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COMUNE
Più onesto sarà dunque die ognuno se ne pigìi quella parie ( del da-naro) che per ora gli fa di bisogno, e ’l restante lasciandolo in co-mune lo ascondiamo in qualche segreto luogo. Gio. Pili. Volle torreil mobile della parte eh' era assai e recarlo in comune. (A)a — E col v. Andare. P. Andare in connine. (A)
3 —In comune vale anche Generalmente , Senza distinzione, A mm.Ant. 5. 1 . Ora diremo noi di virlule primieramente in comune. (P)j — (Eccl.) Chiamasi Comune degli Apostoli, de’ Martiri , de’Confes-sori ec. t Uffizio generale de’ Santi, per cui la Chiesa non ha sta-bilito un Uffizio proprio e particolare. (A)
8 — * (Mo;.)' Sf. Lo stesso che Fermata. P. (L)
Comune ditti da Comunità, e da Comunanza. Per dinotare il cor-po de’cittadini altra volta adoperaronsi promiscuamente. Ma l’uso halimitato da qualche tempo la voce Comune a’corpi civili, e Comuni-tà a’corpi religiosi. A Comunanza e rimasto piu particolarmente il si-gnificato primitivo di Acconmnnmenlo, Comunione , da cui pure in al-cuna cosa differisce. V. Comunione.
Comune. Add. [com. Quello di che più d’uno, molli o tufi partecipa-no, o possono partecipare. —, Cornano, Cninniuno, sin.) Lai. com-raunis. Gr. xonót, Bpcc. inlrnd. 11 . Di che le più delle case erano di-venute comuni. E noe. 3y. 5. Insieme a’ piaceli comuni si congiunso-no. G. y. y. ì'à. 3. Credendo che per l’onestà dell’ abito tossono co-muni. Dani. Inf. i3. 66 . Morte comune c delle corti vizio. E 2 g gy.Allor si ruppe lo cunnin rincalzo, E tremando ciascuno a me si volse.
3 -— [ Dicesi di ciò che è proprio di diversi soggetti. ] Peli. son. 3.Onde i miei guai Nel comune dolor s’ incominciaro.
3 — Non singolare, Aliàbile. Pit. SS. Pad. 2 . Sy. Da allora innanzidiventò comune, e mangiava e beeva di ciò che posto gli era innanzi.(V)
4 — Ordinario , Comunale. Lat. vulgaris, communis. Gr. v.owóe. Com.Inf. t. È da notare che Dante pone sé in forma comune d’un uomonel quale è l’anima ragionevole.
a — E così parlandosi di Condizione. M. Vili. Non di legnaggiogentile, ma di meno che comune. (A)
5 — [ Far comune = Accomunare, Ear partecipe di checché sia. 1Bocc. noo. gS. 49 ■ Primieramente con lui ogni suo tesoro e posses-sione fece comune.
6 — * Contrario di Parziale. G. V. y. i3. Questi due frati per lo po-polo di Firenze furono fatti venire (per podestà ), e inisongli nel pa-lagio del popolo . ■ . , credendo che per 1’ onestà dell’ abito fossonocomuni, c guardassono il comune da soperchio spese. ( Cioè : facesseroegualmente giustizia si all’ una parto che all’ altra. ) (Pi)
y — Agg. a Gente : Fu detto la Comune gente per dire II cornutidella gente, La più della gente. Cavale. Med. cuor. 166 . La comu-ne gente non può credere che uomini di grande riputazione di san-tità e di senno facciano altrui male. E sotto ; Essendo lui ( Cristo)accusato da’ principi de’ sacerdoti ec., i quali commossono il popoloec. dicendo , che se egli non V avessonQ trovato peccatore e malfatto-re , non l’ avrthhon preso ; la comune gente credette loro. (V)
8 — Agg. di Luogo = // necessario. Frane. Sacch. nov. 54 . La tuamonna Duccina è sì grassa , eh’ ella non si dee poter forbire quandoè ita al luogo comune. (V)
— * Agg. di Lingua : Quella nella quale si convengono più popoli cheparlano diversi dialetti. Castigl. Corteg. 1 . gi . Se ella non fosse flin-guaj pura toscana antica, sarebbe italiana comune copiosa e varia.E appresso: Delle quattro lingue che aveano in consuetudine i scrit-tori greci, eleggendo da ciascuna parole modi e figure, come ben lo-ro veniva, ne facevano nascere un’altra che si diceva comune. (N)
IO — * Agg. di Senso ; Così è delta la facoltà per cui il più degliuomini può giudicar sanamente delle cose. (A)j I — * Agg. di Voce o simile. Parlando de’ vocaboli ordinarli dellafavella , si dice Le voci comuni della lingua , per contrapposto aquelle delle arti e delle scienze. P ■ Tecnico. (A )ja — * (Reti ) Luoghi comuni : Così diconsi da’ rcttorici le proposi-zioni ed i principii generali et onde si traggono gli argomenti e lepruove. V. Topica. (A)
a — * Per estens. Luoghi comuni diconsi ancora le cose trivialie ricantate di cui altri si serve ne’ suoi componimenti. (A)
13 — * (Gram.) Genere comune , dicono i grammatici Quello cheserve per l’uno e l' altro sesso senza distinguerlo , ossia che è ma-schile e femminile. (A)
14 — (Anat.) Vena comune: Una delle vene del corpo dell'uomo cosìdelta, [ farse la media del braccio .] Polg. Mes. Se il sangue sovrab-bonda in tutto il corpo , e le vene son piene, cavane dalla venacomune , e poi dalia basilica.
l5—* (Leg.) Ius, Dritto, <e. comune: La legge vegliatile di tutto uno Stato,e l’uso che vi si trova generalmente stabilito in materie contenziose.( A)1 $ — * (Mit.) A molte divinità si dava /’ epiteto di Comuni, ma spe-cialmente a Marte , a Bellona , alla Pittarla , perchè proteggevanoindistintamente V amico e il nemico. I Latini chiamavano pure co-muni quelli Dei eh’ erano appellali Azoni da’ Greci. (Mit)je — * Usato a guisa d’ avv. Passav. 2 og. Beni naturali sono o nelcorpo o nell’ anima, o comune all’ uno ed all’altro. (V)
Comune diff. sovente da Comunale nell’uso. Il primo è tutto ciòche risguarda tutti, che appartiene a tutti, eh’ è di pubblica ragione,eh’ è di più d’ uno, di molti. Si prende anche in senso di cosa ordina-ria ; ma quando in quesla si voglia includere la nozione di poco pre-gio o di vilezza è meglio adoperata la voce Comunale o Comunevole.Inoltre Comunale rende più sentita la idea di cosa appartenente aComunità. Cosi diciamo Beni comunali, Amministrazion comunale ec.Comunella , Co-mu-ni-l-la. [Sf. P. loie] Comunione , Accomunamen-to. Lat. collimimitas, communio. Gr. y.oivd'vnms. Lib. son. 5t. Fa-cendo insieme buona comunella. » Car. Slracc. Pro/. Voi avete in-teso dire di quel Castore e di quel Polluce .... ehe fecero non soche comunella di nascimento , di vita e di morte. (N)
COMUNICARE
4 *— * Convito di Comunella : Dicesi quello in cui chi jf i ‘j?chio intima a ciascuno de’ commensali per polizzella Ciò Qredprovvedere per la sua parte ; fu anche detto Porzionario, eSimposiaco . (Van) piccola
Comunello , * Co-mu-nèl-Io, Sm. dim. di Comune. Comune ai restensione. (Z) __ C°;
Comunemente , Co-mu-ne-mén-te. Avv. A comune , In conno 1 • Qg n imunamaite, sin. Lat, cominuuitcr. Gr. xowvs. G. V- 1, ‘ 49'spesa che occorresse ec. pagare comunemente. n 0 v. O-
2 — Universalmente, [Generalmente, Pubblicamente.] ^ 0 CC m w . a' l! -21 . Tutti comunemente si disperavano della sua salute. » )ell te eli®60 . Lo misero re. sopra d’ un ronzino , e diceauo coinuu
10 menavano a impendere. (V) ciudi 0 * cr .’
3 — [Ordinariamente, Per lo più.] G. V. 11 . 3y. 4'
poco mobolati di moneta comunemente. Bocc. nov■ io- 4- nl ;iiii’ 0,cper voi non si possa quello proverbio intendere , c ' ie c0 pigli 3110si dice per tutto , cioè che le femmine in ogni cosa sempr la
11 peggio, n Pass. Far T apparecchiamento, il quale cornuti
gente indugia. (V) Quest 0
4 — Sottosopra, Nelle più delle azioni o fimiti. Pecca'-g ■ i °' n ’ ' e e°'
Arrigo terzo fece far per forza papa Vittorio dell' Alandomuneiuente fu inimico della Chiesa. (V) . .m-ia, 0 ® 1 '!
5 —* Insieme. Saltust. Giug. i3i. Poiché fu entrato nella sl ^ a „ n o. (Pyaltra cosa pensando e ordinando comunemente col suo c° m P‘.pale. ' ‘
Comunevole , Co-mu-né-vo-le. Add. com. Lo stesso che Con 11
e V■ Comune , tulli. Liburn- Selvetl. 2 . Berg. (Min) fjbufà'
Comunevolezza , Co-mu-ne-vo-Iéz-sa. Sf. astr. di Comunevo
Occorr. g. Berg. (Min) . . -ppi donò
Comunicabile , Co-niu-ni-cà-bi-le. Add.com. Da comunicarsi,
Da potersi dare. '} Lat. comtminicabilis. Gr. xcivsrzruo,. ^ , ^a-malatt. Sieno composti in forma comunicabile a tutte P cr [ :o eC-ischi c femmine. Salviti, disc. 2 . 3 1 . Il libro De vulgati fcomposto in latino per farlo comunicabile a più- », ptP -
2 — Conversativo, A ffabile. Lai. alfàbilis. Gr. co 11111 *
Unm. ili. Cesare per natura era ed in parole od innicobile , -e molto mansueto. , di C l,n ' U "
Comunicabilissimo, Co-mu-iii-ca-bi-lìs-si-rBO. [ Add.m •] su f er ' ( j Le ,-si, c c °"nicabile. Lib. cur. malati. Sono medicamenti tacili a preumunirabilissimi d’ogni stagione. tiare, a r°‘.
Comunicabilità, Co-mu-ni-ca-bi-li-tà. Sf Agevolezza f piahj^
tre colle persone , Affabilità■ Salditi. Dee. Questa f_ _ __ _ _ 1 nero
co' 1 .
- - — 1 : -- , > -A in*
conia , o fissazione quasi continua , non gli toglieva py 0 oc.\.p'tratto nobile, ed una certa comunicabilità con ogni sorta di P n j fa jjo*Comunicamento , Co-mu-ni-ca-mén-to. [Ani. Lo stesso che] y° pan 00ne. P. Lib. Pred. Le cose di mezzo sono gli uomini, 1 1comunicamento con tutte le creature. , c ottin ,nCl1 '
Comunicaste, Co-inu-ni-càn-te. [Pari, di Comunicare.) Lhe esp-
[Che è in contatto .] Lai. communicans. Gr. v.evnr '""f'^ ^.„ in uu ical1 ”gy. Fecesi dunque un organetto ec. co’ mantici in piedi,ti col suo portavento. lnlt ‘ st ‘'1 C °ra
Comunicanti. * (Si. Eccl ) Co-mu-ni-càn-ti. Setta di .V aV etU ì0 vchiamati per la comunità delle donne e de’ fanciulli che .
essi stabilita ad esempio de’ Nicolcnli. (Ber)
FA
Comunicanza, Co-mu-ni-càn-za. [Sf. P. A. P. Comunanza, J resse deli'liminone. Salv. Dial.ffimìc. 19 . Farò ancora io per lo ,n llI1 ica n * a .’ ’comunicanza. E 72. È il fine della vera amicizia l’onesta 00 jj BJ oi' ol >E Car. Polg. Oraz.lI.S. Greg. JSazianz ■ Miserabili |>e più miserabili ancora per la comunicanza d’esso. paP eC1 ^ , t
Comunicare , Co-nm-ni-cà-re. [Alt. e n. ass .] Conferire,
— , Comonicare , sin. Lat. communicare, confi rre. Gr. * pd.
nov. 82 . 4 • Il clic costei con alquante altre comunico Slot- 9
Levatosi senza comunicare il suo consiglio ad alcuno. £ os a al c ° n ’245. Filippo avendo sempre negato di non saper eh ci ( ^
nè di avere in tal congiura mai comunicato consigli. Gt- i'i
2 — Partecipare, Divenir partecipe. Lat. participcm css ’ tJ i; d 0 "? \ 3
Maesh uzz. 2 . n. y. Questa adulazione è peccato, 0 ‘ Qua 0 . 0 ”\,p
coinunicano con loro nel peccato. Fr. Giord.Predf, èp) l !,L-,
cosa c più materiale, tanto si può meno partecipare; m ^.^ rmnl i. A; | pu-ntuale, tanto si può più comunicare. « E Car. Polg- . jP’css 1 ’’Conservano le loro ricchezze, non comunicando la r0 .
no, con la povertà di quelli. (Min) ...Vindo tt0t
2 — E col elativo. Cavale. Med. cuor, gl- C° !I111 ||uca te all c *passione di Cristo, godetene. E igì. Voi, che com _ ^
sioni di Cristo, godetene. (V) Bocc-f! r c r-
3 — Praticare, Conversare. Lat. versar!. Gr. oizrp‘P- dagl
y. Fu questa pestilenza di maggior forza, percmcc ie a ’sa"M p,-r
■ , ■’ ' „’ sventa- s , t . 4
di quella, per lo comunicare insieme, s’avven _ Q a lal-
itili 11 '
,ol°
altrimenti che’ facci-, Vf c.
potere , in comuni™, 1 ' uoc ? a *‘ <; c °sc secche o unte.e piacevole e di b»n- ldo ° ln “sando con le genti , essere co* - )|C
P-ò conceder Vot^TtZn ’ 4 ‘ adunque
’ — E con yp-f}- • ° a to . 1 c^*nuntcare insieme» n jlt /•
Quantunque in vo u f ° W s P ec iale al discorso. Bocc. Coni . . , ^ lo
feuìtti inette eelì . bare scnUo sia, mi quale pare clic comim 1
1 gl t nondimeno ornato, leggiadro e sublime- fi 0 „.
' - -- 1 .e - in ta
4 — Accomunare , Far comune. Lai. comunicare , _ V’ , 10 , c0 "miU>’re. Gr. cùrtpspurO'ai. Bocc. nov. y 8 . i4- r;l ,, 0 i ^".quaii 10 ’
i.b* ;
ferre. Gr. licripipzrr'joa. JSocc. nov. yo. 19 . 2 - , a noi ciati 1 "’
dicevi dianzi alla mia donna, che ec. non essenti con' ll,ll,C |j|i<.T' 1 '
altra cosa'c’he 'ié'i,Kn,V'' ì '""-“ ’ —
E nov. n,y, 5 „ pi • » 1 divisa, che noi quelle ancora w—-
«fimo ì cmumucacl™. ,JC Tj ‘° senza dilazione
Macstruzz-, 2 18 n 1 * St, ° am P'Ssirao patrimonio con &i 1,110 -ili’altro os'ni'suad? (> " e C0 !l 1 i ,a S ,li girano che coma , Ji( ;queste cose temnor;>i g ò d ‘ g; ^ IO ' ” ÌUor ■ ,V - Frane. ;,.; w tiv 3 '
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