, CUCUZZOLO
>.ct K vniìl, , [ e in modo basso. ] H capo. Lat, caput. Gr. jcs^d-£ FlCr ‘ 4' *- 12 ' K Ia cucuzza non sarc' sicura.p uni ? ’ Cu-cùz-zo-lo. [Sin .] Estrema sommità di checché sia , maGf, $ aì ' m ente dei capo. [Lo stesso che Cocuzzolo. V.~\ Lat. cacumen.inìun^Y' COCci ^zo/o. tal uui crcdcsi fatto per sinc. di calli-de! cann^° cacwnme. ) Vit. S, Ant. Gli cascòe sul cucuzzolo
chedip' ’-, c fece nel cucuzzolo una grande ferita. Vit.S. Gir- Ecann 7 •> se non che dalle piante de’ piedi insino al cucuzzolo del
Coo;; *7p é in m? se non iniquità?
Rie rf.ii '°B-) Piccola città della Reggenza di Tunisi . — Antico fiu-?P°S"a. (G)
' Cud-bcr-to. JN. pr. m. Lo stesso che Gondeberto. U. (Dal
» ss.
eoo di
CcCo
Coo 51 »r.’ f\ì Se d Cos-Uiitc. (G)
. l>ìv ai ìo ..v“it.) Cud-inà-i. Genio benefico , del quale i Basilidi scol-su ’toro aùraxas. (Mit)
_ c/i in è, CLeog.) Cu-èl-lar. Lat. Colenda. Città di Spagna nella Vec -
0 ài ^eog.) Cu-èn-ca. Lat. Chonca. Città, prov. e catena di montiPesava f ‘^ U ^ uina Casdglia. — Cit. e prov. della Nuova Granata. (G)-cr-na-và-ca. Città del Messico . (G)
Ceiie,^ °!v V. G. Lat. cupliea. (Da cyphos gobbo, curvo.)
Siiiid f- 1 Ì >la,l( -C esotiche a fiori polipetali , della dodecandria mono-p./à/^o delle salicancc , covi denominate dall' incurvarsi chef lor ì di corto pedicr.iaolo e soliiarii .—, Cifea, sin. (Aq)
• [ ' a * [SJ.} Copertura del capo [ingenerale , così detta dalle
f iat ’ x prb^ an ° d a Wìa banda* — « Scuffia, tiri. Lat . calantica. Gr. rctt--| r co * a t. harb. che ha data origine a ciijjia , vien dal
r ° Cc * no'* ut * rrc H a usata da’ Giannizzeri e servidori del Sultano. )ce. ^ a * d. Madonna , se Dio ^v* ajuti, annodatevi la cuf-:i( ioun a C ) rca femmina , or hai tu viso di motteggiare ? ec.
Qùse * 10 7-* l )r * c S° che v’ annodiate la cuffia. Nov. arie. 5i. 5.J['He a l ì na "* ail ca cuffia sopra il suo capo. Gaìat. ij. Cosi inter-oro ec. che portano le cuffie , o certi berrettoni grandi
f* W UCSOl J~> v,lv ' A«. VUIIIO , \v\vk 1.1 A/VA A WHUIll f,AU.JV>A
„ lla della ,, $4- Non si vuole medesimamente comparire colla cuf-
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5 ^e/> • “* capo.
ar)> /?>? [ Cuffia di acciaro ss Elmo , Mortone. 3 Ar. Fur.
t; Cla f nc fi, ai ch . un cerchio di ferro anco che grosso E una cuffia d’ ac-^ Iff l Partita. 6
l ho !'° la Offif-.'. e detto in ischerzo . Apparenza. Menz. Sat. 1 . 88 •* r* « A di «Mine e risi. (V)
I c gga a u 1( e nuche per Donna . Malm. 8. Ch' una cuffia eli’ e*i Uu, 'do n 0 ' \ Cl0ne ’ posta corre a far lo spasimato. Min. ivi.5 doimp d . iC Ì amo •••nna cuffia, un ciapperone c simili arnesi usati
^ n de ^ ^ ll lcndiaiijo una donna. (A)
p n si p e j P r °r. Ogni cuffia è buona per la notte cs Che quando e *. ettlt nin e e > non importa aver così le cose squisite ; e dicasi diC Crcst ìnto« ie n ? n sien gran fatto belle. Lat. sublata lucerna uihil in-
"" mulicres. & J
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ì<,. m ; ss ° «h
.i.„ J -at. a....
pel rotto della cuffia =: Aver alcuno obbligo ^ o Aver
p ÌS eUo Xn basso proverbio , pel rotto della cuffia,j, 7*^ 7f,j c stess o $ign. Passarsene pel rotto della cuffia. Salvia.8 dell*, * ** 2o $' Il Varchi cc. se nc passò , come si dice , pel
...
O'i Batteri >le una c, 'P‘ a della chitarra , del violino o simili , cn ‘ n ‘e ti, j ° s <dla testa e schiacciarlo in guisa che v’ entri la testalo /, a Cl, jfia. V. Berrettino , <J. 3 . (A)
pi,' * (Anat \ a Jf ce de' muschi. (Ga)
del ^’° nt ule' (' ir-^ 3 a P onc urotica : l' aponeurosi del muscolo occi-, C,Y ""o. '(A O) dl: cra ‘d° : parte superiore o volta della cavità
; u l fUo «o~ volgarmfoile dato ad una porzione delle membranep’fu la S! , eSi0 s Pinge talvolta innanzi a sè, e che rimane applicatati 'y ,ll d>zio i'Ì tPsla > quando nel nascere si presenta la prima. Unuug Ur ^ ve g r qtù nel volgo crede quest' accidente un indizio dir,.n. Quindi d’un uomo fortunato si dice, egli nacque con
l,
? !a de,
'■SUrio. ...
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A ,n piastro mollo asglulinativo, di» e // > e che iu> d'ù affetti dalla tigna , dopo di fl<
Mk stessi ,ndl si -
Pei
Si/. 1 q 1 ^ strappa a viva forza per isradicare i bulbi de’
cui si cuopre la fé-avere loro raso i ca-ca-
ipf'Pplire ^ di berretto fatto con ettnjn bollito, che s’adoperaS ^, »° Una n a solidità dèlie ossa del cranio nella persone che ne per-, f e . r ff'dehe operazione, percarie, necrosi, ec. (A.O.)
'e.,., C(e di i PÌ t llllla di Nettuno : Così chiamàsi da’ naturalisti unaVà, Cc,A , <àurc:^ rn . ssa €0 'ica. (A)e i ^'d-fià-r' C C ^7>7 ^ dlm ' ec ^ aw dit. di Cuffia . Menz. Sai. (A)c 4 ,l ^'estez- j C * ass ‘ e atL 3 Mangiare e bere smoderatamentesin. ( Dal frane, goinfrer mangiar molto'Wi*-** Affilavi /i C i Vl ^ n gulae inferii. ) Pataffi 7. Buon fante
^'0 Cuf-r: mos, °*
di chfi si^'^' ^ dùn. di Cuffia . Cuffina. È detto per lo più
f l c f e ^ture me \ te Incapo a'bambini. Band. Ant. Per ornamento* 8< -ù cc. (A) lC ^mìarlc a battesimo, una cufftulta» fascia, so-
. CUi 5 i 7
Cùffina, Cuf-fPna, Sf. dfm. di Cuffia . Lo stesso che Cuffictta. Mal-,nov. Cuffine per le donne , che s’ usano negli spedali. (A)
2 — E per simil. Cuscinetto. Salvili. Cas. /)2. Egli ghirlanda teneauna in testa, l'altra al collo, e una piccola cuffina accanto allena,rici, di sottilissimo lino, di minute maglie piene di rose. (A)
Cui'FiosE , Cuf-lìó-ne. [Sm. accr. di Cuffia .] Cuffia grande. —, Scuf-lìone , sin. Burch. 2. 7. Cavoli ec. Hanno mangiato e condito i dineri Col cuflion del nolajo del maleGzio.
Cuffiotto , Cuf-liòt-to. [Am.] Cuffia, senz’altra legatura ; nè si dica,se non di quelle che portano gli uomini .—, Sculliotto, sin. Ar. Sat.2.E '1 capo calvo Da un tempo in qua sotto’l cuffiotto appiatto. Ccir. leu.1.20. È lo fece si gentilmente, che il cuffiotto es. le cadde in terra. Eappresso : Cosi come era in cuffiotto, se ne venne in camera nostra.
2 — * (Zool.) Cuflìolto di notte di Nettuno : Conca detta anche Cuf-fia. V. §. 12. (A)
Cufolite. * (Min.) Cu-fo-lì te. Sf, ff. G. Lat. cupholithes. (Da cuphosleggiero, e lilhos pietra.) Nome dato ad una sostanza minerale, amotivo della sua leggerezza. (Aq)
Cuoi. * (Mit. Giap.) Ecclesiastici che compongono il clero del Giap pone . (Mit)
Cucino, Cu-gi-no. [Am.] Figliuolo di zio o di zia. [Dicesi di coloro ohesono generati da due fratelli, o da due sorelle, o da un fratello edalla sua sorella. Costoro dtconsi Fratelli cugini, o Cugini germani ;gli altri in grado più lontano diconsi semplicemente Cugini o Cu-gini in terzo, in quarto gradi). —, Consobrino, .sm.] Lai. frater pa-truelis, consohrinus. Gr. aSsA({)iSoùs. (Secondo alcuni, è dal lat. con-gener dello stesso genere ;■ secondo altri , è da consanguineus. A mesembra che venga dal pers. chrsjrm che vai pure consanguineo , eeh è similissimo al cousin de’ Frane, ed al cuzino che si usa per cu-gino in alcuni luoghi d Italia .) Bocc. nov. 2g. i5. Essa ec. conun suo cugino, e con una sua cameriera in abito di peregrini , ben(orniti a denari e care gioje cc., entrò in cammino. È nov. 53. 5.II cui nome fu monna Nonna de’ Pulci, cugina di messere AlessoRinucci. Tav. Rii. Aveva in sua compagnia un prò’ cavaliere, loquale era appellato messer Alea, ed era suo fratello cugino.
3 — Nipote cugino = Figlio del cugino. Salv. Avveri. 1. 2. 12. Ja-copo della stessa famiglia, suo nipote cugino. (V)
3 — (Polii.) Titolo di onore che i Monarchi danno a’principi e baro,ni che per sangue 0 dignità sono /or prossimi.M. UHI.y.6i .Amati.(J>'i
Cnci.aoHo , Cu-gi-no-mo. K. A. [composta di Mo e Cugino, cioè] Miocugino. Palaff. 5. Cuginoino, signormo , e l'oca Gianni.
CtJGHARDi. (Marin.) Cu-gnàr-di. Sm. pi. Pezzi di legno fatti a conio ,che servono per ischiodare tavole ed altri pezzi, come per assettarnede’nuovi a luogo. (S)
Cucilo. * Sm. Lo stesso che Conio. (Van)
Cui. [Pronome che vale Che,] Quale 0 Chi, [relativo di persona inamendue i generi dell' uno e dell' alno numero , ] e trovasi in tutti icasi, fuorché nel primo, e sempre senza l’articolo, e alcuna voltacol segno del caso , e talora senza. — , Coi, sin.
a — [Co/ segno del secóndo caso.] Lat. cujns. Gr.ov, -h. Dant. Inf. 2.5g. Di cui la fama ancor nel mundo duro. Pclr. cup. 10. V idi Solon,di cui fu 1’ util pianta, Che s'c mal culta , mal fruito produce , Congli altri sei, di cui Grecia si vanta.
, — [E senza il segno. ] Bocc. nov. 38. 14■ Il buon uomo , incasa cui. morto era', disse alla Salvcstra cc. Dant. rim. 2 6. E di colei,Cui son, procaccian danno. ( Ma qui cui pub essere dativo. )
3 — Col segno del terzo caso. V. <j. g. e io.ss Bocc. g. 5.n. 7. Io mi-sero sarò colui, a cui del tuo peccato e del mio converrà portare lapena. Peir.p.'iff. E mill’altri ne vidi a cui la lingua , Lancia c spadafu sempre c scudo ed elmo. (Cin)
s — E senza il segno. Lat. cui. Gr. w. Pclr. canz. 2g. 2. Voi ,cui fortuna ha posto in mano il freno De le belle contrade. E son.114. O d’ardente virtude ornata e calda, Alma gentil, cui tantecarte .vergo.
4 — Nel quarto caso. Lat. quem, qtiam , quod. Gr. Se, , o. Bocc.
nov. 10. 10, Cosi la donna non guardando cui motteggiasse, credendovincere, fu.vinta. E nov. 10 o. 4- Àllcrrnandovi , che cui che io mitolga , se da voi non (ia come donna onorata, voi proverrete con granvostro danno quanto grave mi sia 1’ aver contro a mia voglia presamoglicre a’vostri prieghi. , , T
5 _ Col seguo del sesto caso. Lat. a quo , a qua. Gr. ór. Bocc.
nov. 7 1. 2. Come essi , da cui egli credono, son bollati.
, _ * E senza il segno. Dant. Par. 28. E quello avea la fiammapiù sincera , Cui mcn distava la favilla pura. (Ciri) ^ ^
G _ [E con altre particelle o preposizioni. ] Peli-, son. 7. Ed è sì
spento ogni benigno lume Del ciel, per cui s’informa umana vita.E canz. 6. 4. E quella in cui 1’ ctadc Nostra si mira. » Pclr. p. 1.canz. 1. Ver cui poco giammai mi valse o vale Ingegno o forze odimandar perdono. (Cin) , .
-, _ Talora si pone coll' articolo avanti, ma non e suo. Lat. cujus.Gr.
rwés. Bocc.pr. 2. Quantunque appo coloro che discreti erano, c allacui notizia pervenne, io ne fossi lodato. E nov. 2. 3.. La cui dirit-tura c la cui lealtà reggendo Giannotto ec. [cioè, la dirittura dei quale.)E nov 3 3 Gli venne a memoria uno ricco Giudeo, il cui nomeera Me'lcliisedec. E nov. i3. 22. Li cui costumi ed il cui valore sondegni di qualunque gran donna. Dant. Inf. 7. yó. Colui, lo era savertutto trascende. » Pass. 25. Il cui contrario (ilcontrario della qual co-sa) fa il peccatore indurato. Bocc. g. 5. n. 5. Molto ben sapeva lacui casa slata fosse quella clic Guidotto avea rubata ( di cui, di chistala fosse la casa che ec. ) (V)
2 — Ed a modo d’interrogativo- Ò .Agost. C. D. 5. 23. Però che sequello tanto empio ec. fosse entrato in Roma ., . in cui persona avrebbetemuto Iddio ? il cui sangue non avrebbe «parso ? la cui virginità a-riebbe conservata? (Gin ) Nov. àiit . 3y. S'io volessi dire una nìia