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4 — In vece di Che che, Ciò che, Qualunque eosa.Lat.quicquid.Gr.otiow. Bocc. nov. 23 . 1/f. Io il dirò al marito mio , e a’ frate’ mici,e avvegnane che può. » Pctr. p. 3 . 7. Or che si sia, diss’ella, i’n’ebbi onore, Ch’ancor mi segue. (Cin)
5 — * Jn vece di Come per esprimere comparazione. Bocc.g. 3 .n. 7.Nè cosa potrebbe avvenire die simile letizia mi fosse, che sarebbe ilVedere il mio marito libero senza danno, e Tedaldo vivo. (Cin)
6— *In vece di Come colla corrispondenza del Si 0 Cosi.Bott.Dial.disegn. 1. So. (Nap. 1 772.) Egli era un domenicano dottissimo, e digran letteratura , si greca che latina. (N)
7 — Per Da. Fit. SS. Pad. 1. 3 ij. Portavasi ciascuno alcuna co-sa che mangiare. E 1. 38 . Vedendo Antonio che molti aveano gra-vezza di Lui, e sollecitudine di mandarli che vivere. (V) Bocc. g. 2.fin. Questa novella diè tanto che ridere a tutta la compagnia , cheniun v’ era a cui non dolessero le mascelle. (Cin)
8 — Per Da che , o Da poi che. Lat. ex quo, postquam. G. V.v. 3 j. Istato l’assedio a Fiesole la seconda volta, e consumata, edafflitta molto la cittade, s’arrcndco a Cesare in capo di due anniche vi si pose 1 ' assedio. Bocc. g. i. 71 . 1. Il domandò quanto tempoera che egli altra volta confessato si fosse- (V) Pelr. p. 1. 48 . Orvolge , signor mio, 1 ’ undecim’ anno Ch’ io fui sommesso al dispieta-to giogo. (Cin)
9— In vece di Eccetto che, Fuorché, Se non che, Se non. Lat. prae-terquam, nisi , praetcr. Bocc, nov. 54 - 4 - Come diavol non hannoche una coscia c una gamba? E nov. 86. 6. Non aveva l’oste cheuna cameretta assai piccola. G. V. 2. 17. 1. Carlo il Calvo ec. nonregnò che 2t mesi. Guilt. lett. 1. 5 . E ciò che vieta Dio , e ciascunsapiente, non è che mattezza grande desiderare. » Gr. S. Gir. ig.Cui guarderò io mai che ’l povero di spirito? Bocc. g. 1. n. 7. Ve-ramente mai più, che ora per te, da avarizia assalito non lui.Guill.lett. 3 . 10. Und’ è a voi battaglia e lite, che da vostra cupidità? E3 . 14. Non a utilitatc in tempo vive uomo , che comperando meritolinde viva eternale. E i 3 . 35 . Undc vicn lui (a lui ) ciò, che damattissima orbata scitnzia ? (V)
10 — hi vece rfTmperocchè, Perciocché, [Conciosiacosaché; e pur vi siappone l’accento.'] Lat. nam, etcnim. Gr.Zn.Bocc.nov. 1 .23.Di Ilo sicuramcn-te;ch’io ti promettodi pregare Diopcrte.-E'1100.77. 2 7 - Ed ho il più bel de-stro da ciò del mondo; che io ho un podere verso Val d’Arno di soprail quale è assai vicino alla riva del fiume. E nov. <p. i 3 . Preso ilsuo arco e la sua spada , che altre arme non aveva ec. , u’ andò alboschetto. Petr. son. 5 . Ria taci, grida il fin , che farle onore E’ d’altri omeri soma che da’ tuoi. » Bocc. g. 5 . n. 4 • Maravigliatevi voipcr«hè egli gli sia piacere l’ udir cantare 1’ usignuolo , eh’ è una fan-ciullina ? (V)
■i —Jn vece cV Irifìncliò, Infinattantoché. Lat. donec, quousque. Gr.y--Xf“- Bocc. nov, 88. 7. E non riposò mai , eh’ egli ebbe ritrovatoBiondello. Fior. Ita !. Una delle donzelle di Cammilla , poiché videla sua donna ferita, non dimise mai quell’ Arunno che 1 ’ uccise. Fr.Sacc. nov. 66. E cosi non ristette mai il cavallo, che giunse alla Tin-ta dov' era il suo albergo. E nov. igq. E mai non si partisse nè dal-la macina né dalla tramoggia,che avesse a caso ritornato la farina.(V)Cr. g. 41. Il cavallo che ha le galle si tenga in acqua freddissima lamattina e la sera ; e tante volte si faccia che le galle scemino. (Cin)
12— In vece di Laonde, Di maniera che, Sì che, Tal che.Lat.ita ut.Petr. p. i. ) 3 . Di tai quattro faville, e non già sole, Nasce ’l granfuoco di ch’io vivo ed ardo; Che son fatto un augel notturno al sole.Bocc. g, 8. n. 5 . Ed essendo la corte molto piena d’ uomini, Rlat-teuccio, che persona non se ne avvide, entrò sotto ilbanco.Afor. ìlr.yì.3 7. Due topi .... rodeano la radice dell'arbore, ... e aveanla giàtutta rosa , che non avea se non a rompere. (V) Sai. Giugur. cap.77. Giugurta intesa la loro ambasciata, rispose . . . Che da sua gio-ventù egli s’ora brigato di portarsi che fosse degnamente lodato da 0-gni buono uomo. ( Il lai. ha: ita se enisum, ut ab optimo quoqueprobaretur. (P) Petr. p. 3 . 2. Cosi disse, e com’ Uom che volermute , Col fin de le parole i passi volse ; Ch’ appena gli potei ren-der salute. Becc. g. 4. >>• 1 - E’ altrui lagrime dir non si possono,che chi le dice , o chi l'ode, non abbia compassione. Petr. p. 1. 77.Ma ’I cor chi legherà , eh’ e’ non si sciolga? E p. 3 . 5 . Non è ancorgiusta assai cagiòn di duolo Ch’in abito il rividi, che i’nc piansi? (Cin)
13— In vece di Oltre a quello che.Ambr.Furt. 4 - 5 . Io non ho porta-to altri panni , che voi veggiatc. E Cecch. Incanì. 1. 3 . Non le darpiù dolore , che la si abbia. (V)
■ 4— In vece di Perché interrogativo. [E si usa mettervi taccento.]Lat. cur,qtiare. Gr.Sià ri. Bocc. nov. 2 6. 18. Che non rispondi, reouomo ? Che non di’ qualche cosa ? E nov. go. 6. Che non ti fa’tu insegnar quello incantesimo? » Fit. S. M. Madd. Messere, chetiddomandate a chi vi tocca ? Ch’è si grande la calca della gente clicsia reo a rischio d’ affogare. (V)
,5 —Invece di Porcile senza che interroghi, o di Per questo che, Poi-ché e simili. Lasc. Arzig. 4■ 2 - Guardami un po’ bene in viso, e co-nosceràmi , e questo avvicn che io smi ringiovenito. Cavale. Pungil.gag. E che poi si gloriava d'avere fatta la città di Babilonia per suafortezza c per sua virtù, fu poi da Dio riprovato. Fit. V. Frane.i 5 o. Partorì due figliuoli maschi; sicché doppiamente 1 ’ esaudì , che ilsuo priego era stato pure d’uno. (V) Ar. Fur. 5 . 16. Nè con Gi nevra mai potei far frutto, Ch’ io le ponessi in grazia il Duca mio:Equesto, che ad amar ella avea indutto Tutto il pensiero e lutto ilduo desio Un gentil cavaìier, bello c cortese, ec. (P)
^6—- fu vece di Per quanto, Per quello che,e simili. B0rgh.10sc.327.Ne Fidene fu messa mai da’ scrittori, che io vegga , in Etrurja.(V)
1 7— In vece di Più tosto che, Anzi che. Lat. potius quam. Bocc. g.
8. n. 7. Di gran lunga è da eleggere il poco e saporito , che il moltocd insipido. (V)
18— fu vece di Quando o Mentre. Lat.cnm.D. Gio.Cell.Lelt.c. 21.
l’An-, > 99 "
CHE
Vuogli ch’io ti predichi tanto di lungi, ch’hai tanti predicatori^si presso ? (V) Bocc. introd. Voi non avrete compiuta c * ascu aI ,ca-dile una sua novelletta, che il sole sia declinato ed il caldo ni ^to. E g. 8. n. 7. Lo.scolare fu poco nella corte dimorato, c ‘ lt>cominciò a sentir più freddo che voluto non avrebbe. Petr. p• *’ cOr che ’l cielo e la terra e ’l vento tace, Veggio, penso, ai ^piango. E p. i. sest. 2. Allor saranno i miei pensieri a riva, f u ,foglia verde non si trovi in lauro. Fiamm. lib. 1. E talvolta .che io temetti, che troppo caldo non trasportasse la lingua £datamente, dove essa andar voluto non avesse. E Lab. Ne cr c .che due o tre noti se ne fossono con lei a stretto consiglio W .Chiabr. E vi giungea , che a far gli stessi preghi Ivi appari»fìtrionia prole. (Cin)
19 — In vece di Quanto, avv. Lat. quam. Gr.i-ron.Petr. son■ ^Oh che dolci accoglienze , e caste , e pie ! Guilt. lett. 1 > 4 'male mercato è donqne si caro tesoro dare in tanto vile ? go0?-
ao —In vece S e, in sigti.condizionale o dubaulivo.Pecorg■ > 2 ' g gCC ,che io le vidi entrare uno ec. (cioè : come (ie casta se io ec-j j p#-g. 6. n. 2. Io non so da me medesima vedere che più in T ie ..° ^.po,chi, o la natura apparecchiando ad una nobile anima un vi* |llC .o la fortuna apparecchiando a un corpo dotato d’anima nobile' ^sticro.(V) Pisi. Ovid. Avvegnaché io sia in dubbio eh’ io ti P'S ’fine io pur ti piglierò. (Pr) . a „toii
j 1—È Come che perComc se. ììorg. 7 bsc. 335 .Non sono quegli e - ^ec. che si deliba agevolmente correre a dannargli, come che in '1e’ non sapessero molto bene che dirsi. (V) . gfjo-
m— In vece di Senza , Senza che o simile.FiuS.Gìo.Batt .2 ^me mi potrò io partire da costoro, che ’l cuore non mi si e jFit. SS. PP. 1. i 63 . Rinchiudendosi dentro stette tutto 1 " c , rn arcla notte, che non tornò a lui. Bit.S. Frane, zìi.Non vollono ,.71addietro, che non andassono alla battaglia. (V) Morg. tg- < ^J 0 (Ci‘')tornassi a rivederla presto E non si parta, che prometta V K 'V,
— In vece di Tosto che, Quando, dopo il participio. Fil-81. 22. E ricevuto che V ebbono ec., entro ec. nell’orto. E 4 °l ' a ; egli comandò clic facesse colla sua verga un gran cerchio in V/ e v(V)fatto e disegnato questo cerchio che 1’ebbe ec. (disegnato che c
*4 —In vece di Tra, Parte, {(piando significa divisione, che e ^et tum, pai-tini et partiin dc’Latini.] Gr. ri file, ri Si. e#'
ig. 3 7. Donollc che in gioje , c che in vasellamenti d’oro c jgb-
to, c che in danari, quello ebe valse meglio d’altre diecimi 'bre. G. F. 5 . 5 . 1. Questi ( Federigo Barbarossa ) ec. regno ^37 , clic Re de’ Romani, e che Imperadore. E 7. 4 ; 3 - Era a^ji,dare i passi con più di 3 ooo cavalieri, che Tedeschi c che Loj^ - f( .
>4 — •'""s
Bocc. nov.
^unzione dependente da verbo. Lat. ut, quoti. Gr. “rfi • 3 . 4 - S’ avvisò troppo bene , che ’l Saladino guardava epigliarlo nelle parole. E nov. 6g. 12. Voglio ec. eli’ella mi 1 c j,cuna ciocchctta della barba di Nicostrato. Fiamm. 2. 2p. Pensachi se non ama , al mondo ninna cosa possiede. . , Ji
1 5 — Congiunzione dependente da avverbio o aggiunto di qual‘ ta - IV .
quantità. Lat. ut. Gr. ilcrrs. Bocc. introd. 2. Questo orrido cociamcnto vi fia non altramenti elio a’ camminanti una monta? g,spra ed erta. E nov. 2. 5 . Se essi mi parranno tali, che io r 2-cc. comprendere che la vostra fede sia migliore. E non- t .Bizzarra , spiacevole c ritrosa , intanto che a senno di ninna fsona voleva fare. Mi.
16 — Dependente dal comparativo 0 dal relativo Altro, e loro
Lai. q”am, ac. Gr. ■%. Petr. son. S. Ria taci, grida il fin, cheonore E d’altri omeri soma, che da’tuoi. oW ,i-
1 7 ~ Corrispondente del comparativo Più, espresso o compreso p ^zialmente nella v. RIaggiore o RIinore. Bocc. g. 1. n. 2. ^P^fljiimaggiori maestri ec. in quella, che son qui , da poterti ec. (A rt „ Jidoctiorcs magistros invenias quam lue sunt? ) (V) Corrisponde 11 •Piu. Belo. Fit. Colomb. 1~5. Conforta me tribolata più che h’” j.sane-c. (Cioè: più clic ogni altra femmina ec.) (Pr) Cecch, Do - iCredo clic questi tali sien più rari clic’ corvi bianchi, (N) c r*liO
18 — * Corrispondente dì RIeglio. Cecch. Dot.2. 5 .GU è molto °
morir di Ciro che di fame. (V) 0 , fl-
it) — Corrispondente dì Si o Cosi espresso o sntlint so, Bocc • g* ;
8 . Io non V amo ('Safì'oniaJ perchè ella sfa fsposaj diT amo , clic 1 ’ amerei di chiunque ella stata fosse, f Cioè ; a"-.* c ycosì senza rispetto ad altro , tanto per la bellezza sotti di l eL A £,r-? amerei^ ec.) (V 7 ) Dant. Purg. 20. O avarizia, clic puoi tu Tj‘ r(ì -ne ; Poi c’hai '1 sangue mio a te sì tratto, Che non si cura u cIpria carne. 7 ? appresso : Del folle Acam ciascun poi si ricorda,furò le spoglie sì che l’ira di Iosuè qui par eh’ancor Io mord*!* I, ]U3 o -— Corrispondente diToXc o Tal espresso 0 sottinteso. Bocc, £\ c0l] -10, Ecco licite cose ! ecco ferie d’onesta donna ! che io mi sal con-sigliata da lei, sì spiritual mi pareva. E g, 3 , n. 6. Voi m’avc c r ia ie,giurato per persona, che io non oso negar cosa che voi mi dom a("Per persona tale ; o „ cui amo tanto , che ec,) (V) fincC'
—■ -Alle volte in se stesso contiene la replica del suo verbo***lo, n, 10. Fece tagliare e far più robe belle e ricche al dosso a j figiovane, la quale della persona gli parea che la giovinetta s I aavea proposto di sposare. ( Cioè : gli parca essere della ^
quale era la giovinetta ec.)E g.i,n,io. Gli antichi uomini h adi conoscimento, che* giovani {che non hanno i giovani-) ('/ ,• c0 $a22 * Cd v. Dubitare, Temere e simili mostra talora Timore » an 0
che si vori'ia che avvenisse-Fiamm,lib.d- Ed avvegnaché egh siaa me, ed^ io a Ini, non dubito che egli m* ami, siccome io amo si2 — * E più frequente quando segna timore di cosa c i* ar rcvorrìa che avvenisse. lìnee, g. f. n. 10. E dove il polre/n 11che egli non si auspichi domattina che di qua entro'sia stato ^ ,Ftloc, Lib. 3 . Li quali dolori , perciocché di più debole neh’ io non sono, dubito che la offendano. (Cin)