, ^ DARE CARDO
S ‘ e S*3o.l < /^ Ca P.° nc * mui ’°) [ne’ muri] =3 Disperarsi. \_V. Capo,§. 26 ,ar ^ibbi Ul ' * UrCi ’ c ? insanire. Gr. fLGLÌv£ir$<x.t. Ar. Fui'. 28 , 4f Ne t\i6 —. jj V P er venir malto j Ne fu per dar del capo in tutti i muri.C "P°. e ln capo — Offendere alla volta del capo , Colpire nel.3 -» Uar*" 3 ^ 11 ** * m P e * ere * Gr* xstyot.\ 7 t 9 ^Ax 7 rrtiv.
capiti C , U Ca ^ ÌO e ^ are ne * ca P° talora vate Offuscare la mente.^ Coinè n ^cere. Gr. %%ty#,\r t v xaxwf 'Xou'iv. AUeg t 2 Ó 2 . Ond’ ella sen-8 ^‘U ar Vlu dà nel capo c addormenta.
■— * ^ Ca l 10 vale anche Dar principio ad una cosa. A jr .Capo,5.3o.(Pe)J^ lftl iUrir» r f ^ ca P° ne’ cimiteri = Esser vicino alla morte, y.
>C(l «• (N)
fl C * Ite ^A. y» stes $o che Dare il cardo. y.v ^Hlìo a /i niavin uresc,, e vale yic conciar la carena , mandando ila C4lt ieo £ lf <l ^anda pei * rassettargli il fondo per uso dì navigare.J^'^re Incaricare 9 Accusare. [/Carico, §. 7 .] Lat.
\\^ V °gUatio U p IM ^ ai ' 5 * nv *dia onerare. Gr. aìrtcLtr$ct.t.\Ar. Cass.S./jVar1 Uoi »o d°ki. Ui ^ ll * ^ cs li^carc, e darti carico. E Supp.5.6 . Ingiuriales 3 " ene pubblicamente -, e darli carico.
Pregiudizio , Esser di peso. Lai . detrimento esse. Gr ..^"gnere**' a f^ tor ‘3‘325. A pinio Tirane , uscito Cuori pochi dì innanziDar ^ C tci ie acoi 'batuei]te, clava più carico che utile alla parte.jj. 1 ’ 1 ; Ar, ^ c ” ra * Dat. omis impnnere, curali) dare. Gr. iitiTpt-xuv ti-V ^ a *iari : ** G lu provvedi che si comprino , Ovvero a mev ^ * * e il carico.
c ^5tji Cce are un carico di bastonate. V. Carico, $. a- (N)
^l^'e e 5 L,-j Cartaccia — Aon aderire , Dir di /io, JSton nccon-,><, q , ^■ Cartaccia , J. 3 e 4 li Lai. rem potenti recusare ,rj tSa da’ Clvuvl vw. Vurclu Errai. 8y. Dar cartaccia, metaforaa S Ìj 0r| d(?r e °* u °catori, è passarsi leggiermente d’alcuna cosa, e non^^i t’ t la li domanda , o risponder meno che non si convienepunto, o dimandato d alcuna cosa ; il che si dice an-ss . tCl * , 0 0 dare una stagnata. Buon . Fier. 4 • $• 9 • l’docar-
- *! a V K ' Uo 111 <^™na. b
H V s a. ] 0 ° LE * y • Dare parola , §. 5.
-n c 4 v °Ad \ V0Li ' ^f so che Dar cagione. K. Lai. rausam praebere. Gr. egou-, A ^TEla .P* Lite. 5. fi. To non aliane do rnns ;>.
, , ‘? UA / Jmc ' 0. Io non gliene do causa,t ; j ‘°ccb^ = Fare altrui canto , o simile • Mornl. S. Greg. s,
virtù de’maggiori ci lortifìc ^ 0( uti ci dieno cautela d’umiltà. (V)
lortifìchi in isperanza,
J. V4, o»fi / •
1. ^ Lat. cyyf SstcUrare cnn mallevadore , o simili. £ ì^. Cauzione ,r*’ ^ alti- trc > ca utionem dare. Gr. <x.v$ol\u<zv fìthovxi. Ar. Cass.UVo r ua cauzinr*#. ,1^^ .....A i'I.,. I.. 1^.. C ,l„
>* r
>/,; b^AcRvi .
KìlL Suzione dar mi vogliono , Che la ior fede.olipf. t, i, A cr v V .° ^ ^ Porgere iì cavo. Lat * funem praebere.
l| iun^° ìn Sant V °r>^ CS ' uaie e ceric a> alla sua partita fece un
voep ^ roce ln °D° nobile. Bocc.twv. 56 . 4 ■ Se egli ce n èvnl5 ** r ? e lter su una cena a doverla dare a chi vince ec., io
^ UV0,C
p a °nii s c ^ I [.* lcr '' -dlleg.igS. Cena mi dette e preponimi il covile,Sìlici 5 ‘ ,n ' Datom' s< ' rv ‘ tori 'j l' a l eli’ io sempre l'avrò Htto nel cuo-
desinar , merenda e cena Fui gratis , com’un
%'giato.
* * y£c
t,r “' 3 *' £ m. ce,,nare - [ V. Cenno, §. 7.] Lat. innuere , significare,
Gè
' Ci,,i - - p
sui ^ lj; u c ':f ( ' r ce «so. Lat. censum solvere. Gr. Sovvoci xsWoc.v Cab 3re * F p« Conso = Dar denari per riscuoterne censo. Lat. cen-
s,
col "
ypies so n ,., are occasione , cagione di dire. Ha anche il signi-'• due C y' n C ,J del rarchi.] Gr. SpùWov ìyslpnv.Hgn.Pand.
I'iaj e llar c | 1( , ‘}f a tutte le persone che l’odano, p'nrch. Er-ìice v U Scm e re “Ha brigata , è fare 0 dir cosa , mediante la' ' fl(i d,; lf: 5(ii ^ ,a °ecasione di favellare sinistramente, clic i Latini
Cam.Stor.egli era pri-
•u. p — «are 5 , n: U i xavenare sunsuaimenre, cne 1
33, r ' lKlSl -'<:t(j 1 , e talvolta far bella la piazza. Cani.
t'alo ‘ Luciano S ' , U,e ’ E non date più clic dire. Tac. Dnv.'cl,, f ul . sc ^' ss . e al Senato , e diede che dire. Se egli e
i*. c r- ^
II1‘
ufficio pubhlico?Pptestare o Somministra
■*. w '' «j utiii/tiiiiòu ut e uriHiòivrie ut vf.
'fé a '‘ , 3. L„ P a°] m facessero. Gr. 'Xptx.yijt.otTX trxpi^eiv.»li C j j ? vil P 1 a rc della scrittura, come iicrsisnificazi
ih.' ’dll ’ ’-OSl SDcsqp ««n_II- j:V _
’e ocoasione di operare o di‘xpéXciv. Amm.Ant.
... , _ , .. gnifìcazione dà che
l Ho .'?• j 5 2 ^ s P osse volte colle paiole di fuori ammaestra i sem-l- ^fisi'l- rt ‘ Col 11 nome .vi ha tra gli altri , il qual m’ ha dato• P<?pi 0 C | sotf Sl !? ^°PP*° sentimento, ch’io ho creduto mille voi-? 0 allatto °p avvero > e s * , ° ancora 111 dubbio s* io ne son fuor
^ 0 c f*c f 1,ri *sso , tmn Ricevetelo adunque ; e lettolo , scamatatelo
I»;
ur,? 1 '®* ^r. y?’ 11 conforme al suo bisogno, che e’ v* darebbe trop*al ^fiu? DOt *c.A r U, ‘ ^ 2 * 2 * ^ P°> Guidon mi diè che fare assai.
"* dnl Ce ^' a ) ^oij CH , E N0N dispiaccia. Cioè , JSeììo scherzare os C||,! ‘H'qnnf . firf! altrui nè in fatti nè in datti. Lat. quod
>A r !P E *e. /„ I e lac "ù - H
S. . *)(■]
ncque dicito,da ridci
parole. Lat. blaterare , verba dare.
Gl - &*'***■ To T SS ° CÌ f Vzic da'ridere. V.
g r H g s o che Dar parole. Lai. bln. HlAR fiZ 7 C0,ì1, °i'a cVi^'i- 1 ‘ a cena Cosl prodigo Sarai nel dar-5>] g = /(è, l l aCC ! l, . cr ^ La cosa anderà gaja.sì f u ° alt*" c * ar «m ùn “ a 'r'' t ^' C , tiai ' czza , 11 e E, Dar eia-
ci ^Iro °, Va l°re rk‘. re * Gr. \xp.‘rrpv vsl v‘. Arnet. §6. Nascemmo a dar5t t *’ ic 6, '•Hco errore 1 "' 2 ** Vel:< a m ' )nc * 0 > c l* c dovea Avviluppar.
v u S hf - EianceH°. s( r W0 c ^ ,e L>ar parole, cioè Discorrere per nonCaA'’.'bK'stJ drfl. £a ‘- v “ b, ‘ < ia >-«- Gr. Ar. bass.
lCt, b» C k * dia ciane^' 0 p To i r dcl ca R° a °& ni lnodo ’ che s’ imma-ne . e. Ji Supp. 2 . 3. Questa debbe essere qualche
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rum* di . a -f ar * e di questa fiuvmic ,di trarne qualche 'guadagnetlo.
giovane , che P ha fatto
DARE CONFUSIONE 555
a — Dar ciancia o Dar la ciancia, dicesi per Dar la baja , Darla burla , Burlare. Lat. Iudifìcari. Gr. ìtiieAr. .Segr. ?. 2.Ma che vi dia la ciancia vo’ ben credere. E appresso : Non mi dàciancia no , siine certissimo.
—. cibo = Cibare. Lat.c\hàrc.Gr.(firi%eiv.Fi\Jac. T. Altro cibo me dane.
* —*Dar cibo all’oieccinor=Pu.«ee/7o di racconti, y. Cibo, § 7,2.(Pc)
— clarezza. * = Far chiaro. Dichiarare. Frane . Bavb. 70. 16. D’oguioscurità clarezza Ti daranno e pienezza Le chiose litterali. (V)
—- colla, la colla * = Dure i tratti di corda. K. Colla , §. 2. (N)
— colombina = Letamare con isterco di colombo. [ F. Cipollino ]
— colore = Fare o Avere apparenza , {Dar verosimiglianza ad unacosa, o simili , Dare maggior bellezza , e metuf. maggior pregio.] Lat.sigtmin edere, indicare, vidert , apparcre. Gr. QxivurScu. Fr. Jac .T. Nell’altre virtudi avanza, Che ti dian bel colore. Semi . S. A -gost. 7. La perseveranza informa il merito, c dà colore al buon pro-posito. Cecch. Mogi. 1.2■ E per dar colorea questa cosa ec. Maltn. 5 .18»E per dare al negozio più colore, I11 forma vogl’ir io d’ una cornar.-.
a — Dar colon’, parlando delle carte da giucare , vale Dar mostradi esser del colore del seme che si desidera. Lat . colorem ostendere.
3 — Dar colore, vale anche y'agognarsi, Arrossare . Lat. ti ubc-sccre. Gr. « fv$pr' : v.
— colpa, la colpa = Incolpare. [ y'. Colpa , J. io.'\ Lat. vitio dare,imputare. Gr. ctir/éo-, aìriàaSa/. Dav. Scusai. 3 i. Quanto il Re, per-duta ogni speranza , se n’ infocasse, non si p iò dire ; e dandola col-pa tutta a Vuolseo ec., mostrò gran segni d’averlo in odio. Ar. Supp ,4 < 7. Mi vorranno dar colpa che da principio io non gli abbia beneinformati. Barn. Ori. 2. 16.4 Ne va dando la colpa a questo c quello.
— colpo, [colpi] =3 Colpire , Peivuuter con colpo. [/^. Colpo, J. *<£.'}Lat. icere. Gr. $x\\uv. Cani. Cam. Pani. Ott. 41* K voglion dare amolti giovanotti Del calcio sei buon colpi, s’e’potranno.
* — * E fìg. Far guadagno, y. Colpo , J* to. (N)
—comandamento,1 com ANnAMENTi*z=:Comu/i//<u’e. /^.Comandamento,$.5.(N)
—- come in terra =3 Percuoter senza discrezione. Lat. graviter ver*berare, pulsare. Berti. Ori. 2. 20. 35 . Il giovanetto dava come in terra.
— comiato , commiato ss Licenziare , Accommiatare. \_y. Commiato,§ 5.] Lat. dimettere. Gr. cl'XQ'r-!p,T?siv. G . y. g. 3 o 3 . 3 . Per tema de-gli altri Franceschi non fu giustiziato ; ma datoli comiato , facendovista d’andare a Napoli ec., si tornò dalla parte di Ca-itruccio.JS 1 cap .333 . 2. Per la qual cosa molto si turbaro i soldati e masnade di Ca-struccio , e diede comiato a tutti i Franceschi e Borgognoni ch’avea.Bove. nov. 23 . if Brutto commiato datole, temendo ch’ella per sènon la tenesse ec. , la richiamai indietro.
— cominciasi e nto =: Cominciare. Lat. initium facere. Gr. upxw 'irotstr.Bove. nov. 1. 1. Dovendo io al vostro novellare , siccome primo, darecominciamento, intendo da una delle sue maravigliose cose incomin-ciare, ec. E nov. yt. 1. Se cosi ha disposto Iddio, che io debba allapresente giornata colla mia novella dar cominciamento, t-d et mi piace.
commissione, commessane =3 Commettere , Ordinare. Lai. mandare,mandata dare. Gr. ìvtìWbo-Bxi. Dav. Scisin. 25 . La supplica al Papafu in nome di Caterina e del fanciullo ? che mai a' padri loro noune diedono coiwnessione , e ogni falso esposto vizia il supplicato.
— comodità,[là comodità,] Lo stesso che Dare comodo, y.Lat. facultatempraebere. Grdtpvvuw &S0W1. Ar.Fur. s 3 .108. Della comodità che qui m’èdata,IopoveroMcdorricompensarviD altro non posso,ched’ognor lodarvi.
— comodo , [ comodità.] 33 Concedere opportunità. [F. Comodo, §. 2-]Lat. spatium dare, facultatem praebere. Gr. fyovffiocv tiihovou, Ar. Cass.4 - 2. Sto in gran dubbio, Che non tardi Criton troppo, e dia como-do Al ruffiau di nascondere e malmclhre Le robe.
— compagnia , per compagnia =3 Assegnar persona che accompagni ,che faccia compagnia. [ y. Compagnia , f. 11. ] Lat. comitali dare.Bocc. yn. Dani. 2*//. Giace con compagnia assai più laudevole, chequella che tu gli potessi dare. Alleg. my. Perch’io non volli poi re-star alloggio, Mi dette lume, e un tal per compagnia, Che non saràcol tempo mal appoggio.
— compiacenza * = Compiacere , Adulare, y. Dare loda. (N)
— compimento 3= Condurre a fine , Finire , Compii'e. [ K. Compi-
mento, 5- *.] Lat. absolvere, pertìcere. Gr. àic .TiXùv. Bocc. nov.2Ò.18. Niuna altra cosa aspettando , se non che il marito andasse in al-cuna parte per dare all opera compimento, avvenne ec. G. y.8. go.1. Adoardo primogenito prese per moglie Isabella figliuola de! re Fi-lippo di Francia , e diedono compimento all’accordo della q ustionedi Guascogna. E g. So. 6. Innanzi che si purtissouo si diede compi-mento alla pace al piacer de’Fiorentini, com’era prima domandata.Boez. Farcii. 1. 4. Ma che ogni ribaldo possa alle cose, che s’haconccputo di volere operare contra uno innocente, dar compimento ec.,è cosa quasi mostruosa e non naturale. ,
— compito, il compito, a compìto E3 Assegnare altrui cpialsisia som-ma di lavorìo detcrminatamente. ( E . Compito , a.3 Lat. deuicnsum
tiare, pensum dare. Gr. Sir./j-i-rpuv. ,
— conforto = Confortare. Lat. refìare, recreare. Gr. a.vafv X iw.Pelr.son.iJS.Vn conforto m’è dato, eli’ i’ non pera Solo, per cui virtù l'al-ma respira. Cani. Cani. , 5 i. Questo cibo gentil ec. Da siugoLr contorto.
3 _• Promovere, Sostenere, Incoraggiare. Dani.In/. i 5 . Dato t’a-vrei all’ opera conforto. Ar. Far. so. iij. E poi che di ben far moltoconforto Lor diede, entrò senza romore in via. (P)
3 _ » £ c/etto nel senso contrario per Incitare al male. Brunet.
Tesoret. si. 106. 0 se tu dai conforto Di male ai suoi guerrieri. (Pr)
— confusione Confondere. Lat. contundere , turbare , permis.-ere.Gr. ivog/kùv, tri ly^vvnv. Coli. Ah. Isaac, qg. t>e tu ìsforzerai il corpotuo più die non possa portare , porrai ali anima tua sicurtude soprasicurtade , ed anche le dai confusione.
2 — Far vergognare. Lat. pudorem atferre. Gr. sVrjj-.Vm. Coll. Ab.Isaac. 1J. Tutte le cose che ci danno confusione , udendole ricordare,si ce ue conviene avere paura.
*