CUPRO
tt ; co ,at - cu P rum rame, e da fero io porto.) Gub. Fis. Lastra di schi-Ccp #0 i n . e “ >. cuprifero e micàceo. Pirite cuprifera. (A)ra m . fLuini.) Sm. Cupro ammoniacale o Ammontato. V. Solfato di^Qceki */p amm °niaca. (Dal lat. cuprum rame.) (A. O.)
Con, * • (.Gcog.JCu-qué-nqCucucni./fnf.DO/». detta Gallia aquùamca.(G )Ct, 4i r y Fiume di Francia . Lai. Chora. (G)
’nura / Sollecitudine , Pensiero, [ accompagnalo da affetto , Pre-si p r ’ Spaccio ec. ] Lat. cura. Gl', tppovris. Foce. nov. 3 . 2 .1 qualifc >mo d’ non .® a nostra cura di raccontare, Pelr. son■ 6<f. E son5 a mare il tempo e l’ora Ch’ogni vii cura mi levar d’ intorno.
cu,. a crt *o. Lat. regimen. Gr. SioUyats. Foce, intrnd. 5 2. A lui la5 Uji- a sollecitudine di tutta la nostra famiglia commetto.‘onr,TT 1 [Studia.] Lat. diligenza, sedulitas. Gr. Petr.
^’vìvo ] C cc * Tutte loro arti e ogni estrema cura Poser
tuta Eocc. conci. 10. Sciocchezza sarebbe stata ec* gran
, ne
4 —■ Pm Vet \ u ^ e * u eccellenza Di ciascun'arte ove hanno posto cura.Ci *ldo ^ Vìc *enza. Menz . sat. 4 ’ Non canta come la celeste cura Egelo all’ universo alterni , Dando a lui peso e numero e
—~ uunut, tu. uGiUGLuutta aatt-Duu siaia cu* giau
P lre di molto misuratamente parlare. Ar. Pur. 20. 2. Le don-
n VPnm. .. . . r .
5
^ìsura. (v")ILuru ‘
Desiderio.] Dani. Par. 2 6. 21. Quella medesma voce,*Qi ? Tolta tu’ avea dal solito abbarbaglio , Di ragionare ancorcut* Fori* 1 cura * E Pur. 28. 4 °‘ Ta donna mia, che mi vedeva in. *ùà fi: e sospeso. ( Cioè , mi vedea fortemente astratto nella cutio-^Pere.) x J
Wtfe i o y»f' C °W a 8g' di Dolce o altro , in linguaggio amatorio ,clic S - io g l? Clt ? cl,c - si ama. Ar. Pur. 7. 4 l ■ 1 ° noa ho dubbio alcun,rQRi Pa il arrcc ? Tin dove Alciua ogni tuo ben ti fura, Io non le
7 t| Su ° disegno , e ineco Non ti rimeni la tua dolce cura. (M)
c “ ,ec f‘ ca , r< ; le malattie che fanno i medici , [Unione o
Alture ° lle Sacrale de' modi usati dal medico o dal chirurgo nel
l ?>°ne.w a malattia \ in questo sign. dicesi anche Curagione e Cu-I‘ c °> Probi»- ? ,ra ’ curatio. Gr. iiipaixiix. Foce. nov. 4 °■ 7- 11 me-jlò a’M a u- un l’ ata nella seguente mattina la cura della gamba ec., n'an-il nia' i ,2 ' Lodando molto ec. la bella cura che di
a lca na s _ e>tro limone avea fatta, d’averlo fatto in tre dì senza penaMa cc, rc 8 n arc. Cr. g. 14 . 5 . Essendo prima la piaga con vino la-*l'> stracco C |° S1 ^ afta cura v * s * Ciccia nove giorni. L’ir. Lue. 5 . 1.*8U è ito || 0 «hi P er guardare se il medico viene ; clic dicono eli’
0 Mol c : , cu re : che ne pòssa far io una a lui con una costola di
8 ~~ Parro PUCc '° !
Ccs ani noo * la ‘ ^at. paraccia. Gr. mpoiy.lz. Maestruzz- i- sa* I dio-la - E t Possono dispensare cc. che tino abbia più benefici i con cu-s l'tso ne." S< *’ se egli ha dignità o beneficio con cura ec., è so-1 — . ? n «nino dal beneficio.
m popolo '‘/l Uesln s K" n ' e compiendo Vellittica locuzione, dicesi CuraCai, ° di trò ' l la * 1 ' an *me o simili. Fav. Esnp. 3 . T. Riccard. Cer-!?• 8. (p,,_ Varc rettori negligenti alle cure de’popoli. Seguer. Pred.o d| i ’ u lonioof 0ri0 ‘1 grande , Ugone , Beda ec. applicano questo luogoìT Inficio d ? coloro che bau cura d' anime. (P)
‘Mono r j“ el curatore. Lai. cura. Gr. irfirpoTrtlx. Maestruzz. i. 24 .io vcdo V p VC i re tut, le P°sle dalle leggi, c la cura degli orfani el~~; Luon 0 J e Vali non son difese,ti Gr an ' e . si purgano e s’ imbiancano i panni lini. Lat. fui-"*** Sud *
fio f‘ atm suppositoriuin. Gr. Frane. Sacch. rim.
k °'°ro che n " 111 ungo ’1 chiasso con cristei e cure. Stor. Pisi.21 5 .i) coin,, 0,1 csc °no del corpo, usino rimedii leggieri quanto pos-ni7 l °«l v “a 10 Cl ' isticri 0 cure.
c Sio, , n ■' , A vere; ] Avere o Essere a cura = Avere 0 Essere inl, c esse. /• ma ' ,‘ n considerazione, e simili, Avere a cuore. Lat.f ' ■— Avcrs' , " fli '' uv ‘ t y. Aver cura ,§■ 4 - 1
Le? Va fetodin' C ' ,ra ~ Riguardarsi, Attendere a’ia propria salute.*' 48. | 1 ’lcoinlu're. Gr. serpi rr,s ’ùrlixi rXai-K l'Tljxi. nS. Cat.
j 112 Può fidare n, (V)^ C ^ a l' acC S ' a ^ * Jen cura * perciocché egli non
C ^ i-Ed^n C / Ura 1=5 Curare , Procurare. (A)
6(j S 'l R°cc.i,n. l J Prendersi pensiero di alcuna cosa. V. Avere cura,de’ ^fil'ia fj.j ,0 “' * 3 . Quasi ninno vicino avesse dell’altro cura. Pass.Peccatori c i UZa nc H a Vergine Maria, la quale ha singolare cui;
(i _
città
cl> e
[fi j minano a penitenza.
eoo | ia 0 as soluiamente.] Pctr. canz. 18. 3 . E la colpa è di
fi còl% CU, ' a ’
’ C( l alla 0 Caso - Car - irM. Ed abbia buona cura alle cose dellas 'ablii a c Persona sua. (Min) E Leti. ined. t. 2. p. 328. Fate' ~~' t A lUa mia cassetta, e specialmente alle medaglie. (Pc)i 3 T £d ) cui ' a =^«re ' . ..
0 ' anche A
-11 -anct A custodia. M Aver cura, 3 . (A)(N)
Vostr Beute siei| 4e ^ VC1 'o pregio, in considerazione. Dani. Purg.G ^ * solo 1 . ,a i Incominciai , di veder 1 ’ alto Lume , Cbe ’l disio
Darsi pensi^ó , soUecitudù^. tT Baco- --
^ r cura si dava di più maritai la. Avere a cura. ”•
S-ijV ?} v - Essere-. Esser a cura. Lo stcs5 ° , ' min -iUii io d’essatiSi A «ce. Piani. 4. ,9. Olmi! per q"->l M >P a inul
IR a cu, a > H a , ,. rr r (A)
Eare: Far cura = Curare, 3 e J 0 "™’ cura . y. §. 1.]L<|6. 3 \£ l c- Mettere : Metter cura ; lo stesso ohe. _’ Parenti o altri non ho, cbe di me ‘ £ so p. Prefaz.
l'est P ^''’P r la cura = Applicare , Attendo • ^ mettere la
cura i^ccai-d. Quelli cl.e sono alletterati
eKinpli de’ detti cbe i filosofi scnssuo ( )
CURARE 5 2 ^
1 — * Mettere ìq cui'a =s Mettere nel pensiero. nel desiderio .V. 5 . (N)
18 — C Col v- Porre : ] Por cura, Metter cura = Aver riguardo, Con-
siderare , Por mente. Lat. mentein adhibere, aniraadvertere, studere.Gr. 'Xpoffs'xstt/ rov vovr. Dant. Puig. io. i 34 Vid’ io color,
quando posi ben cura. Cr. 5 . io • <• Tuttavia si ponga cura che nc rluoghi magri e secchi non pianti quelli {fichi) i quali nel tempo delgran caldo in cosi fatti luoghi caggion dall’arbore*
a — * Usar diligenza. V. §. 3 . (N)
19 — Col v. Prendere: Prender cura zzs Prendere a suo carico. Lat.in se recipcre- Hemh. Stor. 3 . 34 • E che i Genovesi a dò consenti-rebbono, il detto signore prima avea preso cura e promesso. (V)
a — Prendersi cura = Interessarsi , Aver pensiew, sollecitudine .Ar. Pur. 3 o . 7 4 > Con molta diligenza il re Agramante Fece corcarRuggier nelle sue tende: Che notte e di veder set vuole innante, Sil’ama, si di lui cura si prende. (P)
20 —* * Col v. Stare : Stare a cura o sotto la cura di alcunora Staresotto la custodia o il governo di lui. P'it. SS. Pad. Avendo moltimonisteri sotto di se in tanto che a sua cura stavano bene cinque-cento monaci. (A)
21 — * Col v. Tenere: Tener la cura Aver Vitffizio, Essere incari-cato di una cosa. Guìcc. Stor. t. 8. fi 23 . Dopo il quale comandamentoil vescovo di Osma, che teneva la cura del confessarlo, parlò cosi. (Pc)
22 — Prov. La buona cura càccia la mala ventura ss Con usar buonaguardia e diligenza r talora si sfuggono le disavventure. Red. Leu .
1. 106. Stia un poco allegramente , Che colla buona cura si fuggiràla inala ventura.
2$ —* (Icon.) Donna con ali che sembrano innalzarla con estrema ve-locita. Da un lato essa ha due omlogi da sabbia , mentre è animatadal canto del gallo che le sta a' piedi ; dall altro lato il sole eh'escedall onde , e non siferma nel suo corso ne indica il vero emblema.QSWVj
Cura considerata nel sigu. del §. 7. dilf. da Guarigione. La Curasi fa; la Guarigione si procura. La prima ha più di rapporto al maloed all’ azione di colui che tratta l’infermo. La seconda ha più di rap-porto alla sanità ed allo stato dell’infermo che è trattato. Dell’ una edell’ altra può dirsi che sieno facili 0 difliciii.
Curàbile, Cu-rà*bi le. Add. con 1. Atto a esser curato. Lat. sanabiHs.Gr. ìxcrifxos. Sen . Pisi. 58 . Io non mi liberrò dalla infermità permorte, se ella sarà curabile.
Curabilità. * (Med.) Cu-ra-bi-li-tà. Sf. Qualità di una malattia chepuò essere sanata. (A. 0 .)
CuRADEfìTi, Cu-ra-dèn-ti, Sm. comp. indecl. V. e di’ Stecca dente o Stuz-zicadenti. ( V- l’etimol. di Curqfonti. ) Porcacc. Berg■ (Min)
CUBADESTRi, Cu-ra-dè-stri. Sm. comp. indecl. Lo stesso che VolaccssI.P. ( V. retiinol. di Curqfonti.) Garz. Piazz. 4 $ 4 - ^ eì o' (Mio)
CuRAForfTi. * (Idraul.) Cu-ra-fón*ti. Stri comp• P. Lombarda. P. e di*Sciacquatojo , Risciacquatojo. ( Da curare in senso di purgare , mon-dare , nettare. V. curetta , e curare $. 4* ) (A)
Curagione , Cu-ru-gió-ne. [Sf] Lo stesso che Curazione- P. Polg.Ras .In questo libro del conservamene della sanitade c della curagione,cioè del medicamento delle infermitadi.Go/A SS. Pad. Contando le ni-mistadi e Pire e le risse tra Paltre opere della carne, ma compren-dere le lor curagioni e le lor nature cc.
Curàjolo. (Med.) Cu-ra-jò-lo. Sm. ISome che si dà in certi spedali al-V ajutunte di medicherìa , la cura del qua’e è di medicar gl'infermiche già sono staù lasciati dal maestro. S. Maria Novella. ( Dal lat.curare medicare.) (A)
Cu&ÀMo . * (Geog.) Cu-rà-mo. Lago della Guinea superiore. (G)
Curandaio. (Ar.Mes.) Cu-ran-dà-jo. [Aw.] Colui che cura i panni. Lat,fullo. Gr. yv%$*vs. Guitt. leu. Se ne favellerete costì col vostro cu-randajo ordinario , vedrete che dico vero.
Curante, Cu-ràn-te. [Part. di Curare.] Che cura ; [e s' usa pel solitocol Non avanti $ net cptal caso vale Che non cara, Che sprezza . ]Lat. curans. Gr. TtfLwv. Dace . nov. 3 i. 16. Perchè non come dolentefemmina, ò ripresa del suo fallo, ma come non curante c valorosa ec.,disse. Gtiar. Past. Pid. 4• 9 ■ Quasi non sia mia colpa il saettare Dafanciul vagabondo , e non curante. Dav. Omz. Cos. 1. 1Ò2. Era ec.semplice nel vestire, e di vivande splendide non curante.
2 — Parlandosi di medico o di chirurgo , s'usa anche in forza di snt,Red. Lett. E perchè dagli eccellentissimi curanti vengono in sommogrado lodate le evacuazioni ec. (A)
Curantino. * (Gcog.) Cu-raii-ti-no. Pi. dell Am. merid.neUaGujana.{G)
Curanza, Cu-ràn-za. Sf. P. A. P. e di' Cura. Segner. Porr, instr.
1. La riprensione pubblica con alcnui il più delle volte non è baste^vole, perchè chi P ode non ha capacità di applicarla al bisogno pro-prio , e non ne ha curanza. (V)
Ccraporina. * (Geog.) Cu-ra-po-ri-na. Ant. cit. dell Indie al di quadel Gange. (G)
Curaporti. (Mario.) Cu-ra-pòr*ti. Sm. comp. indecl. Chiatta , o pun-tone nei quale è la macchina con cucchiajc per ciliare o scavare iporti. P. Macchina. (S)
Curarai.* (Geog.) Cu-ra-rà-i, Curasai. Fiume della Nuova Granata. (G)
Curare , Cu-rà-re. [Au.] Aver cura , Avere a cuore , Stimare , Ap-prezzare , Tener conto. Lat. curare , aestimare. Gr. tl^cv.v. fioco.nov.4 i. 28. Non vo’ dir la tua libertà , la quale credo che poco , senzala tua donna curi. Pe.tr. Son. 197- Send io tornato a solverc il di-giuno Dì veder lei , che sola al mondo curo;
2 — Medicare. Lat. curare, moderi. Gr. iarpsusw. Pass. 472. Come almedico non si cela la infermità ec., acciocché la possa curare e sa-nare. Bocc. nov. 29. 4 ■ P cr unu nascctiza che avuta avea nel pettocd era male stata curala, gli era rimasa una fistola. E nov. 40. 6 1La quale {acqua) 1 avesse, bevendola, tanto a far dormire , quantoesso avvisava di doverlo poter penare a curare. Leiig. Sp. S. 35 o .Diede loro potenzia sopra li demouii, e a curare le iufcrinitadi.