5i8 guiaba
novella, a cui'la dico per lo più savio di nói? ( "Dove nota brevitàespressiva .) Vie. S. ili. HI ad. 86. E diceva : ora alle cui roani se’luvenuto , Signor mio ? (V)
8 — [In sign. di Che relativo di Cosai .] Petr. son. 166. Trovaimi al-l’opra via più lento e frale, D’ un picciol ramo cui gran fascio pie-ga. » Bocc. Filoc. L. 5. Allor la vede con quegli occhi cui nulla cosasi può celare. Petr. p. 3. 6. A guisa d’ un 6oave c chiaro lume, Cuinutrimento a poco a poco manca. (Ciri)
$ —[E detto di Animali] Dant. lnf. 1.100. Molti son gli animali acnis’ ammoglia. » Bocc. g. 4. ri. 7. Era sotto il cesto di quella salviauna botta di maravigliosa grandezza , dal cui venenifero fiato avvisa-rono quella salvia esser velenosa divenuta. (Cin)jo — [ In sentimento di Chi , relativo pur di persona in ogni generee numero e caso, fuor che nel retto.] Bocc. introd. 6. Macchie ec.apparivano a molti, a cui grandi c rade, a cui minute e spesse.» Hocc.g.o.n.j. Ma egli disse ciò non dovere essere vero, che ella non sapesse,di cui gravida fosse. Petr. p. 2. 2tf. Io chiamo il fine per lo grandesire Di riveder cui non veder fu’l meglio. Dant. Purg. i3. Eccolaterza Dicendo : amate da cui male aveste. (Cin)
a — * E senza il segno de'casi. Bocc. g.5. n. 7. Al quale Fineo disse : onde fosti , e cui figliuolo ? Itine. I. 2. Ella non curava divestir belli e preziosi vestimenti, perciocché non v’era cui deside-rasse di piacere. (Cin) (Il secondo es. appartiene meglio al (. 1 i -j (ì\)3 ■— * Ed anche nel retto , ma non è da imitare. Sali’ . Calci,
Cui io sia, tu '1 saprai da colui eh’ io ti mando. (V) Dillam. 1. 2g.Cui ti potrebbe dir li molti danni, Cui ti potrebbe dir la lungaspesa,Cui ti potrebbe dir li gravi affanni , Cb’ allor soffersi per tanta con-tesa ? E 5. 2i. O cara speme mia, diss'io, che m’hai Guidato inqueste stranie regioni , Dimmi , cui son costrfr, s’a mente l’hai?( G/l Accad. nella Prcf. avvertirono che in questi due luoghi delDillamondo i buoni Testi a penna leggono Chi. Ma il Lamberti sup-plì j. due esempii che seguono , avvertendo che altri pur se ne trovano.')Lor. Med. Canz. a ballo r/2. Quando in prima preso fui, Fu pertanti lieti sguardi, S’io no ’l dico, io so ben cui Fucagion de’primidardi. Albert. Giud. l'or, dell'an. vit. cap. 33. Cui la fama una vol-ta perde , appena unq la la restituisce. (Cin) (N)
11 — In sentimento d Quello il quale, Quello al quale, Quello delquale, Quello dal quale. » Cavale. Espos. Simb. 1.35. A cui chiama,come dice S. Ambrogio , fa grazia ; ed a cui non chiama, non fa in-giuria. Vii. A. Gir. 17. Uno è il principale pastore, il quale conoscele sue pecore , e vorranno vedere ragione delle mani di cui sonocommesse. Fior. S. Frane, fò. Addivenia spesse volte per divina o-perazione, che a cui egli ( <V. Frane.) sanava il corpo, Iddio gli sa-nava f anima a una medesima ora. Nov. ani. 16. Nojoso è udirragionare di cui non si osi parlar male, e bene ec. E nov. arit. 7 /f.E senno, da cui P uomo vuole alcuna cosa , metterlo prima in spe-ranza di bene. E nov. 7./. Non potea riavere un suo tesoro,che glielnegava a cui l’avea accomandato. Vit. SS. Pad. 1. 56. Assai si ri-putava ingentilito cui Antonio chiamava figliuolo. (V)
a —’ Ed anche fra il segnacaso articolalo e il nome. Corit. Dant.lnf. 1. Qui palesa Virgilio quello che era, quello che già fu , onde fu,al cui tempo visse. ( Cioè, al tempo di cui.) (N)
12 — Accompagnasi col Che, e se ne forma Cui che, Di cui che, A cuiche , Da cui che , o bbliqui di Chi che, in sign. di Chiunque , Qua-lunque , Qualsivoglia. Lat. quicunque , quisquis. Bocc. g. so. n. 10.Cui che io mi tolga , se da voi non fia come donna onorata , voiproverete con gran vostro danno ee. G. V. 12- gì. E dopo tre distati ne’ detti trattati, non si potè avere concordia da cui che si ri-manesse. (V)
1 — Prende Sia o Si sia, dopo sè. Bocc. g. g. n. 8. Non potendodalle parole del barattiere cosa del mondo trarre se non che Biondelload iustanza di cui che sia , si facesse beffe di lui. (V)
3 — E nello stesso sign. ma senza il Che. G. V. 12. 5o. 6. LaReina pure rimase grossa d’infante di sei mesi, o là intorno; di cuisi fosse ingenerato, diceva ella del re Andreas. E 12. 10/j. E noiache la Chiesa al cominciamento al Tribuno die favore, e poi , cuifosse la colpa, fe’il coni radio. Petr. canz. 5. 3. Ed a cui mai di veropregio calse Con Aragon lasserà vota Ispagna. (V)
13 — * D ota costrutto. Omel. S. Greg. 2. 'òfi 2 - Imperocché la cui vitaè in dispregio, resta ancora che la sua predicazione sia spregiata.( Cioè, Colui la cui vita. ) (Pr)
14. — * E sua giacitura mollo notabile. Com. Dant. Inf. 4- Fu altempo di Tolomineo Filadelfo Be d’ Egitto e prima ; mori nel XIV.anno del cui regno. (N)
Cciaba. * (Geog.) Cu-i-à-ha. Fiume , distretto e città del Erosile. (G)Cuìl. * (Mit. Chin.) Divinità adorata da' Ckinesi. (Mit)CciNcciNA.(Bot.) Cu-in-cu-ì-na. Sf Lo stesso che Chinchina V.MagaLLeti. Di queste gomme io me ne trovo provveduto abbondantemente,siccome ancora di camellina. (A)
Ccinda. * (Geog.) Cu-ìn-da. Antico nome di Anazarha. (G)
Coitanza , Cu-i-tàn-za. Sf V. A. Cogitazione. Ir. Jac. T. 5. a3. 3.
S io pur non fallo nella mia cuitauza. (V)
Cuitare , Gu-i-tà-re. Att. V. A. V. e di' Pensare. — , Coitare , sin.( Dal lat. cogitare che vale il medesimo.) Dtp. Dee. 4■ In alcuni Ii-Jiri , o per l’uso comune di servirsi indilferentemenle in certe vocicosi dell’ 0, come dell’U, 0 per un vezzo particolare de’copiatori ,si legge cuitare , c pare ec. cavata dal cogito latino ; e da queste so-no co to , coitalo c cuitato per pensiero. (V)
Coita io , Cu-i-tà-to. Sm. V. A. V. e di’ Pensiero. V. Cuitare. (V)Coito, Cù-i-to. Sm. V. A. Lo stesso che Goto, Coitalo e Cuitato.V• e zfi’Pensiero. Dep. Dee. S. Cuito disse, che è tocéo di sopra,uncoetaneo di Dante : Grande è la dijferema tra il culto rfopralo.(V)CtJjA. * (Mit. Chin.) Divinità chinese. (Mit)
CojavA. ’ (Grog.) Cu-jà-va. P renne in dtll'anl. Pegno di Polonia . (G)
CULETTO
Sentiti
Ur
Colosso, Cu-jùs-so. [Am.] Pia-lare di dottrina apparente } 11.
lina affettala .—, Cuiusso, sin. (Dal lat. cujus.) Buon. Fiei- ’ ,j-
Padri imbecherati Da’lor falsi cujussi, che talora V’avventa 11 ^| 0r e
a darvi unguento. E 4- 5. 22. Quando avvien poi ene , p s r<in latino Ghigne lor sopra con quattro cujussi. Eh’. Triti-
.(«
mi uouaaeiio, tana cujussi spimi. .
Culabria , * Cti-là-bri-a. Sf Lo stesso che Culo. Bnrujf- Di*- a ..Culaccino, Cu-lac-ci-no. [Sm.] Avanzo del vino che occupa 1 Jdel bicchiere. Centellino. . , Ji ti'
2 — (Ar. Mes. ) Culaccini diconsi da’ ceraiuoli i pezzetti <■'gliano da' rispettivi lavori. (A)
Culaccio , Cu-làc-cio. [Srn. accr. e] pegg. di Culo . JeHt
2 — ( Ar. Mes.) Culaccio dicesi da’ macellai la parte dereto^ pàibestie che si macellano , separata dai tagli della coscia. ^ (A)suoi tagli sono; Mela e Groppa di culaccio, Scannello e r‘ pifCulaia, Cu-là-ja. [A/T] La pancia degli uccelli stantii , ingr°
lo calare degl intestini. *
2 — Far culaja si dice del tempo quando l’aria è piena dtminaccia pioggia. Modo basso.
Culaio , Cu-là-jo. Add. m. Da culo , [Di culo.]
2 — rlgg. di Mosca, [ e talvolta adoperalo anche come c0 v<iH- ^sìmile ad una mosca , il quale è solilo infestare l'ano tteMorg. 24. gy. Impronto più ch’una mosca culaja.
3 — E per sirnil. dicasi di chicchissia che li stia sempre atto’
Essere a questo e a quei mosca culaja.
et»
1 tu-
Pier. 4. 2. 7. ....... - u , — .— -j ir a ~
Colare , Cu-là-re. Add. [com. V. scherzevole. J Apportene’ 1 0 utFrane. Sacch. nov. 207. E frate Domenico con frate { .y.)portarono quella ciliare reliquia. (Parla di un p <■]'’ diColata , Cu-là-ta. [A/T] Colpo di culo.Lat. culi ictus. Gr. ■wy'i* cU jate *Cani. Carn. igó. Det liuto a tempo audiamo Col pug iw * ’schiaffi.
2 — Baltere ima culata =: Cascare dando del culo in terre. ^ j-.f.
3 — * (Marin.) Urto della colomba del bastimento di conir 0quando viene a toccar la terra o la rena. (Van)
Culatta, Cu-làt-ta. [A/.'] Parte deretana di molle cose■
2 — (Milit.) [Fondo delta canna d’ogni bocca da fuoco.) . jj j«tt>23. Con tal ordine si troveranno tutte le misure parlic'|' lal ^| lt |a, e 0 'gli altri membri , come della gola , degli orecchioni, d f "* eS p1
3 ■— (Ar. Mes.) T. degli orefici e simili. Si dice di ciò c,e
crogiuolo. (A) .. di
3 — T- de librai^ e legatovi di libri. Quel pezzo d pcr rt ' 1pergamena , a simile , con cui si copre il dorso di un 2. t (&} tJbrzo o sostegno della legatura. Unzione dicesi Accul p# p art
3 — T. de sarti. Quel pezzo quasi triangolai’e che e
più alta del didietro a' calzoni. (A) A'did? 0 ^
4 — T. de' cassai , carrozzieri ec. La parte m/èrwi««'
cassa di una carrozza. La superiore dicesi Fondo di s0 J fì0 , * .
Culattare , Cu-lat-tà-re. [Alt.] È quando due pigliano afe , fIpe’ piedi, e l'altro per le braccia, e percuotente col i ]U “ ■ j c :è 3t ^.lo stesso che Acculattar c.V.Pataffi.3. Al tuo pasqual scl VI °! , r .
2 — Dar noja al culo degli uccelli tirando su di loro, ^ c0 |oi. Andava, quando annebbia c quando annotta, Culatta 0
hi e i perniconi. (B)
— Culattar le panchena. Lai- totos sedere dies. G2. 1. Ora mi sto tutto quanto il nato d
Starsi ozioso sedendo senza
OXTIV fiui’pxv V, n cbc- | 0 ,
~ culattare lc_p-‘ n ^ C° |0 „’
J. uu un aio nux.ii'J *■ ... ..
G0LATT4RI0 , Cu-Ial-tà-ri-o. [Sm. ] Voce detta in ischerzo p»,/ »per alludere al lungo donde esce la Contessa di Civi^ ’ 1,0‘fbello studio e scelta questa parola, che fa equivoco coll “‘“ili Vde bassi tempi collectarium , come molti altre che nellaegata il furbo dipintore dice in doppio significato , «fff p, q» al ,eccitare il dottore. —, Culattaro, sin.] Bocc. nov.era la piu bella cosa che si trovasse in tutto ’J culattar» <*•
lie
nov. l4J. Ma r ^ in ostó";„ e
generazione.
2 — In ischerzo , Culo. Frane • Sacch. /it/K. il ft’ - .
panchetta, Stecchi gli si reca a traverso col viso di s° jj or mitail cnlattario al signore e a tutta la brigata. E nov. zoy. ^ ^ Webbono egli e la donna , che n’ avevano avuto bisogno , iii co'gliare della guardia, e per lo vegliare del culattario P'r-r palei!'Culattaro , Cu-lat-tà-ro. Sm. Lo stesso che Culatta!'»-
Nel culattaro letto parrà eh’ abbia. , t Jo. v’i, in
Culattata , Cu-lat-tà-ta. [A/.'] Percossa nel culo in ca ‘ <li e£tcLat. culi ictus. Gr. *vyr,s irMy/sa., M. Bin. rim■ bui ■ ^
terra una gran culattata. „ s P eC Liv' '
Culbianco. (Zoo!.) Cul-biàn-co. Snt. Nome volgare a ttdl^i
beccaccino solitario che frequenta i fiumi e i co, ° lrl Qi t iaii utS K <> sf\intorno a cui si prendono facilmente con paniuzzole. j n ga .s ii.’'
Massajola. — , Culo bianco, sin. V. Beccaccino. Bai.
OLB1CIO. * (Med.) Cul-bi-ci-o. Sm. V. L- Nome che 5‘ rr e«'. #
nella
caldo.) (A'. 0.) , diluii
CuLEBRA.*(Geog.)Cu-lè-bra.Pic. is. sulla costa occid- , ‘„„flin iU “ I tfe» 1 'COLEiiuiARE , Cu-leg-già-re. [N. ass.) Dimenare il cu‘° ‘ ji»)
fasto. Lai. nates vibrare, jactanter incedere- Gr-Sat. 11. Ma egli è ragion , che chi culeggia in toga , i ^ /{li-se d’ adular si sta. . -j: nre s3e ..iiii*'
Cullo. * (Arche.) Cù-lc-o. Sm. V. L. Misura pe’ c
mani, la quale conteneva venti anfore■ —, Culle»!culleus. (Mit) ' . i „ 0 ,
Colettare , Cu-let-tà-re. N. ass. Voce usata dal » ti pa’fdi Ballare , Sculettare. —, Culibarc, stn.Midolf. AColetto , * Cu-lét-to. Sin. dòn. di Cirio. V- di re S" S #yi»h< £ ‘
2—(Zool.ìCulctto.IViwne volgare di un uccello detto un*
Colbicio. * (Med.) -
vano al bruciore d‘ urina , come quello eh
Vano al oruciom a uruiu •, Gumc {J
culbicio. (Da chaudc pisse ebe nel vecchio frane* 8