)X>Slo
b-tuia
CICABO
cosa da nulla. V. ciccia.') F.Flos , *72. Pataff. 6. E non remoti cica/? ^ c ‘ ca di metal già non trovò. Maini. 1. 3 . Alcun
a /n ìr ? J0 non so cica , E eh 1 io farei ’l meglio a starmi zitto.ClCAHo * 1 /'° StCSS0 Che Ricade. ^ (Aq)
C],, ' , (’»cog.) Ci-cà-bo. Lat. Glaucus. Fiume della Georgia. (G)
(\ r C4, (t'tog.) Ci-cà-ci-ca,SLcasic;<. P/w.rfri/a Kep.di Buenos-Ayres (G)
.^•‘(Gcog.) Ci-ca-cò-lc. Città dellLulostan. (G)
q. » Li-cà-da. [ Sf ] F. poet. Lo stesso che Cicala. F. Alam.Lei li ^i* I® Acacia Al grillo cede, e fogge la rugiada. » E Av.1, „• , n odi ebe risuona il piano e il Culle Del cauto della slridu-„ la cicada ? (p) *
Cì-ca-dc. Sf. V. G. Lat. cycas. ( Da cycas sorta di pal-a - c . V°i >I( v a X Genere di piante della dioecia poliandria, famiglia delleanél Ce p palme ed alle felci, e perciò da'botanici sono dette
ridi n * allI,c ^iiei. Della midolla del tronco si estrae tuta fecola chedi a a Paliti granelli ci viene portata sotto nome di Sagù o Sago , fornitaOcàl.l fy* 1 muc daginosa e di virtù nutritiva. —, Cica , sin. (Aq) (N)de->l' Gi-cà-la. [Sf. Speme d' insetto appartenente all'ordine
cìij e "“pleri , ed al genere dello stesso nome , che manda nelle oree aito stridore nnjoso. Ha il rostro rivolto verso il petto , e com-di un sorbito/o o filo, in che sono tre setole acute. Ha le tuifu i{l l ■ C f Tte e s elacee , due o tre occhietti; quattro ali pendenti, dellecadi* t f u P enor ‘ per lo più sono coriacee. — , Cicada , sòl. Lat. ci-jy j. Plcoeia Lin. ] Gr. rir-nt. Pist. S. Gir. Fa ebe tu sii caca-eosi *| 110 t^ e 5 cioè conce la cicala canta il dì. per lo calore del sole,Col fj. U '1 . n °b u ! )er 1° fervore di uno spiritual caldo canta e grida. t! ’ 1 oerio. Loco, introd. 56 . 11 caldo è grande, nè altro s'ode eleer Su P cr SÌ* edivi. Ar. Far. 3 f. 77. Di cicale scoppiate lin-ci,.^ hanno Versi clr’ in lode de’ signor si fanno, finir/1. 1. 2. VidiCt,' * c Scandii in Val di Pisa . Belline. 171. Ma io ringrazio ec.di lr °„ CMninc i'> a s< -' n, 'ic qualche elicala , E lo caldo ne vien più che° ° - E 282. Ma temo ebe noi sappiaci le cicale , Cli’una can-fJ‘c iacebbor, bella. 11
coniu d Gicesi di chi favella troppo; [ e parlandosi di un nomo, piùPir Il j‘ n - St dice ] Cicalane, F. Lat. ioqoaculus, Muterò. Gr.'pì.vàtpos.U letl ‘t c r. 1 ^* 2 * 2. Le donne sanno meglio simulare, e sono natural-
Vuoi t ^ us ^ d * ose e più cicale. E appresso : Come, del pari ? cheCicalo 11 ’ c * cida • Salv, Granch. /. 1. lo non vorrei che quelleftori vedendoci, scoprÌs>ero Nel cicalar tutte le nostre trame.tiicoip brattare il cor])o alla cicala —Dire per far dire;tratta. lacoj-oq j* canto di questo animale che si risveglia granandogli il
4 J^* UOn - Pier- 3 . <f. O va , gratta un po' il corpo alla cicala.
5 ^ Torre la volta alle cicale , dicesi di chi cicala molto. (A)c rustf. 1 ? 1 , M f KE - AV dà volgarmente questo nome a diverse specie dile Kn.ro 1 ^ ei generi scillaro e squilla .—, Cecala.si/i. Bcllin. Disc .Tutte
- (Ar CÌCaI ° di ™ rc * C A ) (N)
, V"Ics.) polli cicale diconsi nel Commercio certe pelli della
? rio* T _. »-j. >-.♦ » m ... '
3 ^ Lupetti, F. Criccale. Tavifj’. Tose. (A)
(Marini ...
f f"‘a diLlni Ucc-£ A nel
(Marin.) Grosso anello stabilito nell * occhio dell' ancora , che si
(S)
^ lnA tA.cc** Ut ' a J' (Uc latura di cavi , a cui si ormeggia la gomona.
2 j- > Ci-ca-làc-cia. [A/?J pegg. di Cicala.
sign. di Cicalone , Ciarlone. ] Lor. Med. jdrid. 7. Or
lcnc casa 1 cicalacela , e fa cha tu non favelli con persona.inton^ iA if Ci’ ca -la-lo-gì-a. Sf. F~. G. Discorso da cicalatoli. ArieJSi s y° Q ~ e cicalate. ( Da cicala , e dal gr. logos discorso. ) Udcn.Berg. (filiti)
caleccio,Cicalicelo, Ci-
r . , . v . ,s, t c, wjv.jMu, ».i.moderala ìoculio. Gr,
ìiucz t *"p/ LV - Fruì. 5 . 3 . Io non polca cavar nulla di questi lor cicalamcnti.cssei-J £ a ! c h- s. Io non posso ricordarmi ,ec. quali debbano oraAll,i 0 C1,a ! un icnti del popolo sopra i fatti miei. » Salvili. Cas,Moi CUl ^^ d P de' nostri Cicalamenli. (N)
to i n ..^razioni, Beile. Segner. Mann. Sett. 21. 2. Nè prezzò pun-
calori;, r°’ ~. l " Cu ’I a -mè fl -to.[. 5 , //i.] Il cicalare .—, Cicsin. y. Cicalata. Lat. inopia, imml> V lv. T’ii., z « t~ -..'.II., a: .
C,
ner. Mann. Sett. :— ,
i( 'Ai J 4 N ~ ,na ,r . ,0ii sa si strana i cicalamenli c le chiacchiere delle genti.(V)Tose */’ ^‘~ Cad àn-le, [ Pari, di Cicalare- 3 Che cicala. Salvia.Pros.to il " Co * 1 \ i ’ Un cicalante che faccia venire il duol di lesta, guasta tut-, Ch^°^ 0 ^ convdo i e amareggia tutto il dolce dell’allegria. E
' Iga Uhe p* ll0U P nma cicalante , non fia giammai dicitore.
1*0^0-,^ Ui-ca-là-rc. N. ass. Parlar troppo. Lat. blaterare. Gr. $<zr-Son t ro ?‘ v Ua cicala. ) Pataff. 7. E , come l'anima! che dice he, Iocal;, re ' | 0 1 e vien pur cicalando. 6Vrc\ Geli. 5 . ng. La voglia del ci-Sola 'nv’utp e j? U ^ *" tc lauto, che tu non desideri di tornar donua, macliè ll0|l C d, 1 'iavere il favellare. Fir. Triti. 2. 6. Vattene in casa;delle (■.„ ls ,, * )on e che noi siaoi vedute cicalare così sù pcr gli usci" B,,!:',! ' 110 dabbene. , -
ad incoili 1 . 81 '? ’ ^ormoi'.ii-e. Segner. Mann. Ag. 3 o. 3 . Hai da correre~~ * p ej 1 '^ 0 eoo somma allegrezza, lasciando cicaiardi te chi vuole.(V)Incerta si ù'fndere che si lieti discorso nel pubblico di alcuna cosa.v erbi n, 1 sl . 10 ^ dire-. Se ne cicala ; la qunl cosa si esprime ancora co’- * Pa“ c '‘ na r° e Buzzicare. (A)
faibì c r ì Ca * arc uno= Metterlo in un discorso e poi in un altro ,P. lì. 4 g < ìe r a Scn prir il suo debole o il suo segreto. (A) Salvili.Co iigcltur a |.‘ a ' ^‘ rail do in arcata, col cicalare e far cicalare, e quindiAtt, p.,^*
1 ‘ 1 ' Xu s C,C ? l ^ a,c ’ Ridire. Lat. narrare. Gr. hiYiydfrSou. Cccch. Dot.a !tr„i segreti n 1 , che non fu mai mio Difetto il cicalar gli
Ciarlai™? du Ciarlare. II primo dice più del secondo; poiché}*e all a no}- are . assa i c vanamente (V. Ciarlare ), ma Cicalare , ol-j ni 8°, a per?’ 06 P ar ^ ar ni olto, include anche quella di parlare ar, d; ^si cziarifl’ 11 • vo f c -> e dando noja a chi ascolta. A Cicalare suol^ ì! 1 Ai *Ata i “ SI S n ùicalo di svelare gli altrui segreti.
^ Cicaleccio. Lat. inepta, uumodcrata locutio.
4
CICATRICULA 2 3l
2 — * Discorso che fa il pubblico sopra una nuova falsa che corre; ou-de dicesi: La tal cosa non fu poi vera t ma fu una cicalata, che tan-to vale quanto , Se ne par/ò, ma non è poi stata vera. Min. Mahn '.{S)
3 —* (Leti.) Lezione in burla , quale appunto si usava di fare nell ’ Ac cademia della Crusca in occasione degli straviziì. Red. Annoi. Dilir.8. Bastiano de’ Bossi ec. in una sua cicalata fatta la sera delio stravi-zio dell’ anno 1693. Salviti. Pros. Tose. 1. io/j. Bisogna , se ho dalare la cicalata, di’ io sappia che cosa è cicalata.
Cicalala diif. da Cicalamento. Questo è parlar troppo, vano, stuc-chevole. Cicalata esprime d’ ordinario lo stesso ; ma oltre a ciò è unavoce destinata particolarmente ad indicare quei discorsi o lezioni Inburla che soglionsi recitare talvolta nelle accademie.
Cicalatore, Ci-ca-la-tò-io. yerb, mi. di Cicalare. Che cicala, Ciarlatore.Salvia. Pros. Tose. 1. 5 o 6 . Io dunque sarò sempre il cicalatore? E5 10. Se non siete cicalatori, condonate la parola allo zelo, nou sieteaccademici.
Cicalatore diff. da Cicalone. Questo indica chi parla troppo e dicequel che dir non dovrebbe, ed c affine a Chiacchierone. Cicalatore siapplica a chi parla troppo , cd a chi compone 0 recita cicalate.
Cica lavorio , Ci-ca-la-tò-ri-o. Add. ni. Che. cicala , Atto a cicalare. Sai-vin. Pros. 'Toso. 1. 11/j. Questa è quella repubblica cicalatoria cherima appunto colla favellatori, e in conseguenza ha a toccare a tuttila sua parte del cicalare.
C1CA1.ATRICB , Ci-ca-la-trì-ce. [ Verb.f. di Cicalare.] Salviti Disc.2. 186 .Non poteva più esprimere il vizio delle donne , che cicalatrici e scc-catrici sono , che con chiamarle trombette. E i8j. Cioè strepitose estridule cicalatrici e svesciatrici. E Pros. Tose■ 1 . 5 o 6 . Quantunquepcr avventura rii nazioni più di noi cicalatrici , .sono lontani , cc. »Salviti. Cas. 1/ff. Ma l’ardente cd odiosa Cìcaìatrice, che vuol porrein tutto La Locca, è tutta fuoco e tutta spirito. (N )
Cicaleccio , Ci-ca-lec-cio. [ Sm, Ijo stesso che ] Cicalamento. V. Moti,Franz, rim. buri. E infìiio a tanto il sonno non l’assaglie, Si tratticncon diversi cicalecci. Cetr. teli. t. 7. Per fuggir la mattana son con-tento di farvi un cicaleccio. Maini, g. 6y. Ma ridan pure, e faccialicicalecci , Pere!»’ ci vuol fare orecchie di mercante.
Cicaleria , Cbca-)e-rì-a. [ Sf. ] Lo stesso che Cicalamento. y. Fir. Triti»3 . 5 . Per levar via gli scandoli e le cica (cric, mi son mosso a parlarti.E 5 . 3 . E quante cicalerie c quaulc baje s’è dette. Sen.Ben. Farcii,4 - 21. La quale, ancora che allindata dall’onde dell’altrui cicalerie,ha piacere di sè medesima. Cari Fior. Se v’accorgete dello spro-posito, a che impiastrare i fogli di vane cicalcric ?
Cicàlettà , Ci-ca-lei-ta. [<V/^3 dim. di Cicala. ?> Ar. Far. if. 4 °- Comeappresso la sera racchetata La cicaletta sia , ch’or s’ode sola. (M)
2 — Per simdit. Salvia . Pros - Tose . 1. 106. Tirandosi in su i capellia cupola o a pina, gli fermavano con certe cicalcttc d’oro*Cicalevole, Ci-ca-lc-vo-ic-^tft/. com. Da cicalata. Bellin.CicaÌ2. Mi dettiad intendere d'essere fuori di questo cicalevol ginepmjo per sempre-(A)Cicamccio, Ci-ca-lìc-cio.ò'w. Lo stesso che Cicaleccio,Cicalamento.^ Min.Malrn. (A)
Cicalierb, Ci-ca-liè-re. Sm. F. Cicalfera. Colui che cicala , Che parlatroppo . y. dell uso • V» Ciarlone , Ciarliero. (A)
Cicalino , Ci-ca-lì-no- [ Sm. ] Che favella assai. Fardi. 'Ercol. 52 . Dalprimo si formano cicala , cioè uno che favella troppo , e senza con-siderazione ; cicaleria , ovvero cicaleccio y cicalino c cicalone.Cicalino. *(Agr.) Add. m. Agg. di Grano , ed è il nome che i conta-dini danno al grano grosso ravanese imbastardito. (.A)
Cicalio, Ci-ca-lì-o. [Smi] Ragionamento inalile, vano o confuso- F’.Cicaìa-mento.Lrtt. garrulitas. Gr.jEu<po\oy'ix.Miitt.Franz, ri/n.buri.2. gj. E consi discordante cicalio Vanno informando il mondo tutto quanto, Che mifan proprio rinnegare Iddio.» Cors-Torrach. 1 . 12. S’udiva d’ogni’ntorno un suon confuso Di cicalii, di risi e di strumenti. (A)Cicalon a. * (Zool.) Ci-ca-lò-na. Sf. moine che si dà in Toscana ad unaspecie di Anatra , detta altrimenti Canapiglia. (A)
Cicalonaccio , Ci-ca-lo-nàc-rio. [ Sm. ] prgg. di Cicalone. Fir. Triti. 5 .
1. Ella non voleva ch’ella lo sapesse, cicaìouaccio.
Cicalone , Ci-ca-ló-ne. (* 5 V?i. ] Colui che favella troppo. F. Cicalatore.Lat. blatero. Gr. $\vocpos. Fir. Lue. <$• Eh sta cheto, cicalone : chepazzie di’tu? Cane. Cani, Paol. Ott. 26. Voi udirete questi cicaloni0’ ogui cosa dir male.
Cicaluzza , Ci ca-lùz-za. Sf dim. di Cicala. E detto di donna ciarliera.Aret. Rag. (A)
Cicalo , Ci-cà-lo. lAdd. m. F. A. F. e di ] Cieco. (V. del dialetto na poli t. ) Pataff. 3 . E mi venne un cicato per lo tcn (cioè, un ciecoper la limosina ; ed è antico modo di dire in gergo.)
Cicatrice , Ci-ca-tri-ce. [Sf] Quel segno che rimane in sulla carne dalla :ferita o percossa ra/n/narginala. Margine. Lat. cicatrix. Gr. ov\f. Cr.g. 63 . 2 La cicatrice nata in un certo modo colla medesima taglia-tura, difende la piaga del flusso del sangue. S. Agost. C. D. f aces-sesi toccare le cicatrici delle sue piaghe. » Buon. Fier. 1. 3 . 3 . Per-chè degli asia pure e de’cavalli Le cicatrici rimctton’l pelo, E nonquelle degli uomini. (B)
2 — * Dicesi Far cicatrice , Mettere cicatrice , Condurre a cicatrice ,Ridurre a cicatrice la piaga, il taglio , ec. Red. nel Diz. di A. Pasta. (N)
3 — Trattato frodolcnte. Lat, machinatio. Gr. vArraviAcc. Farcii. Stor.
2. Credettero alcuni che questa fosse, come volgarmente si favella, unacicatrice ; e clic egli venendo meno di fede al duca suo padrone , sifacesse a sommo studio dal Marchese chiamare c imprigionare. E 10.Anzi pensava che questa, come s’è detto già due volte, fosse unacicatrice.
CiCATiucETTA, * Ci-ca-tri-cct-ta. Sf. dim. di Cicatrice . Lo stesso che Ci-catricula. F. (Van)
Cicatricula, Chca-tri-cu-Ia . Sf.FL Piccola macchialo vescichetta bian-chiccia, nella membrana del tuoi lo di un uovo , in cui si scorgonole prime tracce della formazione del pulcino.—, Cicatricetla, sin. (A)