CIOCCA
A " Se ciò noti fosse che, usato per locuzione intera in luogof' (l comune Se non fosso che. Dani .Purg.<3.<Z7-Ancor non saitbl e«no dover per penitenzia scemo, Se ciò non fosse eh a memoraG P^ttienano in sue sante orazioni» (V) (")
U„fl lvnte persona , ed ustisi in amendue i numeri, [e gene: i.uac.
lus.3 G . V. 6. So. 6. Si fuggirono dati’altra parte de b-m^c
V ,‘ Ur ? no degli Abati, di que’ della Pressa e piu altri. E 1. 52 . 2-
quattro capitani oc. c ciò loro ec. » Borgh. **■
do m ptl ' l 1lcua c fidale sicurtà , non da quei frammenti clic se lo tac-
Dio V ^ cl “ meramente vide il libro eli Catone cc. . C1 , . .
„ ' f Cnl - Lai. foci. Difendendo quegli che se gli erano gUtati1 _ r C ’ < t in Cornelio Balbo . (V) . • ;
7 fiJi* reìazl ™ di cosa.] Bocc. inlrocl. 10. E tutti quasi ad me . lnw io assai crudele: ciò era di schifare celi fuggire l miei
sto n 0 ‘’ Case - Com • In f- 5 • OUo cose 5000 ’ che damm ? /ih
“ Peccato : ciò sono ec.» C-r. S. Gir. io. Lo spronameli o dela ( n s adrlL hi] C ' 0< ^ prifetioiìe della mista di Dio , ciò e a P'J.
8
“ £ Il creta** °l K ' r ' 1, ( A e pur qui ciò non è superfluo. ) (V) Creso . 6.~~ Pe r pu 0,c j“ sono i ricci marini, è caldo e secco nel tcrzogrado.(Cin)
die volai 10 ** C -l le ' ^ (ir - quidquid. Anun. Ant. cf. 2. 5 . Ciò uccellipollile ne’ ’ C1 ®. P csc i che nuotano, ciò fere clic discorrono , sonu sep-P'sciuin mi* 0 /*** v . cntr ‘- (.H hit. ha: quidquid avium volitai, quidquid9 —■ P er q- , J quidquid terrarmn discurrit etc.) (V)
oiZt Gr - S - a? 22. La colomba si ha nove virtudi, ciò4 9. Preil(l 0 ® ne ’ e sce B lie 1° P.ln bello grano, vola al fiume ec. Egli cljìatna r’fSS iori spiriti ; ciò sette peccati contea Dio , e sìdella penò' ' u ' Gio. Bau. 2.5g. Due grandi martini, ciò il primo. 2 —. * S? za ’dò la maggiore ec. che mai in questo mondo sì facesse.(V)°®Wdia 1 ? Pu tn S° di Cioè- G. E. 5 . c. 1. Molte città di3 —- p ru hcllaronoal detto Federigo, ciòfu Milano , Cremona ec.(Cin)•' - ‘ " ■ -- - - - 24. Sole (cose) dobbìa-
CIOÈ DIRE 2 ^
Ciocco , Ciòc-co. [ Sm, ] Ceppo da ardere. Lai. truncus, caudex. Or.trrsKexos ( GU Ebrei dissero sciahhaq lo smin-izzare , il rompere. In-di lo chiquel de’Francesi, picciola parte di urf tutto, il chico degliSpagnuoh piccolo, ed il ciocco degl* Italiani.) Dant. Par.iS. g. foi,corno nel percuoter dc’ciocchi arsi Surgono inrmnacrabtU faville.
3 — Dicesì anche d'uomo balordo , stupido e dappoco. Lat. stipe?,bardus. Gr.
Cioccolata. ( Ar. Mcs. ) Cioc-co-Ià-ta. [*y/T] Pasta composta di diversiingredienti , il corpo principale della quale è la mandorla caccao %così detta dall ’ albero che la produce. Si prepara in diverse manie -re , ma pei * lo piu sciolta nell’ acqua calda , per uso di bevanda*—, Cioccolato, Cioccolate , Cioccolatte, sin. Red. Annoi. Ditir. 2q*hi nostra duglia l’uso ha introdotto le voci ciaccolatiti e cioccolate ,cioccolata c cioccolato, derivate-dal nome indiano. ( Anzi da chocolaloebe gli Spagn* presero dagl’ Indiani, e noi dagli Spago. )
Cioccolate. (Ar.Mes.) Cioc-co-là-te. [ Sin.Lo stesso che'] Cioccolata , V.
Cioccolato. ( Ar. Mcs.) Cioc-co-là-to. [Sm.] Lo stesso che Cioccolata. ^»
Cioccolatte. ( Ar. Mes. ) Gioc-co-Iàt-te. [ Sm.Lo stesso che] Cioccolata.V. Red.Annoi. Ditiv.2g.ll cioccolatte è una mistura o confezione fatta .di variiingredienti,trainalitengonoil maggior luogo il cacao abbronzatoed il zucchero. E appresso : Uno de’primi che portassero in Europa -le notizie dei cioccolatte, fu Francesco di Antonio Cadetti fiorenti-no. E Esp. Nat. g6. Nella Nuova Spagna dunque noverano questopepe di Ciapa fra gl’ ingredienti del cioccolatte. >3 E Ditir. N0.1 fìagià che il cioccolatte V’ adoprassi ovvero il tè. (N)
Cioccolattiera. ( Ar. Mes. ) Cioc-co-ìat-tiè-ra. [Sf.] Vaso in cui sibolle la cioccolata.
Cioccolattiere. ( Ar. Mes. ) Gioc-coAat-tiè-re. [Sm. Vaso da bollir lacioccolata. Red. coiis. 1. ig . Al secondo e al terzo quesito dico che -si mette in un cioccolatticre d’argento, 0 in altro yaso appropriato,sufficiente quantità d’ acqua , ec.
_ -, n jp _7. r - m njdg^iuieeuc mai uj uucaiu iuuiiliv oi iuv.v.o3^.^V)
£‘° fn in luogo di Cioè- G. r. 5. c. 1. Molte città di_ f ubcllaron 0 al detto
y Krctr f L . Ciò sono. Vii. SS~. Pad. . , _ . „ * . .
nidi c l e i e desiderare, che ci pcrducono al cielo ; ciò sono le ver- 2 — Oggidì più comuncm. si dice Colui che fabbrica la cioccolata. (A)CC * delle r / IOnc °P er e. Boig. Orig. Fir. 3 o 6 . Avendo parlato fin qui Cioccuto, Cioc-ch-{o.Add.m. Che ha fiori a ciocche. Salviti. Nic. Ter.
conìT*^ P rmc 'P a h cÈe alla sua origine attengono, ciò sono Seme che sisparge d’agno Biancofiorito, e ncreide, c rulctta Cioccuta.(A)_ 4 — ^ione sua, e dell’essere colonia ec. (V) Cioe ; Ciò-e. VA. V. e di' Ciò. Dant. Com. %$. Seguito io alla prc-
< anobi» .•.» - J - t? /»:a d.,^ ghiera fatta ec. questa persuasione , cioè dico abbellimento. Frane.
Sacclu nov. 3o. Cominciò a dire alcuno de’cavalieri : chi dirà? Disseimo di loro ciòc 1 e chi nou sa chi dee dire ? Dica il tale. NinftFies. 3 g 3 . E vieni spesso a me, cbè io ti dirò e Ciò che far doverruiintorno a ciòe.
Cioè. Avr.
Sola^ anc ^ le * n senso di Cioè alcune volte si disse E ciò. Pass.U PGre taf!*,- 83 ? bisogno di chiarire, e ciò come altri possa sa*~~ (j’nifr. ',‘ s ' on "- sieno da Dio . (V)
poco iV Altv oper Checché altro. Vit.SS.Pad. M23.G1Ì toglievanoUsato • P , ailc c * lc aveva , o ciò altro che fosse da mangiare. (V)a r® ciò no/” - "i?S° di Ciò che. Cavale. Att. Apost. 1Ò6, Sforza vanii dijj- < l,e i signo/* IJ V de coll tro a Giesù Nazzareno. Gr. S. Gir. 6g. Ora
Ci,
[0r ’ Hiò si a ene . a /ire, Ciò volle dire , Ciò vuol dire, Ciò voleva di-Ja '*>Ciòc-ca usat i in luogo di Cioè. E. i detti modi. (N)JJflttllo jj J-ìMucchietto di capelli e di peli. ( Dallo slavo kikka(loj- del can[ /Hl. > che i Turchi, Polacchi ec. 6olean lasciare nelAir'^ cai >hni.’/ fi 11 ®! 0 nc l res to era raso.) Bocc. nov. 6g. iS. LaspalT *' ?! l'bio/v 8 u ardò la ciocca della barba che tratta gli avea.tj !?• Vani I 2-s 1 eapelh con vezzose ciocche sparti sopra le candide^ lp h’ uvea , •/ 2 - lù 3.I° avea già i capelli in mano avvolti, E Irat-mnìi ^. e ’' «'/ni?/ 1 * d una ciocca.
t>io ir>s ‘ e, ne , ^ Gicesi di fru’ls , di fiori e• di figlie , quando
Ser - C ‘ Vna ciò ^ asc °no , e sono auaccate nella cima de'rajnicelu. Ejlg.,lj t 11, Lib. C(( Cca dì tignamica bevuta nel vino, giova al morso delle$"Ulo. p'ij ^ >»Aau. Cogli ima ciocca di ramerino, e mangiala a
3*^» ■*'»« y il Ci —una 1 .H 100 U m , -w ■■■*••
C I .do diùt ' ^ u !' Ollcrio all’altare una ciocca di dattili.
(0 «hì erb a „/ a s P ec ie di viola. Dav.Colt.1 ^.Semina vivuolc a ciocche,4 ^ a i° a ^"-h'i'n. T. B. 3 . io. Evvi una sorta di yivuolo intì-
C'® t«o £A r f (N) ...
G ^ tn t no j la grttne. Fir. As. 17. Venir giu le lagrime a ciocche.(V)gito r ‘ Meo A ciocca a ciocca , A ciocche. E. (N)
di ’ So pra 0 • ! . occ l Je chiamano ì ferravi due grossissimi pezzi di le-Cto liti è L “A! «Sglra tutto il meccanismo della buUeria. CiascunoC he H -tPro 7 nClto con B-e stanghette. (A)
feri ’ • Vote*#. ' ? 0,n - c omp. indecl. ] Quello che , o II quale , QuestoSfatò* bo([ e C le " - quidquid. Gr. hrtow. Cron. Morti. 27/. Prof-Ptp 1 ine „ ’n c ‘°F c hè tu hai, ad ogni uomo; ma chi usasse in-’ s . ro clìi i. a fle , v ‘llani e , isdegnane.» Goti Dif. Alf. Etruschisg.
ha" Ultr ° ch/i " J ‘ ae , V1 llanie, isdegnane.» Gori Dif. Alf. Etruschi20.' ^ rit to il ,8S«rà ciocché ha scritto ec. £*p- tào- Vedasi ciocchéchè . ail l° a cò\„* atassaino s *guor Pietro Burmanno. (A)
3
starc^ C n’° S1/m 'le“E.Fr.Giord. 242. Va più innanzi, cioc-> ec C f i/ì ’ or fi 1 " bisogna pi» C0S€ : mantello , camicia ,
"«Ho Jìgf dì
l c c 'one
in -
C„
pi. del.convin-to,, 1 '“ u E'* 1 ' entra per li sensi. (Cioè: tutte le cose che ec.YV)
O’* per rri : la . n ‘d Se,,s ° di Checché. Am. Ant. 284. ( Fir.1661. )« o/oc/A/ « faccia, vegghia tu. (V)
boti bl0n di can ir 3 ' t/Tò dim. di Ciocca.—, Chioechetla, sìn.Amct.-®oc c 8 ° c °nic i c ,. e ■ <ld TC ìo alcun non coperti mostrava , de’ quali ,liaih ' ” op - Sn batl ’ r ' ca (lera sopra ciascuna tempia bionda ciocchetta.(li tnj' 1 NicSfir Appresso ch’ella mi mandi una ciocchetta dellar> 0l Hlc s a . c di là i°i Asol. 2. 1 2^. Dinanzi giù per le tempie
'' lr> ci'i.„^ la nt; due pendcvoli ciocchctte scendendo, o dolcemente
'V/' 5 ' 0 ,, Ciot-k sote '
/“bl ì ^-dàali e C f ì < f^ l ' to - l p8m. T, de’ boscaiuoli , carbonai ec. Nome
1 J( **i ì,J 0c C! . > eh,
Jt nm.sof 2 /d r, *' aT ' JS * ^ ua» u MUW uxtft UJU Ville 11
’ faoc-c'ià../V"/,' vuol dindi, c chi ciùccia , e chi cocchi.■ Sere, q " • L JY. ass. J Ecco fanciullesca. Poppare. Lat.C «A. il J
comp. di ciò ed è. terza voce del v. Essere, e si usa pefdichiarazione di parole precedenti .— , Ciò c , Gioene, Cioè a dire ,Ciò viene a dire , Ciò volle dire , Gii vuol dire, Ciò si è, Cioè di-re , sin. Lat. hoc est, idest, Gr. rovr Gru. Bocc. inlrod. 8. Questoec. assai volte visibilmente fece, cioè, che la cosa ddl’uomo infermo'stato ec., tocca da un altro animale ec., quello Infra brevissimo spa-zio occidesse. E g. 4- Alla mia età non istà bene 1 ’ andare ornai die-tro a queste cose, cioè a ragionare di donne, o a compiacer loro. Enov. 33. 20. E loro , che di queste cose niente ancor sapeano , cioèdella partita di Folco e della Ninetta, costrinse a confessare ec. Dant.rim. 16. E maladico la mia mente dura , Che ferina è di tener que(che m’uccide , Cioè la bella e rea vostra figura. Pelr. cccp. 10. Crispo Sallustio , e seco a mano a mano Un che già gli ebbe invidia , e vi-de fi torto, Cioè’l gran Tito Livio padoano.
2 — In luogo di Se. Eit. SS. Pad. 2. 27 4. Or pensa dunque onde me-riterai più, cioè in salvare pur te od in salvare molti. (V)
3 — Adoperalo col Che, ove pare che talvolta il che sia superfluo.Ca-valc. Espos.Simb.i.34g- Onde, come dice il Maestro delle sentenze, lecreature ci sono concesse ad uso , non a fruizione , cioè che non vidobbiamo poncre troppo amore. E 2. 224. Malachia profeta il ponedue altri nomi ec., cioè che'l chiama fuoco, e erba di fulmini. Ca-vate. Pungil. i63. La lingua placabile e dolce è legno di vita , maquella che stempera, si guasta lo spirito, cioè che uccide spiritualmentee dii dice e clu l’ode. Eit. SS. PP. 2. 221. Lo quale era biga-mo, cioè che aveva avute due mogli. Eit. S. Frane. 206. Quandoegli tornava dall’ orazione spezialmente privata , cioè che solo avevaorato scgrctameute. (V)
4 — Per Acciocché. Cavale. Pungil.iyi. Contra l'uomo pravo e per-verso, il quale sempre cerca brighe , Iddio manda l’ angelo maligno ,cioè che Io percuota, e menilo all’Inferno. (V) (Forse si dovrà leg-gere acciocché , e sarà eirore di copista .) (B)
5 — SupeijIno. Cavalo. Att. Apost. 124. Voi sapete come ec. sonoconversato con voi ec. , servendo Iddio c voi dì c notte ec., con mol-te persecuzioni cioè ricevute massimamente da’Giudei. (Il testo ha.quae mihi accideruut ex insidiis Judaeorum. ) (V)
G — Nota uso strano. Fav. Esop. < 33 . Avendo mandato il bonela lepre per suoi grandi bisogni con certe lettere, avvenne cheil rapace falcone la prese, e tolseli le lettere, c poi-tulle a madonnaaquila: cioè ch'era stata travata in adulterio col nibbio. ( Qui vale:le quali lettere portavano , 0 diceano, che era cc. ) (V)
Ciò è.* Lo stesso che Cioè. V. Cavale. Pungil. ij5. Ma de’molti( esempi ) pognamo quello in breve che pone San Gregorio nel dialo-go ; ciò è che narra d’ una ec. (V) _ „
Cioè a dike. Lo stesso che Cioè. E. Lat. idest. Gr. rcW tenv. Dant.Conv. 206. Io , dice Marzia, feci c compiei tutti gli tuoi comanda-menti, cioè a dire , che l’anima stette ferma alle civili operazioni dite. E altrove: Li savii dicono che la faccia del dono dee essere simi-gliarne a quella del ricevere, cioè a dire , die si convenga con lui.Pass. 154. La terza circuslanza si è ubi, cioè a dire in che luogo. E164. La sesta condizione, che dee avere la confessione, si è frequens,cioè a dire che si faccia spesso.
Cioè dire. Lo stesso che Cioè a due. E. Cjoe. Segner. Mann. Apr.11. 3. Vista in un modo vivissimo, cioè dire e con la presenza econ la potenza. (V) E Crisi, instr. 1. 14 . < 2. Morrete come muojouo
3 u