556 DARE CONGEDO
— concedo " Licenziare. [ V. Concedo, <j. 2.] Lai. veniam dare, di-mitlcre. Gr. uvexttzntv. Segner. Preci , òo. io. E raccomandatosi inline alle sue orazioni, da cui si scrive che ricevesse per favore eccel-sissimo la salute , gli diè congedo.
— conxienzia — Pur buona coscienza, o piuttosto Far avvertito. Fr.Giord. ibi. Sempre almeno gli là fi' aver comincialo a viver bene dapiccolo j epiesto, clic gli dà conscienzia f del peccato J , e Ji.i penaalcun’ otta. (V) (IN)
— consenso , il consenso = Acconsentire. [ V . Consenso, §. £.] Lat.consensura dare, consentire, assentili. Gr. ffvy.tyv.ysiv.
— consiglio, [il consiglio, un consiglio ] = Consigliare, [Fare altruiavvisalo, avveduto. V. Consiglio,$. iSi] Lai. consilnim dare. Gr. ffvy-frovhivwi. Pass. 134. Non abbia in vcrun modo, lecito o illecito, datoajuto, consiglio o favore a morte di persona. Petr.canz 45.3. Ch’ Amormostrommi sotto quel bel ciglio, Per darmi altro consiglio. G. V. io.6g. 3. Item, die ciascuno si guardasse di dare ajuto o consiglio ad al-cuno ribello. Tac. Dav. Star- 4 33z. Gli darebbe lidie un buon consi-glio , di non fare il satrapo co’principi , non dar il compilo a Ve spasiano vecchio trionfatore , c padre di figliuoli non più fanciulli,E Ann, 6. 128. Soleva Caricle , gran medico, ne’mali del principe,se non medicarlo, dargli consigli. Alleg. 5 ;. É’non è cosa che piùnè meglio tàccia squadrar gli amici , che ’l confidare i segreti, chie-dere ajuto a vicenda , e dar consiglio nell’ occorrenze. Cecch. Donz.4- 1- Il tunpo vi darà consiglio.
a — Dare per consiglio vale lo stesso. [V. Consiglio, §. 18.] Lat.auctorem Ceri, auctorem esse. Gr.vircffr,yxivuv. Ar. Cass. 5.1. Al fineio diedi per consiglio a Lucratilo, Che facesse venir quivi la giovane.
consolazione , [ la consolazione , una consolazione ] 22 Consolare,Confortare. Lai. solatium ferro, solari, consolari. Gr. xap-riyopùv. Bocc.nov. 20. 0. E quivi standosi per darle alcuna consolazione, fece ungiorno pescare. E nov. 3o. 7. Tu mi darai grandissima consolazio-
■ ne , c a Dio farai grandissimo piacere c servigio.
2 — Dar piacere. Lai. [recrcarc.] Gr. ripxuy. Cani. Cam. 8g. Mapotrebbe bene altrove Darvi più consolazione. )> Bocc. nov. 20. g. Ilquale a Monaco menatala, oltre alle consolazioni che di di e di nòttele dava, onoratamente'come sua moglie la tenca.contento * — Portare allegrezza. V. Contento , 5 - 1 , 3. (N)
■— contezza = Significare, Par noto. [ V. Contezza , 1.] Lai. cer-
tiorem lacere. Gr. ii.-r.ihuv.
— conto =: Significare , Notificare. Lat. certiorcm facere, notum fa-cere. Gr. fsr.vvuv. Cas. Leti. 5. Io mando a A osti a Maestà Cristianis-sima il sig. Annibaio Rucellai ec., perchè le faccia reverenza da mia
} iarte ec. ; e , oltre a questo , perché le dia conto pienamente di quel-o ec. E 13. Ho pregato S- E. che dia conto diligentemente a V. S.Illustrissima di tutto quello che occorre.
2 — Render ragione. L,al- rationem redderc. Gr. Xcyo» Soùnai. Al-leg. E per darvi conto migliore e delle cagioni c del fatto , ri-spondendo con esso all’ ultima vostra , vi mando rinchiuso capitoletto.
3 — Dar conto di sé, [ buon conto di sé, nello stesso sigu. V.Conto , J. 18 , 2, 3, 4 -1
4 — * Dar ad alcuno il suo conto. V. Conto , §. 18, 5. (N)
5 — Dare a conto, Dare a buon conto 222 Pagare per istante aconto. [E. Conto , §. 18, 6.] Lat. partein prctii solvere.
— contrassegno, [ il contrassegno ] 22= Dar segno, Recare indizio. Lat.symbolum dare, tcsscram dare. Gr. xxp.uyy\àv ri cv/j-ry.x. Segner.Pred.4-8. Anzi cosi dalla sua bocca medesima insegnò Cristo , quando cidiè quel si famoso contrassegno a distinguere i predestinati da’ reprobi.
2 — Dare il contrassegno. T. militare, e vale Assicurare dell’essersuo , o degli ordini portali, con mostrare il contrassegno. Lai. tes-serala militarein ostendere, vel dare 5 signum dare, Tacit. Tac.Dav.Ann. t3. i63. Pure alla madre faceva ogni onore in apparenza, ediede ad un Tribuno, come s’usa a’soldati, questo contrassegno ec.— contro = Contraddire. Lai , contra facere , contea dicere. Gr.ivn-irediv,à.vTiXÌyuv. Dav.Scism. 45. Intese che Papa Paolo IH. aveva fattoCardinale il Roifense, il quale non darebbe mai contro al Papa, né a sé ;onde deliberò uccidere prima costui, per vedere se il Moro s’ arrendesse.
2 — Opporre, Opporsi ad alcuna cosa. Lai. se oppoucre, interce-dere , pugnare. Gr. tvxvTivirSai.rr- copia 2= Concedere. Lat. copiam facere. Gr. itcpi^uv.
2 — Dar modo , opportunità. Bemb. Slot, 3. 36. lì in quel mozzotempo fosse loro data copia di vettovaglia dal Re. Vii. S.M.Madd.14. A costoro pareva essere in Paradiso, vedendo tanta copia, quantadava loro di sé fagevolezza di parlargli liberamente.J (V)
i —Dar copia di scritture e simile =2 Concedere oPermettere chesiano copiale.Lat.e\cm\)\um dare, exseribere. Gr. axcypxtyri àxcbi^óyxi.— CORPO , IL CORPO 22 Dar sodezza o sostanza. \_V. Corpo , $. 3n. ]Lai. corporare. Gr. ffwyxToxouiv. Ricelt. Fio’-. 18. Esalilo (V aspal-toJ i profumieri per dare il corpo agli unguenti.
— credenza = Credere. [/^.Credenza,§.id.] Lat. (idem adbibere. Gr. rei-cnhuv. Ar.Fur.16.1. Però s’io dico, e s’ho detto altre volte ec., Ch’uiimal fia lieve, mi altro acerbo c fiero, Date credenza al mio giudizio vero.
2 — * Vale anche Far credere. V. Credenza, §. 16, 2. (N)
3 — Dare a credenza , a credito ec. 2= Vendere senza ricevere ilprezzo prontamente. [ V. Credenza, 5 - T/. ] Lat. absque praesenli pe-cunia rem emptam tradere.
4 — * E Dare in credenza, nello stesso sign. V. Credenza, §-i6,4-(JS)— credito — Credere , Eidarsi. Lat. fìdem adbibere , credere. Gr. xt-crtviv. Ar. Cass. 2. 5. Egli ha una lingua che potrebbe radere,Cosiben taglia , e ’I padron gli dà credito. [ V. Credito, $. 6 , 2 e 3. ]
’ — Dar credito e Dar debito, si dice dello scriver le partile a‘li-bri de'conti in credito o in debito d’alcuno. Lat. refei rc in codicelaaccepti et expensi.
— crollo, [crolli, un crollo, il crollo] zzz Crollare. [ V. Crollo, §■ 3 .]Lai. dimoveri, cxcidcre. Gr. sxirlmiv. Pelr.S0n.164. Né posso dal bel
DARE DEGEI SPRONI
l’arcò'
nodo ornai dar crollo. E cap. 1. Che solca deprezzar l ei3 ^ q Ira'Che-gli diede in Tessaglia poi la! crollo. Ar. Lur.i^ 10 - ver 0 ’
lei di Ferrai , Isolicro, ec., Noti tacca fide innanzi al R e 1Avrebbe dato in su le forche mi crollo. E 21. 49 - ^"z'ri/fsenza pur dare un crollo Della misera vita al tino amaro. p ^ Ja' a1. 22. Ma poiché vide le braccia distese A Sinettor i c ‘ li;più crollo. ,, (N) .
2 — * Scuotere, Crollare, in sign. all. V. Crollo, §■ -j’ a niB |0 ’— cuore = Animare, Incoraggiare. [ V. Cuore, § 26.]
addere. Gr. Sxpffvvuv. _ folnf
2 — Dare il cuore, per metaf. zzz Concedere l affetto 1 gti** 1 '
mente. [ V. Core , §. 3 . ] Lat. cor tradere. Gr. ^
baie
Bocc. nov. 80 . 2 4- Madonna , nel vero egli mi dispi 3Ct I. u je io d*.poco, siccome a colui che mi trarrei il cuore per darlov' 1 ' J( £ntrjdessi piaccrvene. ( Qui è per espressione d'ajfetto nel pl'Op r f g fnir’
3 — Dare il cuore 2 = Bastar l’animo , [Aver al 1 !!,
Lat. audere, confidcre. Gr. Suppsiv. Bocc. nov. 33 . a. 3
fallo ufi dà il cuor di fare clic le tre sorelle, con gran p 31 ’del padre loro , eoa esso noi , dove noi andar ne vorrei^* j eitfcranno. E nov- 44- 5. Se quivi ti dà il cuore di venire, 1 ^ben far si, che fatto mi verrà di dormirvi. E Lab. 2 4 j c aVf l L,[volle millantandosi ha detto, clic se uomo stata f° ssc ’ 1J]a il ( jdato il cuore d’ avanzar di fortezza, non che Marco Bel>®> 0r »Ghcrardino , clic combattè con l’orsa. Boez. Varch. 2- ' £ lil^yil cuore di comandare alcuna cosa all’ animo, d j^ a sc.Tass. Am. 2 . 2 . Crudel, daralti il cor vedermi morto.
3. 3. Daravvi il cuore di far questa faccenda? I' 1 "
4 — Dare il cuore 2 = Volgere il pensiero a chcccb evisi. [ V. Cuore, §. 26 , 5.]
5 — Dar nel cuore. [ V. Cuore ,§. 26 , 3 e 4-1
O — ijer nei cuore, l r ■ c-uorc, j. 20 , j e q. j Wftfr
— cura , la cura 2 = Ordinare, Commettere, Raccoinanda ^,, 11 ?^.imiterò , permittere. Gr. ixirpixuv. Tac. Dav. Ann- f~’ c ,n'.i 9 'n,!,cipe tolse di mano a’ Questori i libri pubblici, e ne d' 1 ,^ n io f'f tiàfotti. E Slor. 1. 266. La cura dell’impresa diede a già ’ J i
2 — [Por mente. Fare attenzione.] lranc.Barb.it- p eC ol'-°lente attesa, Clic a ti c cose com icn ancor dar cura. »
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niente
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n. 2. Non date cura a sue parole. (V) _ „a
ì — [Dar desiderio, travaglio , allànno.] Dant.t'i m -.tunque collette , (cioè raccolte insieme : parla delle f‘ c c c
jossou quietar , ma dan più cura. ,/ fot-
" ’ ' ' " rdia. ^; r ,i di ”
4 — Dare in cura. Lo stesso che Dare in guardia. ■todiain dare. Gr. i-reirpixuv. Tass. Ger. 20. 0. Dà 1 c
pari 1
rfM
0.7.
siciliani dare. Or. lass . Lrer. 20. g>
al frate in cura j Egli a destra s’allunga.
— da bere Lo stesso che Dare bere. V,
— da desinare. Lo stesso che Dare desinare. V.
— da fare , a fare z=z Occupare , Tenere impiegato
affaticare o tribolare altrui ; [o semplicemente TravapM ^ pi-Lai. negotium facessero. Gr. 'Xpdyfj.cLTx ?rapx £,,, ‘ j •" 1 |nr°
I quali traendo dietro a’ nemici nel prato , i Tcdesei* 1 ^vigorosamente percossono al capitano e a sua gente , cl . c se ^,1*molto a fare per più assalti, c furono in pericolo d ^-c
Tac. Dar. Ann. i 3 . i~'ò. Ma a Corbulonc più da \3
troneria de’soldati , ciie la perii lia de’niinici. /())$
— da mangiare. Lo stesso che Dare mangiare. V • ( j a ,•/, ?'
— da mordev.e *^zDaì‘e occasione ài mormorare. V .Dare ^
— da mormorare * = Dare occasione o materia perc‘ ie f/‘
Dare da dire e Dare da ridere. ( 0 ) (N) c0 [
— danari o simili sopra checché sia = Prestare
capto pignore pecuniam dare. Gi\ àpyvpt'jv peg [1 ° ’
Supp. 2. 3 - Ti darò la fede mia in pegno. £ 1115
hreo non gli da sopra danari. u
— danno = Danneggiare. Lat. damnum inferre. £ S iJ
Tac. Dav. Ann. 12. i$2. Questo danno diedono ali tscorrendo assai paese , Didio li cacciò. . c y. sl
— DA DIRE O DA PARLARE DI SE eC. = Dare P. s è
se; e pigliasi per lo più in mala parte. Lat. ansata c \ ^ dà J. jjiO’i,Bocc. ncv. 7. 2. La viziosa e
U-l? parie. J~.UL. — . • nV U“ Il» v t,
lorda vita c l'? l ] ,C 'g 2 . ‘M’
parlare, da mordere c da riprendere ec. Ar. l‘ ul - „j'iù da dir dava alla gente. E 412. Di questo ^ ^
udir tanto , Clic ogni, altra cosa è muta in ogni ca p 0 , L
— da pensare e la vegghiare * ~ Mettere io tia^b j a
ìoj2. Onde so&petto Più non aggia o’I suo reg 110 ’ c fa ,
la sua gente, 0 di Giunon l’insidie Che da pefl sa &
le danno Tutte le notti. (B) . ... ^ p(0' e %oO c ‘m
— DA RIDERE, CHE RIDERE, DI CHE RIDERE O SWUU
al i-iso* Lat. risili causalo praebere. Gr. ja ce 01 ! 13 /
2. f. 1 . Questa novella diè tanto che rìdere a tu * c p|ijl
ninno v’era a cui non dolessero le mascelle. & -j or e a’ 511fervente amor pose fine, avendo molto dato da 1 Questa e : itgui , ed alla Niccolosa , cd a Filippo. E nov. £°*.. f.,1
dalla reina detta, diede un poco da mormorai e * all a ^
dere a’giovani. Lab. 2g~. Cosi adunque desti a (}<&$•' ^
donna e valorosa , e al suo disensato
donna e valorosa , e al suo disensato amante. ^j crC . ji f!"'tanto pericolo L’ esser beffato , e dar altrui <M wà
— dì rirrendere * = Essere riprensibile , l' al j,iJ
sione. V. Dare da dire. (O) (N) (
• da sedere = Vare altrui comodità di sedei L
Alleg. 3 i 7. Ma da seder mi dettoli tra le man*
f/d-;;
— de .ito = Descrivere o Scrivere in demi • c
Alleg, 2,JÒ. Laonde e voi , ed ogni altro c «* c on L °infin qui deluto , di qui in là può a sua pO 31 -*riaver più di dugènto per cento. y
— degli sproni. Lo stesso che Dare sprone, r*