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COPIALETTERE
fatta fedelmente volgarizzare, come avemo la copia da
P vr ™ sa copiata. Lat. exemplum. Gr. àiro'yp«?air, M. F. 2. 4%-Gas. /-,! °, ni0 ^ e copie ( della lettera ) se ne sparsono tra i Cristiani,io v ‘ ‘ Prr gli obblighi che S. E. ha a V. S. lllustriss., come3 _?• )l er * a copia della lettera ch’ella sic degnata di farmi mandare.5 ■— 2Ve/ ”“ e Pigliar copia, Esser copia in questo sign. F. (.17. (N)Sfarla ^el pià alla maniera latina. Schiere. Lat. copine. Gr.le tue . e S>'- Fior. Art. guerr. Il sito aspro non ti lascia distendere
C - c 0 [°P ,e -
P er so«a ~-^ erc; ^ vfrc > Concedere, Fare ec. copia di se, parlandosi diLai. con ~7 Cw/ere o Darsi a godere amorosamente. F. Aver copia cc.Rie stessa 811 !* ,actre - Cr. x,af!\r.<T$iu ì Filostr. £occ. nov. 5y. 7. Io dic «le il s ® 1 COr >cedeva intera copia. E 77. 5. Acciocchì! per to pia-Ici. » g aD1 ore acquistasse , e per questo il potere aver copia didi sé T’. ur - t. Sia vile agli altri, e da quel solo amala, A cui
3 J | , si . lar ga copia. (Min)
Gie vol[ a / U Sen J° onestissimo , Aver copia d’alcuno, si trova qual-110,1 Pare / ‘““‘‘mento di Aver opportunità di parlare seco lui ; mallt fall a eh® t,ntl arsi. Fit. A. M. Mad. g. Si disperò ( Marta per3 quel la v^'^oruo a Cristo ) di non potere avere copia di lui
l ,nr tunith' l ‘ !r °°l ìla di fare , stare , vedere ec. Aver facoltà , op-Coti E„ a ’ a §‘° di fare , stare ec. ; detto alla latina, Rocc. g.j.n.j., tant 0 , dimorando, ed avendo copia di vedere assai la sua don-
4 — c , ne e si a grado cominciò a servire Egano, che ec- (V)' n po. sl v nr CT ,ni> ! co P la — Non aver agio , Non carpir bene il
? ut con lei j)^ r ' 11 ’ vcllla con desiderio Di stare un pezzo
yarla ’ "• Mal copia Oggi ne avrai , che tutta è maninconica.^duo)- ^ casa'a^' lte c ? te era ‘ ta a t>vvar 1“ sUa padrona maritata
" ! '' , ‘ s trarta '® ar C0 P ia d’alcuna cosa = Concederla , Som-
« c ^ c siano ' ar ^ a .'‘do di Scritture e simili, vale Concedere o PermettereC Co ‘ v. T ate - (A)
n c ° s « prima c: 0 copia , dicesi Quando alcuno fa o dice una
~~ Col v p 11 “dii fatta o detta, [secondo il sign. del §. 12.1°J' pr,rt Unil < ) ri: e Care : Esser (luta copia rr Èsser data facoltà ,! 3 {fbbe pj^* Co, ^odo. Bocc. Leu. al Prioi' e di S. Apost. Clic ninnoio^ c <«oT ele ^ cra *** Se s * a ^ a * a co jP* a della vendetta.
Qa.
tei ni)
Coi ltltino '') (V)
v * l?&re: Far cor nocc , n ov. vv,
copiam faccio , u ' r ' ma ■ Morello in
ol.:; ‘bramente gli feci copia delle piagge. d. monte -r -
Sen. Ben. « T ‘
'‘‘‘trarla p ^ aif: : bar copia d’alcuna cosa = Concederla , Sommi-vói Hheróm C °F* ain ^ accrc •> concedere. Gr. SiSoWt. Bocc . nov. 60.
il —*» * i?'Jr en ' farcii. 6. 1 . Io ti farò copia di tutte quante le cose.
^ Cof t , p. ‘j r copia di sè o simili . F. 6'. (N)fj Clìì PKun su ^ iare : copia = Copiare , o Far copiare. Lat.
V ,a ndo y ^ rans cribcre. Gr. otTrcypcctyetv. Red. lett . 2. l 'òq.
3 s 3rà 8e * •‘"**striss. vorrà pigliar copia di queste suddette poesie,Sf (B. A > p P adr °na.i3 "^PrnLV°P. Ia dicesi
pr 0jJr ~ C" ancAtf pittura, sculture e simili, che
(Ar, T\j c ^ si /unno, ma si ricadano dagli originali.
c ik&n*„ ' . delle cartiere. IV umero di selle o otto fogli posti
l a ' l ' iClt *gar e / f; aelle cartiere. Rumerò di sette o otto fogli postiCoi», P rej «. (A\ a ^° spanditelo. Tre o quattro copie compongono
tiS °' Sm. comp. indecl. T. de' mercanti e
per ^ lettere che si scrivono , e di cui si vuole tenere „!?’ ' (Geo?, 1 "‘ l,u ' ess ‘ occorrenti. (A)
Ce,., ,‘ lca nr, rlef 'ÀP. 0 ' pi-à-po. Lat. Copiapum. Fiume , distretto, città
( G )
suia** n ‘ *“■! Trascrivere. Lai. describere, evscribere,
V v ito en di fac tC ’ (Troncato dalla frase latina copiarsi
lavir^' ’• de ''a ’ l 1eri, iclterc clic una scrittura si copii. Vedi la leggeCo lùi 1 e feci * en .^ n n ‘-'* dig.) DÒ!.Comp.2.33.L i lettera venne, e ioa y tinto < y ) C. l:ii( ’- Salv. Spili. 1. 3 . Io pensava che tu l’avessi a•e IHiistrìs * ai - F >enato a venirne. Red. lett. 1. 325. La mando quiz4 9v *mi eh' j 3, l "c|usa , avendola fatta copiare di buona mano es mai,a S0 '' ri * a lettera , sarà copiata una frottolaperischer-
inclusa.
b(, 0tl . l '“'enzio n ° e p ‘ Uon 3 scultori e simili , quando dipingono ec.piain* 0 pulita f ma c esempio avanti. » Risc. Maini. Copiare in? c °sìi fi ^ a r ermi 01 a, n • con ^rtclle, rabeschi c fiorami. Foc. dis. Co-0 -- r»” a ' (A) 1 a> " llca vare dall’originale , Far cosa somigliante aili tf -.pa ss0
*'iic ur 1 0 In fl lt , ■ S! f l d. dicesi di chiunque imiti soverchiamente altruir ^ l'uoi? en ^ e coni** ‘ a * m t Gr. &$QfA.QtGw.]» Magai, lett. Tuluno
k ' UP| ATa ‘ p cl Quadro*' 1 m un uomo grande, si trova bene spesso col ca-
l u eir * ^ar. ^dd. m. da Copiare. Lat. transcriptns. Gr. a7ro-Co pi;u 2 * 20 ^' ^ ra non essendo nè tutto finite di copiare,F ^l’iato ^ n not n- V - sta f * a ? P cr questo non è stata riveduta da° |1,A ' t Oiii,^ er a Pmim^ £? \, f 1 4 ’ Sonetto di Pucciandone Martello da Pisa ,’ ^°"pia.tA. rp a vi a stcssa forma, nella quale sta scritto.
^7. 0l Clls ^ 3 Lat VK ■ m% idi Copiare.] Che copia, Copista. [ V.^cu4. lu, no a' conilf 1 ^ 3 -* 111 !? aman uensis.Or.uToypa^£Uf.Hor J 5, / A.C , oA£-at.*^ u ^ìto l H Ue ’di ri: ori ’ dimanderei donde e’sanno ec. che fussero più!\ 4 j |? le Ul cotl.» r ° ne ’. che q u e’dì Livio. Red* Annot. Ditir. 117.'^buii.V^ila non V1 sìa .st«fn niàDirfaln /Li />cmiol/M'u E Vip.
a scrilti,..^ ì VI . Sla ' s ^ a l a appiccata dal copiatore.T ^W»#,.. lo . Sc oridp. llCl c ^ le falsamente da* copiatori fosse
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pittura , scultura o simili, Copiatore ville Che co-It x 1 ‘3"‘al l , e non lavora d'invenzione,cavfj- ,J’ , :K' ia - ‘\f Rietta di fèrro che s'infila ncltnc-,<c ‘‘‘iermpei- tenerle piu salde. (Dii frane, goupille
COPPA 4 ,3
che viene da cuspicula dimin. del lat. cuspis pulita , come ventriglioda ventriculus. ) (A)
Copiclio. (Ar.Mes.) Clo-pì-glio. [Vm.] F.A.Lo stesso che Compìglio.[^.Ar-nia.] (Negli Abruzzi dicesi cupole vien da cubo, come borsiglio da bor-sa; poiché gli alveari hanno spesso figura cubica. In Ispagna cubillo vaitinozza.) Cr. 5 . 5 i. 5 . Di quelli che souo pcr loro vecchiezza cavati,si fanno copigli , secchie, mine e stai.
Copillo, * Co-pil-io. N. pr. m. Lat. Copillus. ( Il lat. barb. ha cu-pillum c cypellum in senso di bicchiere che i Greci dicono cypellon.ludi copillo , cioè beone. ) ( B)
Copiosamente, Co-pio-sa-méu-te. Avv. In copia, Abbondantemente,Do-viziosamente. Lai. copiose, abundanter. Gr. à-fitócci. Rocc. nov. 5 . 7.Come che il Re conoscesse , il luogo là dove ora dovere esser tale ,che copiosamente di diverse salvaggine aver vi dovesse. Coni . Purg.11. De’quali in Siena avea allora copiosamente. Coll. SS. Pad. Assaicopiosamente e interamente dimostrasti. (Cioè, con molta abbondanzadi piove o di discorso. )
Copiosissim amente , Co-pio-sis-si-ma-mén-te. Avv. superi, di Copiosamente.Lat. affiuentissiine, uberrime. Gr. dQ&oivérara. S. Agost. C. D. Co-nobbono e scrivono copiosissimamente che essi son beati. ( Cioè, conquanta pienezza di sentimento e d’affetto esser pub ). E appresso :Paolino vescovo di Nola , fattosi volontariamente , di copiosissimo ric-co , poverissimo e copiosissimamente santo. ( Cioè, in sommo grado.)
Copiosissimo, Co-pio-sìs-si-mo, [Add. mj superi, di Copioso. Lat. uberri-mus, copiosissimus. Gr. àfòcvÙTx.Tos. S. Agost. C. D. Paolino ec.,fattosi volontariamente, di copiosissimo ricco, poverissimo cc. Red.Vip. 1. 44 - Q'xd sudore che copiosissimo dal calor della grotta vienprovocato. E Oss.an. 5 2. Non si può paragonare in maniera verunaal copiosissimo vischio de’ ( lumaconii ) terrestri.
Copiosità , Co-pio-si-tà. [Sf] Copia, Abbondanza. — , Copiositadc ,Copiositate, sin. Lai. copia, ubcrtas. Gr. ibfórrs.Fr.Giord.
Pred. A’. Nella copiositadc di tutti i beni.
Copioso, Co-pió-so. Add. in. Abbondevole. Lat. copiosus, affluens. Gr.aip^otos. Rocc. nov. 18. 2. Si copioso 1’ ha fatto la fortuna delle suenuove e gravi cose. E nov. 2 6. 1. Alquanto è da uscire dalla nostracittà , la quale co irte d’ ogn' altra cosa è copiosa , cosi è d’ esempli adogni materia. E nov. 6 g. 4. Piena e copiosa di tutte quelle cose chealcuna può desiderare. Cas. lett. 27. Io sono assente, e non si copiosodi parenti nella città.
2 — Agg. di Parola =r Piena di sentimento. Fr. Giord. -//. 01.1 santoTotnas disse quella parola , la quale fu più copiosae più piana e com-piuta di fede, che potesse essere. (V)
Copista , Co-pì-sta. [Ani.) Colui che copia. [ F. Amanuense. ] Lat. li-brarìus ,ainanuensis. Gr. vro-ypa.^sv;. » Salv. Avveri. 1. 1. <2. pag.126. Presso alla (ine della quale co i lasciò scritto il copista. Dep. De-cani. 4 g. (per errore di stampa è notato 3 t ■) Bisogna pensare di darnela colpa a ogni altra cosa che o a errore dì copista o ascorso di pcnna.(V)
Copistaccio, Co-pi-stàc-cio. [Ani.] pegg. di Copista. Car. lett. t. fò• DiPasquino non vi paja poco, che d’ un copistaccio sia diventato poeta.
CopisTtrzzo, * Co-pi-stùz-zo. Sm. dim. di Copista. Car. Apoi. 2 /^. Spac-ciando il dotto, per aver d’intorno quattro copistuzzi di fava che pi-gliano le regole dal tuo formulario. (B)
Copola , * Cò-po-la. Sf. Lo stesso che Copula. F. Baruff. Diz. rim.Opola. (N)
Copolare, * Co-po-là-re. Alt. e n. Lo stesso che Copulare. F.Bantff. Diz.rim. Opola. (N)
Copoluto , Co-po-lù-to. Add. m. Che in testa è convesso , quasi fattaa cupola. Remb. lett. (A) F. e di’ Coppoluto. (N)
Copos. * (Med.) Am. F. G. Lai. lassitudo. (Copns in greco vale stan-chezza.) Genere di malattia che consiste in una sensazione ingrata,accompagnata da debolezza la quale obbliga a pigliar riposo a fine diriparar le fòrze. (Aq)
Coppa, Còp-pa. [A/q Faso d’oro o d’argento, o d'altra materia,peruso di bere. Lat. palerà, craler. ( Dal lat. cupa che vale il medesimo. )Gr. «.pitTrip. Bocc. nov. 3 i. 24. 11 dì seguente, fattasi il Prcnzc ve-nire una grande e bella coppa dj oro , c messo in quella il cuor diGuiscardo , ec. E nov. 7 g. io. È maravigliosa cosa a vedere ec. 1fiaschi , le coppe, e 1’ altro vasellainento d’oro c d’argento , ne' qualinoi mangiamo c beviamo. Bern . Ori. 1. 6. fi• Sopra quel ponte sta-va una donzella Con una coppa di cristallo in inauo- Red. Ditir. i 3 .E colmane per me Quella gran coppa là.
2 — Servir di coppa = Far da coppiere. Sen.F.^.11. Pist. L'altro, cheserve della coppa, pare in guisa di femmina. G. F. 4 - f- D Redi Bucinine, che lo serve delia coppa. Morg. 16. 2 4. E sempre disua man servi ’l Marchese cc. Di' coppa , di coltello e di credenza.
3 — Esser una coppa d’oro, diciamo di taluno quando vogliaci mo-strare in quel tale essere o squisitezza o eccellenza. [ F. Coppella,(. i, 3 . ] Lai. anrens. Gr. XP 1 '--- Cecch. Spir. 1. 3 . ,E io, che sodel certo Ch’ella èrnia coppa d’or, non le vo’, Guido, Far acqui-stare azzurri a torto. Geli. Sport. 5 . 5 . Anzi l’avevamo tutti pcr unacoppa d’oro. Ambr. Furi. 5. 2. Mi pareva una coppa d oro. Malnu2. ^5. Un uoin discreto, ed una coppa d'oro.
4 — * Dicesi Coppa del calice, quella parte a uso di coppa in cui simesce il vino e l’ticqua pel sacrifìcio della Messa. F. Coppcttìno.(A)
5 — * Diconsi Coppe della bilancia, que' piattelli dove si pongonole cose che si pesano. F■ Guscio. (A)
6 — * Dicesi dagli artefici Fondo a coppa, qualunque fondo concavodi un vaso o simile. (A)
3 — * Onde Tirare a coppa — Tirar l' opera a uso di coppa ,cioè concava dentivi e convessa di fuori. (A)
7 — * Quell’ arnese che diciamo comuvem. Sottocoppa. Bisc.Muhn. 73 o. Coppa ■ . . quella tazza sulla quale si posano i bicchieri e i vasdi vino e d'altri liquori quando si porge da bere- (N)
8 — [ Nel num. del più. ] Coppe, uno de’ quattro semi, onde sono