La C0DA
Cl >zzri e ) Giovati Boni, una bicocca ec., Ed Ita in cima al co-2 __ q “ un macigno Un pezzo di sfasciume d’una rocca. (Min)ucccll * SCiusella ° )«Micino che hanno alcune reli da pescare, e datiene /*"* ’ ^ cbe fi n ‘ scotl o in una manica , dov' è un’ apertura., che sidato ^ e & ata e s ’apre per estrarre i pesci o gli uccelli che r'hanDel c ent ro.] Lat. cucullus, Creso . Cr. 10. 17. 3. Tutte le salvaticheCoda Ca'? 0 * 0 t K da ro * ;e 1 c * 1 ’ ® nc ^ sopraddetto fossato distesa , caccerai.con»' " t ;l ‘ Quella parte del corpo de ’ bruti opposta al capo ,
79-ìi'^V s l’}' la della schiena. Lat. cauda. Gr. oùpx. Baca. nov.Questi |- n0n v ’ incresca , iufìnattanto ch’io abbia fatto le code aappre E nov, go. io- E questa sia hella coda di cavalla. E£a„i SS °i : ® es tia che tu se’ ec. , qual cavalla vedeslù mai senza coda?e rotti , • 1 7-j- Ecco la fiera colla còda aguzza, Che passa i monti,Eq c; f >e 'muri e l’armi. E 2/j. C)3. Quelle tìccavan per le ren’la codaet nri a J ? 0 ' . Furg. 2/j. 82. Que’che più n’ha colpa Vegg’io a codaCulle 0 ?“ a * ratto '. P<ttr. cap. io. Urtar come linai, e come draghide a j |° . avvinghiarsi. E Erolt. Che gran coda ha la volpe , e ca-5 " [ Pe r o -T- Ger. /j. /j. E lor s’aggira dietro immensa coda.Li p ar ,g s ‘ m >lu.'} Così chiamano le donne {.ed anche gli uomini ] Quel-Wsten le r ca P e **.‘ c ^ ie portano per lo più di dietro ravvolti e ristretticiaf „ ' 7 ,ui ; 9 a P'^'tium. Gr. rpivniAx. Cani. Cani• 102. Dell’ accon-ti nodo tt 6 r lnudo: Come ben distesa l’hai La sua coda, e scioltoPresto -V? .‘'«zzatojo avrai, Dritto bene, e lungo assai , ec. E ap-Donna’ | rin §' «fior coi nastri e lega Ben la treccia ; e fatta poi,a —- H p a i si piega E s’avvolge in quel che vuoi.
'binava h P en ' s ' Gr. ir sor, Arislof. Bocc. nov. 21. 11. Forse61, Jo p 11 ' e c gli cosi senza coda, come senza favella fosse. E nov.
. «isti e «ntasima, fantasima , che di notte vai , a coda ritta ci ve-a coc * a ritta te n’ andrai. {Qui è detto in sentim. equivoco .)
«yrtna. Q ascic ,° del manto de’cardinali, e prelati, delle donne ec. Lai.le, ’ \ <ri 'P/ 1 «. Burch. 2.20. L’altra è la coda che voi strascina-ti - ddla 10ba tal d^rto.
t D‘esser \ n . Senso equivoco. Ar. Len. prol La sciocca s’immaginaDetto ^ // l a or c ^ e s ’ ha fatto mettere La coda dietro- (V)
*#7. iMess" 6 r? ^ avo ^ = V ultimo luogo della tavola . Frane, nov .fì ® Cle il sun ^°* c .'^ ene Sl era messo in coda, che nonpoteauo ben yq-*“7 Detto >. lì l àrì %i * re , e toccava spesso il tagliere ec. (V)stiacci^ . n 8 a ° simile. Benv. Celi. Oref 7 8. In quella partee Inali Co 1 Sl . C0li nnette un grosso anellonc di ferro che abbia due code,ùett n rì a essere bucate e confitte in una lunga stanga.(V)
:
T VettQ ] ìh c a L ' sserc oucate e conntie m una lunga scanga.^v;P t( i. r nl Occhio, vale Vestrema parte dell'occhio allato alla tetti-r •-0,;/(' lUlUS - Gr.
*i a, ' t ii'(u Bw a Guardare,[Guatare e ri«z7i]colla coda dell’occhio::: Guardarfi'nìs ocnli s e ’ ° ’uiscosto; lo che si dice anche Guardar sottecchi. Lat.c ?fia coda I ^ S jp lcer f- Gr. ■Kxfa.^xiiinv. Bocc. nov. 77-5. Cominciatolos 81 r ivolfl e 1 ct * °cchio alcuna volta a guardare.» Gozz. Senti. i. Duro"" éarl,u]j e ®) llala Con la coda dell'occhio. (N)
° ‘ella ch° ■ fi° rr0 0 simili vale l’ Estremità , la Parte oppostaCOll °scano c f Sl c * liama Capo. Bocc. g. 4- P r - 1 4- Mostra male, cheVei ’de. i Perchè il porro abbia il capo bianco, che la coda sia
utl <i a • . "! et qf. per dinotare una robusta vecchiezza ed ancora
0 5 ~~ 0n,f\ dl tenere.)
T" Un senei J" an siare il porro dalla coda. V. §■ 2i.
’* troni Lat - Gr. «tpxs. Car. lior. io 7. Ripren-
J * lan eato ,| fi? 0 s P ess o uso di capitano in coda di verso- Morg. 7 .33.Ij, 1 Onci/- 10 ’ ln . a * e s ^ a coda: Àdunquc male star de'tutto il dosso.
1, Co,/ !,l 'hl; avverb . Inceda, Alla coda, che valgono lnfìne.(Jc)C 0 / za *e: Alzar la coda ; lo stesso che Levar la coda. 'V- §. /-/.u, Sarsì m t ... fiP 0I ’i’e : Appor code a code = Andare in lungo , Pro-'■ P r °ducere, protrahere. Gr. dva.iA.KXr'. 1 . Buon. Pier. 1.
2. tTj Laù
. Po tlP ->h’e, «.ilicic. Kjrr. jjuvn t x ier, j.
C0( j e a 0 di^nuovo allo spedale ec., E ’l suo male , ap-
j. v-o/ p a a c °fie, Ci slia sempre confitto.
, u ’’e , o ò . ver <: : Aver buoni bracchi alla coda di alcuno = 00->'<tcchn ,e . cotl diligenza gli andamenti di alcuno $ meta f. toltavi;...? . cft « uw>tn,;.. - n - — 26. 18. Io t’ho avu-
ti
Co-
li
^'Sfiori hraer| ,, ' S<, f ,<Jicori0 ^ a .fi era - Bocc- nov)tr.J— Aver -,i 11 a fi a co< i a che tu non credevi.°do /, 0 s J^ alcuno nelle
Col
code == Averlo in tasca , Averlo in odio.
t a ’. °be si\p c re : •P' ar “da = Andar dietro ad altrui per corteggiar-.. fi Gr. v e anche Far codazzo. Lat. aliquem cuin caterva corai-M^ !, ^ COt *ianni ’i°» 01 '^ £ ‘ 1 ' - ^tor. Aìolf. Donò Ajolfo l’arme e ’l cavalloalti- J1 c onie f a ? ,a ^j a > onde che tutti gli facien coda ' "
a » per sopras” 0 * i sott omcttersi a questo , far cr
do ~~ 15
Agn.Pand.coda a quest’
...mii 1 più : sottomettersi a
Per soprastarc a’ più degni- , r ; fnnciulliruzzan-
, ™ romana: è un giu >C0 ch {f« ia ’ vestimenti liuti
dietro , /J ! e corrono attorno appiccati colle ma
3 J L ahro - , Cernendolo e beffan-
do^ G 1/ fi <r s ‘ m >l. Andar dietro ad «ienno s f ece coda romana.
i f- lo ingrato popolo <>' ^TtZfchesi fa bat-
‘eudo l a f la co < la — Pare quel segno di disp ^ {q so nJ an dolo.Amorfo . maìì ° sulla piegatura del braccio e a{ ì n . . x _, squale ^ lebeo - V- fi a r> ~- " ‘
,. r ■ s- 3: rii. Col. Rienz. cap.
H—Coi i t l °muuuo Fovtifiocca avea nome ,itaìl e/ ìa> ., • L ' V r, 1 ' e ’■ Levare o Alzar la coda, fig- , - , . ^ i, u0 ’.
he nov«q * ? 0cc -s- 5. r. 3. Monna Aidruda, levate la coda , c
Z'z u ;\ zìzPaS'“ \r nc Z° di
D, fi°' " '
2. Poi si levò uno ile feceli la coda. (N)
: Pigliar baldanza ,
una canzone in ischerzo usala
j - v ' {,\Z- iUu dì 7- Doatan* lo saperrai: leva la coda.
- 1,1 soi a ■ , ) are : Lisciar la coda = Piaggiare , Far moine ,
ZòZZ'l 1(1 meta/, dallo stropicciar che si fa talora i gnitiìu.'àj, '}• 121 m® *' La/, blandiri , anulari- Gr. noKambuv. Cirijf.
1- jV. - a fii'anto r.:.'. _i.- 1 . - -
di Vec e °?, d'spetto r o" ° P lu 6** lisciava la coda, E quel crudel su-'■ Liei, «dul.ire ram P°gnava. Varch. Ercol. 56. Usansi ancora,ri rc e Lisciare )aie 5 0 da* la soja ec. , talvolta lisciar kcoda.° l ub. **•
CODA agj
16 — Prov. Aver la coda laccata di mal pelo : Sì dice di chi si ricor -da delle ingiurie y e vuole a suo potere vendicarsene. Bocc . nov. 77.2j, Lo scolare , che di mal pelo avea taccata la coda, disse.
17 — * Chi ha coda di paglia, ha sempre paura che il fuoco non Tar-uda == Chi è in colpa , teme del gastìgo. Serd■ Prov. (-V)
j 8 — È meglio esser capo di gatta che coda di bone = b meglio- es-ser il maggior tra i piccoli , che. il minor tra grandi . Lai. malohic esse primus, quain Komae secundus./ / *./ , 7os,252, e Capo,5-7^-
19 — L’asino non conosce la coda se non quando e’ non l’ha = 7/ bene
si conosce quando e' s’è perduto . Lat, malo accepto stultus sapit,se-ro sapiuut Pliryges. Gr. 0 vntfios 'iyvw , O/ner, f r . Flosy z5i %
e Asino , §. 21,
20 — Guastar la coda al fagiano: Si dice dì chi , narrando un fatto %
lascia il più bello . Lat. ver ex anno tollere. Gr. rk ry ? ijjp j-
y/lCfsus o’r/àn.
ai — Mangiare il porro dalla coda =: Fare a rovescio , ed anche vaieCominciare a far una cosa da quel che importa meno , o da quelche si dovrebbe far dopo,
22 — Mettere la coda dove non va il capo =3 Esseie entrantey e Cer*car d’ ottener per ogni guisa lo *mento suo. Morg. 18. I2g. Dove ilcapo non va, metto la coda.
23 — Mettersi la coda tra le gambe =2 Avere grandissima paura ; toltala metafora da' cani. Pataff. g. Allor mi messi la coda tra gambe.
24 — Nella coda sta il veleno = Nelf ultimo consiste la difficullà e’l pericolo} tolta la melaf. da’ serpenti che nella coda , più che itialtra parte , credevasi da taluno aver raccolta la malvagità del ve-leno. Lat . in cauda venenum. Red. Vip. yo.Conforme al trivial prò*verbio, il veleno altrove non istava che nella coda.
q 5 — Saper dove il diavol tien la coda =j Esser accorto , Saper ilconto suo . Lat . caUidum, veteratorem esse. Gr. SoXepòs, ml% rrx.\lfx.-Pov\o$ uvrip. Bocc. nov. 77. 70. La maggior parte (degli scolari) san-no dove il diavol tien la coda. Salv. Grandi, 3. 9. So dove il dia-vol tien la coda, Quand’ io non sapess’altro. Ciriff. Calv . 1. 27.Perocché egli è malvagio e pieu di froda, E sa ben dove il diavoltien la coda.
aG — * (Veter.) Parlando della coda del cavallo^ dicesi Coda a venta-glio, quando , alzandola il cavallo, i crini si spiegano in bella mostracome il semicircolo di un ventaglio\ da sorcio, quella la cui pelle èpriva dipeli\ all’inglese , quando è mozza e portata in alto, (f^.Ingle^sare ); a tromba, quando è portata orizzontalmente , ec. (A. O.)
27 — (Ar. Mes.) Coda 0 Codetta. T. generale delle arti. Qualunqueparte di un lavoro , o di un materiale , come un appendice di essoo una tal parte che sia minore del corpo intero , o destinata a qual-che uso particolare. Biring. Pirol . Trovando che sia arrivato al segnodella perfeziou che vogliono, con un gran pajo di tanaglie, o per lecode lassate a’ masselli , li cavano in pezzetti miuuti. È così di-cesi Codetta del vitone degli archibusi ec.} Coda del torchio da stam-perie; Coda delle bombarde, ec. (A)
a — T. de' conciatovi e simili. Quella parte del cuojo e delle pelliche è presso alla coda delle bestie mentre son vive. Band. Ani. Condue marchi dalla coda. (A)
3 — T. de' sarti. Quella striscia di panno 0 drappo intelucciatcr feh ’ è cucito alla serra de' calzoni per affibbiargli. V. Codino, §. 2.(A)
4— T.de'geltatori.Quellaparte del metallo chesoprawanzaalgelto.{ A)
5 — A coda di rondine. V. A coda di rondine.
28 — (Astr.) Coda diciamo anche a’ [ raggi posteriori ] delle cometeche appariscati nel cielo. Lat. cauda. Gr. oùpa. f^arch, Stor.iS, Sivede ec. una cometa con una risplendente coda.
2 — del dragone : Il nodo discendente della Luna . (A)
29 ■— (Lett.) Coda del sonetto, si dicono quei vei'si che sono in fined’alcuni sonetti dopo i quattordici pruni versi . Red. Annot . Di-tir. ng. Sonetti colla coda ec. quelli che sono di 17 versi , il quin-dicesimo de’quali ha sette sillabe, e gli altri tutti ne hanno undici .E 21J*Va opinando che da essi abbian forse avuto origine i sonetti colla coda.
30 — * (Mus.) Nome che si dà al periodo aggiunto a quello che po-tì'ebbe terminare un pezzo di musica , ma senza finirlo in modo co«completo e brioso. (L)
3.1 — (Anat.) Coda di un muscolo: Dicesi quella delle due estremità diun muscolo , che è impiantata nella parte mobile. Bellin • Di se. (A)
a — del midollo allungato : * Porzione impicciolita del midollospinale a livello del foro occipitale. ( A. 0. )
3 —equina: * Fascicolo de' nervi lombari e sacri , in cui termina ilmidollo spinale. (A. O. )
32 — (Milit.) L’ultima parte d' un esercito quando e' marcia. M. V,g. 5o. Il Marchese avendo alla fronte il beilo e grande esercito ec.,non si poteva volgere indietro a dar soccorso a Pavia , per non averei nimici alla coda. Stor. Eu>\ 1. 7. Non volendo ec., partir di nottee segreto ec., a cagione che i nimici pensando che per la paura e’fussefuggito, non gli uscissero poi alla coda. Bemb. Stor. 2. 26. E giuntialla coda dell’esercito loro, ne uccisero molti. Segn. Stor. 1.3. S’in-viò coll’esercito ec., nella quale spedizione avenào infinite difficoltàper cagione delle vettovaglie , c del capitano della lega , che gli eracontinovamente ora alla coda , ora alla fronte, ec.
2 — della trincea : Quel luogo donde gli assediatiti incomincianoad aprir la trincea per coprirsi dal fuoco dell artiglierie della piaz-za assediata. (A)
33 — (Mario.) Sì chiama con questo nome una corda minuta, lungaun braccio o due, più 0 meno, che si attiene ad un altra manovrapiù grossa , o ad un bozzello, ed e destinata ad essere avvolta e legataad un’altra manovra, 0 ad un altro corpo che si voglia tirare o alare.( S)
a — da poppa : É un cavo con cui si oi'iìieggia la nave dalla poppa- (S)
3 —. dj topo : È lLrL modo di terminare in punta un gherlino , oaltro Cavo commesso due volte, sicché possa passare e ripassare peralcuni buchi senza guastarsi c sfilacciarsi collo sfregamento. (S)
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