CESSATO
iint'-S. aSij.Ccssi Iddio, che io <i voglia più stare. Cas. Oiaz. Cari, V.»Ó 3 . Avrebbe forza e potere di nuocervi , il che Dio cessi ; il che iospero che sua Divina Maestà farà. » Cavale. Att. Apost. 6<f. Allaqual boce S. Piero rispuose, e disse : Messere Iddio me ne cessi. ( Iltesto dice ; absit Domine. ) (V)
11 ~ ^ ess '“ i posto assolulam. per quello che i Latini dicevano absit.'puoc. 7. 'fòg. Ma cessi , che sotto colore di Glorizia noi qua entroricever vi vogliamo.
* fa sign.att. Sfuggire, Schifare, Rimuovere, Allontanare. Lat.Repellere, evitare, aninvere. Gr. Six^svyav. Bocc: g. 4 - /’■ 2 - Nè per«itto ciò, l’essere da cotal vento fieramente scrollato, anzi presso chediradicato , e tutto da’ morsi della ’nvidia esser lacerato, non ho po-tuto cessare. E noir. 5f. 8. Cbictiibio cessò la mala ventura. Amet.7 - Ed egli ec. col bastone,colle mani, colla fuga c colle rozze parolev* se, quanto poteva, cessava gli morsi loro, Dani. lnf. ij.3i.È diecipassi Vernino iti sull’estremo , Per ben cessar l’arena e là fiammella.,. Par. 25.1 33 . Siccome, per cessar fatica o rischio, Gli remi pria nel-acqua ^ripercossi, Tutti si posano al sonar d’un (ischio. Li'.
CESTERELLA 191
Cès-so. Add. m. da Cessare. V.-A. V. e di' Cessato. Fr. Giord.
più se’ costante ec. ; e quanto
Cesso ,
Pred. 2<j. Quanto più se’ presso co,jf>iù ne se’ cessò , più se’ mobile. (V)
Cesso . [ Sm F. A. F. e di' ] Cessamento [o Cessazione. 3 Lat. ces-satio. Gr.TtoSnns.Dant. lnf 22.100. Ma stien le male branche un pocoin cesso. ( Che: le cattive branche de Demordi-s % astengano dal ferire.
■ Sècnncio la Crusca , Cesso' qui cale scostamento ; e però dichiaratl luogo , scostati stieno li detnbnii. )
2 —“ -Allontanamento, Scostarwmfo, Remozione. Lai. remotio, recessus.
3 — Metter in cesso tzz Metter in aòùatidotio, Loy. Med. JVe/ic. 18.Dall’otu innanzi i’ non fu inai più desso. Per modo tal, che messoin* hai nel cesso.
4 — [Ed Andare in cesso = Recedere dagli altri , Ritirarsi in dispai'*te.} Albert. 3 g. Per la gran necessitarle è costretto l’onesto uomo d’an-dare in cesso ( o in un cesso, come legge la Crusca , prendendo qui
* - , Tutti si posano
ytord. Pred. Ed in quella via avesse uno scoglio, ed egli i! ve-esse, e noi cessasse , c noi volesse schcncire. Cr> 3 . 1 0.2. Generano'Lfagìuolt'J umori grossi , ma la senapa cessa il nocimento loro. Ca-t>a * c ' f rati, ling. Cristo in quanto uomo, pregò il Padre , che ces-b ? s f e , M calice delia sua passione; e’noi cessò, ma mandòslì l’Angeloconfortasse. .
».* —* travia locuzione. Pìst. Ovid. 161. Ma io cessando altrove.13 * m * e L cessai di ciò emlere. (Pr)
' ^ Sospendere tm’ azione o Darle fine. Din. Comp. l&t. Fior. 2.j/ 0n J^dimmo a chiudere le porte, nè a cessar T udienza a’ci;tadini.(P)Cessare uno da una cosa per Liberarlo. FÌL S. Frane,f terra d* un Signore ec., la quale era ogni anno guasta da’cennni cc., raccomandata che l’ebbe , incontanente fu cessata da
pistolenza. (V)
dUri atti, nell ’ uso di onesto verbo. Fit. S. Al. Madri. 82, S.j Jl0v anni vedendo pure ch’ella vofen andare, and) innanzi cessando£° ll te (Lat, suhmovens ) e dicendo : Fate luogo a questa dolentec j. r ° ì c que 1 si cessavano incontanente. Bocc. g. 1. n. 3 . tit. Mcl-usedec Giudeo con una novella cessa un gran pericolo 'dal Saladi-, a ppari:ccbiatogli. Gr. A. Gir. <)■ Quelli che cessa carità , di so-a ® sè cessa Dio . E 3 ./. Una maniera di diavoli sono che l’uo-q“ :n può cessare di sopra sè , senza digiuno e orazione. E 41.
di
1 "pn può cessare di sopra sè , senza digiuno e orazione.
'fili die vanno per dirittura e dicono verità, cessano avarizia1 m sè ec. e cessano le sue orecchie clic non odano male. {Bai. aver-lìn GjFr.Ia C . T. 22.fi. Per mio consiglio cessati, Seal fuoco star ti nocc.(V)
\ . diff. da Desistere , Terminare , Finire. Desistere importa
'Sciar di far e alcuna cosa, dì tener dietro a qualche oggetto, sia1 *■ la difficoltà di ottenere , sia per rivolgersi ad altri obbietti. Ces-* ai e riguardato come attivo ha forza di rimuovere, allontanare; e nella^ Ula riflessa è affine a Desistere, Astenersi , Rimanersi ec. Conside-ro come intransitivo, sì riferisce principalmente alla durata ed alCosi diciamo il vento cessa , la febbre cessò , fa pioggia èAffata ec. Terminare e Finire , benché nel linguaggio comune si1 ì fendano d ? ordinario come sinonimi, differiscono nondimeno per la‘tersità de 1 rapporti. Terminare significa porre termine ed aver} Rune. Qui termina ii muro , termina la valle. Ho terminato (po-0 d termine) il lavoro. Da che si vede, che Terminare includePropriamente la idea di estensione e di località. Finire quando impìonu! forma attiva , è Dar fine o Far fine; considerato come
tiasitiv° s significa Aver fine. Quindi Finire ha rapporto principal-'-ntc al tempo. Inoltre Finire vale anche Dar perfeziono ad un* o-r ’ ra ; onde abbiamo P addiettivo finito , che parlandosi d arti, cqui-^ a Perfetti, ed alibiam Finitezza , eh’è l’esatto cd ultimo tìnx-Ce ? en 0 ^ una cosa, lo squisito compimento d’un lavoro.
, Ces -sà-to. Add. m. da Cessare. —, Cesso, sin. Din. Comp .oè 2 R ^ essata pistolenza, e la crudeltà del tagliare i nasi alle don-Cr ‘ Fu. DaJit. 228. Li quali , come alquanto videi'O le Ia-
j ^ 3Y Jf.^ es ^ate ec., ricominciarono a sollecitare lo sconsolato.
^ Ribellato , Mancato, Soltraito. Cren. Strin. a6. Allora quandof Rosso deila Tosa fue ufìciale sopra i Ghibellini cessati dalla, 'Udienza del Comune , sì ci fece disfare tre case. (V)
di cesta da fattori
C E:
'Datore , Ces-sa-tó-re. Ferb.
Che al-
. , v_es-sa-io-re. v ero. m. di Cessare. Che lamuove
sfataneu Salvin. Orf. Cessator di terribili paure. (A)
CE SSATr ' lCE » * Ces-sa-trì-ce. Ferb. f di Cessare. F. di reg. ( 0 )
spaziose , Ces-sa-zió-ne. [$f. Interruzione di cosa incominciata , ed anche0*0, Termine. — , Cessagione, Cessamento, Cessanza,Cesso, sin.1 Lat.mora, Gr. oivx^oK-L S. Agost. C.D. Andando senza cessazione alla falsalatitudine, E Serm. Le quali senza cessazione alcuna sosterranno, n eterno. Amm, Ani. fo. 7. 3 . La nave del cuore sempre è percossa■yl onde de’ pensieri, ed c spinta in qua e in là sanza cessazione.^ a gstruzz. 2. 56 . Pognamo che alcuno calonico, che ordinò la ces-CEs, Zl ° ne cose divine, vi celebrasse.
* Ces-sè-li-o. JS.pr. m. (Dal gr. dieso fot. di chea io fondo,hqnefaccio , e helios sole.) — Giureconsulto romano del secolo d’Q fausto. (M\ t )
C«S? b (Gc ,°Sj Ces -“ -ro. Ant.cit. della G-aHia TIathonese prima. (G)
1If o. (Agr.) Ccs-sì-uo. Sm. Quella materia che si cava dal cesso *^ *eri>g • , ... -- ~
s«mi , diritti che altrui si abbandonano.-—, Ccdizione,sin. ] Lat.Cess ìo.Gr. ifeoiv-àpDffis. Guicc. Stor- 4 - *7»- R'Ccwndo la cessione Alera s i qni di Montepulciano . E i 5 . q 4 g. Al quale pretendeva, per lacessione latta, dopo la morte di Carlo Ottavo, dal Duca .
* (Geog.) Ces-si-tà-no. Lat. Cessitanus. Ani. cit. episc. dell A-*' lL " nella. Mauritania . Ccsariense. (G) ' ’* >
Cesso in sign. di Agmrnento. )
5 —- Di cesso , posto avveri,.'Z zu Discosto , Da lungi. rit.S. Gio. fitti217. Chiamò Pietro e Andrea, e tutta l’altra gente fece istarc di cessó.(V)
1 i' Giord. Pred. Quest’altro male al tutto ne sarà di cesso. Bocc.Tesrid. Ella non stando a lui molto di cesso. (A)
6 —7 * E nell u stesso sign. fu detto Da cesso e In cesso. V. §. i. Volg.Eneid. Infili da cesso cominciò a gridare : O inis ri Trojani. (A)
Cesso, Cés-30. ! S'/ir] Luogo proprio ove d'porre il superfluo peso delventre ; [Jicesi anche Luogo comune, A giumento, Cameretta , Necessario,Destro, PrivatiyCccco, ec.] Lai. latrina, f ifica. Gr. vAobcvré pior. ( Dallat. barò, secesms che vale il medesimo, c che viene da secesso.» luogoappartato. A’ecetsus in quest’ ultimo senso vien poi da secessi chein lat. puro vale io mi appartai.) Frane. Sacch. nov. 1 5 9. Rispondeil cittadino: e’ sarà ricoverato in qualche cesso. E nov. 178. Noi ciabbiamo questa nostra usanza di queste gorgiere, o doccioni da cesso,che vogliamo dice. Lilj.inn. 5 g. Che commesso sia tu ’n un cesso e fitto.Lasc. liim. Va , gittati in un pozzo ; 0 , se vuoi fare il meglio , date stesso’N una fogni nasconditi, o’« un cesso,a — * Onde Andare a «esso = Andare a sella. (A)
3 — Aggravio , Obblijo , Dehituzzo , o qualunque altra simile cosuc-cia tv j osa. Lib. son. 82 Tre lire, quattro lire, un lìorin d’oro,
T utto di mi rovinan nuovi cessi.
4 — Pruv. Ogni casa hi cesso c fogna ovvero acqnajo = Per ognunc' è che dire , n Ognuno ha delle imperfezioni. Lat in rebus liuma-nis nibil perfèctum. Gè, in roa .yy'rpsiirh'eti ov8sv tiKuov.
Cesta. (Ar.Mes.) Cé-stà [u/i] Arnese la modo di gran paniere ,] da tenervie da portarvi entro robt , intessuto per lo piti di ventai, canne , salci ,vermene di castagno, e ùmili materie. F'. Canestro. Lat. cista. Gr.Atrry.Bocc.novAo.17. S’avvento per me’ la cesta, sotto la quale era il gio-vanetto , il quale a vendo perciocché carpone gli conveniva stare ,alquanto le dita dell’ una mano stese in terra fuor della cesta , ec.Pallad. Settemh. 1. Là o y e nel piano ne poni 18 ceste, nel colle neponi 1 i ■ Cron. Morell. of. Di Firenze in Romagna fui nelle cestetrasportato, t in Frulli ridotto. Alam. Colt. 3 . (io. Poi la famigliasua con ceste e corbe , E con altri suoi vasi innanzi sproni, A le vi-gne spogliar de’ frutti suoi.
2 — Aia ,a cAMPiGUNà : * Dicesi una speciee simili. (A)
2 — [Nassa,] istromento da pelare. Lai. nassa. Gr. Ki'pros. Cr. 10. 3 /.1.1 pesci si pigliano con cesie di vimini, che da capo sono larghemezzolanamente, e da piede strette. E appresso: Alcuna volta co-tali ceste, ma più leggieri, s pongono ne’capi delle pertiche, etiransi per l’acqua torbida , standosi in terra , siccome ai sopra ec.abbiam detto.
— Arnese per portar robe , porto su due stanghe con due ruote, etirato da un cavallo.
4 — Specie di carrozza mezzo scoperta , c talvolta col mantìcino perdavanti. Tarijf. Tose. Cesta a dir e a quattro ruote. (A)
5 — [A ceste, posto avverbial. zzz hi gran quantità. ] Cas. teli. 7 4 -
ti priego di nuovo , che tu ti astenga di lare esercizio violento , c dimangiare , come tu suoli , le fave a staja, e le ciriegie a ceste.Cestàccia, Ce-stàc-cia. [A/l] pegg. di Cesta. Lai. cista vetus , obsoleta,informi*. Gr. ‘dry -TX? f.'iiirvr, J)av. Colt, l if- Vuole ec. esserecc. messo per non si disfare , in qualche cestaccia fatta perciò di vi-talbe , o altro.
2 — [E metaf.a modo tf ingiuria.] Buon. Pier. 4 - -■ Voterolloti’nseno , Cestaccia da letame.
Cestarolo, Ce-sta-rò lo. Sm. Chi porta la cesta , altrimenti detto Za-najolo, ed in Toscana Panierajo. Monig. Dr. (A)
2 —* Colui che fe le ceste. Garzoni. (N)
Cestella, Ce-ì'tèl-Ia. [, 9 / 7 } dim. zò Cesta. [—, Cestella, Cestola, Cestello,Cestino, sin. ] Lat. cistula. Gr. Acrnov. Cr. 5 . i 3 . g. _ Prendansi legranella mature diligentemente purgate, c mettansi in una cestel-la di palma.
3 — * (Bot.) Nome col quale i crittogamisti intendono un talamo daprima chiuso, quasi rotondo, prodotto da podazii , pieno nell internodi semi nudi, tra loro uniti in forma di nocciolo per mezzo di filie che in seguito si schiude inegualmente ; detto anche Cistola.Bertoloni. (Ó)
Cestellina,* Ce-stel-li-na.i 9 / 7 dùn.di Cestella. V. Cesfeilino. Giral.nov.ined.
idi. La fante in una cestellina gli raccolse, c a madonna gli recò.(B)Cestelli so , Cc-strì-li-no. fA/z, ] dim. di Cestello. — , Cestolina , Ce-stellina , Cesterella, sin. Lat. cistula. Gr. Arnsv. Lib. cur. febbr.Portano il latte in un cestellino ben rincalzato d’erba fresca.Cestello , Ce-stél-lo. [Am. dim. di Cesto. Lo stesso che ] Cestella. F~.Pallad. Toglievi un cestello, o vasello alto e grande , a misura d’nnpiede , o poco più.
Cesterella , Ce-ste-rèl-la. [Sf] dim. di Cestella. \_Lo stesso che Cestel-lino. F-ì Lai. cistella. Gr. xbrior. Cr. 4 - 9■ 8. Far 6Ì può di vi-
- 3