar. Fuv. 14. q 4 • Etl a quanti iT incontra di lontano Clwnon dobban venir cernia con mano. (V) Car. Long. Ani. 4 - Comandòche Dafni sonasse, e connasse loro (alle caprej come soleva. (M)
Ciaf nato, Ccn-nà-to. Add.m.daQcimzn'e.Lo stesso che Accennato. Ar.Scol.^X)Crnneseri. * (Geog.) Cen-ne-sè-ri. Antica città dell’ Arabia Felice. (G)Cxnni. * N. pr. tu. accora, di Bencivenni, sin. di Bciwenuto. V. (B)Cenno, Cén-110. [8f] Propriamente Segno o Gesto che si fa colla voce ,o con alcuni membri del corpo , per farsi intendere senza parlare .Lat. iiutus. Gr.vtvpv-. (Dal gr. cineo io muovo.) Dant. Inf. 3 .116. Gittansidi quel lido ad una ad una Per cenni, come augel per suo richiamo. LIPurg.i.Òo. E con parole e con mani e con cenni , Riverenti mi fe’ legambe e’I ciglio. E Par. 22. 100. La dolce donna dietro a lor mi pinsoCon un sol cenno su per quella scala. Rocc. nov. 21.8. Con suoi cen-ni gli fece intendere che a casa ne le recasse. Pelr. cap. 3 . Ella miprese; ed io,ch’arci giurato Difendermi da uom coperto d’arme, Conparole e con cenni fui legalo. E son, 258 . Ov’ è la fronte che conpicciol cenno Volgea ’l mio core in questa parte c ’n quella.
2 — Seguo generalmente , come sono quelli che si danno con suono dicampana di pochi tocchi , con fuochi, con tiri di artiglieria , e si-mili. Lat. signum. Gr. arpAnov. G. V. -12. 7 2. 8. E poi si slribnivala mattina a cenno della campana grossa de’ Priori a più chiese ecanove per tutta la città. Dant. Inf 22.8. Con tamburi, c con cennidi castella. Rat. Con cenni di castella, cioè con fammi, se è di di, ese è di notte, con fuochi.
a — * Ed anche per Segno , ma in modo più generale ed astratto .Dant. Parg. 22. 27.0gni tuo dir d’ amor m’ è caro cenno. (N)
3 — Qualsivoglia iudizio che si dia , Ogni piccol mollo o dimostrazionedi suo volere che altri fàccia. Lat. indicami. Gr. rs^pópiav, Cecch.Mogi, i. 3 . Guarda (per quanto stimi T amicizia Mia) di non ne farpur (vedi) un cenno Con persona. » Tass.Gcr. 20. i 3 tì. Ecco Tanciilatua; d’essa a tuo senno Dispon, gli disse, c le fìa legge il cenno. (N)
4 — * Contrapposto a Fatto vale Seguo, Indizio o Minaccia di alcunaazione. Ar. Lur. 28. 104• Questi fiuti saran, quelli fur cenni. (N)
5 — * Col v. Arridere: Arridere un cenno = Accennar di si sorri-dendo. Dant. Par. i 5 . 68. E arrisemi un cenno Che fece crescer Taleal voler mio. (N)
6 — * Col v. Chiamare : Chiamare alcuno con cenno rr: Chiamarloaccennando , e senza parlare. Vii. S. Gio. Gualb. 3/2. La qualcosa conoscendo il padre Giovanni per illuminazione del cuore, chia-mò con cenno un suo famiglio.
7 — [Col v. Dare :] Dar cenno di checché sia , si dice quando altri ,parlando o scrivendo , tocca qualche negozio con poche parole , equasi di passaggio. Lai. signum dare. Gr. crrpAÙov bibóvxt. Alleg. 2-/7.La qual cosa ancor io farò volentier verso di voi, ogni vulla clie midarete cenno di cosi fatto occasioni.
8 — [ Colv. Fare: 3 Far cenno = Accennare. Lat. signumdare , innuere.
GrJu’H'ivssv. G. V. 4 ' 3 . E latto ceuno a Firenze , come era ordi-
nato , tutta Toste de* Fiorentini, e loro potenza a cavallo e a piè,ambirono al monte, ed entralo nella città di Fiesole . Petr. cap. 1J.Non m’accorgea; ma fummi fitto un cenno. Ar. lur. ig. 8g. Conman fe’cenno di volere, limanti Che facessi altro, alcuna cosa dire.
2 — * E Fare un picciol cenno al viver bene , o simili = Mo-strare appena dalla lunga co. appena approssimarsi ec. Dant » Parg.6. Atene e Lacedcmona che fenuo L’antiche leggi c foron si civili,Fecer al viver bene un picciol cenno Verso di te che fai tanto sottiliProvvedimenti cc. (Qui per ironia.J (N)cj —» [Co/ v. Intendere:] Intendere a cernii , dicesi di chi intende fii‘vilmente, e senza lungo discorso. Lai. minimum iudicium percipere*
Gr. TfKpr.ftQD WS ih'lx. l<rrQ * bwtàctVilT&M,
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