dio citelli p !•'? 0J ' 1 l '’ gioie, incantatori di spiriti ce. , un Ulisse g. — Detto rii Scala o Camera, vaia Che non ha finestre da prendero ncino. l'P'l . lume.Lìh.cur.malatl. Cadde giù per una scala cicca da sommo infondo.
Di cieco , [ Alla maniera de’ ciechi .] io — Detto di Via, vale Senza riuscita. Salvia. Annot . Commenr.
JSocc. sopra Dante . Sta nel rovescio la pianta del lahcrinto, di figu-ra quadra, con istrado e mura a diritto clic le dondolio, ma cheterminano in una via cieca che non ha riuscita- (P)
11 — Detto di Lettera, vale Cliè senza soscrizione. Sacc.^ lìmi. (. 4 )
2 — * Parlando di lettere dell’alfhbeUj^O cieco vale A alza la lu~
ce o apertura. Salv. Coni . B. D. (A)
12 — Per metafiAgg.d'Ubhidiuivm c simili, vale Che seguita l’altrui co-mando ; come il cieco, senza propria deliberazione seguita la suaguida , o simile. Bilie. Bini. pug. 22i. Odo odo già come di tantici scopra Strumenti ’l genio e 1 ’ uso, e qual valore Abbiano, e comei moti lor con cieco Necessario ubbidir seguiti P opra. (B)
1 3 — * (Mit.) Cieco nume, Cieco dio, dicesi il dio d'Amore , Cupi-do. Peli’ , snn. -t 18■ ( 0 )
Non aver nè i/j. * (Ar. Mcs ) Punto cieco chiamano i sarti un secondo punto accie-cato cioè nascoso. (A)
a—‘Lanterna cicca: Nome che si dà a quelle lanterne con cui chile porta , vede senza esser veduto , e il cui lume si puh nasconderequando si voglia. (A)
1 5 — (Agr.) Privo delle messe che diconsi Occhi. F. Accecare. (A)
16 — (Aliai.) Cieco , chiamasi da’ notomisti qualunque dutto che non hacomunicazione , che è chiuso. Cocch . lez. Appendici cieche venose.(A)
2 — Intestino cieco, [o semplicemente il Cieco] è il primo degl’ intestinigrossi, che esce fuori dal principio dell'intestino colon , ed è chiusoin fine. Lai. caccimi inteslinum- Or. po\Òx.utov. lied. Oss. an. if8.In due pernici ec. Ilo osservati i loro grossi c lunghissimi intestiniciechi, abitati da molti e molli minutissimi lombrichelti. E appresso .-Il piccion grosso ha gl’intestini ciechi cosi corti, che appena arriva-no alla lunghezza dell’unghia del dito indice d’ un uomo.
Ciecolisa. (Zool.) Cic-co-lì-na. [A/.] Anguilla piccolissima, {così dettaperchè sembra che non abbia occhi. —, Cecolina , sin. ]
Ciecoliko , Cie-co-lì-no. Add. e sm. dim. di Cieco ; e dicesi di piccologiovanetto privo della vista. Bcnv. Celi. Vit.t.2.f.266. Per farlo muo-vere gridavano a certi asini zoppi , e ad un ciecolino che gli giiid iva.(A)CiELDAUiiO. * (Leti.) Ciel-dà-ii-ro. Nome d’ima chiesa in Pavia.Dant.
Par.io.i28 I.0 corpo ond’ella fu cacciata giace Giuso inCieldauro.(N)Cie-lico , Cié-ii-co. Add. e sm. K. A. F. e di' Celeste. Pior.fi.Frane. 7 8- Ma poiché quando frate Currado tornava ( dall' estasi )tutto allegro e giocondo, gli disse frate Pietro : O ciclico , grandeconsolazione hai avuto oggi. (V)
Cielicolo , * Cie lì-co-lo. Add. e sm. V. A. V- e tfi’Celicob». (Van)Cielo, Ciè-lo. [Jm. Quella apparente volta azzurrina che. coperchia
CIECHESCO
CIELO
235
Ciccalo Ci f‘™°- (P)
Bi,„„ L^'-^'e-sco. Add. m.
-"«o/l. l<ip V X ~ . V v » -t •'■*«*'*
CibciiitÀ c ' 1 ■ 2 ' 7' -Accompagnati .Da varii naturai ciecheschi gesti.
tate J l ^' c ' ll ‘tà. [V/. Lo stesso che} Cecità. F .—, Ciechitadc, Cicchi-ti - | Lat ■ CMcitas. Gr. r^Kcrr.s.
to' Celi. hitt. Non ci ha specchio che a
fr-co rè’ <, ^S un gh, a vedere la grande nostra docilità.
Circo, n ’ a YC( !<-’re la gr?
sin ' f „+ < 0, Colui eli è] privo del vedere.
attr.iUj^p ^'jecus. jGi'.tvQXos, B,
«llr.-itti e ’ i •/y t/ r AOS > jjocc. nov. 11. o. luenanao quivi zoppi ecicchi. 3i jy-'chuCo/'s. Torvacch. 1. 2.f Stasera a cena potrai tare ia peiflotii a, \ t ' \ Ur 8‘ Gos * h cicchi a cui la roba falla, Stanno—- p f \ jU _ ll, odci- lor bisogna, E l* uno il capo sovra VaUro avvalla.(N)Sod c ' ltls * 0IK 'te o Mazzate da cicchi, diciamo in modo basso , e valeza le ^ af { (lre ove s * diano. Beni, (hi, 3.6. 55 . Queste maz-
Non
^ h si danno , Che pietà me ne Yien solo a vedere.
itfirn A. TVT_ „ . 1 .T
pur un 1 ,° ^ ro . 0 Non avere da far cantare un cieco.. ...
Co * ft'Iaiin W / ì ' in °' $ 22t E s.’ io non posso far cantare un cic-
s pada mi/ f* Sehhen non c’è da far cantare un cicco, Di questa
4 ~~ In ‘ter,, à: °-"e.e^fentc.
Occhio è \r U1 CICC 11 ? beato a chi ha un occhio , o , citi v’ ha ungl’ ignorf 1 ^’ 01 ' 0 • 6 dicesi per esprimere , che chi sa alcun poco fra
Maiien > » • u f lia UI C1CC,J1 c,1! v 11
avrehh °i 0 C ' CC ^^ “ -^vere il conio suo. Bocc. noe. Sy. 5 . OhllfJ l Conoscevi 011 illan ^ ca1 ' co ' c E‘chi; ed io sarei bene sciocca, se io
C.-iwu^ n l € d es imo sign. dicesi anche Mangiare il cavol co’ ciechi.
y n V ••ditesi
c J. , 5 .
c >cco è f.,'" 1 can h'ire da cicchi. Cardi. Ercol. 8fi. Fare un cantar daHo. Li). 1 cc> una lilastroccola lunga lungi, soir/.a sugo o snjiorc alcu-scellanc/f 01 "' 2l £0 ^‘ io non vi (licose e’le salse il inoscherino, c( 1 — Aver lm can l ar da cieco la prima volta ch’ella s’abboccò con lui.
3 . Cred- ^ COn c l ec ldE=i^i'er a trattale con balordi.Segr.Fior.Cliz.o Pt'ssc iiite. eV ' *" u P er ^ aver a far con ciechi o con gente die non sa-° ~~ * I c j l .VP 0l ' e 1° disonestà di questi tuoi disegni?
'■iS. vi, lec 11 llon possono giudicare de’ colori. Cardi. Ercol. t. 1.l'i . cc >we ; ’ ■ ■ .... ...
, ® 1 cicchi non possono né debbono giudicare de’ colo-
9 .' (lo)
‘L perche ®°l J B na i da Ferrara o da Milano , si dà un sol-
C ' la s i chef 01111 ' 10 *- 110 a cantare i e bisogna poi darne loro due per.1111,1 tal co 1110 : ^ lce ( l uan d° taluno si faccia molto pregare a far
ohe re.,,; ni mo ^-ando non voler farla, e bisogna poi pregarlo, Bisc. Malm. (A)
c Privo dell’ 13 > Guercio, Losco. Il primo dicesi di chiunque
C/ eco u .®° c ^da vista. Nel senso stesso si prende anche Orbo ;e l ìlu comune e più ampio nell’applicazione figurata diQr&o si ,} cnt - c , yl’ intelletto , Fato cieco dalla passione ec.; laddovefili occhi t' Cn p senso fisico. Gucnno dicesi propriamente chi
P n PPiX'sso \ L 0sco ® ( l [Xcl che non può vedere se non le cose d’7?°‘ C . Bl,ardai,d0 r ^ s h‘inge c aggrotta le ciglia.
. c c.uoo $ ^ Cc ^ ecat0 ' —, Cicalo, sin. Lat. abcaecatus.Gr.rii^ciJ/isi'O!:.*:‘ c ca fìrr Ur ^f 2 *p a ^ r bina aver mille occhi, coinè clic gli sciocchi lei°cchi a ?*ii HOi} ‘ 20 ‘ ^ ret ^ , marito mio , ch’io sia cieca■* «r. jQ' e “ a testa, come tu se’ cicco di quelli della mente ? Dani.
[Em-in ‘ , c ì e co toro più avaccio cade, Che cicco agnello,
». 5 . OinV ? t0> Go Pocto. lai. occ* ' ° '
2 °‘ Òmu1ì wU * I:0> Go po i 'io. Lai. occultus , tectus. Gr. xpw rroV. Cr.2.
in fiunet/v Slen ? ^ osse aperte, a ognuno è noto : le cicche si fan-IPria 1 .. t0 modo. a„i,ì h- «i: _..i: ..
Cl <*hi „j- modo. Guid. G. Pensino gli uomini prodi come sonf^ci ancor X yen ime n t i delle cose di questo mondo. Lìb. son. 5 /.Re-3 MentissiiY,; nu » c . bossa cicca. Sagg. nat. esp. 24. La rende oh-n* Che iy ov i . a c mchi ondeggiamenti dell’aria.
,°cc. fl0V ' na Riguardo a persona. Lai. indilferens. Gr. àlìictqopos.^ 6^de’ rettori^' ^ a c m, {pensando) la cicca severità delie iog-
l
&tto
“reso da 0
(tt ' caecus p CCsso c “ affetto , [che non permette di vedere ragione.]ch P n;,r^*- L'ir. nov. 1. 188 . E vedovala cosi cicca delfatica flf 1 * :eueva P cr certo che egli non avesse ad esser granC . 0s i fatti uon - P - l ' s , lia 4 crla * n Frane. Sacch, nov. ig2. E sono questir? Sc non an 1 }) Sl ?* CC ^Ì loro, che non credono che piacevolezzaproL eU -jir C ^ e Q as Ciino in sè c in altrui adopera. Dep.°j che s a ,e t pensiamo però che debbano essere tanto scortesi
7 " Che iinn e ^ lre 1 cos * cieclii delle loro opinioni, che ec. (V)de tw 1 un conosce . PKn tirnni.'i .1,. fP ...... O/w. /. . , Ut* i
* essere pi' • . 5 * °F
l' ai ’cva essere CleC ' 1 * ai >ima, che le bestie. Specoli. Cr. 52. Glisiip cr i.; lra ? ran f ; >tto , ed era cieco di se medesimo. E 54. Al-6 °noscii,[Q . i \ , le . s °im ciechi de’ fatti loro. E 58. Tu solo m’ hai-ì ® u i° , òse,?. tu ’^ a *tri sono cicchi del fatto mio. (V)
Q^.D ant 0 -» Offuscato , Pieno di tenebre. Lat. obscurus. Gr.®: Betr. ca '„. % 2 7 - 25 .Se tu pur ino in questo mondo cieco Caduto.?') senza lev™*' > : C1, * u3 ° gran tempo in questo cieco legno Er-
Sesner ' Pred ' 7 ' 7 ‘ I,1T ' Mt0
8 C >ìio bassa 10 rt?^ 5 S f 7 za . fa ma.] DantJnf.3. 4y. E la lor cieca vitai CprrantQ 5 p* C n y. l0s ^ son d’ogni altra sorte.
Ja l?ià volte’i 0 I e e y f Ì 1 ^ ln § ai mi.] Petr. canz. 5. 1. Che al cieco mondoì f r n ( ^ en da lui r Dant Pur 3‘ l6t66 ‘ Lo m °ndo è cicco, c tu
tuoi
,(N)
u; Cay, Canz . 1. Ahi cieco mondo , or yeggio
. . iy. 7 _
28. 24 . Tanto tempo era stato senza vedere il ciclo. Petr. canz. 3. /.Ma poiché ’l cielo accende le sue stelle ec-1 — * Per intelligenza degli antichi scrittori ecclesiastici , si riconoscononel sistema degli Ebrei e della Santa Scrittura tre cicli'. U primo dovevulan gli uccelli 0 sia V aria ; il secondo , il firmamento , in cui sicredevano incastrate le stelle , e che sostenesse V abisso , ossia le a-ccp.ie superiori le cui cateratte si aprirono al tempo del diluvio ; ilterzo , ai precedenti superiore , quello ove risiede il Altissimo , edove San Paolo fu rapito> (Aq)
3 — * Per intelligenza degli antichi scrittori profani fa d'uopo avvertire^che gli astronomi anticamente , seguitando Tolomeo , dividevanotutta la ragion celeste in dieci cieh\ assegnandone uno ad ogni pianetacon quest* ordine : Luna , Mercurio , Venere , Sole , Marte , Giove ,Saturno. L' ottavo cielo era il cielo stellato o delle stelle fisse, dettofirmamento; il nono era quello a cui attribuivano il modo di trepi-dazione , che ogni cento anni faceva un grado ed il decimo encchiamato primo mobile, il quale col suo moto diurno rapiva tutti 1cieli inferiori. Bocc. nov. Natura madre di tutte le cose ed operatri-ce col continuo girar de’cieli.(A)
2 — * Coir aggiunto di Cristallino. Tes. Bruii. Sopra ^ il firma-mento è un cielo molto hello e chiaro, od ha colore come di cristallo,e perciò è appellato il Cielo cristallino. (N)
3 — * Coll' agg. di Empireo o Impireo, pmpivam. quello del fuoco ,
o se vogliamo ancora della luce; e Jig. L’ultimo ciclo , ove da teo-logi sì costituisce il seggio da’beati. V'. Empireo e Impicco . (A)Dant.Par.3o.3ij. Noi scino usciti fuore Del maggior corpo al del eh èpura luce. (N) . n
4 — * E così fu detto Cielo del fuoco. Benv. Celi. Vit. t. 2. J. óóo.Messi un gridotanto smisurato che si sarebbe sentito dal cielodel fuoco.(N)
5 — * Coll agg. di Primo. Lo stesso che Empireo. ; ma si usa an-che net sign. del (). 5 . V, Dant. Purg, 3o. 1. Quando’l settentrion delprimo cielo, Clic ne occaso mai seppe nèorto.(N)
6 — * Coll’ agg. di Etereo o Sldlato : Spazio immenso m cui sondisposte e fanno le loro rivoluzioni le stelle i pianeti e le comete.^ Aq)
7 — * Dicesi Squadrare il cielo in senso di descrivere o misurareminutamente quasi colla squadra le parti del cielo. V. Squadrare. (Pe)
8 — \_Dicesi jìg.h ridare in ciclo, Togliere fino al cielo, per Esser e-saltato , lodato grandemente. V\ Andare in.cielo.] Bocc. nov. y5. 1 .Era già stato messer Gentile con somme lodi tolto (ino al cielo.
9 E Celebrare a ciclo- F. Celebrare, $. T3. .(N)
^ — La veduta del cielo. Fiamm■ Presa da dolore, subito il cielo perdei.
5 —L’aria. Lat. coeium, aer. GrAhp , cclS-yp. Bocc. imrod . 26 , Tantae tale fu la crudeltà del cielo.» Bemb. Stor. 1.8. Sarebbe nondimenoufficio della sua pietà , e d’ un nobile animo , voler riveder quellaterra , dalla quale nascendo ella bevuto ha il primo ciclo. (V)
2 —* E La temperatura dell’aria. Pctr.son - Tremo al più caldo,ardo al più freddo cielo. (A)