•can. Fiume e ciilà del Messico , (G)
Cui,,,,.,’ Cu-li-ba- re . JV. ass, Foce antiquata e bassa', lo stesso cheC 0llc :«-e. f. p ataJ ' (A)
bito Jo ' °°'v Cù-li-ce. [Sm. Piccolo animale volatile , che ha il sor-ciaie COm P osto di cinque setole acute , e situale in una guaina tu-del m ' a . cu i fianchi sono due zanne. Ha le antenne filiformi: quelle$$, p a j° s P esso sono falle a pettine.] Lai. culex. Or. igscii. Fit.>1 piede d 1 S' orno > sbendo egli in cella, sentissi pugnere
Pugn e aa un cotale animale picciolino clic si chiama calice , che“^odoss ° - di zcnzara. E appresso : Per imprendere niansuctudi-Culi c j son Sene - * n ® c ‘ 1 ’ oelf ultima solitudine ; nel qual luogo questi, Punture ,i° P lu grandi ec. ; e quivi sei mesi stette nudo a ricevere leàstici * ,jv T uei colici.
f ,Al a> . e i, e .°8) Cù-li -ci. Antichi popoli abitanti verso P estremità delUmc »u. (?)
noi > .) Gu-lì-cu-Ii. Sm. Sorta d* erba , di cui non si ha pre-r cn!?* Pad. Non mangiando altro se non alquante
^ l >Lì Vìv , 2 . ^ un’erba che si chiama culìculi. (A)
CULRQSSO
9
“tiu
nia
(Bot.) Cu-Ii-la-vàn. Sin. Albero della enneandria monogi-, aci J en ^de’ lauri , proprio delle Moine che , la cui corlec-m medicina chiamasi Cannella di Tunchin o Coccia*r^u’rA \ la,,rils culiJaban. (A) (O) (N)
UL > Ise ° i Ci r ' ■ ^ u "h-nà-ri-a. Sf. Lo stesso che Oliloria. V. (Ga)
l ' StS0, Lo stesso che Colosseo . y.\ Lat. coiósseum.
G. y. n . 38. 3» I Colorinosi ec. teneano Latorano,^fiZ^^ggiore^Culiseo^c. . |
pici P 0 SS0 ° ass olatamente in (scherzo per Culo . Ar. Sat. 2 . E i versi4 I) ' a m ' a posta Mandar al culiseo. Jlern. rim . Scorge, chi ha* * *!i Profonda, Il culi seo, la guglia e la ritonda.
C ” 0,1 to, c^‘ *' dicasi proverò, per allusione : Mostrar il più bel di^4, p tanto dire quanto Mostrare il culiseo, cioè, il cuto< (A)Z . <ÌUeAiff dim. di Cuna ; ma prendesi generahn. per Cuna ,d' av - * letlicciuolo concavo , fermalo su due legni a
*°‘Ws. r j\ clon ì , p e r uso de ’ bambini. Lat. cunae , cunabula. Gr.
j* c ^ l ^la diinin. del lat. cuna , che non è rimasto nellefi ^ quali da’Napolit. pur ora diccsi corniola ^) Bocc. nov. 86.pì‘ U ° Piecf 1 ^ dove dormiva, pose la culla, nella quale
l a . f 0 ?. BgliuoleUo teneva. Dant. Par. i5. j 21 . L’ima veg-
r [a ‘ii n u de,la culla -
^*5. ig t , u Pasce c dalla culla, per Dalla prima infanzia.'} Pctr.$ J^ ess c il q c j cre do dalle fasce e dalla culla ec. Questo rimedio prov-
$ lì" s * suol^^a' origine. Lat . ab ovo. Ricciard. 1 . 66. A , comede Meu > culla Narrami questa istoria in cortesia. (N)
^ r * Co (t. \L lS ° i fi h no y di cu i s’usa per pigiar V uva. So-
Alt ^tto ,.° * ^ volendolo buono sopra mano , si dee tenere il mo*5 Ue 1 ,: >eavvm.e„. . 1 ; .. /. 1 • • A _».. . n.
^‘Ronn! avve rtirne di non lo far pigiare al tino, alle culle , o(i -tt. « ^‘ ce ee. (V) 1 0 ’
tér.^1 11 BM T0 C °r p ,ll ‘ l & Spagna nel Regno di Falenza. (G)la l ,J d u **la-inén-to. Sm. Atto del cullare. Lasc. 2. 2. Scn-CC® d‘ e il dolce rammarichio, sendoìi coloro presso a
, (> 1 |? r d* embrici, distese la mano, edii Berna trovò, cc. (B)
Unii r jd t ! 1 D/mail/ill ir. f.,,1ìs. pah rei fri 7 divi/mi' T rtt
f Jr la * a gitaré Dimenar la culla sopra gli arcioni. Lat.
[. Crj 1 l-ir t . ' c7rx.fya.t0v Snurciiu. M. Aldobr. Appresso ciò il deeC i>aud;: V ' mente - 1 '' ^ ac ‘ 3 - 2. 7. Alla sua man manca Cul-
* CGeéi's ’i. “entimcnto di Nicchiare che manca al primo.
i. T A 1 . 1 b’) PlCc.f)!// />»///! p-7» .1" f>Éirr,/, f fW
Ninnare. Entrambi valgono Agitar la culla ; ma il” ' ire eli
- . c,t jc del 11,-;i. ? Vvel ’' ' bolgia di pelle di bue, nella quale insiemer, < - < ‘le 0 ,,fita "‘isu, V£ln, ° costuu,<; era il parricida strettamente insaccato, cc.C. (N)° ,,iU,ln ’ C ^ e conleneva venti anfore. Lo stesso che
r/i f ^ 0c,I o. * Spagna nel R. di Valenza. (G)
r 1 Po’f nn "<> zo ' Cul-lo-pò-di-o. Epiteto dato a Fulcano da quelliP"dos pfede) ^51” S °l° f He <A.(Ual gr. colobos o colos monco,
(Gena \ ~^ f " tlca otta d’ Africa nella Numidia. (G)p fiùju °i * C„l- m .- U ‘: ^'dmia. Città della Prussia occidentale . (G)
n, wh ( . H m 21 ' 0- P r ~ m ' Culmatiu». (Dal gr.culeof v&-l®ot.V p , ,na '■ Vagina di dottrina , di scienza.) (C)
0 ‘tei0 ” ' mi fe-ro. Add. m. Aggiunto delie piante , il cui
dì fi,’® fero io ZZ' ta s ‘ ca, " tlc ’i del Culmo. V. ( Dal lat. cu/menìì'»r *é' >Za fopli* 1 Cncch. Due. I. i.p. ig6. Separando dall'erhc„ ' Cara, p,® . firaminifolie e culmifere, tra le quali elle eranoCA S f r \ r ”J e frumentarie e cnluiifere. (A)m, ’ r ‘di a „„ ^'i\ l '? a r re - rV- ass. Dicasi d’ un astro quando0 . il Si, I,E ' (Abtr\ r> I 3 • at ' c, dmen colmo , sommità.) (A)
'•‘Uv- 0 Ji a ssiu,„;l ^'d'Oii-iia-ziò-nc. Sf. Il momento in cui un astro
Cti a 0 * 1 ' Fier / 4 àpmmitày Cima. Lat. cnlmcn. Gr.
‘‘“o. ' f' c 'id .,, ,’oj’p, 2 ' ]■ Sparsi per àrrra i -òuhuini del mondo. »t 'fil'n 0 '"°h) Si n £„ r davanti un altare in su quel culmine ec.(K)c '■ 0, 'di* Piolo & , siete o fusto, spesso annua, ordinariamente fi-A* PniJ‘ ar,ai neni e sr ‘f tanza spugnosa, massime verso C estremi-J Mio 1,0 dell e Corri' 0 rnnì i: e sov-nte interrotto da nodi , daf* lieti» n f tU'i'c, ' 1 if ~ & dette ed allungate, che formatto attorno
>nZy,i o ?:°Z r veno u ^ ti™ ‘
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formano afforcouna guaina più o menono al nodo. Questui specie di fusto è
a L./1-_' » » * . •’ j .
■t^tta oorr Ct ?j ne dell orzo , del frumeiHo ec. , ed èP atl nome volgare di paglia. Sì chiama poi
dagli agricoltori col nome volgare di stoppia quella parte del culmoche rimane su i campi dopo che si sono tagliate le biade e le altrepiante cereali. Bertoloni. (A) (O)
Goto. [A 7 n.] Quella parte didietro del corpo , colla quale si siede [e sievacuano le fecce-,] il Sedere. /^.Natiche, Culiseo, Culabria. Lat. culus,sedes.Gr. ovy-é.Cron.Morcll.2gi .Filippo di ser Giovanni avea le cibavisotto il culo , e dicea ; si, se tu potr ai. Bocc. nov. 68. 21. Collecalze a campanile , e colla penna in culo. ( Intendi posta al cintodelle brache nel di dietro .) E nov. 79. 12. E’ vi son tutte le Beinedel mondo; io dico infine alla Schinchiraurra del Presto Giovanni ,che ha per me' ’l culo le corna. Danl.hf.21 .i3j Ma prima avea cia-scun la lingua stretta Co’denti verso lor duca per cenno, Ed egli A-vea del cui fatto trombetta.
2 — Per siimi. Il fondo di checché sia-; come Culo del fiasco, Culodell’ orcio e simili.
» — * Onde Culo delle eandeto , dlxeA r c.frtrm'PiV infervori: dellacandela , che entra nel bocciuolo del candeliere. (A)
5 — * E culo dell' uovo : la parte più grossa opposta alla punta.Magai. Lett. Recarsi l’uovo in mano, e dargli un po'fortettodel culoin sul piano del marmo cc. (A)
3 — * Col v. Avere: Avere un culo che pare un vicinato, o una ba-dia .- iperboli usitatissime per denotare un sedere estremamente gran-de. Min. Maini. (A)
1 — Avere [uno o una cosa] in culo : modo lasso, che vale Averea noja , Disprezzare, Non islimare. [ F- Avere in culo.) Lat. odiohabere. Gr. piatir. Beni. rim. Marte ho nella brachetta, in culo Amo re . Malm. 2. 12. Ho in cui lu roba, c schiavo son degli uomini.
1 — Avere il fuoco al culo: [dicesi d'alcuno cui preme mollo al-cun affare. ) F. Fuoco.
4 — Avere tanti anni sul culo sa Essere della tale eia. Modobasso. Lib. Son. 17. Gigi , tu hai ’n sul cui quaranti anni,
5 — [Averla al culo, detto nel sign.del §. 11.] Lasc. Pinz.5-2, Au-dale pur là, che al cui farete. » E Cen. 2. n. 2. E in questo direserrò f uscio , e tirò via, tra sè dicendo : al cui l’averai. (Min)
4 , — * Col v. Battere : Battere il culo in terra o sul lastrone; lo stes-so che Dare del culo in sul petronc F. Battere il culo in terra ec.(N)
> — * E Batter il culo in un cavicchio. V. Battere ec. (N)
5 — Col v. Dare: Dar del culo ili sul petrone, e in sul lastrone, di-cesi di chi fallisce. [ Questa maniera di dire proviene da quel costu-me che fu tra' Fiorentini , siccome in più altri luoghi d'Italia , dibattere il culo de'fidlili sopra un lastrone per {svergognarli.] V.Flos ,i3. Lat. decoqucrc. Gr. àififue. Patajf. 1 . Egli ha dato del culo itisul petronq.
> — * Dar del culo in terra era Cadere, Cascare-, modo basso.f\]
} * Dar del culo a leva = Cadere in terra gagliardamente
all' indietro ; nel qual atto alzandosi all'aria le gambe e le cosce ,mostratisi per davanti le parti deretane, le quali pare essere state sòl-levate da due leve. Bisc. Malm. (A)
4 — * Dar del culo in un cavicchio : Dicesi di chi imprende afar checché sia che gli riesca male. Si dice anche per Incontrar dis-grazie. V. Cavicchio, §. 2. (A) (N)
6 — [ Col v. Dire: Non dire, o] Non istare a dire al cui Vienne —jt 1 uggirsi con gran prestezza. Lat. nulla interjecta mora discedere. Gr.egauirns amsVflu. Morg. 27. Sf. E’ non è tempo di dire al cui vicune ,Che la battaglia è già presso all’ ammenne. Ciriff. Calv. 3. 76. Esotti dir , che non disse al cui Vienne. Maini, io. 2j. E senza stara dir pur al cui vietine , Ea pruova , già discesa dal destriero, Se legambe le dicon meglio il vero.
7 — Col v , Fare : Fare il cui lappc lappa , dicesi in modo basso dichi ha eccessiva paura , e tale che infino il culo gli trema. Lat.mctu obstupescere. Gr. Oirepif abolpxi. Morg. 2<f 1 - 5 . IO chi frappa echi taglia Tanto eli’ognun gli voltava le chiappe, Perocché ’l cuigli Iacea lappe lappo.
s — Fare altrui il cui rosso ~ Maltrattarlo, Gasligaiìo, Punirlo ,Malm. 7. 86. Saprò ben io a costor fare ’l cui rosso.
8 — Col v. Mostrare: Mostrare il culo, è un alto fatto altrui per 1-schenio e dispregio. Cron. Morell. E questo faceva per non venirealle mani co’Pisani , perchè la guardia, eh’avea fatta , era suta so-lamente in dire villania a’ Pisani, e in mostrar loro il culo.
, ■— E fig., in modo basso, Palesare i fatti proprii.g — [Coi a. Trovate:) Trovar culo a suo naso= Trovar chi ti rispondae ti resista , e non abbia paura di tue bravale. Modo basso. Lat.no -vacula in cotoni. Gì*, t-apos sis ajtoYijv. Ambr. Beni. 5. 9. Se ne vadaa fare il chiasso a Genova , Non qui a Firenze , che troverà , cre-dimi , Culo a suo naso.
10 — Prov, L-a camicia non gli tocca il culo ,diciamo dicchi per so-verchia allegrezza quasi non cape in sè stesso , e ne dà segni conpoca garbo. Alodo basso. [ F• Camicia , §• f. ] Bocc. nov. 32. tS.Faccende si gran galloria, che non le toccava il culo la camicia.
11 — Trovarsi o Rimanere co! culo ili mano zzz Rimanere scaduto odefraudato delle sue speranze-, che anche si dice : Al cui I arai, osimili. [Modo basso, come i precedenti. F. §. 3, 5 .) Patajf. 9. Colculo in man già si trovò in gabbia.
12 — * Le brache d’altri ti rompono il culo. V. Brache, §. 7, (N)
1 3 — * Tal culo, tali brache; o per contrario. Pataffi. 9, Tal cui ,ta’ brache , e sarete contenti. (N)
,4 -u. A cui pari, posto avverb.zzzA pie pan. Agiatamente. [A/aniVrabassa.] Malm. t. 56 '. Casi con tutti i comodi a cui pari , Dòpo unalieta , il crogiola «* prese-.
i 5 — * (Ar. Mes.) Stillare a culo scoperto: Dicesi quando non è in-terposto tra 'l fuoco e la. boccia cappello di terra o di ceuei-i. (A)
,6 _ (Zool.) Culo bianco, tér stesso che Culbianco. F. (A)
Ceno». * (Gong.) Città delta Scozia. (G)
CÀtRosso. (Zool.) Cul-rós-so. Siiti UcceÙa che ha it disopra della testa