CHE ,,
CC. sparge di quello die egli è pieno. (V) Bocc. g- 5 ; pi amm .l"*<mo maestro in farmi dilettare dì quello clic egli sLìb. 5 . In questo, in clic tu
___ ... tue tu ora m - impedii . h . eme ude
Guitt. son. Che Cristo al peccatore liave meic
quello eh’ è incolpato. (Cin) . o dipendenza,
^ — Quando si riferisce a noci che esprimono pn ^ ^ posporre
e parlandosi di persona considenita come ’ p eco y. s■ s8. n. 1.
ni sost. e porsi prima del preterito de,I P 'p '’.'fj' t i ier i. Pass. <$>.Que-Pnisero Alvcuda' imperatrice, moglie che fu * pj,, è da-
sU femmina, incontro alla quale io sono tanU -.U^liieri. Fa.
»aa Beatrice, moglie che fu del tuo cava ^ G J o i am0 . ( Il
‘V Gir. j. liusehio , discepolo che fu del s. nt
ir/ »»« —
ora m’ impedisci, la tua forza fìa vana.
4
Rendite
,e egli iè"| , . U ” eri ’ ln sentimento del quis , quao , quod de’ Latini. EDin ;i o il ri quantità, sarà il nnam ....‘/....'n./i R,.,... ., nt . s,.
t v u - —a'wru quantità, sarà il quam de' ineilesimiflìqcc- *■ 'ioti.S‘° !> che dolore io sento. E nov. 86. u. Odi gli osti nost.i,« c bm,o non so che parole insieme. » E g. 2. n.5. lo non so chet 1 rcuc cio , ne che cimice son quelle clic tu di’. Pacar. g* - ”•
0 tL 'ce corriere del munistcro , non sapendo che e’ si tosse. (\ ) rea.
? 7 - 7 - Nè so che spazio mi si desse il cielo, Quando novella-le t venni in terra. (Min) , „ . . -
. a £ come interrogatilo. Bocc. nov. 1. 33 . Che nomo e costui,quale nè vecchiezza , nè infermità ec. dalla sua malvagità l hannoPotuto rim,.~-- y n 5. 4U ;l q„ale il geloso disse: E clic
» E
stro
l
è
J hi fatto che tu ti vu
l nio n '- uc tu u vuoi confessare? Dant. Inf. 7. Dissi: ì
‘ or «m dimostra che gente è questa. (Ciri)
Ua y ^, nC ? te lnterr og<ufao , ma in altro costrutto.Bore. g. 3.n.i. CheVoli, ^ S */ U * Con ^ c ' ni!, ho e ? egli sarebbe meglio star con dia-
che
torc
sia
uno
qual miseria per un uomo ec.J Pii. S. Gir. 52. Che è,fticdesimo il datore, e quella cosa che è data ? e il dona-ndo è ec. Pmia
e vale
«urc 0..» *.* udiuic, u uufiui cosa cne e as
della a c ^edesimo che’l dono? ( Cioè : qual prodigi4 *' ? uca ristia.) (V)
CAe cosa*(7\ ‘'iterroguliv
’f-r's ...
«nia cos | co segni e preposizioni de’ casi. Pass. d. 5. c. 7. 1 / 11I-fir c . jj uc c 16 s ' dee dire della confessione si è (li che peccali si deeegli con '' ! 1 ' *$“ non P osso più soflcrire questi tuoi modi ;
or» , vitl ì che io faccia vedere ad ogni uomo, chi tu se’, cd a cheCor, c, (t .° r 'V I10 lte a casa. E g. 7. n. 5 . Disse la donna : il prete
rato che ™ 11 hc : cl ‘, , non so, ma egli non è in casa uscio sì ser-
si enor cò,.^ mC , U *?«? ’ non s’apra. Petr. p. 1. canz. 16. Vedi,
Vedi a (I ° r | ; che lievi cagion die crude! guerra. E p. 3. 3. E
* l)| iamn.. lla £:. S< '' rv ’S' 0 > °d a qual morte, Ed a che strazio va dii s’ti sentif 3 .'- P’ 4- E i° fatiche lur vidi , e’ ior lutti -, Per che tor-ti'ad. pè ’’ e c ° n qual arte A l’ amorosa greggia cl an condutti. Pass.tri imo 0,1 a’ C '^' h.’ ossc i varc in che di, in che ora, o in che punto al-5 iVo/ Cl ™ : ' a alcuna cosa di nuovo , si è vanità. (Cin)perchè ti tn ‘ h '0 del Clic relativo, llocc. g. g. n. in. Bestia clic tu se’:lo f,jj ( , ha '. tu guasti li tuoi tatti e miei ' Eir. visiti, ig. Savio cheh —- [p„ ( toe C0| ne quegli che savio fui.) (V)
(Vìi e , ì' 0 assolutamente da se , senza relativo di persona o di cosa0£/ir getiere'j e vale. Qual cosa,Che cosa; lottileria qu e ln s è inchiuda il pronome che dal relativo st mppresentn ;tìuo o / °. s °te ,?2cn te tll ’l prèmo numero , e il piu con V ] interrotti-Gr. r ' a ?ì i0 0 espresso. È corrispondente al neutro de' Latini Quid.noti ■ £J ° C0, 5. 5 . Entrò in pensiero, che questo volesse dire,
12 ‘ to. E del buon uomo d imandò che ne fosse. E
ha cole < ? 0m ’ Ul ^ arouo c ' ie* me?
not». io.
quivi così brutto tacesse. E nov. 26. igi.CìieE nov . 6 (> . 10. Che hai tu a fare cou inesserche fai cotul viso ?
,tJ Ondo ^ riu/nt> f Ghi sopra tutte le avversità, che gl’incontrano uel4y. ^ vorrà pensare , non sentirà mai che ben si sia. » Petr. p.2 •’ò. 7 5 !/ atllan h è dato Sedersi insieme c dir die loro incontra./?4 JL l ie a ^ ro eli’un sospir breve è la morte? (V)fure l a fj H VGee dt. Il che o Quel che [oCiò che]; e usasi per lo piu nell'altro q t,0, h quae res. Bocc. introd. ; 5 . L’un fratello
> figli, 1Q |'. a "“ t>na va, ec., e (che maggior cosa è) li padri c le madritini,a m< . ti* nov. fò. i2. E possessioni e case ci ha date, e dà, coli-ne) e a ‘ mio marito, e tuo cognato , (che è Icona provvisio-de ^ 01ne hi potrai ancora vedere. » Stila. Avveri. 2. 1 2. Oli-gli cc. „ e l>PC clic dirsi Dante , quando ec. indusse Farinata a dir-grernbo e <é 1 lì t'. 20 ' ha VH °i sapere che io ho trovato, aprì ilte i[ Sll * ' Guig. l{. p; uoll restava di spiare che in ciascuna par-s ùO dir o nemico ,facesse. Dani. Inf. 3. Ben puoi sapere ornai che ilti. Cavnh >X> ri-^'- P‘ lr S' 2 $- Tanto di’ io possa '«tender che tu can-de è f~ G‘seipP Spir. i3g. E , che è più, questa siffatta poverta-
dj ; 1.‘ , 10 fp maggiore afflizione che T altra. Eit. S. Gio. Guniti.’ G s egh è - - ■
hamhert'f - ul mc '
Gitimi' n, ■ n0i '‘ 6 0- 17- 0r Oie avesti ,
' _ . Gni sopra tutte le avversità, ci
piace :hi
cosi, che è pure , ec. Enee. g. Q- n. 7. T. 1 <ali, - r-. me il dico per bene. (V) Bocc. g. 3. n. 7.fi ch <‘. so che fi, , q„al cagion vi dovea poter muovere a toigtivsiusi rigidamente l Petr. p. t. 2 g. Poria smarrire il suo natui al corso,c grave colpa fìa d’ amheduo noi. (Cin)
Cia ~ f per Del che , Della qual cosa. Borft Fasi/fo. Usarono an-ni 1 di Sf 'gnarc gli ; ,’,„ì da’ loro Consoli ; che {della qual cosa) sevede alcun saggio nel Malespini. (V)
—^ h ~ ’ casi pur in neutro siqn. Lut.quod, quae 1 e».
Gr.
B.
°Cc.
«- foco 1
mi d u ^[' e 7 - lo mi veggi» senza alcun fallo venir meno : il chev ° 4 tro mi ■ f ^ occ ' "• 2-n.g.Madonna, di che voi oflèsso ahhiate il1)0 tutte a i| no * sn - E Amet. Udì non era più caldo , e le don-
S1 d W>on,'ssÒ f'b' 1 miravano a che Lia, o a parlare o a partire,5 — . I tf'in)
n ~i talvolta V articolo 11 s’ è preposto , quando neppur vi
P r - 7 - Il che degl’ innamorati nomini non avviene.
CHE
19S
volerai) Bocc. g. B. f. 2. Io vi farei godere di quello, sema il cheper certo niuna festa compiutamente è lieta. E 2. n. 8. La donna, con-tenta molto, si dispose a voler tentare come quello potesse osservareil che promesso avea. (V)
6 — Gli antichi nel medesimo sentimento dissero ancora II di che.
^.5.7, 2. Bocc. Vit.Dant .Non si truova mai questo arbore essere statofulminato: il dì che a niun altro leggiamo essere avvenuto .{Parla dellauro.) (V)
7 — * E colla prep. Da o simile affissa all art. Bocc. g. 10. n.
6. A. cui il re le commendò molto, confortandolo a maritarle. Dalche messcr Neri , per più non poter si scusò. (Cin)
7 *— Rinchiude (jualche volta Cagione, Modo o Potere.] Bocc. gf.2.n. 5.Ma dubitando e non sapendo che, senza alcuna cosa toccare, quindideliberò di partirsi. E g. 5. n. 2. La giovane in se stessa prese buo-no augurio ec., e cominciò a sperare senzaNapcr che. E g. 2. n. 4 •Gittato dal mare ora in qua ed ora in là , senza mangiare , sì comecolui che non aveva che ec. Vit. S. Gio.Gualb. 5og. E non avendoclic prestamente potesse dare, comandò ec. Botgh.Orig.Fir. 166. So-no da’Greci , che sepper bene nelle lor cose che dirsi f ciò che si dì-ceano o doveano direJ chiamate 1r&ptrrói , cioè su[>erllue. (V)
a —ih questo sign. siccome si dice Aver che, cosi ancora si dice Averdi che o il di che. Bocc. g. 7. n. 8. La fante piangeva forte , comecolei che aveva di clic. Matt. Vili. 8. gg. Venendo il tempo che pagarli dovea, e non avendo il di che , diede ec. (V)
3 —. Invece di Clic più è , nota quest'altra maniera. V\t. S. Già.Bau. sig. E non avea coltello nè tovaglia ec., ed è più che nonave a nè pane nè vino. (V r )
4 — È così colle prep. Di, Da , A , cioè : Della guai cosa ,
Dalla qual cosa , Alla qual cosa e simili. Bocc.introd. Di che gliocchi mici cc. presero tra l'altro volte un dì cosi fatti esperienza. E
g. 2. n. 1. Di che esso ridendo, gli menò ad uno Sandro Agoluntì.
E g. 2. n. 7. A che sollecitando il Duca il Prenze, insieme u’utida-
rono là dov’ella era. (V) Bocc. g. 10. n. 10. Gualtieri con molti
de' suoi disse, che voleva procacciar col Papa , che con lui dispen-sasse che un’altra dorma prender potesse c lasciar Griselda: diche egli da assai buoni uomini fu ripreso. A che unir.altro risposese non che convenia che così fosse. E g> 1• n. 8. M i tornando a ciòche cominciato avea, da che giusto sdegno un poco m’ha trasvia*ta più che io non credetti , dico. (Gin )
5 — E coliti prep. Appo , Appo che ecz A rispetto di quello i h %o sìmile . Fr. Giova. i5g. Che noti è oggi nulla il senno nostro,ap-po che fu in loro. (V)
8 — f A che, tafanila inchiude il nome del suo quale o del suo (pian-to , e se) è interi'ogatfao ì cale A qual fnic, [A clic editto, A (piaitermine, A che prò, ec. V. A che.] Lat. ad quid. Gr. (hi ri.P uh.92. A che sarebbe delta la parola di Cripto agli Apostoli? ec. A chesarchbnn date le chiavi a san Piero Maini.4*1 7-A che tenere al daucoquesto peso?» Bocc.g.g. n.1. 0 se essi mi cacciasse!'gli occhi, o ficos*sermi alcuno altro cosi fatto giuoco, a clic* sa re* io? Petr. p. 1. ccinz .
7. Misero! a che (/nel chiaro ingegno altero? (a che /vu) (Cin)
9 —• E Da che, pure interrogativo , eoi v. Essere — // che buono ? Bocc.nnv. 5o. 7. Da che diavoi siam noi poi , da che noi siam vecchie ?E nov. 77. 4 E da che diavoi ec. se’ tu più, che qualunque altradolorosetta fante ?
to — Usalo ancora come sost., [come Un bel che, Un corto che.Certo,proti, jj. 3 .] Lat. res. Gr. ir.àìyax. Buoi, ritti . 1. ~f4' Mi pareva unbel che Y esserne fuora. » Vurch. ErcohXiò.f Cotnin.-vjj.^.) Egli è uobel che essere stati i prim : ,oche i Honuui cbherouu gran vautaggio.(V)a — Così ancora Un minimo che, e cale Uu nonnulla. Lat . nonnihil, minimum quid. Cr. alle voci Dramma e Fumino, quando espri-mono una piccolissima parte di checche sia. (V) Salviti. F. B 5 7.Bruscoli un minimo che, un minuzzolo. Magai, leu. 1, Senza che ilfuoco ne porti via un minimo che. (N)
3 — * Ed Alcun die nello stesso sign ., che trovivi scritto ancheAlcunché. Salviti. G\*s. i38 . Di cui tuttavia alcunché nel capitoloquarto è da dirsi da noi. (N)
il —* * Ln sign. di Quale, quando è accompagnato da qitaldt? nonr\trovasi talora frammezzalo da apre voci. Onici. S. Greg. v. 2. f.<07. Che adunque cosa presente ci debba dire diletto ec. E itS. Cheadunque pigliano noi ammirazione ... o di Maria che verme , o delSignore «he la ricevette? (Pr)
vi — In vece di Qualunque. Borg.Col.Rom. 3 &>.Oiìerta loro la cittadi-nanza romana , non i’ accettarono ; m i , che se ne fu ;se la cagione ,si contentarono di restarsi nel loro primiero stato. ( Direbbesi anchequal che, che che, ec. ) Sen.g‘3. Di clic condizione è si sia. (V)
i 3 — [Quando è avo. o congiunzione si trova posto in vnrii significati.E prima per ] Acciocché, A fin che.[.d//om suo'e approvisi l’acceivo.)Lat.ut. Gr.&ffrs. Iìocc.nov.12. 7.Cominciò a riguardare se d’attorno alcunoricetto sì vedesse, dove la notte potesse stare, che nou si morisse difreddo.fr nov.i3.i8. Al Papa andava,chèmi maritasse.»/*/*. Giord.'òoj.Quelle parole egli (Cristo) noUc dicca per ingannare..., ma per ammae-strare , e che per la importudine loro sì facessero più degni di lui.Fiv. Asia . iji. Mi doleva a cielo di non avere i lògli e Ja penna,che io potessi notar così bella novella. Vit. SS. Pad. 1. i83. E fragli altri suoi mali, quest'uno notabile ve tie dico, che si cognosca,com’egli era disperato. (Y T ) B^cc.g.?. n, 2. Laonde sconsolato, pian-gendo, guardava d’intorno dove porre si potesse, che addosso nongli nevicasse. Petr. p. 1. canz. 3. Chi verrà mai , che squadre Q le-sto inio cuor di smalto, Cìi alinea coni io solca, possa sfogarmi'? (Cin)a — in recedi Allora quando. DLinl.lnf.02. Noi eravam partiti giàda elio, Ch* io vidi duo ghiacciati in una buca ec. (V)
3 — In vece di Anzi che. Fior. Viri. i‘3j. S’egli [l'asino selvatico) vaal fiume che sia torbido , egli stftà ben due n tre dì ad aspettare eh'ella (/’ acqua) sia ben chiara , che torbida hi bevesse- (V)