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Vol. II.
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DARE DI GIUNTA

DARE ESEMPLO

_ di giusta. Lo stesso che Dare giunta. E-

diletto = Diletlan:.[E.L>irc festa.]Z,at.voluptatem creare. Or. ripieni.Baco. g. g.canz. Il qual come gli sente, a dar diletto Di a me si move,e viene in quella Ch i son per dir : deh vien , eh i non disperi. EVit. Dant.68. Diletto e intendimento di diede aglidioti abbando-nati per addietro da ciascheduno. Alleg. 253 . Perchè non può giova-re , o dar diletto, Canti a suo inodi Enea, canti dAchille , Chivuol comporre a suo marcio dispetto.

, di mano. E. Dare inano, § q. e io.

di morso , [morso] Mordere con avidità, e talora Mordere sem-plicemente. Lat. mordere. Gr. bdutnv. Pass. ì/fi. Dava di morso inquesto pane e in questo cascio. Berti, rim. 4 - Vi più mendentro di morso , Come se fosse un pezzo di pan liuto. Galat. 10.E molto meno si dee porgere pera, o altro frutto , net quale tu ave-rai dato di morso. Red. Uss.an. rad. Forse in quelle stesse erbe die-de di morso quellantico Glauco. Maini. 4 - 55 . Ed io, ehallora areimangiato i sassi, Maccomodai per darvi su di morso.

i [E per meta\f.] Dant. Purg. ni. Vedine due Allaccidia veniredando di morso.

di naso = Voler vedere e fiutare ogni cosa ; metaf. presa da' cani.Lat. omnibus se immiscerc. Gr. iroKviefix.p/zovile.

j Dar di naso per tutto = Cercar di ogni cosa.

3 Dar del naso. E. Naso.

4 Dare del naso in culo : maniera esprimente disprezzo , e valeDar noja : che anche si dice assolutati. Dar di naso. Modo basso.Patajf. 1. Tu mhai posto a piuolo, e dai di naso.

di penna c= Scancellare, Cassare. Lai. delcre , obliterare, expun-gerc. Gr. e|ctAs/;j)ni'. » Cren. Striti. ni. Andrea volle che io il traessidella malleveria, e dessi di penna a quella carta degli 8o fiorini doro.(V)

di petto = Urlare. Lat. impingere. Gr. lepomóierne. Din. Comp.

1. li. 1 m una calca uno darà di petto ganza malizia a un altro. Bandi.

2. 15 . E perdi' io vo vestito alla franciosa , Mi dan di petto stropic-ciatalo il bruco, Facendo vista di ilutar la rosa. Morg. y. 84 Ma colbattaglio non dava di petto.

t Dar di capo , Capitare, Ar. Far- </ 3 . lif- II giudice, siccomeio vi dicea , Venne a questo palagio a dar di petto. (M)

3[Dar di petto nella ragna,net viscorr Cadere nella ragna, sul vlsco.]Ar. 1 ur..i.hnge\ che si ritrova In ragna o in viscoaver dato ili petto.to " Percuotere colla parte pialla dell'arme, non col ta -

docci* i

disciplina = Disciplinare, Addottrinare. Lat. instrucre,

castigare , eòercere. Gr. ifeuStiine , tnetfpoti'^sie. ,, ( faci-

a Dare la disciplina, una disciplina = Percuotere eoi ^piina. E. Darsi la disciplina. Eit. S. M. Madd. li. 0rd " 10 ulia di-medesima , che ogni di, ovvero di notte , al corpo suo dessesciplina da insanguinare. (V) ^

di spuGKj.Cancellare.Liu.cxtergere, spoagia dolere. Gr-àiroi^f

di taglio Ferir col taglio. Lat. caesim ferire. . ir jsiiw

divieto = Dar impedimento circa il risedere ne puhblicl ni. n

ti. Lib. son. 62. Ilinniego Iddio, toi chi ci divieto. . sn colk

di voi , del voi = Parlare altrui in seconda persona ; e sipersone familiari , o inferiori. Galal. 35 . Quando tu il <:dia,I | 11

suo nome , e che tu gli di messere , o gli dai del voi |ie r s (j èa Talora / usiamo a denotare disprezzo o biasimo : àuna cosa da darle del voi. ,

di zanna = Azzannare, l.at. dentibus arripcrc. Gr. yf/tfàir

a Brunire, [perché, affiti di brunire alcuna cosa, tale 01pera lina zanna.'] Maini. 1. 6 ' 4 Lo rinchiuse e lo tenue s0 £= a [sUt>ec. , Perocctiè , a guisa poi di mettiloro , Voleva dar di z anlavoro. (Qui per equivoco.) Cod u !

docchio. E. Dare occhio, §. 4 Frane- Sacch. nov. 55 - p d(Berto Falchi) avendo più tempo dato docchio con miapopulo di Santo Felice ad Ema. (V) Ricciard.i.y8. Esce, e

chio a un certo suo libretto ec. (N)

d opera o d opra. * E. Dare opera , §. 6. (N) .

dolore = Apportar doglia. Lai. cruciatum all'erre. Gl'- j,a d*Frane. Barb. 3 .. ti dea dar dolore , Se chi più serve P "costui. Ta*. Dav. Ann. 16. liy. Dandogli poi luscire a ^ e (tic-sàngue dolori eccessivi. Rem. Ori i. 25 . i 3 . Stordigli il ®*P -'de tal dolore , Che poco mcn che noi privò di vita. Ar. '

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f lio , colla putita» Lat. lattari ensis, vcl gladi! parto pulsare, ver-CJai0. f rane. Sacch. nov. i 38 . E dàgli una. buona di piatto.-

di pie Percuotere co* piedi , Scacciar col piede. Lat. pedihuspropellere , ahigere. Gr.

a* Dare di piè, di piede = Spronare. Bene. Celi . Vit. a. 118.Avevo dato di piè al cavallo , e in mentre che e* galoppava , presta-mente avevo rimesso in ordine c carico il inio archibuso. E ug. Datedi piè a vostri cavalli c galoppiamo tino a Staggia. (R) E t. 1. f. 56 .Subito dette di piede ad un giannetta in su diche egli era, e a tuttabriglia si mise a fuggire. (N)

- di piglio es Pigliar con prestezza. Lat arripcrc. Gr.Kpovctp'xxZuv.Dant. lnf.au. y 3 . Draghigtiazzo ancbVi volle dar di piglio. E Purg.1.

Lo duca mio aitar mi diè di piglio, E con parole c con mani e concernii , Riverenti mi fele gambe el cìglio. Disc. Cale. 22. Appor-terebbe giovamento grande alla sua banda un giocatore gagliarda, ilquale alla palla desse di piglio. E 25 . Urtando un po questa , unpo cpiello , sicché il datar suo abbia tempo di dar di piglio alla palla.Biuvh. 1. i 3 . Sentendo questo un gran lupo marino , Subito diè dipiglio ad un agnello. Toc. Dav. Stor. 1 . 263 .1 più severi centurionidanno di piglio all' armi, montano a cavallo , ec.

3 [ A pjrodare.] Ar. Pur. 40.44. Q.,i da man manca ha unisolavicina , A cui mi par eh abbiamo a dar di piglio.

3 Fare pirateria , Rubare . Ar. Far. 20. i 3 . Questi , armata unsuo legno , a dar di piglio Si pose e a depreda per la marina. (M)

4 Cominciare a fare alcuna cosa. Maini. 5 * 4 °* Che a servirtimo tuo vodar di piglio*

5 Impossessarsi , detto figuratamente , e riferito a basse passio-ni. Ar. tur. 4 ò' O esecrabile avarizia, 9 ingorda Fame d* avere!

Io non mi maraviglio Che ad alma vile, e d altre macchie lorda,

Si facilmente dar possi di piglio. (M)

6 Dar di piglio ad alcun paese r= Occuparlo. Ar.Cìnq.Cant.2. 25 .

Non curando Papa interdetto, Alla Romagna avea dato di piglio.(M)

7 Dar di piglio nel sangue o nell'avere = Togliere e quasi ru-bare la vita , o rubare le sostanze. Dant. Inf. 1 2. Ei son tiranni, Chedier nel sangue c nellaver di piglio. (M)

di pinta = Urtare , Spingere. Fior. S. Frane. 168. Dovrebbe I uo-mo sempre temere la superbia, che non gli dia di pinta, e faccialo

Non lo lasciò questo ribaldo amore ec. Destarla pur,dolore, Clic fussc da lui còlta in gran fallo.

- dono, in dono =; Donare. Lat. dono dare. Gr.

T. Ad esercitar la cantate Lo don di sapienza ci1. 16. ij. Fello Albrizac un dotto negromante, E n JMfiglio d Agolante. Ar. Cass. 3 . 4 Non spero , anco volend 0 ^. ^|iadron dare in dono , non che vendere, Che mai si truoV* c ù 1levarincgli. E Leu . 3 . 2. Non che in vendita , Ma a bai^ 01don dar si dovrebbono.

orecchio. V. Dare orecchio , 5 *

dote Dotare. Lat. dare dotem, Gr. éàt'ot'ffSu/.

2* Dar di dote Assegnare o P,igare per dote. L^- ( . ypldotis nomine dare, prò dote dare. Gr. $sptù'Ctiv. Cecch.

Perchè E si sapeva quel che usava dare Quella casa di don -* . fu0'

dottrina = Insegnare. Vit. S. Frane. i 83 . Per questo 11

mo puro e santa medesimo avviliva , e dava dottrina 1 cavesse materia da insuperbire. (V) ^

dove gli duole, fig. ~ Ptotnuovcjv tin discorso sopra ^jciii 10 »cui altri abbia passione. Varch. Freni. 8 y. Daj*e in q ,JC t jj c ce 5lJovvero dove gli duole, .significa ec. dimandare appunto

o mettere materia in cam|x>, che egli desiderava, aveva car

» drento. Lo stesso che Dare dentro* V. . * ^c* '

d un piede in alcuna cosa. * Lo stesso che Dare del p lC s0 |to cl ^

Car. Long. So r . yt. E sollevando di quellaliga di ^^^el g 11 ^pensava chappiattate si stessero, diede appunto duo p iea ,

po che cercava. (B) _ ^ _ Fier. 1l \i-

n urto = Urlttre. Lat. impellere. Gr. ìzeùyav. Buon. ^pto %,

Ed avanzando troppo in fretta il passo, Nello svoltar . 1 'ia (fiu'l 0 .' ,,

no durto. » Ar. Fur. 41. 88. Ma lo fere in sul capo, e gh

eccezione Opporre eccezioni. Lat. opponerc. Cr. str 3 *!

ECCeziUNB = *sppt>rr<? GEI .riunii. upiAwiiA.»v. .nilJO 1 Ir.

Segner. Mann. Magg.3.4. Se fosse chi ti santenzia un * cr ,u ' f ,.

o .. * 0 T ..... »_ /.muC «* ...wl-

- --1 - - --*

cadere. (Qui mctaforicam.) (V)

di punta rr Ferir colla punta. Lat. piinctim ferire. Gr.

DI QUEL. CU* UN VA CERCANDO , QUEL CR* UN VA CERCANDO. Modo bas-so y dinotante. Mortificare altrui nella forma die* merita. Bocc. nov.65 . 11. Io gli darò quello chegli va cercando. E muti. 24. Ma iomi posi in cuore di darti quello che tu andavi cercando, e dieditelo.Cecch. Servig. 3 . 3 . la buona verità, che sio credessi Che fissever che cotono Perloue Facesse questo torto alla mia vedova , Io glidarei di quel eh'e* va cercando.

diritto Dare per dirittura , CogliereLat. rem attingere. Gr. tv7roxfiiv.

disagio zpz Arrecare incomodo. Lat. incoiptnodo ----

Lasc, Spir. 4. 3 . lo non vo dar disagio , lasciar la casa sola, uCecch. Dot. 3 . / . È mi sa male davere a dar disagio ec. fi È rispostadata da Federigo a Sfanno che gli offeriva danaro in prestanza.

2 Prov. Chi spesa , non dia disagio: F. </ //*<* d\vt> n rbi *>convitalo a casa altrui ^ perchè non si faCr. 1. 3 . Si, chi spesa, non dee dar disagio.

per V appunto il bersaglio.esse. Gr. &\x.Trrsiv.

F si usa dire a chifaccia aspettare. Cecch. Esalt.

ro, un alieno, un avverso , gli potresti dare eccezione, comp ^

effetto ~ Effettuare. Lat. itnplere , perficere , e^ecutioi ^re. Gr. àvi'mv. Bocc. nov. 64 3 . Ed essendo già tra lo*

le cose innanzi, che altro che dare eliétto con opera a»*-- i (JI) ^vi mancava , pensò ec. E nov. 77. 3 o. Se n andò a rasa sa oamico, che assai vicino stava alfa torricelfa , per dovere * '

siero dare eflèlto. Amet. y 3 . II nuovo Re per le non dim ^ £ |;ctìczze s 'infiamma più sovente vrdendole , e sollecita dial suo pensiero. iider 6 '^'

3 Dare effetto, quasi Dare affetto, cioè Badare-)vacare. Gr. ffxo\x%*iv. * 6 . (fi

entro. Lo stesso che Dare dentro. V. Tue. Dav. * il ^' l

diz. Ba*s. iygo.) Nei pericoli il pensare appo loro c vi

entro , atto reale ; come de Parti si dice. (V) ^

erba trastulla = Lusingare con isperanze , ma seìì ' j.

conclusione. {Modo basso.] Lat inani spe lactarc, pasce 5 ^ fisore. Gr» fyevx' xt&g 1 ! alm. 5 - 34 - E chel miond«g iU e

ver nulla Sia stato un voler darti erba trastulla. per d {l - n

esemplo o esempio [o ese mpi]=z Essere il primo a opera ^occasione dessere imitato.{Servire con alcuna opera , odaUri y ^

o norma di ciò che si debba o non si debba fare. Ren^ > ? »r Anolabde per ìaudevoli azioni che possono servire d es 0 fugnl^ cl '.re alcuna cosa o persona per esemplo da essere imu _;£« i.P° ^

Lat. esemplo docere, exeuiplum praelicrc. Gr. j P

introd. 5 i. Acciocché io prima esemplo dea a tutte v0! Iìeuu 1tutti dando delle virtuose Opere esemplo e regola ver- e c. afle-vane sempre le viziose. G. E. a. ^ 3 . 3 . Di questo COIIlC W'fatto menzione , per dare esempio a quelli che ferrali J

scono i servigi fatti allongrato popolo di Firenze . ^ c0 sa 1 p

I vo piangendo i miei passati tempi, / quai posi in in 1 ,,,,,

tale, Senza levarmi a volo, avendio l'ale, Per dal n[ 3 ri a fbassi esempi. Pttss. tOo. T)i ciò ri diede esemplo san * y'aC -

lena, fhtnl,. i. Si. P.-r dar esemplo ti farrin la b" a -^ '

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