Pad. 1, 2 -, ,,
'li lutti l U sve
Li J, J u 1,0| le- (V)
CIA
Ci sveglia c invita a orazione, per torrcci il sonnoitr. f\r\ ’ 1
CIAMBELLA
2^5
scors O p' Uce U<* avverbiale indicante il lungo a cui si riferisce il di-della 2 9 1 - Si dimostra come la gente è inchinevole al vizio
XQ2. 0J la > c come agevolmente c iti più modi ci si (blende. E
l'usto \ ■■ a cosa • • • si c come la gente è inchinevole c cupida di
là — [ e come agevolmente e in più modi ci si ollèude e pecca. (P.-)
tjue’ ch e w } 0slra , alcuna volta il verbo a cui egli s’ affigge, esser dinoi ci s '. ^‘ n ano col mi, ti, si cc .-,onde si dice noi ci accorgiamo,Noi ci l ,cal, . :lni o cc.] Bocc. g. 7. ii. n. La donna e Pirro dicevano :
>6 —*^“ g S la,no -
bài acce C f Cat ° a ^ e noci de’ verbi, e venendo dopo una vocale che ab-lincei Si SU ^ ' addoppiare la sua consonante , e perciò si scriverà— * li v 5 ferracci, Vedracci e simili . (Ciu)co tendo ai ' itl ? V0C( de che non sia i, si scrive sempre intero \ ma peT-perde l a m Se stesso > cioè precedendo parola che incominci per i,Avveri t SUa V0Cal e* e però si scrive c' imita , C’ immaginiamo- Sali/ .
® ■— * {àd-p/i ac corciativo di Lucia. (B)
" 7~* [Cieo„ \ , delle figlie di Licaone, madre di Driope. (Mit)
CU; (B U | i p del mare Egeo, altrimenti Dia. (G)
^‘‘ippnidf’ deci . ] S'pezie di erba che nasce nella China e nelVa >Hla cc ’ ' etla dUrimenti Tè. Red. awiot. Ditir. /jo. Il lè è una bo-1 * orila „V- e Sl c °nipone col tenere infusa nell’ acqua bollente una cer-
» * B » e Ia T ta WTCro cii -
r 2 7 - 181* b eUan da che si cava da quest' erba* Segncr. Incred .Avv y ac *I ua , il clìì , la cervosa cd ogni altra bevanda. (N)j^osim'o ] ^' e ^ Qua. (Dall’avv. ccà de'Napol. che vaie ilheu t ^‘ 1C proviene da metastasi del lat. hoc per qua, ) GuilL
ka’ra in jJ.* ■*-' aiJ guìrec penare fatti gli avete, e correr eia e là , di^ Clc ch. noi 1 '** ^ 20 ’ Trasselo eia e là di fossa in fossa. Frane.
anna^^’i • ■^' Cn ìtc cià, o messer lo prete. E nov. 6.2. Vieu eia ,
CusA ‘ Ww‘^ r Jttc tuc scritture, m
f^jo, cl/.j | . c Ciabattino. Buon. Fier. /p 1. 1. Ch’ al fof-lare ^ “cccajo, o al magnano, 0 al ciaba , o ull’orlolauo ecogni due sere. .
?.' c wvi ' dl a '“ a Ma. [*SyT] Scarpa vecchia [e molto logora ; e dicesi' Jla Vatta 9 ue ‘le scarpe all' apostolica che usano i frati scalzi. — ,^-voì. l- al . calccamentum obsoletum. Or. ixóììrtp-a srxXxi-
j Cc clii a _ j 0 6 P a g. fapato o zapaUi scarpa. In frane, stivate scarpa* a< uui. i j.. S 1 ’’ Garbatine vale una spezie di calzatura usata da’ cou-calzari “‘pi ^ acc A ÌW ' 9 n ■ Non è l’arte tua di cucir ciabatte,H^attc c ‘v j sn "; 55 . Ed lia di teschi, torsi, braccia e guanti
UUlll ,
;i stai
4
"“•««alte e i — mm ‘ 0!> . iid iia di teseli!, torsi, braccia’ C °^ a oialmtt^' 1C P* caa canijiagua. » hib, son. zd- Che tu ti1 111 mano La mattina a pensar versi nel letto.
senZ tl ì U: *?. ar P c a ciabatta, dicesi dello avere in piè lej Caca juola Z’ec ^ ca ^ ar ^ e > d ie dicesi anche Averle a pianta, a
Gr. 1 Ì‘“ dicono anche le masserizie cattive e consumate. LtU. scru-j ' • il $. (In ar. chcebit vale, secondo il Mrniusld, res contempla,
d’ini' |S' ìS - 1 79- Guarii costui (piante ciabatte ha quie.P |,a Uo. Mj aiv d ln - rf’Ogni frammento di materiali di coloro che La-av °t'a o 7• 5. Ornai serra gli ordingbi e le ciabatte Chiunque
■ T /ZV" SUl “'taglio. (A) (N)r Hra clii (!l . ,‘y• " l ischerzo. Lib. son. do. Fagiana tutto se’ senza aliosso,C ' a . ha ‘ta c coglia senza sugo.
I 3 \ 1^‘bat-ta-jo. [A«. Lo stesso che ] Ciabattino. V. Ar.
miei non rimaneasino , Padionc, in mano
^pi^-bat-te-rì-a. <Sf. BazzicatureCose di poco coB4TT iaiiE r\ SS .°' C ^j ’ scatoliui, cald.ije, e simili ciabatterie. (A)n* 7^* 2 - Qu * a ( . ^bliè-re. iSm. Lo stasso che] Ciabattino. F~. G. K.
cia])atr S ^ ^ UC Ua I K) ^ e ro chierico per nazione, c lo mestici’ del■] <n .' n - 2 ‘ 3 ó\ j> re * 3. Ed in gazzurro stanno i ciabatticri. Cani.
RìcorJ^lif*} a ’ ciaiiatticri Quei die son grossi , ruvidi e vtl-zin U c ‘ tta di T - ■ • C ' c ^ css0n0 ^* a P a Urbano quarto,
lnr '" j sì come i 51 Ì? Campagna ialVaucia, il quale fu di vile na*
come
risce. ) iV-alm. 11. 19. Poi, ciacche, balte insiome quello e questo,Sicché e’diveutan piu che pollo pesto. >> Salviti. È. 2. ar. /}. Ciao-
co . . . vale porco, dal fare col grugno ciocche ciucche in man-giando c schiacciando la ghianda. (N)
CiacciierakdX. (Ar. Mes.) Ciuc-clic-ran-dà* Sm. indecl. Specie di legnoindiano , che serve Ai profumo. Magai, lett. Radiche , cd erbe, c palid’aquila , c zidre , e ciaccherandà, e calambucchi , e aloè , e nisi, egomme, c ragc, e tracantidi, c balsami, c animi, quinquine, eboli, c buccheri ; c quanti altri nomi da fare spiritare i cani,si trovano nelle addizioni del nuovo Vocabolario dell’ Accademiadegli Odoristi cavalieri. (A)
Ciaccheri , Ciàc-che-ri. V. Chiccheri. (À)
CiAccHEMNOjCiac-chc-rì-uo. Sm. ditti, di Ciacco. Porcellino. Red. Etìm ^A")Ciaccjamellare , Ciac-cia-mel-ià-re. [iV. ass. Lo stesso che ] Ciaramellare»Tattameilarc. V. Pataffi 7. Da ripuisti vien ciacciaraellaudo.
Ciacco. Sm. Lo stesso che Porco.. F". (Così detto dal fare col grugnociacche ciacche in mangiando e schiacciando la ghianda. ) Lat. sire,Gr. vs, Fit. S.AnLYennt a lui il Dimenio in forma di ciacco. Morg,S. So. Non gctliom qui le perle iu bocca al ciacco. E 19. i 3 o. Obroda, che succiava come il ciacco. Ar. Fur. 35 . 21, E 6on chiamaticortigian gentili, perchè sanno imitar 1 ’ asino c ’l ciacco. Guar. Past.fid. 2 j. 1. Che far ne debbo, Se non gettarne il fracidume al ciacco?a — Soprannome di parassito [in Firenze .] Bocc, nov. 88• 2. Essendoin Firenze uno da tutti chiamato Ciacco , nonio ghiottissimo quantoalcun altro fosse giammai. Danl.Jtif 6 . 52 , Voi, cittadini, mi chiama-ste Ciacco Per la dannosa colpa della gola. But. Dicono alquanti, clicciacco è nome di porco \ onde costui era cosi chiamato per la golosità.
3 — {E detto in generale d.' ogni parassito. ] Ant. Alam. son. 12.Pensate come io sto , Giovali Conacci, Ch’ io son condotto a liti-gar col ciacco, Intcrpetrato broda, untume c macco , Scettro, co-rona , e perno de’ porcacci.
4 — Usato addietlivamente. Car. lett. t. 1. f. 3 j. Ediz. 1 J 25 . Unaciccantona di questi paesi, sucida, ciacca, rancida, la più cenciosa ela più orsa femminuccia die io vedessi mai. (Po)
Ciacco. * iV. pr. m. accoro . di Giacomo. U, (B)
Ciaccona . (Mus.) Ciao: 6 -ua.< 5 y? Aria di ballo d origine italiana^ È dimovimento moderatamente Lento , e per lo più di tre tempi. È pureil nome del ballo istesso molto usato in Ispagna, ( Dallo'spagli, dm-cona , in frane, ohaconne. ) Lor. Pane. Ciaccona c sarabanda sonosonate famose. Ferraceli. Ciaccone, sarabande c pavaniglie, E altri
.. balletti spaguuoli, (A) (L)
cucir ciabatte, e Chffo. * Sm, F. A. e del dialetto friulano , usato per Cupo , Testa.
- - 1 •' 10 ' '* * 1 lo stesso, e clic viene dal gr . cepha-
L Forse dal frane. Chef che vale locapo. ) TJb. Son. 26. Bevg. ( 0 )
Cugesi.' * (Geog.ì Cia-gé-si, Popolo cmeridionali della Dacia. (G)
Culcuite. (Min.) Cial-cud-te. Sf. Pietra del Messico , di color pariallo smeraldo , e molto apprezzata. Accad. Cr. ùless. (A)
Cialda. [A/.'] Composizione di fior di farina , la cui pasta fatta qua •si liquida , si striglie in forme di ferro , e cuocesi sulla fiamma .[Nacque da mulilazione del lat. cali da pasta pasta calda.) Cecck. Doiiz.4. 3. r ho più bel tempo, clic chi fa le cialde. Burch. 1 . z3. Che por-ta van le cialde in su’ cocuzzoli.
2 — Prov. Dicesi Inciampar nelle cialde, [0 ne' cialdoni, ed è lo 1stessoche Affogare in un bicchier d’acqua.] Farcii. Ercol. 07. Quandoalcuno fa o dico alcuna cosa sciocca 0 biasimevole, e da non doverliec. riuscire cc., se gli dice in Firenze : tu armeggi cc., tu non ve-dresti un bufolo nella neve, tu aresti il mellone, tu inciamperesti
*opoto che occupava una delle parti più
conto . 3
nelle cialde , ovvero cialdoni, o ne’ragliateli, o iu un filo di paglia.— * Essere o Non esser farina da cialde. F. Farina . (N)
. . OTn/ n _ -- (.-./(.*.^ ( <**I IAVS < /;s. J. liuto.
jir V ,Jes to ciabattino, che vedete qui, ha trattato di tonnifiGiusto f^*,Né pur Lombardo, Per larvi il ciabattiti, v’è
5 ^ pilori dé’b- a |'* *• ^ lrC0 ^ ^7* ^ favellano, cb’è più là, non dicoJT bicesì in** j 1 *} e de’calzolai, ma da ciabattini e da ferravecchi,iol • ìlUf) vo l e luoghi di Toscana Cùihattiao anche quello che
^ Àiin. M SC i <lr J >e 5 € ^ e a l tr0i ’ e chiamasi con pavLicolar nome Cal-
4_^ Jhcesi ri* ,n : y' Jultimo esempio di Ciabattiere, (N)
Si $ 3 f2J cattivo artefice. (À)
? crta so tni’r deila ì?lcbe s P uto ca
t?P l 'abbr».a mi Shanz(u si Ai™ Csa.cL n;.
- ^n a • . —«.«.et piece uno sputo catarroso , che anche , per
s ì dice Ostrica. Bisc. Maini. Quando uno perUn 11 * 1,2 ! Sterro ha difficoltà in spurgarsi , sogliamo dire:
c Cif v '“ “ 1 “‘
0 v. ia guiti , l'ClU UU
ll Esii * 5 s P u ! a wilto catarro. (A)
IV*, , S G ^g.) Cia-bfri.se.. Sm. Fr. Cbablais. Lat. CliabaUicus ager.Savoja. (G)
dette ^ cs *) Ciac-cà-le. Add. corri. Aggiunto d una specie dtpeìh\
C ;J lC ? e Pelli cicale, ed è voce forse derivata dal francese Cha-' ,Ac Cftfc. rS 1 no,n e d’ una specie di lupo. Tariffa Tose. (A)t( f e filini.dittala il suono che si fa nello schiacciare o bat***aui r i. c (È inventato per onomatopea come il giak de Pei-
fccc -jj ln ^ a d suon della spada o deila scure, quando ella ic-
Cialdetta , Cial-dét-ta. [A/T] din. di Cialda. Lib. car. malati. Toglidi quella farina fine, che farina da cialdette si appella.CiALnoNAjo.(Ar.AIes.)Ciabdo-nà-jo.[ 45 ’m.] 67 ie /i£ [o vende] cialde 0 cialdoni.Cialdoncino , Cial-don-cì-no. [A’/«.] dim. di Cialdone. Lasc. Sibili. 5 . 7.
Anzi 1 * una pe’ ci.ddoncini , 1 ’altra, pe’bastoncelli-Cialdone , Cial-dó-ne. [Aul Specie di pasta confetta con zucchero emele , condotta sottde come /’ ostie , ed attorta e ridotta a guisa dicartoccio', il che si fa conforme di legno appropriate,](y. cialda.') Bel-linc.258. Per ritrovare il ritto de’ cialdoni.Ca/U.Cam.^.Giovani siam,maestri molto buoni , Donne , come vedete , a far cialdoni. E ap-presso : Non cran prima fatti, che mangiali Da noi» che ghiotti siani,tutti i cialdoni. Cirijf. Calv. 3 .102. Gli elmi c gli scudi parevau cialdoni..2 — Prov. Inciampar ne’cialdoni j lo stesso che Inciampar nelle cial-de. F. Cialda, 2 -
Ci al is, * (Geog.) Città della Gran Tarlarla. (G)
Cialtrone, Ciabtró-ne, [Sm. Ferri. Cialtrona.] Gagltojfo.{Tcufflitore, Fur-fante, Barattiere,Briccone^ Guidone.Lal. furcifer, nequam. Gr. 00( Dal ted. schehn trumm pezzo di furfante. )
2 ■?— [Nel fan. detto di Donna vile e sfacciata,Meretrice.] Farch.Suc>c.
1.2. Parte spinto dalla villania che pareva glì facesse quelja cialtrona.Ciam. * (Geog.) Provincia detJimp. di An- Nam nella Cochinchtna. (G)Ciambella, Ciam-bèMa. [V/?] Cibo di fuvina intrisa coll uova ^ fatto afoggia d' anello. Lai. spira , crustuium, Gr. a'irdpx.^ ( Quasi cabetla ,è diminut. del gr. cube cibo. Da ciambella vien poi ciamhelletla, cdindi il frane. gimbleUe , fingi, gimhlel ec. ) Sperati. Diat. Venneroin Francia due monaci , che solcano gridare altamente alla maniocadi quelli che vendono le ciambelle: venga a noi due chi vuol temprarsidelle scienze.
2 — (Ar. Mes.) [ Diresi dagli artefici di alcune cose che sono a simi-litudine di Ciambella, ] Sagg. nat. esp. 186. Fu fatta una ciambellaVota di cristallo.
2 / vcrrnicellai chiamano Ciambella 0 Ghirlanda , que panniravvolti con .che 'chiudono la campana. (A)
3 — Gli orefici ed ottonai danno il nome dì Ciambella a qué due
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