. COMUNICATIVA
5 * Jy
fluii*. lc * s \ che Una cosa comunica con un* altra, per dire Chelì Ua ,. Sl P u ® andare nell* altra , che non vè interruzione cheG jyahsca l'accesso. (A)
le SUe >ces ‘ .Comunicare altrui le proprie idee , i proprii disegni,t/ù . C 0 8 mzl °ni, e vale Farlo partecipe de' suoi pensieri , de’suoisuo j,*. eC ‘ ^ e l Medesimo sign. si dice : Comunicare la sua gioja , il3 . 3 7 /r°T ’ e c ^ e Iddio ci comunica le sue grazie.(A) Castigl.Corteg.7 A?' Accresce molto i piaceri il poter comunicargli. (N)
•"unica'^, luin ' | iìstrarc il sacramento della SS. Eucaristia. Lat. com-pio Gr. hìtuÌuÌÌvm. Pass. 128. Ciascuno si confèssi dal pro-
ti coni • ’ C ' le ^ ce comunicare. Maestruzz. 1. 6. Se altro religioso1 \.' (| ei ì™.J, Casse sanM licenzia , sarebbe iscomunicato. Ar. Pur. i.p 68.
a nio t i r g”;j“ ( ji jri S i ec> Tutti comunicar, non altramente Che avessero
seguente.
I' coi genitivo. Lcgg. S. Eusl. 211. Gli comunicò del corpo'auguc del N. S. G. C. (V)
Pi'* pass. Ricevere il Sacramento della Eucaristia. Poco. nov.issarsi. 11 v<dc y a andar la mattina della Pasqua alla chiesa , e con-
eali A e c ' r '">'unicarsi. Maestruzz. 1. 6. Ciascheduno cristiano, poichée venute. -.1: -• . .. ■ • 1 ■
« «lei3 -
65 . 8
* ve “ u to agli anni della discrezione, si dee comunicare almeno1 ! Lna Pasqua. Star. p Lil . 5 2 . Fue opinione di uno frate romita noavvelenasse con l’ostia, quando si comunicò.
Gol genitivo. Fi!.. S. Gir. j8. E poi si""" di Cristo.ablativo.
poi si comunicò del santis-
avvele.
s "ao^corn 0 di Cristo. ( V )
■vi conni ‘ Elativo. Star. S. Onofr. i/fg. E io dissi allora : da cui( dell S v *'* a llora ì Ivi; E ciascuno clic si comumca dalle sue mani6 )• (V)
huh)
che
n ‘ ass. nello stesso sfori. Vìi. SS. Pad. 1.
19 ;
Avea ordì*
cc. ogni dì in su la nona ricevessero lo santissimo corpo die comunicassero. E 120. Alquanti di loro discendendo 1 '
Cur mirdòt* n Sl * * 0ra nolla P cr comunicare, incontanente, ricev
$
iiicasàm.' Ul ^ ie » s * partivano. È sotLo: Ogncndì li monaci cc.*ùp a ,. e ? Notamente. E 121. Sempre si trovi apparecchiatoloiica if^ l,aiu cn.tc. E ufi. Sempre la domenica tornava alla
. coaiu-a comu*sua
o possono porteci
anca ‘^'•aulente. Ji! i/fi, Semf(pj 6 * c P>n unica va come soleva. (V)parsi ' f'Cesi de ’ corpi che si toccano insiemeW"* foro proprietà. (B)
K ’ Co-muui-ca-ti-vu. Sf. Facilità dispiegarsi nell insegnare.Ct 3 ,Ili inip. n-’ Go-nm-m-ca-ti-vo. Add. m . Alto a farsi comune. Lat .5 che 1 ' i *~* T ' x ' jlVuiVri Bui. Purg. 21. 2. Ed è qui da no--m>»rì \ . u ,°^tre passioni dell’anima sono sì comunicative a certi
diiiin.i S CPl0r i del corpo, che come sono nell* anima, imiuantincuti
Ihi’c ,
^mhr
<M] a
r comi 1 '^ a l > ‘ l ,n i )V - 4* Gobba per la sua anima , e per amore
^*P K, e J YTo' rU r* t ' Va car *tà operare le infrascritte osscrvanzie.
Aec. i ^ Eo-imi-ni-cà-to. Add. m. da Comunicare. -» Avi. Vele.
‘ La s,, u tintura .. . comunicatasi col vetro, non solo ec.(Pr),i!Cf i. / ^'^'uni-ca-tó-re. Velò, in . {di Comunicare.] Che conm-£ 11 , 0 r llic;n c t |A° n * , 1 JI) UÌcal01 ■, Gr. KGtviov-dv. S . Agost. C. U. Non vi di-bene ad altri, e d’esser comunicatori.f h tal e 4 ' ^°' ail *-ui-oa-tid*ne.j{0j v , . anione, _ c
*m. p Lo/ n. Puri:a - j/ U !'Z- 2 2, .
3 ddl
'"IMriec;,: ,,nc,le dal mezzo
5 U ' r r,Ualllà 1 S -
argento ec» , divenga la canna ec.
d comunicarsi sacrameiuulnidiiie , { che oggi di-
ii'' " r - ’ ' -• .
V.
Cosi 'seml. / \ l,Ua del
*Ct7- ( ‘
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. A" por' d ""e d Ue C 'ì" varn, nione
COMUNQUE
339
6 — Unione dì molte persone in una medesima fede; e pelò Co-munione di fede dicesi quella Credenza unifórme di molte parsoneche le unisce sotto un solo capo in una stessa chiesa . Magai, leu .Egli è un membro separato dalla comunion delia Chiesa. ... Egli non édella nostra comunione.... Io mi protesto di non parlare ai vostri liber-tini , de* quali pur troppo ne sono in ogni comunione , ma a voi, alvostro amico, ec. Lami Diai Teologi dell’ una e V altra comunione.(A)
7 — de’ santi; * Unione tra la chiesa trionfante , la chiesa pa-ziente e la chiesa militante , vale a dire tra i santi che sono in Cielo ,le anime che penano nel Purgatorio e i fedeli che vivono sulla t&i'ra .La Comunione de’ santi è dogma della fede cristiana , ed uno degliarticoli del sìmbolo degli Apostoli. (Ber)
3 — i j asquàle : * Quella che si fa nella festa dì Pasqua > cioè or* ■dinariamente dcdla domenica delle palme sino a quella di quasimodo.(Btir')
9 — LAtcA^Em un tempo il castigo pe'cherìci\ che aveano commessoqualche colpa grave 9 di esser ridotti alla comunione laica , cioè dì es *ser trattati come se mai non fossero stati innalzati al chericato. (Ber)
10 — straniera o pellegrina: * Specie di sospensione dalle funzionidell' ordine , e perdita del posto che il cherico occupava 9 accordanedosegli la comunione solo come si dava a'cherici stranieri. (Ber)
Comunione clifF. da Comunanza , Cotnunicanza , Accomunamento .Comunione vale partecipazione in comune. Ma si prende anche perUnione di molte persone in una,fede: nel qual senso ninno userebbeComunanza e Comunicanza , che nel primo significato vaglion porteComunione. Del pari queste due voci non si potrebbe adoperarle nelsign. ecclesiastico eh’è serbato esclusivamente a Comunione* Accomu-namento poi olire più sensibile la idea di assodamento, di unione dipiù persone per checchessia ; e ne esprime fatto assai meglio che Co-munanza , la quale è più indeterminata ed astratta,del Comonissi m a m ente , Co-mu-ms-si-ma-mén-te. iAwì] superi, di Comune-c*ia mente. Lat. communissimc. Gr. koivoto-tcos. Segnar. Crisi, instr. 3 .28. 3 . I Turchi, quando prendono moglie, non f hanno mai comu-nissimamente veduta in viso,spe- Comunissimo, Co*mu-nìs-si-mo. \_Add.ini] superi, di Comune.Ent. cornimi*nissimus. Gr. xgivÓtxtqs. Gal . Meco . 8. Verremo alt esplicazione d’ancomunissimo e principalissimo principio. Buon, fier.2.4. 1. Sicché inquesto Comunissimo ci gusto in osservando Quei torrioni d'uomiu so-prapposti. Red. Ann0t.DUir.2g. Di là trasportatone fuso, è diventatoin Europa comunissimo.
im fi vtt A Pn-mn.ni.t;*
[.V/d U comunicare , [ e V effetto>m inicamcnto, sin. ] Lat. coni inicalio. Gr.„• 22. È vera amisladc* comuuieazion di consigli.2 ’ 2 ' 2. Rinverdendo per comunicazione agli alici la scienza.
> viununi •'*' acc °munare. Segner. Pred. 2. 3 . Tra noi passi1 Rit'teciiv ^ 10110 sca,11 BievoIe di tutto il nostro.
? n c che e|| ,Zl °^ C ’■ ^ ^ lr 110to a l [1 ‘ui checchessia. Magai. Leti. CredolCa zioi lc a ; 41 Romberà a proposito il non impegnare con la comu-[*$7 à lCe Cssc 0 'iflessioni ) a nuove difese il padre Fabbri. (A)
per cui due cose possono riunirsi a, Aziono Lur 7 untila ] Sagg. nat. esp. Ondo tolta la co-
Lat. ciicharistiac perceptìo. Gi\ sù^aLpiffrias
11- 2. 1. Hicorsono alla penitenza e comuuicaziouc,sppaciare l’ira d’ Iddio,
questo termine, i Teologi , trattando del. - llUe n . ••'«ione , esprimono /’ applicazione degli attributi
n ff' e unite nella divina pcu’stmci di G. C. V .Idioma.(Bev)'v. . • Co-inu.ni. /.io. .... - ^ " • • *
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Vi
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C,> ? fedeli )/ [Abw.] Quella particola onde $’ ammini-
s ugi\unento dell Eucaristia. Lai. sacra particula.
C PnrlP.cipazirme [ di aìcnna
Ovv
IV u , un .unti cosa con
' J *■ I . (, vqivmvIx. Aduestt llaZ.
26 . - mmimuoue, «««.] Lat. cornammo, (w. -- i() al!a c0 .
ln,, nioite V j'?° ’ pci ' essa ( assoluzione ) P'Hh-'I Y. n C 011 t i 0 coinuuiouoa 4 rol,„ C . sa gr««racnti. Dant. Ftt. JSuov. oo. k.
fi,- V t>ai aoi.cvino quaggin. ricevere
‘/ : .«?s(P ^ ^ sacramento detta Eucaristia , C.® sa crainentule,c sa r’ r "nenio.Dù:esi anche Comunione cucaribtK..
C communio. Gr. -X*P " ‘ *
lV r K ll ° confessione e la comunione coll est. em. . ' . M (ll , struz z.
'ywnutoone si Ree ricorrere solo a’ preti parrocct “ la
q, 4 E T«esto è dalVAevento infino alla P« fa,,,a P<; ' wm''V>P. nc >.a Ti ?:! 110 Si' antichi decreti, si■,, Goryio (V> f ^
soleva f'ire coiniineineute nel Natale.
■ ■ .'U10 .T*' u ttl I*. G. sacramentato. Stor.S. Onofr i j')- Og«|« verràdall.. °’ c rcc ' leracc * * a viva comunione ; e ciascuno che si comu-
C ° m '' HOTn S " C mani > r >mane tutto consolato. Grazie. Sacch. nov. bg.t,3 J . ° c . no "cat;olico •.'
o 1
, C„ si
Cle ll sacerdoteorazioni
4 .*f<torf eZ/ e
5
^ .a,... ime. <jy- C.
"on cat;olico, nè che andasse con la comunione in mani?. (V)dice Smar a comunione , Portar j a .comunione , ec. ^ ?dwesi annuivi ,1™,./-’ -> ' ‘
d snc„„. am °ra dagli ecclesiastici L’ antifona e’I ver- Comukqo
recita dopo aver preso le abluzioni , e ^/i/nar\ -;; uW,| i , che si chiamano Post-comumonc. (A) V. /sonn i' 1 P arCe detta messa in cut il sacerdote pfff e e COr \ ■Q C. i ° Vccw dei pane e del vino il corpo ed d <&
Wcsto significato dicesi , La messa è alta coimuuQoe.^er;
Comunità, Co-mu-ni-ta. Sf. Propriamente Comunione , Comunanza.
( Da comune add. ) , Comuuitade, Comimitate, sin. Varcò. Ercol.
Tutte le scienze hanno una certa comunità e colleganza insieme. (A.)Castigl. Corteg . 4 - 4 20 ' Quello che più piacerla alle donne . . . sariaquella comunità clic desse vuol Piatone nella sua Repubblica . (A) (N)
2 — Società di beni tra due o più persone , Comunella. Cr. alla r.Comunaìtà. (A)
3 — [Il corpo do’ cittadini , Il comune., ed altre volte die evasi di Terralibera che si gove nasse a repubblica . Anticam. Comunaìtà, Comunan-za. V. Comune, sost,} G. V. 12.108. g. À te, sì come a padre e bc-mfittorc nostro, pe’nostri e delle dette comunità preghieri ci odoriamo*
4 ~7 * Il luogo ove si adunano i cittadini che rappresentano o ammi-nistrano la città 0 la terra, (Zi)
5 — Stare a com:mitàzz;Vivere in comunione. Altrettanti n*avea
avuto di dono dall’ erede di inesser N* Giaufìgliuzzi al tempo diestavano a comunità. (A)
6 — in comunità, posto avverbiali ^zz In comune , A comune o Pertutti insieme. Lat. commimitcr, in commune. Gi\kqivmu Vit.S. Gio .Bau. 261. Mi disse certe ambasciale ch’io vi dovessi dire in comu-nità di voi tutti.
7 — * Detto di Religione. Pist. S. Gir. 4 ° 9 • Invilirsi oltre la comu-nità della religione cristiana ovvero regola , o dove la persona è iucongregazione. (V)
8 — * (Eccl.) Oggidì si dice del corpo intero di persone che convivonoa comune sotto una regola. Queste comunità sono o secolari o l’egofari.Le Secolari sono le congregazioni di preti\ i collegi , i seminarile e lealtre case composte di ecclesiastici che non fanno voti nè sono obbli-gati ad una regola particolare. Le Regolari sono i capitoli de* cano-nici regolari , i monasteri di religiosi e i. conventi di religiose. Sichiamano anche Comunità ecclesiastiche tutte quelle che non appar-tengono ad alcun ordine o congregazione stabil.ta con lettere pa-tenti. (A) (Ber)
a — * Onde Vivere in comunità = Vivere in un convento o mo-nastero co 9 religiosi. (à)
Commutativo, Co-inu-ni-ta-lì-vo. Add. ni. Addetto a comunità, Appar-tenente alle terre o popoli che diconsi comunità. Band • ant. Stradacomnnilativa. (A)
2 —* Agg. di una sorta d' imposizione 0 gravezza. Band. Ant. Gravez-ze commutative. (A) De Lue. Jìerg. ( 0 )
Comuno , Co-mù-no, Sin. V. A. V. e di' Comune. Tesorett. Br. Chena*ce primamente Al padre tà al parente, E poi al suo ; oniuno._
2 — [£V in modo avverò. In cornano per In comune .] Rim. ant. Quid.Guài. E ciò vedemo fare a ciascheduno Che si mette in cornano.
Combno. Add. m. V. A. V. e di* Cornane. Frane . Bari . 33 . 11. Elodo chi comuna Maniera tien di segni c d’orazioni. 1C 104. ig. Fortanto , quanto ognuno Ila per n»o coniano. E igo. 7. Ch’osta generali-tate A tutti ell’é comuna. 7 es. Br. La parlatura francesca è più di-lettevole e più connina , che tutti gli altri linguaggi. Rtm, ant* Al,Quest, da Boi E voglio aver, che y’é cosa coramia.
Co-mùu-que. Avv. Come , In qualunque modo. —, Co-
iiyuc. , .**.••* — ‘ i
murielle, Conumqueineiite, Comunque che, sm, Lat. uteunque, quomc-documque. Gr. órrwffSwors. (D«il lat. quomodocumque .) Bove, nov.21.1fEgli è.si sciocco, eh’egli s’aeconcerà comunque noi vorremo. Tcs. Br-s44 -Dicoche comunque si sia, egli ha tante ore la notte,quante il di-i — Subitochè , [Appena che.] Lat. ubipi imnm , eumprimmn. Gr. /**■) «r.