DARE A BALIA
de’ <jii a ij Un "'pino ce., una frulla, un baghero, o un ghiabaldano,ai -- j» s ®. n 6 ^ avilll ° trcnlasei per un pelo d’asino.
?® 0> La" t lC c ^ lc c * ò dato rz: Senza dir parola, frane. Sacch. nov.i Panni , n ° Ve ^ a . giunse nella vigna a quelli canajuoli , di cui erano, • (lonim'j 11011 d‘couo che ci è dato; avvìansi verso Mercato vecchio,>*2 —. » a Ua .' 1 . 0 di questa faccenda. (V)
«i* 0so cai n e dà c a chi ne promette : Detto d' un insolente fa-^"aiiit un Qi tutl ° M giorno faccia risse percuotendo quand' imo c
"lente dà, chi gli dona e chi gli avventa : Dicesi giocosa-
* e, i£/e • pi ■ r’nre uno che si glorii d’essere spesso regalatole s’ in-, *cii C ,.j 0 ,io percuote, c chi gli avventa , cioè sassate ec. , e lo— • |. ’’ equivoco è nel v. Dare e Avventare. (A)
, 10 ì non* 11111 - 11 ’ ^ *■' 11 e trattami da Voi z= fammi buon trattameli-f) 4 curo che tu mi onori dì parole ma co'fatti. (A)
'fò-- QuJ* n ° n P u ^ dare a ll’ as i no da al basto. F~ % Asino , $ 16. (N)d tti s - ? ver bo nella nostra favella usato frequentemente, c ne' sud-cogp ìf Vcau , e per espressione d’ altre operazioni si congiugneMe ^ nitri verbi colle particelle da, a , in , o simili , co-
Pmitn ente* acco PP la con moltissimi nomi , e con articolo e senza , eVr Con m (lvv erbii o con altre particelle , formando infinite ma-e espressive di particolari significazioni , di fi
a Ma'r eì v U COni P rpn dcrsi c ridursi sotto generi determinati j ondadille $ . , COfìlf )dità se ne porranno appresso , tratte fuori per or-h 9**0 J l d u "elo , quelle che più frequenti si odono nell' uso , o piùU ^E k l^ontrano nelle scritture.
Lt», p,|- MAi=:: [Wnre alimi i figliuoli ad allattare. V. Balia , §. 2-]A rUflw Ill, triendos tiare. Or. rixvx rcjrvn irxpxòihóvxi.ftTàa, — Barattare. [ V. A baratto.] Lat. permuttirc. Gr. àpsl-^ ar sitlm '\ Len . 3- 2 - Non che in vendita, Ma a baratto, ma in don*»bo m , n , , honr> -
(Pò j] — Abbominare. frane. Sacch. noe. i5. Cosi si rallc-^'tbotninio'T' 1 ese come si fosse rallegrato un altro che dopo grande4 bej e a /° a ulla sua sorella, la trovasse poi senza difetto. (Pr). » V, u/e lo stesso che Dar bere. f. fj. 2.
®°re ) r (a ■ Dare a credere , Dare ad intendere. Modo basso. [ V.^® (: n tl ,L 2 “, A] Lai. iniponere. Gr. sgancar^». Malta . 7. 24. E s’ella~~ 1 bbo n * ata data a bere, Elle son Fate c’ hall virtù divina.
4 Bo oti 0l,To - V . Dare conto, §. 5. \
''‘“Li, ^ ,'bucato zz Vendere a prezzo vile. Laf parvo vendere. Gr.^_® c ceh e , jv r ‘- Cani. Cam. 237. Donne, dii ha di voi castagneK c 4 co , a Luou mercato.
,* c *Wo -in e cal ° ’ S- 2> . . 7
t[ fCsse <tu„T Uare P cr riavere, oltre alla sorte principale , anche T 111-('• ». e a fonalo col cambio. [ V. Cambio, §■ 4s 6,ev. A cambio,rin T ’ J jf lt ' dare foenori, pecuniam foenori occupare. Gr. ìSxvd-- ‘Concio'. Ca/nft. 102. Può dare a cambio a sè medesimo.,.* Cct, S 4 a- ? Borre in sesto , in ordine. V. Acconcio, §. 7. (Pe)n rC > Posti I ccilsa, e : [Presentare un'accusa in giudizio .] Lnt. accu-p aa ìn (|l | Ì5Ì ' at 1 1 deferre. Gr. cciTiòur'jxt. G. V. d. g6. 3. Fu data^ ! tl0 dalla i }t 0ne ’ ovvc ro accusa alla Podestà (ch’era allora rnesser
. . Cs nso rr la !’ ca d’ A gobbio ) contro a rnesser Corso,r • CenF" e r
'1 C ° Ml ‘iio S- b -
fe C 2 SOs ce«e ■ — S M Sa che Da r e compito. V.
Puì - Cere. (ì~~ { l * 0st r n >' c , far conoscere. L.... -, --
Set qui nil r ’ " s,icp ds»v , siriSnxmin. Segner. Pred. 20. 6. Quanticlt'^P là daB*?' ar ! : a c -i a5cim di loro di magnanimi missionarii cl' di dar 1 , Italia e andarono e vanno , non pcr altro guadagno
- . C °»ìo. V ‘' T “ a conoscere il nostro Dio !
- i.' :Cn 'Tl»I0. ir e < r°" to > §' 3 -
JiC' 4 a; jj n ' Lottiino 5 _dif e m od. tose. pag. 3g. (N)
L u t ~~ Lar aco ^ Ml ' 1 *R are ’ irrigare. Gr. àpS.uhtr.
3 ' Pfeete. a parlandosi della stagione 9 o simili, vale Piover
«OU Lai- p a
f* Pia. a c< l ua ? v ùle anche Aprire i condotti , onde vieti r .c nt t f~ [Dai- t> ae ®ditus aperire. Gr. éjpocywy/a? àic ’iyro.s 'd lied. £ ac< l" a 1 può anche valere Permetter che si bea l’Par |’! M ‘ 2 ‘ 10 4- Ippncratc dava l'acqua c non il vino.
6 Piti .r Cf l Ua a ’ drappi — Bagnarli con alcuna materia alta
eia," V e P ià lucidi.
•Àiaip 1 - I( die ’ l* a1 ’ 1’ acqua alle mani = Versar ad altri
Ho, l? 1 } P m -lie se le lavi. Lai. aqnum manibus forre. G
P,i c iacea ^ ot ’- ani. 20 . /. Stando lo ’mpcradore unogio
Lio. p’ la qn a f .. ac, I ua alfe mani. E num. 4• Non era libero di diHiati \ Gli C ? 1 d"* va quando il Conte n’andò co’maestri. 1
' 4 (■„' L«òu. L come se ricevessi Cristo, dargli l’acqua al
- 4 r! Deii ‘4 /• h 1 acqua data alle mani.
Gr. A p 11Er>lT0 - V. Dare credenza, $. 2 .V. A credenza, 1
Lite jj ! ’à£ir. , “''•‘'Utulere per lo viti il. Ih/xn. T.nt ,1
-uso , 5. 6.
•e. Lat. oslenderc, monstr
- . . . ..-..,11^-1, j. . . zx ' i eut ii/:U,
iSsir. I f en,ln dere per lo più il falso. Lat. credendolo da
, 'naie Cof 5 . 7. Voi volete una volta danni a credi
* mpiT-rh Wl Sla sano ?
Atl j^'l-To , K r ~ °““0 '.
~~ ‘inip' 5 0 e Allìi'i.f 1 ? ~ -Affiliare. Lai. locare. Gr. ùito/ncrlìoh.
Lo Ti. 1
. J ^ARr.a . _
■'un, vuti v* 1' *-»«*• invadere. Or. értixsipiìs.
Me f. ata dtvA C,ll °* c 10 ® natura disseccativo, trovandoli
et uV 1 *' csop/vjf 0 s ^l ìaru l a dal vino, la rasciuga tutta c consi4i * ir(ì ch<- 1
__ 7 ....ola
, . - un C6 v . '■ separata dal vinci, la rasciuga tutta e constitiC ' >a, ó t >glp C1 k't c ^ il: vedendo l’ oste suo recatosi in guardia ,h u “Lhandoitate , non quello 'invilite, ina dà addosso
DARE A GUARDIA 55 1
quelle , e fanne suo bottino. Cecch. Donz. 5 . 2. Le mosche dannoaddosso a’cava’magri.
a — Cader sopra , ma è frase più confacevole collo stil basso efamiliare. Dani. Salm. penit. 4 • E quegli eli’ era apprèsso a me piùbuono , Vedendo la rovina darmi addosso, Fu al fuggire, più che glialtri, prono. Maltn. 11. 33 . Dalle diacciate bombole e guaslade IIvino sprigionato, bianco e rosso, Fugge per l’asse, e da un fesso ca-de Giù , dov’ è Piacianteo, c dagli addosso. (P)
— ad mTEMiEnE , A INTENDEUE , iSTENDERE ;= Persuadere , Dimostrare.Lat. persuadere. Gr. ~ojBocc. nov. 3 j. 10. Per pienamente darli atlintendere il caso sopravvenuto, cosi fece, come Pasquinoavea fàlto. Enov. 3 2. 6. Cliente è, Cisti? è buono? Cisti, levato prestamente in piè,rispose: rnesser sì; ma quanto, non vipotre’io dare ad intendere. Pass.2pf). E ciò dava ad intendere per similitudine il profeta Isaia . Lasc.Spir. 4 - »• Che gli date voi ad intendere pcr questo spirito? » Vil.S.frane. 2 o 5 . Spesse volte era in tanta contemplazione, che per lin-gua non si potrebbe dare ad intendere. (V)
2 — Dire altrui cosa falsa , ingannandolo. Lat. imponcre. » Bocc.nov. 23 . g. Il riprese dell’ intendere c del guardare , che egli cre-deva che esso facesse a quella donna , siccome ella gli aveva dato adintendere.
1 — E semplicemente Far sapere. Cavale. Atl. Apost. 2. Do atl inten-dere clic perchè le parole scritte in grammatica non si possono investiga-re ec. , mulo in certi, ma in pochi luoghi, l’ordine dello parole. (V)
4 — * Dare ad intendere lucciole per lanterne, che dicesi ancheDare altrui lucciole o vesciche pcr lanterne — Dare ad inteiuicrelina cosa per un’altra. V. Lucciola e Lanterna. (N)
— adito = Lare apertura , Porgere opportunità. Lat. aditus apcrirc,Gr. Kpótro^oe inótyut. [ V. Adito , J. 2. ]
— A divedere “zzi Mostrare , Far conoscere. Lai. ostendere , common-strarc , doccre. Gr. (jiutvvxi, SiSxcrxne. Pelr- son. 53 . Per darmi a di-veder eh’ al suo destino Mal chi contrasta e mal chi si nasconde.Sagg. nat. esp. qy. Protestandoci di riferirlo più per dare a divedereil modo col quale abbiamo pensato di far questa esperienza. Maini.1. 14. Ma, pcrch’ei non vuol darlo a divedere, Si rizza, 0 froda ilcolpo, che gli duole.
— ad opera , cioè Dare alcuna cosa ad opera di ec. ~ Adoperarla ,Impiegarla in quell' opera. Vit, SS. Pad. 2. 172. Guai a quelli chedanno ad opera di vituperio le membra loro ! (V) (N)
- A DUE tavole , A DUE TAVOLE A UN TRATTO. Mctaf. tolta dal giuoco
di sbaraglino , ed è lo stesso che Lare un viaggio e due servigi, o,come dice un altro proverbio , Pigliar due colombi a una fava. Lat.in saltu uno capere duos apros, duos parictes eadem lidelia dcalliare.Maini. 5 . »/. E a due tavole dar vorrebbe a un tratto.
— ad usura * t =z A interesse , A guadagno illecito. V. Ad usura.(N)
— afa =3 Arrecar altrui fastidio. Lai. taedio esse. Gr. i^KÌat. [ V.Afa, §. 3 .]
— A fare. Lo stesso che Dare da fare- V.
— affanno = Travagliare. Lat. vexare , afUigere, diveltare. Gr. &\l-pti». Lasc. Spir. 5 . 1. Egli avrebbe ec. dato affanno grandissimo aquella poverina. E Gelos. 3 . 3 . Mona Zanobia s’ era levata appun-to , perchè la doglia del corpo le ha dato questa notle affanno. Cant.Curii. 10. Deh! andate col malanno, Vecchi pazzi rimbambiti ; Nonci date più affanno.
— afflizione Affliggere. Lat. moestitiam dare, mocrorem afferrc.Gr. Xwtfùs. Pass.^324. Chi più sa , più gli è richiesto , e maggiorpeso ha a sostenete, e più cose conosce e vede , che gli danno affli-zione e pena.
— A fiamma * = Incendiare. Ar. Rim. st. 184 Che Alarico e poi To-tila , flagello Detto di Dio , diè Kotna a sacco e a fiamma. (P)
-— a filare zz: Dare altrui lino o simili , perchè lo fili. Lat. nentltinidare. Gr. s s ro xxlbhirbysi TtxpxòtÒóvou. Bocc. nov. 3 j. 4 - Ad ognipasso ili lana Alata, che al fuso avvolgeva, mille sospiri più cocenticlic fuoco gittava , ili colui ricordandosi che a filar gliele aveva data.fr. Giord. Salv. Pied. 7^. Quando dà a filare e quando ricoglie, quan-do dà a tessere c quando ricoglie.
s — Dare a filare vale anche Torre a filare. V. Filare.
— A fitto. V. Dare ad affitto.
— A gambe , [alle gambe], Darla a gambezz Fuggire. Modo basso. Lat.
se confcrre in pedes , se dare in pedes, Plaut. Gr. tfsvyue , PouAswmr/itt àKÓdpxsiv. Eir. As. 212. Spezzai la fune con che io era legato,e diedila a gambe. Cecch. Servig. 3 . 3 . E egli per non esser cono-sciuto , Per polerci tornar , la darà a gambe. E Coir . 4 6. Unanotte il garzon la darà a gambe. Lasc. Spir. 4 ■ 3 . I quali tli fattoci s’avviarou dietro, e noi la demmo a gambe. Maini. 4 - 55 . Poilatte le mie scuse , c rese ad ambe Mille grazie , le lascio , e dollaa gambe.)) Buon. E’ier. 1. 4 3 . Io ho pensato Una nvenzion da farlidar a gambe. (Min) .
2 — Dare alle gambe di alcuno tra Perseguitarlo , Attraversargli
i suoi negozii. Lai. aliquem perseqni, alicui adversari. [ V. Darsi al-le gambe.] .
— A ginocchio * r= Arrivare sino al ginocchio. V. Dare , §. 4. (N)
— agio zr Porgere opportunità. Lat. tempns ilare, spatium dare, op-
portirnitatem dare- Gr. xxip'ov, H tinsupiiu SiSoVtw. [ V. Agio, J. 3 .]Tac. Dav. Suor. 2. 276. Tale indugio diede agio a’ Vitellini a sai-varsi in certe vigile intralcialo lungo un jncciol bosco» fitHtib* iStor,3 . do. II quale Massimiliano , pcr dar agio a Filippo suo figliuolo,duca di Borgogna , clic trovare il potesse, ritornò alquanto a dietropiò a dentro nelle Alpi * .
__ ^ godere —^ Concedere ollfiiz checchesmn , perche lo godei sino (iltempo determinato , o colla condizione stabilita. Lat. in antichrcsin dare.
— A GOLA, ALLA gola zzi Arrivare fino alla gold. [ V. Dare, §. 41. ]
— A guadagno. V- Dare guadagno, <j. 2.
— a guardia = Affidare alla custodia o guardia, Petr. Uont. ili.