458 CORSO
3 — Trascorso, Trapassato . Da Correre, nel sign. del J. g. Car. En.
8 . Ó2y. Finito il primo sonno, e della notte Già corso il mezzo. (M)Corso , * Còr-so. Add . pr. m. Della Corsica. (B)
a — (Agr.) Nome di una sorta di vino che viene di Corsica. Lai. vi-lumi corsicum. Lib . Son. 2 . Egli c il trebbian leggieri , c tu di’ ’lcorso. Red.Ditir. g. Con un sorso Di buon corso ec. A quel mal por-go un soccorso.
3 — (Zool.) Cane Corso o Corsico o di Corsica , usato anche comesm. Anguil . 3 . 7 4 - Amali. (B)
4 — * (Geog.) Capo Corso. Lai. Promontorinm sacrimi. La più selten -trionaic punta dell'isola di Corsica . — Città e forte della Guinea superiore. «— Capo del Brasile . (G)
Conso , * Corsino. N. pr. ni. accoro, di Accorsio. F. (B)
Coiusoisn. * (Geog.) Còr-so-er. Cit. della Danimarca nellis. diSeìandia.{ G)ConsoiDE. * (Min.) Cor-sò-i-dc. «VA' F. G. Lai. corsoidcs. ( Da corsecapello , e idos somiglianza.) Pietra che , nelle linee ond' è sparsa ,rappresenta la figura duna capellatura d'uomo. (Aq)
Corsoio, Coi-só-jo. Add\ m. Che scorre, Sdrucciolevole. F. e di' Scor-sojo. Fior, hai. D. Appiccata ebe ebbe una fune con un cappio cor-sojo alla trave.
Corsote.‘(G eog.) Cor-sò-fe, Sura. Ani. cit. dell Asia nella Mesopotamia. (G}Corscra. * (Geog.) Cor-sù ra. Ant. is. delL'Afrimpetto a Cartagine. (G)Cortàldo. (Vctcr.) Coi'-lal do, Sm. Cavallo cui si è mozzata o accor-tala la coda e le orecchie. (A) Guicciard. Stor. tom. JX. face. 1C8.... 1 soldati... lasciassero le bandiere , le arme, i cavalli e le robe ,concedendo però a quagli di più qualità ronzini , nudi e cortaldi.(Pe)Cortamente , Cor-ta-mén-te. Avv. Con cortezza (di spuzio 0 di tempo.]Lai. brevitcr. Gr. frìo.xius. Cr. 4 - *2. 6. Avvegnaché non siono sì gran-di , come delle viti cortamente potate. » Bocc. Teseid. argom. Nelprimo vince Teseo le Amazzone, Nel secondo Ciconte cortamente.(N)Coiitaso. * (Gecg ) Cor-fà-so. Antica cittù dell' Egitto . (Van)
Corte , Cór-te. ISf] Palazzo de ’ principi , e la Famìglia stessa delprincipe. Lai. aula. Gr. aùXr. (Dal lafc. cohors, ortis moltitudine d’uo-mini, famiglia, ufiziaU del magistrato. Dicevasi anche per sinc. cors,corùs. ) Bocc. nov. 11. 3 . Li quali le corti de’ signori visitando ec- ,ti veditori sollazzavano. E nov. 3 i. if Tra tanti che nella mia corte11’ usano , eleggesti Guiscardo , giovane di vilissima condizione, nellanostra certe quasi come per Dio allevato. Vani, inj . i 3 . C6. Mortecomune , e dille corti vizio.
2 — Onde Far coi te , Stare a corte. F. p e io.
1 — Domo di corte. [ In origine fu così chiamato chi nelle cortide' signori italiani faceva da araldo o ambasciatole 0 paciere o pa-raninfo , e ricreava con leggiadri motti o riprendeva con onesta ceti-sui a ; dipoi , conviti ì costumi e il mestiere, divenne sin. di Buffo-ne, Guidare, ] Giuoco lare ; [ al presente dicesi in generale per Cor-tigiano . F> Bocc. g. 1. nov. 8. ] Lat. scurra. Gr. ^a-.woXo'xos. Bocc.nov. 7. 3 . Avendo bisogno di fare una notabile e maravigliosa festa inVerona , ed a quella molte genti e di varie parli fossero vcuute ; emassimamente uomini di corte d’o^ni maniera. Dep . Decam. Uo-mini poi di corte ec. erari quelli che con piacevolezze d'atti e di pa-role e di graziosi giuochi trattenevano i convitati, che qualche voltasi veggono chiamati giullari , c più comunemente bulloni. » E ap-presso : Egli erano alida {gli uomini di corte ) in buon conto , e nonpoco pregiati, c servivano d’araldi spesso a portare imbasciate , emaneggiare bisogne d’ importanza ec.; e si trova alcun di questi taliesser stato fallo cavaliere , che era allora semino grado di onore. Mavennero su ne’ tempi dell’ autore ( del Boccaccio ) cu ti Dolcibcni,eri altri di mala razza, viziosi, « di villani costumi, e quali appuntoegli quivi {cella givrti. 1. nov. 8. sul princ.) dipigue , che si giuca-ron fàcilmente la grazia universale , e renderono quel nome vile edinfame , come di molti altri nomi è avvenuto , che nel loro principiobuoni ec. , pei’ li rei portamenti di queste persone divennero odiosi ,od oggi soro infami , e appena si sa cosa alcuna della loro qualitàprimiera. (V) Nov. cut. 44 - *• Marco Lombardo fu un valente uomo dicorte. Bocc. g. 1. nov. 8. Arrivò a Genova un valcnle uomo di corte, ccostumato e ben par-laute, il quale fu chiamato Guglielmo fiorsierc.(N)
4 — [j Detto ojtdie degli ossequii e servigi che si prestano da' cor-tigiani .'] piane. Sacth. nov. ac 3 . Grandi e lunghissime sono le cor-ti, come di’ eli’ abbimi nome corti ; ma maggiore è 1’ avarizia che lefa esser lunghe.
5 — per simil. [Corte celeste o de! ciclo, L’eterna corte e simili baParadiso.] Dani. Inf. 2. 12f Posciachè lai tre donne benedette Curandi te nella corte del ciclo. E Par. 3 . Che vu °l simile a se tuttasua corte. Buon. rim. 7 4 - Un de’ beati dell’ eterna corte.
2 — Festa o Adunanza di gente per alcuna allegria o Convito pubblico.Amct. 100. E con quel cuore eh’ io potè’, sostenni Vederlo , a tantacoi te presidente , Parlar con molti e con riso e con cenni. G. F. 7.88. ?. Stando in conviti iriMeme , in rene e desinari ; la qual cortedorò presso a due mesi, e fu la più nobile ce. Nov. ant. 61. «.Aliacorto del Po re. s’ordinò una nobile corte, quando '1 figliuolo delconte Ramondo si fece cavaliere.
2 — Onde Tener corte. F. 11.
3 •*- E Corte bandita [ss Convito solenne in corte , pubblicamentebandito alcun tempo innanzi , al quale tutti erano invitati.] Dep.Decam.i~. M.a ne son pieni i libri , e si è mantenuto ancora corte bandita,di convito molto ricco e magnifico nato; che in que’ tempi si costu-mava pubblicamente quede colali corti bandire, e così s’ intendevainvitato ogni nomo, Tue. Dav. Ann■ 3 . 5 g. Stomacò ec. lo spantoconvito a porte spalancate e corte bandita.
3 —- Luogo dnye si tien ragione, ed i ministri ed esecutori stessi dies&a, Iciqè bargello , birri , messi , qpliettivamente delti Famiglia dellacorte, 3 Lui- forum , curia. Gr. cipx.eÌQr. Bocc. nov. 1. g . Dalle pai-vate persone, alte quali assai sovente faceva ingiuria, e dalla corte,a cui futt/ìv’a la iacea fu riguardato E nov. 2“. 7. Panni iutcudeic
CORTECCIA
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ch’egli abbiano provato alla corte che imo ec. V uccidesse.
55. 4 - In quelli tempi cc. che le ferie si celebrati per le corti-75. 5 . Essendo la corte mollo piena d’uomini, Mattcuzzo ec ’ j| a
’ *•' " BT . E perciò, che egli non sia giudica'" ^
giudica nella corte di misericorow-’ l ,
sotto il banco. Esp. P. N.corte di giustizia, e dice c
corte di giustizia, e dice c giudica nella corte di imsericui"-"- J c hta-dice : E perciò si conviene ricorrere alla corte di miscricoi d* a > oi , te dimare merzè, e domandare perdono, che per lo diritto della c ^giustizia sarebbe il peccatore giudicato ed a morte conda nD “ t ^- ^
giustizia sarebbe il peccatore giudicato cu a tuut «. vw..— j
Esop. qo. Sarebbe cortesia , madonna pecora, sauza corte a veduto il mio grano. (A) i?occ. g. f. n. 7. Similmente presa, . c0 ”- na ta s*dreuoìa fu, non con forza, nè con virtù, ma con morte in °* ^Idodiliherù dalla corte. Frane. Sacch. nov. Signor mio, questoba fatto gran vergogna a voi ed a tutta la vostra corte. (A). » a nja-2 -— * E Corte secolare — Giudici laici. G. V • Recantire dinanzi a suoi balii e corti secolari. (A) na«se*(A)
4 —‘Fisco. Zfrcc.nor. A vanti che la corte i beni, stati delpadre,occup‘.|
5 — Quello spazio scoperto nel mezzo delle case onde si p*S 1 s jnC*[ F. Atrio.] Lat. itnpluvium. Gr. vitxfèpts. (Dal lat. corS S\
rnn,. in ennsf> (lì COCtl V p.
di cvhors , ortis che trovasi presso Varrone in senso di cor
0.7. E , lui invitalo, in una fresca corte il aienarono*^^,
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4 - Sopra una loggia, che la corte tutta signoreggiava ec-i P? s ‘jy ca-dere. Cr. 1. 7. 2. Allato alla via che divide la corte, si fecciaE num. 5 . Rimanendo sempre la corte nel mezzo spedita. or d e
— Quel recinto di siepe o di muri, che comprendeva £ a5 V z iortfaltre appartenenze della villa. » Borgh. Fir. Disf z 85 . T£j tJ toja v, .‘Spezioso , vescovo nostro, a’suoi canonici della corte di L diciua a Firenze . E Vesc. Fior. 4 * 1 - Diede ec. Specioso ‘1 co*"*Cintoja. E 3 g 8 . Dono a’ canonici particolarmente per m Ll1,
la corte di Cintnja. (Min) , ■ nt l f a '
— * Cai v. Andare: Andare a corte o in corte Recai s
lazzo del principe. V. Andare a corte. (A) nt:ip e ’ **
a — * Andare alla col le zzs Andare al palazzo del (S)
anche Ricorrere al magisitulo. V. Andare a corte. C- y . • ct fP'
— * Col v. Avere : Aver buoni amici a corte = Aver c
legga e difenda. (A) , £[,' io 11=11
* Cd a. Fare: Far corte = Corteggiate. AUeg. "fi-lo corte dove non ne spicchi. (A) /,, £ sa ‘
% — * Far corte vale anche Eleggere i cortigiani. C jjjiiiiaCr. 5 . Come si sa Cbe questo garzonctto abbia a far col e,volar le suppliche. (A)
3 — Far corte per Tener corte. V. §■ < t. (A) _ fai p rltt
10 — * Col v. Stare : Stare a corte = óeivàe nel palazzo
cipe , Essere cortigiano. (A) r W 0 * 1 }.
11 — Col i'. Tenere: Tener corte [o Far corte] ==
Festeggiare o Banchettare suleimemante. Lnt. dare f P .i:j , e '"SoSccariati «xf iX'ttr. Bocc. nov. i 3 . e/. Tenendo molta iajtnè g. # 5 .bbuoni cavalli e uccelli, e continuamente corte. Ar- Far- r j a .iiJl oC '.là dentro dovea splendida corte Tenere il ricco Re della 5 j 0 tc"
1. n. 7. E di lui udì dire maravigliose e magnifiche co
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sempre corte , cc. (Pi)
2 — [ Fole anche Sedere pio tribunali.] Ritti. Aiti’vale. 62. Li miei folli occhi cc. Fui- quei che di voi, Do n ’saro Nel fiero loco ove tien corte Amore.
12 — Prov. Chi vive in corte muore in paglia; e vale. c
giani per lo più muojono poveri. i
1 3 — Chi in corte è destinato, S'e’non muor santo, e' I " u 0
e vale , che V invidia , che regna nelle corti , rendeferente 0 disperato. c ) t e e 10 * 1
i \ — * Corte e morte , morte e corte fu tutt’ una ; < ;
che nelle corti si puliscono gran disagi. Serd. Prov. (AJ | t . pen 0 ^x 5 —* Chi ruba l’oca alla corte, in capo dell’anno ne l ,u "/,è l ,IH ^iA)e dicesi di Coloro che frodano i dazii e le gaù.’lu' ;perii incorrono nelle pene.E Cj'ai Corte ènelsign. ‘ 5 ' 'i f Cani 11 ’■ \/
iC — * (Eecl.) La curie di Roma : Così chiamano alcuni li . poiU- 1 ''-(Ber) Bocc.nov. g.òt.Conie più tosto potè, se n’andò in corColtri. * (Geog.) Lat. Curia. Citta della Corsica, (fi) Seg‘‘‘ ; iCouteauf. , Cor te-à-re. [A 1 , oss.] Car corteo, [ Ear co' c jidlin compagnia di alile persone ] la sposa la prima ’''4fuola impalmala. Lat. sponsam comitali. Gr. .Vi
Cron. Veli. Si che non meno seco donne il pi mio di > p 0 po d ,ninna ne venne a coricare. tVcv. Ant. stamp. ani. 02- ^ tori 3 ’giare venne il signore a corteare ; domandò , cliente “ -^i v a h (<
Coricare diti’, da Corteggiare e Corteseggiare-l I j 0 Cf"'
f corteggio. Però l’uso impiega pm d "‘‘V.‘fai)» 0 >!
” accompagnamento che le do aC ,i»re 3 i
1 — impalma»-
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egualmente far 1per esprimere il corteo, 1’
spesa la prima volta che essa esce faora impalmala- ^ s igu“- i t .|t
■ .. : *' nomimi, ili fàr corte, arcomnagnare,far se , rv _„r..n Ji sr a ta
sigili!, piò comune di far corte, accompagnare, largrandi , ai principi. Talvolta si prende anche nellargamente, di proti udire in cortesia; ma allora e-e. Lo stesso è di Corteggiamento e C11-téc-cia. iSfl Crosta, Buccia, Scoi'
nel senso, . |a ,,
largamente, di proti udire in cortesia; ma ai»»“ - ytesegg‘ ll ' >>i !Lir‘< ! 'Corteseggiare. Lo stesso è di Corteggiamento e 0 Mced Pi Cf‘’ 1 - -• -oe, n - r>, Scorza, i), *
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Innestasi il fico del mese d^Apviht ®. ,r< j^ ro ni |Illt:, ’|jvi l 11 ”^
Corteccia , Coi--iec<ia. lo/ j u«»«, -
mente degli atteri. F. Buccia.] Lat. cortex, hbej- ^ r [ e cei a ;
5. 10. 5. Innestasi il fico del mese d'Aprile circa .amici,. 1
— —li toro ; U [|V1
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Ne ricevono dauno da molli , anl “ a 4 i( j 0 llo d(g‘‘
gli coiisumauo denteo , e votano il gambo e midou” - - J(
n ’ piantoni , talché resta Lro poco altro che la COC j . cC’^.m c
che hanno fa parte estet'toM j^
- - * u..L orano è 3 . ^
Alcuno grano ^'^1. A a 0 pi...dii Cliiteccia. E c ..ri id 1 1
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fri }P m ° di allrc coseJtutta e umili. ] Cr 3 -
dé^se sia'cotta ^ ^
colta corteccia tuPT, U CJriecc,a > e imperò ii buona agl “‘‘f che
~ Getto assolutati ro Pl’° ’ P er la ventosità ed entiagio
Cr. J. I ftTT e "‘ e Crosta di pane. Lai. cruda, e
dura , 7’Z 2nt , lU r <*‘»a grande ha la corteccia l>•
la . c uupc l0 k sua corteccia nutrica poco, c asW alu,t
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