CIARPAME
""Arnese, e per lo phì si dice d' arnesi vili. Lai, scruta. Gr. y(nrr%ptx.V V™ dagniJirii, appo i quali hirpe vale avanzo di panno, tela e2 ,U1 i l) ® Stirpine è lo stesso che il lat. scinta. V. ciarpame.') Malm.
■ • J, r questo mette mano alla scarsella, Ove ha più ciarpe^sai d un rigattiere. Car. leu. 1. 2 o. E’I capitano , ricogliendo l’ ai-ciarpe di terra, si raffazzonò con esse il meglio clic seppe.
Ter ' Dtcesì ancora eli qualsivoglia mescuglia di roba cattiva. Comp.
antell. £ Nardo Crivellon poi seguitoilo Gh’ era con cenci e eiar-P° P<t la via. 1
, }~~iBer metaf.Ciaacc 0 parole vane.] Car.le.lt. 1-43. Vi mando certeuacclucrc di Pasquino, il quale quest’ anno ha detto di molta ciarpa.c ’ ~~ * Bobaccia , Beverone , o simile. Teme. 1. 1. T’ ho fìtto ’ar Pt oggi una mala ciarpa. Ci. EH’è si mala ch’io ne ere’crcpare,
4 c “i° pensi d’averla ingojuta'. (N)
~~ 1 raalesi anche in significalo di Ardiglione. Alfter.Voci e modi
ec . paS ' ^ (N) 1 h *
( PiJ1E ) Ciar-pà-me. [AVn.] Quantità di ciarpa , [ di roba vile.) Lat.uen 01 ì? ln Y1Sl d-, woxxà -/purdpin. Lasc. Spir. 1.3. Gitlò per bocca cc.C s a d’orso , e infinito altro ciarpame.
Ciar-pà-re. [iV. ass.] Operar con prestezza , ma senza vcru-athgenza ; lo che diciamo più comunemente Acciarpare, E~. Lat.t a cpr'opere et indiligcnlcr ag ere. Gr. Gxv Tx-gìus zrv.parxpiirrsiv. (Da
5 corne da ciabatta viene acciubbailare , cioè far presto c male.)j Liaratncllare./'ra/ic.ii'acc/i.noiMfifi.Alcssaiidro, die col Ciarpa sapea
Qur Clar P are i cominciò a dire del difètto del dente del compagno suo.
etta , * Ciar-pct-ta. SJ'. diin. di Ciarpa, nel sign. del J. 4- AIJier.Q iri ° r ' 7 e modi toscani ec. pug. 26. (N)
e ee, Ciar-piè-re. [Am.j Dicesi di persona che ponga le mani ined° ™ il?? ma tucte fàccia mule. Pataffi 4. Buggiano egìi è vertucchio
g arr "l" s -
^ ° SE > Ciar-pó-ne. Colui che acciarpa, [e dicesi più propria-
p~ nle artefice che operi senza la debita diligenza. ] » il al dm.
ì- oc ' Da Ciarpone nc viene Acciarpare*, che è operare senza di-
6cll? - a distinzione. (A)
^ co «-) Ci-à-sa. Xnt. Ciuais3.yfnl.cil. dell Asia nella Babilonia. (G)bene^C* 0 ’ Cia-schc-dù-no. [ Proti, m. Lo stesso che Ciascuno, seb-p ((( ^Ciascuno è tanto della prosa quanto del verso, e Ciascheduno èha p ro P , 'i°. ^ e da prosa. — , Ciaschcuno, sin. Senza appoggio di nomeluisa^” SOSt ' e va ^ e Q l,aIun '{ ue uonl °) « Qualunque donna. ] L.at.Qui " l ' C ’ un( - ( squisque. Gr. EzzrosfDal lat. quisque unus per unus-Vallc p" c ‘ asc lieuno.) Dunt. Inf. 20,33. E non restò di minare aalle * ' no a ^‘ nos , che ciascheduno afferra. » Bocc.g.5.Proem .Appressocen 1" - ( da 'ize ) infìno a passata l’ora del dormire, la rei.na li-gio 1 aasch «w E g. 5. n . 6. Furono a ragionamento , di cui laa r^ lle dovesse, essere ed in brieve ciaschedun la volea. (Cin)
1 c f r 'PP latt> c °i sostantivi si usa come add. Lat.omnis.) Poco. nov.fa j,Y?nvcnevole cosa è ec. che ciascheduna cosa , la quale l’uomot°re ;1 | 01 amt uira]}ile e santo nome di colui , il quale di tutte fu fat-elo n ■ ^ Ca P'dueipio. Vat'ch. Star. 11. 3go. Innanzichè ’l Fcrruc-so j c jJ artlss e d’ Empoli per andare a Volterra , comandò a ciaschedun3 > ( die portasse seco del pane per due giorni.
l,lnisc e intatti i casi o col segno di essio colla preposizione. ]cl le ' .( J, -,E >n ciascheduno caso il laico è tenuto di celare i peccati4— Trof. ' ■ 1 ^ 1 111 confessione, come dee fare il prete.
2i,3 l ’2 st v °lte nel numera del più,fuor del comune Uso. Amm.Ant.'St’ruin ^“-'dujii infermi si deano dipartire dalla compagnia dc’rei.
5 ,— » ■ t'acuii. Possami e debbansi ciascheduni messi del loro uficio ec.l’tst.J e 7 a * ln> ’ nello stesso stgn. di Ciascuno, 7. Seti.tini L.- ^ S l0v, ani temono le cose leggieri, e i fanciulli le false • 0C jAs * t « D,a, nc ciaschedune. (Pr) b °fij_ p?°» * Cia-sche-ù-no. Proti. m.V.A.P r .edf Ciascheduno. Vegez.^,o , ^ nno sono usat ‘ 'spaventare. (Pr)in i Uh 4 D |a " sc ù-no. Pronome m. G. A. usata per forza della rimaca r j e Ciascuno. V.tr Barb.3. i3. La parte Che pinta mostro in0 Ascu " capo di ciascono Capitol che qui pono. (V)
Cò lsco ’ Cia-scù-no. [ Proti, tri. distributivo. Ognuno , Qualsivoglia .—,«ni. ^ n<J 1 Ciascheduno, Ciaschcuno, Cadauno, Catauno, Catuno,*I"ìs(tu enZ < l- a Pl J "pS‘ 0 di nome, in forza di soj« ] Lai. quisque, untis-ri’i., *../ Gr. 7ràs, tx, ovttos. Bocc. nov. 7. 1. Mosse la piacevolezza.
CIBA
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d’I.
13. , 11 "L 1 0 * a Sl 'a novella la Reina c ciascuno altro a ridere. E nov.Motte r ^ 1 - an P' ;,cure ^ ciascuna delle parti, quanto di quelladolenti ’ S * sollazzarono. Dani.Inf. l, 11 6’,Vedrai gli antichi spiriticiascun’ . e *■' seconda morte ciascun grida. Petr. Son. 1 2. Quanto1 — Co * C mcn di lei, Tanto cresce il desio che in’ innamora,seconri^* ?PP°SS‘° di nome. Guitt. leu. 3. ij. Fare ciascuna cosa
ì ,U( j cinsrn*-» __i., r _ dir. \
sta or CI h S - CUna Sua P ass 'oo sotto’l contrario manto Ricopre con la viMio nc ,Chla -' a 0l ' ^ rima - Pdoc. I. 5. Manifèsta cosa è che ciascuno uo-3 — j- £ suo ' sonni vegga mirabili cose, impossibili e strane. (Cin)«cu,, ] co segni e preposizioni. ) Petr. Canz. 43. 7- Come a eia-io ciao Sllc stc Ue ordinare. » E p. 1. 3 j- E desta i fior tra l’ erba4 - ^.P'ato. (Cin)
Bai te esi Ciascun per se , e vale Ciascuno a suo potere, per la suaBer se' ° ^ ara t separatamente, e simili. ] Bocc. iwv. 3. 7. Ciascunocome meglio sapeva , pregava il padre ec., che quando a morte
((> a l*tì (JUrllo ar».illrv l-ic/'tnc-ir. sì T*ot.V. n.3. fi. M.’l rinsnmw
5 ^
venisse’
Purea 1 IJ 'quello anello lasciasse. » Petr. piò. 6. Ma ciascuna per[Òsti 1 ,S na Di poema grandissimo e d’istoria. (Cin)
Mie a| V' ne ‘’ num. del più.) Pranc. 6'acch. rim. ijf. Che désti il nc-^' e gOend 0 ° C ° ’ ove ciascune Strane nazioni vollon onorarlo. » Bocz-s c oii,a U °.. clasCune cose migliori. E 84- La natura dà a ciascune co-
cognoschi esser a’ buoni sempre potenza, e ! rei di ciascune forze ( ditutte ) esser diserti. E 142. Siccome sono le conchiglie del mare , eciascune altre cose che a’ sassi accostandosi si nutricano.' Kit. S. Gio.Gualb. 3i8. Fu fatto difensore de’detti monaci notabilmente inciascune parti. (V) Salviti. Gas. 12). Il quale fu così detto, o per-chè si sogghigueva alla fine di ciascuni diverbii o parlate in due , operche cc. (N)
6 — [ Accompagnato nel minor numero co’ verbi ed addietlivi pi.) Bocc .nov. 11. i3. Similmente cominciarono a dire ciascuno, da lui esser-gli stata tagliata la borsa. » E Bocc. nov. Si come vaghi ciascuno d’es-sere il più onorato tra’ suoi. (A) G. V. 7. g 5 . Ciascuno di loro era-no grandi astrologi e negromanti. (Pr)
2 — Dopo il Voi da cui dipe/ideilìocc. introd. Voi non avrete com-piuta ciascuno di dire una sua novelletta, che il Sole lia declinato. (V)
3 — E dopo I quali. EU. SS. Pad. 1. ig8. Nel quale troverà!ben cinquanta monaci, li quali ciascuno , secondo che gli piace, ovive solo, o accompagnato. (V)
4 — Nota modo. Bocc. g. S. n. 5. Trovò due suoi compagni cc.,uomini ciascun di loro non meno sollezzevoli che ec. (V)
7 — L’uno e 1 ’ altro , Àmbidue. Lat. uterque. Gr. heirspos. Bocc. g.g. n. 2. Ed esso cc. similmente di lei s’ accese ; e, non senza granpena di ciascuno, questo amore un gran tempo senza frutto sostennero.(V)
8 — Usalo talvolta in senso del quilibet de’ Latini. Bocc. nel Zima.Pigliare ciascuno alto animo di qualunque uomo. (Cioè, ogni più su-blime animo, ec. ) (V)
Q — * E nel senso di Qualsivoglia. Petr. Uom. ili. 44- In latina ed ingreca lingua dottissimo , sommo filosofo, e nella santità della vita dapreporlo a ciascuno. (Cin)
io — * Per ciascuno, Per ciascheduno, esprimono distribuzione di alcu-na cosa fra diversa persone. Bocc. g. 10. n. g. Fattesi venir per cia-scuno due paja di robe. (Cin)
Ciaslas. * JS. pr. m. (Dallo salvo cjel intero , puro, 0 slast dolcezza.)— Ile di Dalmazia . (Van)
Ciassia. * (Chìr.) Ci-à-sma. Sin. V. G. Lat. cyasma. ( Da cyaneos co-lor di ferro, nerognolo.) Macchia fosca che nascer suole sulla fronte ,le labbra e le mani di donna incinta. (Aq)
Ciassake , * Cias-sà-re. N■ pr. m. Lat. Classar.-— Re de’Medi, lo stessoche Salinanassar. K.—Secondo Senofonte , altro re da’Medi, figliuolodi Asliage. (B) (Mif)
Ciatea. * (6of.) Ci-a-tè-a. Sf. K. G.Lat. cyathca. (Da cyathos bicchieri^)Genere di piatile esotiche della classe delle crittogame, famiglia dellefelci , che offrono per carattere una fruttificazione ricoperta nellasommità da un tegumento globoso , che si apre al disopra nellaformadi un bicchiere. (Aq) (N)
Ciatifoiìme. * (Bot.) Ci-a-ti-fór-me. Add. com.Lat, cyathiformis. Epitetodà da’ botanici a tulle quelle parti de’ vegetabili che hanno
che
luci che
*u conviene. E gii. E’ sarà dunque licito che tu prima
l'aspetto di un bicchiere o coppa, come sono alcune corolle, calici ec.( Dal gr. cyathos bicchiere, e dal lat. forma. ) (A.O.) (O)
Ciatisco. * (Chir.) Ci-a-iì-sca.Sm.K.G.Lat. cyatiscus. (Dimin. di wyathosbicchiere.) Sorta di specillo che serve per infondere od estrarre qualchecosa del corpo , cosi chiamato perchè ha la forma di un bicchiere .(Aq)Ciato. (Arche.) Cì-a-to. Sm. Specie di piccolo bicchiere presso i Ro-mani, col quale si misuravano i liquidi e gli aridi , ed era la do-dicesima parie di un sestiero. Lat. cyhatus. Gr. xva.§o s. Pallad. 27.Di due ciati d’ orzo al die si pasce bene la gallina che va fuori. ÈOlt. i f. Mettene nell’ anfora, cioè nel bari ! del mosto, un ciato,cioè dicci dramme. (V) E Mazz. Dif. Dani. 1. 77. Berg. (Min)
2 — (Bot.) Nome di un genere di piante crittogame, della famigliade funghi, che sono campanulate, cd in forma di bicchiere. (Aq) (N)1 — Produzione membranosa che nasce sopra le frondi delle mar-Canzic e de’ licheni, destinala a contenere le propaggini o gemme ,che per lo più ha la figura di un bicchiere. (Aq)
Ciato.* N. pr. m. (Dal gr. cyathos bicchiere.) — Figliuolo di Architelcle,coppiere di Eneo ed ucoiso da Ercole. (Mit)
Ciatode. * (Bot.) Ci-a-tò-dc. Sf. V. G. Lai. cyathodes. ( Da cyathoshi celliere , cd idos forma , rassomiglianza. ) Genere di pipate, cosìdette per la loro corolla ciatiforme. (Aq)
CiAToroito. * (B it.) Ci-a-tò-fo-ro. Sin. E. G. Lat. cyalhopborum. (Dacyathos bicchiere, c phero io porto. ) Genere di piante della fami-glia de’ muschi, che offrono per carattere un urna in forma disottocoppa, chiusa da un coverchio a forma di mitra. (Aq) (N)CfAToiDE. * (Bot.) Ci-a-tò-i-de. Add. corni. K, G. Lat. cjalhoidcs. ( V.cialoide. ) Nome da’o ad una suddivisione del genere, peziza, piantecrittogame della famiglia defungiti, così delle perchè hanno la /òrmadi una tazza. (Ag) (N)
Giatot.a. * (Bot.) Ci-a-lò-la. Sf V. G. Lat. cyalhnla. (Dimin. di cyathosbicchiere.) Specie di piante che appartengono al genere desmnehaeta ,della pentandthl monoginia, famiglia delle amarantoidee, originariedella Cochinchina , e che presentano per carattere, cinque squamine cu -condanti l'ovario riunite, alla base, frastagliate all’apice, il cui complessoforma Una specie di bicchiere o coppa. Lai. cyafhula gcnicidata. (Aq)(l\)CiAusiiìe, Cia-u-sì-re. lAtt.) K. A. K- e zù'Risceglierc. (Dal fr. choisir.)Lat. seligcre, eligerc. Gr. Ax iyuv. Rim. ant. Dant. Mafan. 72. Che lin-gua d’omo. o pensiero di corc ,0 guardo d’occhi possan beu ciausire.E Sy. E qual che ciausissc mio dolore, Non credo che in amore Fer-masse mai sua voglia. . .
Ciavatta , * Cia-vàt-fca. Sf E r . e di Ciabatta. (V. del dialetto napoli !.)Magai. Leti. finn. 1 Ss. di faccia chirografi di sangue , col promet-tergli un par di ciavatte vecchie, non che l’anima mia caUivella.(N)Ciavola. * (Zool.) Cià-vo-la. Sf. Specie di uccello appartenente all’or-dine de’ passeri cd al genere corvo , colla fronte cinerina e la codantondetia. Lat. corvùs fingileus Lin. ( Sembra parola imitativa dellavoce.') Macry Sidernrgruf. p. 418. n. 2. (N)
Ciba. * (Geog.) Città dclt Indie nella penisola di Malacca . (G)