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Vol. II.
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r CULIACAN

can. Fiume e ciilà del Messico , (G)

Cui,,,,., Cu-li-ba- re . JV. ass, Foce antiquata e bassa', lo stesso cheC 0llc :«-e. f. p ataJ ' (A)

bito Jo ' °°'v-li-ce. [Sm. Piccolo animale volatile , che ha il sor-ciaie COm P osto di cinque setole acute , e situale in una guaina tu-del m ' a . cu i fianchi sono due zanne. Ha le antenne filiformi: quelle$$, p a j° s P esso sono falle a pettine.] Lai. culex. Or. igscii. Fit.>1 piede d 1 S' orno > sbendo egli in cella, sentissi pugnere

Pugn e aa un cotale animale picciolino clic si chiama calice , che^odoss ° - di zcnzara. E appresso : Per imprendere niansuctudi-Culi c j son Sene - * n ® c 1 oelf ultima solitudine ; nel qual luogo questi, Punture ,i° P lu grandi ec. ; e quivi sei mesi stette nudo a ricevere leàstici * ,jv T uei colici.

f ,Al a> . e i, e .°8)-li -ci. Antichi popoli abitanti verso P estremità delUmc »u. (?)

noi > .) Gu--cu-Ii. Sm. Sorta d* erba , di cui non si ha pre-r cn!?* Pad. Non mangiando altro se non alquante

^ l > Vìv , 2 . ^ unerba che si chiama culìculi. (A)

CULRQSSO

9

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(Bot.) Cu-Ii-la-vàn. Sin. Albero della enneandria monogi-, aci J en ^de lauri , proprio delle Moine che , la cui corlec-m medicina chiamasi Cannella di Tunchin o Coccia*r^urA \ la,,rils culiJaban. (A) (O) (N)

UL > Ise ° i Ci r ' ^ u "h--ri-a. Sf. Lo stesso che Oliloria. V. (Ga)

l ' StS0, Lo stesso che Colosseo . y.\ Lat. coiósseum.

G. y. n . 38. 3» I Colorinosi ec. teneano Latorano,^fiZ^^ggiore^Culiseo^c. . |

pici P 0 SS0 ° ass olatamente in (scherzo per Culo . Ar. Sat. 2 . E i versi4 I) ' a m ' a posta Mandar al culiseo. Jlern. rim . Scorge, chi ha* * *!i Profonda, Il culi seo, la guglia e la ritonda.

C 0,1 to, c^ *' dicasi proverò, per allusione : Mostrar il più bel di^4, p tanto dire quanto Mostrare il culiseo, cioè, il cuto< (A)Z . <ÌUeAiff dim. di Cuna ; ma prendesi generahn. per Cuna ,d' av - * letlicciuolo concavo , fermalo su due legni a

*°Ws. r j\ clon ì , p e r uso de bambini. Lat. cunae , cunabula. Gr.

j* c ^ l ^la diinin. del lat. cuna , che non è rimasto nellefi ^ quali daNapolit. pur ora diccsi corniola ^) Bocc. nov. 86. U ° Piecf 1 ^ dove dormiva, pose la culla, nella quale

l a . f 0 ?. BgliuoleUo teneva. Dant. Par. i5. j 21 . Lima veg-

r [aii n u de,la culla -

^*5. ig t , u Pasce c dalla culla, per Dalla prima infanzia.'} Pctr.$ J^ ess c il q c j cre do dalle fasce e dalla culla ec. Questo rimedio prov-

$" s * suol^^a' origine. Lat . ab ovo. Ricciard. 1 . 66. A , comede Meu > culla Narrami questa istoria in cortesia. (N)

^ r * Co (t. \L lS ° i fi h no y di cu i susa per pigiar V uva. So-

Alt ^tto ,.° * ^ volendolo buono sopra mano , si dee tenere il mo*5 Ue 1 ,: >eavvm.e. . 1 ; .. /. 1 A _».. . n.

^Ronn! avve rtirne di non lo far pigiare al tino, alle culle , o(i -tt. « ^ ce ee. (V) 1 0

tér.^1 11 BM T0 C °r p ,ll l & Spagna nel Regno di Falenza. (G)la l ,J d u **la-inén-to. Sm. Atto del cullare. Lasc. 2. 2. Scn-CC® d e il dolce rammarichio, sendoìi coloro presso a

, (> 1 |? r d* embrici, distese la mano, edii Berna trovò, cc. (B)

Unii r jd t ! 1 D/mail/ill ir. f.,,1ìs. pah rei fri 7 divi/mi' T rtt

f Jr la * a gitaré Dimenar la culla sopra gli arcioni. Lat.

[. Crj 1 l-ir t . ' c7rx.fya.t0v Snurciiu. M. Aldobr. Appresso ciò il deeC i>aud;: V ' mente - 1 '' ^ ac 3 - 2. 7. Alla sua man manca Cul-

* CGeéi'si.entimcnto di Nicchiare che manca al primo.

i. T A 1 . 1 b) PlCc.f)!// />»///! p-7» .1" f>Éirr,/, f fW

Ninnare. Entrambi valgono Agitar la culla ; ma il ' ire eli

- . c,t jc del 11,-;i. ? Vvel' ' bolgia di pelle di bue, nella quale insiemer, < - <le 0 ,,fita "isu, V£ln, ° costuu,<; era il parricida strettamente insaccato, cc.C. (N)° ,,iU,ln C ^ e conleneva venti anfore. Lo stesso che

r/i f ^ 0c,I o. * Spagna nel R. di Valenza. (G)

r 1 Pof nn "<> zo ' Cul-lo--di-o. Epiteto dato a Fulcano da quelliP"dos pfede) ^51 S °l° f He <A.(Ual gr. colobos o colos monco,

(Gena \ ~^ f " tlca otta d Africa nella Numidia. (G)p fiùju °i * Cl- m .- U: ^'dmia. Città della Prussia occidentale . (G)

n, wh ( . H m 21 ' 0- P r ~ m ' Culmatiu». (Dal gr.culeof v&-l®ot.V p , ,na ' Vagina di dottrina , di scienza.) (C)

0tei0 ' mi fe-ro. Add. m. Aggiunto delie piante , il cui

fi,® fero io ZZ' ta s ca, " tlci del Culmo. V. ( Dal lat. cu/menìì'»r *é' >Za fopli* 1 Cncch. Due. I. i.p. ig6. Separando dall'erhc ' Cara, p,® . firaminifolie e culmifere, tra le quali elle eranoCA S f r \ rJ e frumentarie e cnluiifere. (A)m, rdi a ^'i\ l '? a r re - rV- ass. Dicasi d un astro quando0 . il Si, I,E ' (Abtr\ r> I 3 at ' c, dmen colmo , sommità.) (A)

'Uv- 0 Ji a ssiu,;l ^'d'Oii-iia-ziò-nc. Sf. Il momento in cui un astro

Cti a 0 * 1 ' Fier / 4 àpmmitày Cima. Lat. cnlmcn. Gr.

o. ' f' c 'id .,, ,ojp, 2 ' ] Sparsi per àrrra i -òuhuini del mondo. »t 'fil'n 0 '"°h) Si n £ r davanti un altare in su quel culmine ec.(K)c ' 0, 'di* Piolo & , siete o fusto, spesso annua, ordinariamente fi-A* PniJ ar,ai neni e srf tanza spugnosa, massime verso C estremi-J Mio 1,0 dell e Corri' 0 rnnì i: e sov-nte interrotto da nodi , daf* lieti» n f tU'i'c, ' 1 if ~ & dette ed allungate, che formatto attorno

>nZy,i o ?:°Z r veno u ^ ti

y*ic<

formano afforcouna guaina più o menono al nodo. Questui specie di fusto è

a L./1-_' » » * . j .

t^tta oorr Ct ?j ne dell orzo , del frumeiHo ec. , ed èP atl nome volgare di paglia. chiama poi

dagli agricoltori col nome volgare di stoppia quella parte del culmoche rimane su i campi dopo che si sono tagliate le biade e le altrepiante cereali. Bertoloni. (A) (O)

Goto. [A 7 n.] Quella parte didietro del corpo , colla quale si siede [e sievacuano le fecce-,] il Sedere. /^.Natiche, Culiseo, Culabria. Lat. culus,sedes.Gr. ovy-é.Cron.Morcll.2gi .Filippo di ser Giovanni avea le cibavisotto il culo , e dicea ; si, se tu potr ai. Bocc. nov. 68. 21. Collecalze a campanile , e colla penna in culo. ( Intendi posta al cintodelle brache nel di dietro .) E nov. 79. 12. E vi son tutte le Beinedel mondo; io dico infine alla Schinchiraurra del Presto Giovanni ,che ha per me'l culo le corna. Danl.hf.21 .i3j Ma prima avea cia-scun la lingua stretta Codenti verso lor duca per cenno, Ed egli A-vea del cui fatto trombetta.

2 Per siimi. Il fondo di checché sia-; come Culo del fiasco, Culodell orcio e simili.

» * Onde Culo delle eandeto , dlxeA r c.frtrm'PiV infervori: dellacandela , che entra nel bocciuolo del candeliere. (A)

5 * E culo dell' uovo : la parte più grossa opposta alla punta.Magai. Lett. Recarsi luovo in mano, e dargli un po'fortettodel culoin sul piano del marmo cc. (A)

3 * Col v. Avere: Avere un culo che pare un vicinato, o una ba-dia .- iperboli usitatissime per denotare un sedere estremamente gran-de. Min. Maini. (A)

1 Avere [uno o una cosa] in culo : modo lasso, che vale Averea noja , Disprezzare, Non islimare. [ F- Avere in culo.) Lat. odiohabere. Gr. piatir. Beni. rim. Marte ho nella brachetta, in culo Amo­ re . Malm. 2. 12. Ho in cui lu roba, c schiavo son degli uomini.

1 Avere il fuoco al culo: [dicesi d'alcuno cui preme mollo al-cun affare. ) F. Fuoco.

4 Avere tanti anni sul culo sa Essere della tale eia. Modobasso. Lib. Son. 17. Gigi , tu hain sul cui quaranti anni,

5 [Averla al culo, detto nel sign.del §. 11.] Lasc. Pinz.5-2, Au-dale pur, che al cui farete. » E Cen. 2. n. 2. E in questo direserrò f uscio , e tirò via, tra dicendo : al cui laverai. (Min)

4 , * Col v. Battere : Battere il culo in terra o sul lastrone; lo stes-so che Dare del culo in sul petronc F. Battere il culo in terra ec.(N)

> * E Batter il culo in un cavicchio. V. Battere ec. (N)

5 Col v. Dare: Dar del culo ili sul petrone, e in sul lastrone, di-cesi di chi fallisce. [ Questa maniera di dire proviene da quel costu-me che fu tra' Fiorentini , siccome in più altri luoghi d'Italia , dibattere il culo de'fidlili sopra un lastrone per {svergognarli.] V.Flos ,i3. Lat. decoqucrc. Gr. àififue. Patajf. 1 . Egli ha dato del culo itisul petronq.

> * Dar del culo in terra era Cadere, Cascare-, modo basso.f\]

} * Dar del culo a leva = Cadere in terra gagliardamente

all' indietro ; nel qual atto alzandosi all'aria le gambe e le cosce ,mostratisi per davanti le parti deretane, le quali pare essere state sòl-levate da due leve. Bisc. Malm. (A)

4 * Dar del culo in un cavicchio : Dicesi di chi imprende afar checché sia che gli riesca male. Si dice anche per Incontrar dis-grazie. V. Cavicchio, §. 2. (A) (N)

6 [ Col v. Dire: Non dire, o] Non istare a dire al cui Viennejt 1 uggirsi con gran prestezza. Lat. nulla interjecta mora discedere. Gr.egauirns amsVflu. Morg. 27. Sf. E non è tempo di dire al cui vicune ,Che la battaglia è già presso all ammenne. Ciriff. Calv. 3. 76. Esotti dir , che non disse al cui Vienne. Maini, io. 2j. E senza stara dir pur al cui vietine , Ea pruova , già discesa dal destriero, Se legambe le dicon meglio il vero.

7 Col v , Fare : Fare il cui lappc lappa , dicesi in modo basso dichi ha eccessiva paura , e tale che infino il culo gli trema. Lat.mctu obstupescere. Gr. Oirepif abolpxi. Morg. 2<f 1 - 5 . IO chi frappa echi taglia Tanto eliognun gli voltava le chiappe, Perocchél cuigli Iacea lappe lappo.

s Fare altrui il cui rosso ~ Maltrattarlo, Gasligaiìo, Punirlo ,Malm. 7. 86. Saprò ben io a costor farel cui rosso.

8 Col v. Mostrare: Mostrare il culo, è un alto fatto altrui per 1-schenio e dispregio. Cron. Morell. E questo faceva per non venirealle mani coPisani , perchè la guardia, ehavea fatta , era suta so-lamente in dire villania a Pisani, e in mostrar loro il culo.

, E fig., in modo basso, Palesare i fatti proprii.g [Coi a. Trovate:) Trovar culo a suo naso= Trovar chi ti rispondae ti resista , e non abbia paura di tue bravale. Modo basso. Lat.no -vacula in cotoni.*, t-apos sis ajtoYijv. Ambr. Beni. 5. 9. Se ne vadaa fare il chiasso a Genova , Non qui a Firenze , che troverà , cre-dimi , Culo a suo naso.

10 Prov, L-a camicia non gli tocca il culo ,diciamo dicchi per so-verchia allegrezza quasi non cape in stesso , e ne segni conpoca garbo. Alodo basso. [ F Camicia , § f. ] Bocc. nov. 32. tS.Faccende si gran galloria, che non le toccava il culo la camicia.

11 Trovarsi o Rimanere co! culo ili mano zzz Rimanere scaduto odefraudato delle sue speranze-, che anche si dice : Al cui I arai, osimili. [Modo basso, come i precedenti. F. §. 3, 5 .) Patajf. 9. Colculo in man già si trovò in gabbia.

12 * Le brache daltri ti rompono il culo. V. Brache, §. 7, (N)

1 3 * Tal culo, tali brache; o per contrario. Pataffi. 9, Tal cui ,ta brache , e sarete contenti. (N)

,4 -u. A cui pari, posto avverb.zzzA pie pan. Agiatamente. [A/aniVrabassa.] Malm. t. 56 '. Casi con tutti i comodi a cui pari , Dòpo unalieta , il crogiola «* prese-.

i 5 * (Ar. Mes.) Stillare a culo scoperto: Dicesi quando non è in-terposto tra 'l fuoco e la. boccia cappello di terra o di ceuei-i. (A)

,6 _ (Zool.) Culo bianco, tér stesso che Culbianco. F. (A)

Ceno». * (Gong.) Città delta Scozia. (G)

CÀtRosso. (Zool.) Cul-rós-so. Siiti UcceÙa che ha it disopra della testa