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Vol. II.
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Coi

CUCCINO

&CClflQ r> ,

U< " C1110- -Arnese su cui cuciscono e lavorano le donne.Co ccio ; 9<- Sopra quei lor cuccin tutto 1 stanno- (V)

T. j s-o nesso cAe] Cucciolo. F. (Dallillir. kuce cane.) Fr.Jao.J p *4- Lo cuccio abbaja alluomo, Lo levriere caccia.

cccÓ Dicesi d uomo inesperto e semplice. ( Per altro V.

<W l0 . V'J-1 Morg. itì. 58. M ha rimandato indietro com' un cuccio.

* re accoro, di Francescuccio , dim. di Francesco.^' - . (B)

^ Monte della Sicilia presso Palermo . (G)

5 £ ',° ». Cuc-cio-làc-cio. [ AV«.] pegg. di Cucciolo.

di cotest 4 Cuccio, J. 2 . Farali. Suoc. /j 6 . Che cucciolaccib!

^ Occ| ouso° c >: D<: v0 »^ 10 s l ai 'e io per un danajo.

j, l jll c-eio-li-iio. dim. di Cucciolo. Lai. catellus. Gr. xv-

* la piùTj ,* Egli avea la più bella dama, e lo più fede! scrvigiale,lina o| i( , ll ' servigiale , e lo più forte cavallo, e la miglior cuccio-" J Cag n ,?'J esse n«no barone del mondo.

110 111 n ,^,° sem pBcemente. Frane, lìmi). 3lo. 5. Arbori ed erbe so-dali, ec' /v l Jla l° ) E lei da lato Ha cucciolini, e molti Belli ani-A quel ' lltar ». 2 . 28 . Come fa il cucciolin nella prigione. Tav. Rii.? si ieccoi. J- 0 una nocciolina dIsotta , la quale era appellata Idonia,r * ^.^«raggio sparto. * U

° Cc ioto q' e li f j!icino ì e susa anche talvolta in forza d'add. (A)cre ^;; uc c, °- 10 - Sm. Cane piccolo , che non sia ancora finito di*** , Curo, 6 c . ane levriero giovane che ancora non ha preso caccia.

altr 0 ri ^ att cate ^ us * & r - xwtòtom Ciriff. Calv. 2 . 63. Non\ i CUcciorV^ ster P* e ciottoli. Che a fatica vandrien le zebec lor C) Q g3. Ma Sineiìdo già come una trottola Saggira pel

c<( . 1 ,. p" j. 1 lucciola ec. ove la lepre è siila a pascere. » Magai.

-- » ()f ' °gg* dieci cuccioli nati dell' istessa madre. (N)

.. 1 C( Ì!)>y. n® 6 I cuccioli hanno cominciato a sanguinarsi, dicesi proverò.

CUCINIERI)

5i5

' CCl0 ^V/ U ; CU<:ciol ° Ehe sa molto clic cosa si sia moglie.hi!! 1 ' « Zìfiff F?. col °: Lal :. parvus.Gr. (Attcpós. (Dal turco hiiciik che^t-OTto C p (no ) Burch. 1 . 1 'i. Uno sportello, e due lettiere cucciole.

S s Sen,/ uc "°-lòt-lo. Add. rn. accr. di Cucciolo , nel sign de!h, voi sip, ,Ce ^ nes perto , Nuovo, Poco pratico. Pag. rim. Si Vede^ C ° [.S - ,,, C r^ n nucciolotto In averne alle mani. (A)

E >r °l;i f 0| bambinesca. ] Lo stesso che Uovo . Lat. ovum. ( È,ì e co-; * P er imitazion della voce della gallina, quando fa luo-C % - Oul P , l,re S' IHiri, C "°J>H m?°. v °g''ono

\ hior<

pule gl_Xilirii chiamano kokosc la gallina, e dicono chàkchiamar le galline.) Pataffi A. Perché il gran-

de. di*; man g ,Q il Cucco.Z!^dal la, T. an ^e al ficlìw

, CH w>t*ac ut figliuolo più amalo dal padre e dalla

i 'ccvolr y^'dsìsìa persona Sfavorita e diletta. ( E vuol direclui'n 00111 ^ *>ovo aputti. ) Ciriff' Calv. 3. gg. Fmgc. a h vogh Q ^to sìa1 suo cucco. Sen. Ben. Farcii. 2 . 2 g. Ci

ma-caro ,ngeva Es-

ti 1 oh ~ 1 81,0 cucco, òen. fien. Pareti . 2 . 2 g. Confesse-

d> 8e d cuc/ 00 v ?§ li ,dessere stato il suo cucco. Morg. ig. iòg. Che1 n J° P er certo cl drudo, jj Car. lett . 1 . fi- ( Ediz.I af { esser tenuto per intrinseco vostro , per ajo mio,

Cs-t «et lUtt i * P rc,a h di Jloma* (Min)

^ * TeiiQ U J c " e Cuculo . Ar. Fur. E tuttavia stesse a parlar cont '? sse Pelle, come il cucco. Fas» Rinu E dee stimarsi

cucco. (A)

" -Dar!,?^. v - '

iifb X* 1 » ,n SO' 1 - d Uomo sciocco e balordo. ( Ins[ la< ? n 0 clf ;~ a vcra| nente il barbagianni, o lallocco. Ma larabo dvtv-5 >do. ) f g lc,laon Yoce assai prossima a cucco Yal« precisamente

c lyl^g ca ss°--

Me

.. r4 «lati

Quelli ;i\ I .ri altncc ' fi: Ma per dar fine a questa cuccotaja, Ven-

1 nanerefti Un che mel tragga fuor delle mamiche.(B)--ta. Sf. Cornacchiaia, Chiucchiurlaia- Car.leU.{h)r, Sng' Cuc-co-ydg-gia. Sfi L° slesso che Cuccuveggw.

fV >arl 'arn n ' F ' !i - 3 j. 5. Coccoveggia a Siena la civetta, greco-^Oiso p 14 10 »***. (N) , , . r

gs ^ ac -vu-i-no. iSm. dim. di Cucnlo, o forse lo stesso che ]1 Cu-» lr - ehùCu LaL cuculus. Gr. (Se pur non e dmnn. dello

l a 'aff: , allocco , come sembra probabile , per analogia di suono.)* E sarà - » »

( Secondo il Salvini

.. m* x ' -*' SVIMMlit UlUUdUllC

1-Uccn C °vru, to gf ooccuin : va egli a leccam i C' Jal f r - cocu.) (N)

siii <a f'i o di H . raa ' ^ ^ r - !- roso notissimo di rame , o d'altroa ^ w ::^ ! l ua ^ e si fi. bollire l'acqua., Cocoma,

Sdegno, Bile . [17 bollire dell'acqua, che nellalente 1 r - >-- -- ---

f'àu S J rancore . w _ --i"'fi

Sfa , Co ìl Za .facilmente', ha forse dato origine a questa tassa mettefa'ti tnL'fifge vuol significare il moversi repentino dd s °prad-L f U si »oHas. Gr. Alleg. grj. E come quel ne

% 1 °3. g l0 , al cesso A. vomitar la cuccuma inchiesta. Farcii, incoi.^ (Ho,\ C V adirato (si dice' i ««);oitii.

t.) r 7 >*' ul| aio (si dice ) : egli ha cuccuma in corpo.

C>3 Lo nta i nriginaria dell'Indie , e nome altresì della

Va . r Sl<ì f° clte Curcuma. V. Lat. cvoerum indicuin. 7i5,. Pigila 43 ' ^vgVVsì tanto

^° l n S -

,Per ,

at cvpcruerv indicum. Benv.i Vanite . ec.. anco-

-.vo z°lfo, r partrdi cuccuma pesta y «

* per la metà d ona delle dette P a v l

le dette cose si mescolano interne. ^ fat ,

Cuc-cvir-vi-re. N. ass. Il cantare P^pP cucc <>

.^-;onoma torc;1 , come il kob» degl Uhen f*»- V 3

pSO Ltburn. Selvett. 4- Berg. C Ml O c (or [ il gatto -, ed«Oche Uuc-ca-ru-. [Af.J Foce che maitd J v aguccia,bel-

Wv a J} Z na di canzone. Red. Ditir. 4°- c A }'. ia min aóla la cuccurucù.® o p Canla >oi uu poco e ricantami tu bulla m. La cuc .

Sulla viola la cuccurucù. F Ano -. molte volt» la «»«ttcme cosi detta, perché in e»sa si replica n.

voce del gallò, e cantandola si l'anno atti e motti simili a quelli diesso gallo.

Ccccuveggia. (Zool.) Cuc-cu-vèg-gia. Sf Lo stesso che Civetta . F.,Coccoveggia , Cucrovcggia , sin. Poliz. Ball. 5 . E se ii giuoco durapiu, Vedrai bella cuccuveggia. (N)

Cucco veggi are , Cuc-cu-vcg-già-re. uv. ass. Lo stesso che ] Coccoveggia-re. F. Buon. Fier. 3 . 1. ò. Se son quei chio riguardo colà dentroCuccuvcggiar rinvolti in epici lenzuola

Cdchivaras. * (Gcog.) Cu-chi-va-ràs. J\azione indiana del Brasile sul-la riva meridionale dell Amazzone. (G)

Cucijuag. * (Geog.) Città della Persia. (G)

Cuciculo , Cu--cu-lo. {Sm. Nome che i contadini danno aliali Cuscuta.F. ( Ed é V. corrotta da cuscuticula dira, di cuscuta.) Sodev.^ Colt.68. Si piglia unerba dicontadini chiamata cuciculo, e pettinilo peraltro nome, c ordinariamente cuscuta è appellata.

Cucimento, Cu-ci-tuéu'to. [ Sm. U cucire, 3 Cucitura . Cr. alla v.Imbastire.

Cucina, Cu *ci-na.fc 9 /^]/!.«og'o dove la vivanda si cuoce. Lat. colina, pco-tpiina.] Gr.ìAxyeipùov. Bocc introd. $2. Misia mia fante, e.Licisca di Fi-lomena nella cucina saranno continue. E nov. 7. 8. E vedut i la granmoltitudine delle tavole incese, el grande apparecchio della cucinale.Sen. Pisi. Le cucine deghiottoni sou piene di cuochi evdi garzoniche apprendono 1 arte di cucina.

2 La vivanda stessa [ cucinata. ] Lat. ep due , dapcs. Fit. Crisi. Limandòe un poco di cucina ch'ella avea apparecchiata. Fu. SS.Pad*2. gS. Quello suo ministro, ciò udendo , per grandi nozze cossedelfacucina 5 e quando fu cotta, mangiarono. Piar. S. Frane. * 5 /. FrateGinepro ec. viensenc in refettorio con quella cucina sua , tutto rubi-condo per la fatica.

3 Oggi in questo sign. è vimasa in contado , e più. comunemente valeMinestra , Brodo o Peverada.Lat. jus< Gr. ^upeourr-jac. T. 1 . 16. 12.Redimisi la cucina Messa in una mia calma. E num. if. Ea cucinamanducata, Ecco pesce in peverata.

4 Lerbe che si mangiano. Fit. SS. Pad. 2 nf. Ditegli ec. chenon innacqui la cucina dellorto. (V)

5 Larte di cucinare. Onde Far la cucina = Essere il cuoco delconvito. Fiv. Asia . s 5 i. Vulcano fece la cucina. (V)

6 Di buona cucina = Atto a ben cuocersi , Conitojo , Cotloja.Lat,coctibilis. Gr. -rs-rro». Pallad. In bagnandole con acqua immurala ,diventano di buona cucina. Cr. 3 . i 3 . 3 . La grande e nu»va (lente) 9e che sia buona cucina , è migliore ec., e se U leute si mescolitra la cenere* meglio si serba , che non gorgoglia , e diventa di buo-na cucina.

7 Di mala cucina, vale il contrario. Lat. non coctibilis. Gr.ùripA/xvos,

8 Onde per meta fi Esser di buona 0 di mala cucina =s Esser dibuona o di cattiva condizione. Pieghevole o Non pieghevole a'volerialtrui. Morg. 20. 27. Questera tanto dolce, eh egli è sciocco \ Quel-1 altro è tristo, e di mala cucina. E 22. g. E Filiberta ha Rocchiodel ramarro , E stata é sempre di buona cucina. Berti, OH. t. 2 8 . 3 f.Orlando, chera di buona cucina, Chinossì in terra riverentemente.

9 * Prov. A grassa cucina povertà è vicina = Chi spende assainella gola , porta pericolo dimpoverire. Seni. Prov. (A)

10 (Marin.) Grossa cassa quadra , formata di più piè dritti , e cin-ta di forti tavole , che serve di Jòcolatv nelle navi per fare la cuci-na. Si colloca sotto il castello di prua ad' indietro delt albero ditrinchetto. (S)

Cucjnaja, Cmci--ja. Sf Monaca oblata addetta al servizio della cu-cina. (A)

Cucinajo , Cu-ci--jo. Lo stesso che 3 Cuciniere. F. Dav, Schm.82. Giusto cucinajo di Lutero si facea Giona.

Cucinare , Cu-ci--re. {Auf\ Far la cucina , Cuocer le vivande. Lai.coqnere , coquinare. Gr. f&c<.yftpsi<£iv. Fr. Jac. 1 \ 1. 18. g. Lite fintivai di parlare In materia del fare : Penso vorresti cambiare D aversempre cucinato. Ar. Sat. 2. Se separatamente cucinarne Vorrà ma-stro Pasquino una o due volte, Quattro o sei mi faràl viso dellar-me. Lied. Esp. nat. 102 , Senza spesa si può cucinare ogni maniera divivande.

Cucinario, Cu-ci--ri-o. Add. m. Appartenente a cucina o allartedi cucinare. Cocch . 8. 10f. Senza fuoco o senza molta preparazionecucinaria. (A) (N)

Cucinatore, Cu-ci-ua-*re. [ Ferh. m. di Cucinare . Lo stesso che] Cn.ciniere. F. Zibald. Andr. In quella guisa che i buoni cucinatori con-ducono bene ogni vivanda. E appresso : Si èraoto ad ogni buono Cu-cinatore del popolo.

Cucinatrice , * Cu-ci-na-trì-ce, Ferh.f di Cucinare. Che cucinale vi-vande. F. di reg. ( 0 )

Cucinatcra , Cu-ci-na--ra. Sf. L'atto di cucinare. Bellin. fìucch. iy$.E dellalgebra intinto è nei cibreo, Che in cifra fa le succucioature.C Qui meta ferie. ) (A)

Cucinetta , Cu--net-ta. Sf dim. di Cucina . Magai. Leti*. (À)

Cucinstto , Cu-ci-nét-fco. Sm. dim. di Cucino. L. Pcmc.Sch. Qui giaceV Imperfetto , Chancor col cucinetto Mangiar sempre colendo a cre-papelle, Sempì di cresentine e mortadelle. (A)

2 * E in signif di Cuscino. Buon. Fier.o . 2. 2. Scile e bardelle va-rie e cucinetti Aver per ogni fianco. (N)

CuciNiERà , * Cu-ci-nié-ra. Sf. Donna di cucina, Mas^aja,Magai.Iclt.^A)Folg. colloq . deles. (Fen. ij 3 l.J pag. 49 ' Ciò non ti riusciràtnai bene , finché avremo questa scinda per cuciniera, (p)

Cuciniere , Cu-ci-ntè-re. fV/n.I Cuoco che cuoce la vivanda o che fala cucina., Cucinafo, Cucinatore, Cuciniere, Cuoco , sin. Lat. coquùs.Gr. /x*y«pos. Fr. Jac. Tod. 1.. 10. 4* Jofermal cuciniereISòl vorrànoto vedere.

CuairiBRO, * C#ci-rné-ro. Sm. Lo stesso che Cuciniere. PK. Secr.Fior.Op. t. 5 . p. ig 3 . (Fir. 1 ~ 3 2.J (N)