400 CONTINUEZZA
sia grande la stima che io tàccio dell’onore de’siioi da me rispettatissi-ini comandamenti, della continuazione de’quali cordialmente la supplico.
1 — * La .cosa continuata ; come : La continuazione degli Annali delBaronio. (A)
Continuazione dilf da Continuità. La prima è per la durata ; laseconda è per la estensione. Si dice la Continuazione di un’ opera ,di un lavoro, di un’azione; e ln Continuità d’uno spazio, d'una grandezza.
Con tì su !■:/./a , Con-ti-nu-éz-za. Sf, Lo stesso che Continuità. F. Piccai.Filos. 1. 3. 7. Serg. (Min)
Continuità' , Con-ti-nu-i-tà. [Sf] astr. di Continuo. Continuazione , [opiuttosto Permanenza , Perseveranza di una cosa nel medesimo gra-do, nel'a medesima operazione.'] —, Continuitade, Continuitate ,Continuezza , sin. Lai. continuata), perseveranti, perseveratio. Gr.xxprsfiix.. Cavate. Med. cuor. E differente da quel del mondo in scicose, cioè in purità e in, continuità , ec. Com. Inf. ig. La secondasi è la continuità di questa infermitade. But. Par. 8. i. Questo fìn-ge per mostrare cc. la loro continuità.
2 — * (Fis.) Continuità delle parti: La coesione immediata delle par-ti componenti un tutto. (A)
2 — * Legge di continuità : Quella per cui la natura non operaverun cambiamento che per gradi insensibili. (A)
3 —* Successione di fenomeni che dipendono gli Urti dagli altri,o che appartengono alla medesima causa. (A. 0.)
Continuo. (Fis.) Con-ti-nij-o. Sm. Composto diparti non separate fradi loro. Galli, dial. mot. f)g. Fra le prime istanze che si soglionoprodurre contro a quelli che compongono il continuo d’indivisibiliec. E òso. A’ quali io ammetto, come verissimo concetto , il conti-nuo esser divisibile in sempre divisibili.
2 — (Cliir.) Soluzione de} continuo : Quella separazione che fa unapiaga, oppure una ferita nel corpo dell’ animale. Red. letl. Alcunesue particole corrosive . . . , sciogliendo il continuo , aprono i vasipuhnonari- (Min) (N)
Continuo. .Add. ni. Che ha continuazione. —, Continuvo, Continovo,sin. P .Assiduo. Lat. contiuuus. Gr. 7! mX'A. Baco. nov. a. 5.11 Giudeo,da cosi continua istanzia vinto , disse. Petr. son. 6i. E del continuolagrimar son stanco.
2 — [ Non interrotto. J Pant. Inf. 16. 26. Si che ’n contrario il colloFaceva a'piè continuo viaggio. ssFr.Giord.g5. Che dicono i savii, chetutte Tacque del mondo sono continue insieme. (V) E Tass. Ger. lib.l5.22. Son già là dove il mar frateria inonda Per via eh’esser d’Al-cide opra si finse ; E forse è ver che una continua sponda Fosse, eh’ al-til.mina in due distinse. (P)
3 — Assiduo, Dimorante di continuo in alcun luogo. Lat. assiduus. Gr.icbix.\iiirros. Bocc. introd. 5t. Misia mia làute , e Licisca di Filome-na , nella cucina saranno continue. » Fr. Giord. Facean stare in sulgrande monte, eh’è là, tuttavia continui dodici uomini c savii, i qualiponessero mente ... se nulla stella nuova apparisse. (V)
4 — Abituato, Perpetuo, i? si dice di chi o in bene o in male opera costan-temente-Fior. pili. 22, E da amare anzi lo ladro, che il continuo bu-giardo. E ivi : La verità non sarà creduta al continuo bugiardo. (V)
5 — (Mal.) Agg. di Quantità, la diversifica dalla discreta. Lat. conti-nuus. Gr. trvinfns. Gire. Geli, Come è verbigrazia nella quantitàcontinua il centro del cerchio.
2 — * Proporzione continua : Quella nella quale il conscguentedella prima ragione è lo stesso che V antecedente della seconda. (A)
6 —■ (Med-) Agg. di Febbre : Quella che non lascia libero {affitto]V il fermo avanti la nuova febbre. Lat. febris continua. Gr. crwo-^os.Red. Ictt. occh. Il quale morì di febbre continua in Firenze .
j — Prov. La febbre continua ammazza T uomo ; che si usa fi-gurat. per esprimere che Le continue spese fanno impoverire.
3 — * E si usa anche assolutaci, in forza di sf ., come la Conti-nova e la Confina. V. Cron. Mordi 362. Adesso avea la continua edue febbri flemmatiche, ed era isfìlato. (Pr)
7 — (Mus.) Basso continuo: Quella parte della musica, che è la più bassa,e che serve costantemente di base e di fondamento alialtre parti. (A)
Continuo. Avv. Continuamente. —, Continuvo, Continovo, sin. F.Al continuo. Lat. continue. Gr. tnmx'-is. Filac. 3. z3g. Nella qual casala Dea entrò , continuo le mani menandosi davanti al viso.
2 — Al continuo , Del continuo, Di continuo, posti avverbialm. , va-gliano lo stesso. G. F. 6. 77. 2. Quella ( campana ) del continuo so-nava di di c di notte. E 8. 78. 3. Al contiuuo molto gli affannava-no. Bocc. nov. 22. 6. Il quale sapea che del contiuuo con lei non gia-cca. Fir. Lue. i. 2. Io ne son ec. di continuo lacerata e maltrattata.
Contin c va munti: , Con-tinu-va-méi.-te. [ Avv. Lo stesso che] Continua-mente. F. Bocc. nov. 2. -12. Veggio continuvamcnte la vostra reli-gione aumentarci.
Contjnuvafie , Con-ti-nu-và-re. [Ali. e n. F. A. F. e di’] Continuare.» Salv. Avveri, i. 3.- proem. Ora continuvando il mio dire, a quel-la lite che nacque ec. E appresso : La materia di questi libri verròcontinuvando. (V)
Continqvato , Con-ti-nu-và-to. Add. m. da Continuvare. F. A. F- e di’Continuato. Salv. Avveri 2. 2. 2. 7. Nel continuvato corso di più pa-role. E 2. 2. 15. Non solo non iscema la guadagnata grandezza, cou-tinuvata per lunga successione , ma la rende più ammirabile. (V)
Continuvo, Con-tì-nu-vo. [ A del. ni. Lo stesso che] Continuo. F-
Continuvo. Avv. Lo stesso che Continuo. F. Bocc. nov. 5o. 4 Comin-ciò ec. ad averne col marito di sconce parole alcuna volta , e quasicontinuvo mala vita.
Contista , Con-ti-sta. Sm. Computista , Calcolatore. Lai. supputator.Gr. Xo-yit rras. Bern . 'Pass, [eli 1. 160. Garz. Ptazz.i/f.Berg.fshn)
Contitolare. * (Eccl.) Con-ti-to-là-re. Add. com. comp. Agg. di Chie-sa. Ch’ è intitolata al medesimo santo. Giambon. Piar. Sacr. Festaprincipale alla Chiesa metropolitana, per essere detta santa Reparata,contitolare della medesima del popolo fiorentino . (A)
CONTO
. u R‘g‘:
Conto, Cón-to. Sai. Calculo, Ragione, [e presso i mercatanti cll ti>dstro delle partite del danaro da dare o da avere.F.à- tìaov ^ c0 ni-Lat. calculus, ratio. Gr. \óyos. (Dal lat- computo io conto, ® . ull jicipulatio che vai conto ancora.) Tes. Br. 2.48. Di questi meuesu.^dì nasce un conto, che è appellato la patta, per trovar la ra ° er c0 ril 0,Luna.A’en.Pist.Quando l'uoino ha ramiate le parti, si le sommai ^.- c so.
2 — Coll’ agg. ai Aperto od Acceso: Conto non saldate. .' 'jiest ‘‘1
2 — E fig. Avere il conto acceso Seguitar a f‘ ir c> rIc .lungamente e continovamente ; ma si suol prendere in Ta"^* 0 ' 10
3 — Coll agg. di Corrente : Quello a cui giornalmente si ‘ho
partite ; e dicesi propriamente il "Conto de’ danari. oli 1
4 — Coll’ agg. di Fermo : Quello a cui non si possono con
partile sino al tempo o alla condizione prefissa. / 2 Io 1,011
5 — Coll agg. di Magro : Cattivo parlilo. Lasc■ Pareni. 4-
so , per mia fè, chi di noi due ... s'abbia più magro con eff ei ‘
6 — Coll’ agg. di Morto : Quello che non fa debitore o cren 1tivo , ma si tiene solo per comodo di scrittura.
7 — Coll agg. di Spento : Quello die è saldato e pareggi
8 — Dicesi Conto a parte, e vale Conto separato. />, se"'Poter mescolare in un medesimo sacchetto di più sorte lll “', enn oii c °za avere a fare un conto a parte. E Fesc. Fior. 491’ ' a par te ’tempo ad acquistar propri! beni, c far del suo peculio un ?° n niUif 0 " 1 '
9 — Dicesi Uomo di conto e vale Uomo di stima e di ,e l ■ jicoB"Dar. Scism. f8. Davagli in commende ( i conventi) a 110111
to. Malm. 3. g. Uomiu di conto, e grossi bottegai. f 5 2. C at "2 — * E anche si dice di altre cose. Salvili. F. B- 5- 'tepecore e scritture di conto. (N) re
10 — Capitale o Assegnamento. Onde Far conto, Metter conto, vel utt
1 1 — Modo, Maniera. Red. letl. 2. 60. Non guardate a sp 0 ’ ^tiesse *
conto. » Guill. lett. 20. 52. Matto fora tenuto uomo oh* - più Fbanco, e cangiasse molto auro a pauco rame ; e non m3 gnl0 r 110vr' ogni conto chi nel banco di ragione , ove seder dea “ /io‘(
naie, vertù cangiare a vizii, e cielo a terra? ( Mons. f
nota 2y3 , ivi , dice : Qui conto potrebbe prendersi a,lC u /e a ’conto , narrazione ; e allora matto sovr’ogoi couto verre ^matto più di quel che altri mai possa raocontare o
12 — Raccoutameuto, Narrazione, Istoria . Lai. narrati o. ^ rr ' ( , n ò, c °". gcontare per raccontare.) Nov. ani. gg.g. Palamides ne la 1 ^ ;[ co 11 ^altrove disse lo conto. Tes. Br. 1. 3. infino a qui ha avv 1 p 011 |ao 11asmi brevemente c apertamente, come filosofia è madre e el [jiDe°. 'tutte scienze- E 1. 20. Chi questa storia vorrà sapere p>“ 1 giu V 1 ,si se nc vada al grande conto del vecchio testamento. 0 F tt-rlo conto , che avendo l’altro di giorno beilo e chiaro ec.
6. Lasceremo di questa materia , e torneremo al nostro ^ ere 11
13 — Procurazione, Instigainento. Ambr. Purt. 2. 5. Eg 11
re che ogni male si sia fatto per conto suo. (V) . a ptf c
i.j — [Cagione.] Beni. Ori. 1. 21. i3. L’ un all’altro “ic ^
conto ivi fusse , e come e quando. . _ RssC f°
i5 — * Col v. Andare: Andare a conto di chicchessia
idi' 1 !
buon
in conto di chi che sia. F. Andare a conto ec. (A)
16 — Col v. Avere : Avere in buon conto Avere m : ( l0 .
Stimare assai. Lat. magni lacere. Gr. Dfn °r-J ìvp etì^
uqo m buon conto una persona: Ciò eh ella fa, $1* P jr , 5 j/«> s
17 — * Col v. Battere: Batter de’ conti: Dicesi allora ct ^
dati 1
.cere*.
e pari, o che tra loro confrontano. (A) 0 .,i$Oi ‘
18 — Col v. Dare: Dare conto di alcuna cosa = ^ artie r a t,zia ; e dicesi anche per Render ragione dell’ operato- ^inormare, ratìonem redderc. Gr. \6yov Sowat.»
conto migliore e delle cagioni e dei fatto ec. vi ma 1capitoletto. (A) (N) , r
2 — [E Dar conto di sé.] Bemb. Lett. Messcr V t0l0 p ’ f 0 .i .b‘la corte per dar di sé couto in servizio di N. S. Ar. *7 jj co 1 ' (tro comincia, poiché tocca a lui, Con più proemio a daD Ja.
3 — E fig. Picsistere, Dar prova di se. Beni. Ori. j- e , ito r ’
questo è mio fratello apparecchiato Dar di si conio ad o D ^
E sia chi vuol, Cristiano o Saracino. (B) . n nv‘ elie ! Ila
4 — Dar buon conto di se zzz Diportarsi come si c . B d 2
valent' uomo. Beni. Ori. 2. 6. 3t. E benché i suoi - 1111 ‘ g.
ardimento, Di sé però i Pagan buon conto danno, (ty j ge i
5 — Dare ad alcuno il suo conto, cioè ciò che gl 1 y 5U‘ ^guralamente Dare soddisfazione, o simile. Bern • Oi'F 50non vuole star qui se ne può andare : Quand' io
spero in Dio Clic mi sarebbe dato il conto imo. ^ j0ll co<‘* ft fifi _ Tìnr*» n R ìrpvprn danari n simile a conto 0 3
... co » 10 g
6 — Dare o Ricevere danari o simile a conto oDare , Ricevere ec. per farseli far buoni , o per agg‘ u a iC sedsaldo del conto. Bemb. Star, f- 5o. I Padri ordinaronomora gli fossero date cento libbre d’oro a conto del su j e r r
io — Col v. Domandare : Domandar conto = Chiamare u za afLn*
-■ r. rr * J, r V,,.„ni di r ‘“ del u
— Kslfl V. I_;uuictliuai c . l_/v>iUAtAivA.m uuui.o - - .
, Far render conto. G. V. 6. 92. 4. I baroni di ■ ^.0 isono al buon Romeo, ch’egli aveva male guardalo J 1te
c fecergli domandar conto.
Col v. Essere : Essere a conto d’alcuno, p er
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apparecchiato ad ogni sua richiesta o piacimento. l >em ’d ta 11 ' 0go mi comandiate e mi spendiate confidentemente p er 1--
io vaglio , che certo tutto sono a conto vostro. , .j ]
21 — Col v. Fare: Far conto, [Far di conto, Far ir ,, u
trar le ragioni e le parlile. Farcii. Ercol. 3o■ Si d ‘ n(0t pcrC^iiOle sia buono abhachista, cioè sappia far bene di co ; ^
abbachisti, quando fanno bene e prestamente le r0 8.'
~ ~ ’ » *• -rt r\ non sa cO r,:, ’ frt fl
II
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far bene i conti. Borgh. Moti. 228. Ognuno non, < ’ a y jt[ori c J c ° ( .gtit 1 > Sti a punto, o cosi presto. » Star. Semif fi- 0° p ar e 111sero uello nomerò delli combattenti, ognuno sap ^
chi le dovessero toccare. (V) ‘ lc °"
3 — Far conto o 1 conti con alcuno — ttiscv