558
DARE DI GIUNTA
DARE ESEMPLO
_• di giusta. Lo stesso che Dare giunta. E-
— diletto = Diletlan:.[E.L>irc festa.]Z,at.voluptatem creare. Or. ripieni.Baco. g. g.canz. Il qual come gli sente, a dar diletto Di sè a me si move,e viene in quella Ch’ i’ son per dir : deh vien , eh’ i’ non disperi. EVit. Dant.68. Diletto e intendimento di sè diede agl’idioti abbando-nati per addietro da ciascheduno. Alleg. 253 . Perchè non può giova-re , o dar diletto, Canti a suo ino’di Enea, canti d’Achille , Chivuol comporre a suo marcio dispetto.
—, di mano. E. Dare inano, §■ q. e io.
— di morso , [morso] — Mordere con avidità, e talora Mordere sem-plicemente. Lat. mordere. Gr. bdutnv. Pass. ì/fi. Dava di morso inquesto pane e in questo cascio. Berti, rim. 4 -■ Vi dà nè più nè mendentro di morso , Come se fosse un pezzo di pan liuto. Galat. 10.E molto meno si dee porgere pera, o altro frutto , net quale tu ave-rai dato di morso. Red. Uss.an. rad. Forse in quelle stesse erbe die-de di morso quell’antico Glauco. Maini. 4 - 55 . Ed io, eh’allora areimangiato i sassi, M’accomodai per darvi su di morso.
i — [E per meta\f.] Dant. Purg. ni. Vedine due All’accidia veniredando di morso.
— di naso = Voler vedere e fiutare ogni cosa ; metaf. presa da' cani.Lat. omnibus se immiscerc. Gr. iroKviefix.p/zovile.
j — Dar di naso per tutto = Cercar di ogni cosa.
3 — Dar del naso. E. Naso.
4 — Dare del naso in culo : maniera esprimente disprezzo , e valeDar noja : che anche si dice assolutati. Dar di naso. Modo basso.Patajf. 1. Tu m’hai posto a piuolo, e dai di naso.
— di penna c= Scancellare, Cassare. Lai. delcre , obliterare, expun-gerc. Gr. e|ctAs/;j)ni'. » Cren. Striti. ni. Andrea volle che io il traessidella malleveria, e dessi di penna a quella carta degli 8o fiorini d’oro.(V)
— di petto = Urlare. Lat. impingere. Gr. lepomóierne. Din. Comp.
1. li. 1 m una calca uno darà di petto ganza malizia a un altro. Bandi.
2. 15 . E perdi' io vo vestito alla franciosa , Mi dan di petto stropic-ciatalo il bruco, Facendo vista di ilutar la rosa. Morg. y. 84 Ma colbattaglio non dava di petto.
t — Dar di capo , Capitare, Ar. Far- </ 3 . lif- II giudice, siccomeio vi dicea , Venne a questo palagio a dar di petto. (M)
3 —[Dar di petto nella ragna,net viscorr Cadere nella ragna, sul vlsco.]Ar. 1 ‘ ur.2Ì.i oì.hnge\ che si ritrova In ragna o in viscoaver dato ili petto.to " Percuotere colla parte pialla dell'arme, non col ta -
docci* i
— disciplina = Disciplinare, Addottrinare. Lat. instrucre,
castigare , eòercere. Gr. ifeuStiine , tnetfpoti'^sie. ,, ( faci-
a — Dare la disciplina, una disciplina = Percuotere eoi ^piina. E. Darsi la disciplina. Eit. S. M. Madd. li. 0rd " 10 ulia di-medesima , che ogni di, ovvero di notte , al corpo suo dessesciplina da insanguinare. (V) ^
— di spuGKj.—Cancellare.Liu.cxtergere, spoagia dolere. Gr-àiroi^f
— di taglio — Ferir col taglio. Lat. caesim ferire. . ir jsiiw
— divieto = Dar impedimento circa il risedere ne’ puhblicl ni. n
ti. Lib. son. 62. Ilinniego Iddio, toi chi ci dà divieto. . sn colk
— di voi , del voi = Parlare altrui in seconda persona ; e sipersone familiari , o inferiori. Galal. 35 . Quando tu il <:dia,I | 11
suo nome , e che tu gli di’ messere , o gli dai del voi |ie r s (j èa — Talora /’ usiamo a denotare disprezzo o biasimo : àuna cosa da darle del voi. ,
— di zanna = Azzannare, l.at. dentibus arripcrc. Gr. yf/tfàir
a — Brunire, [perché, affiti di brunire alcuna cosa, tale 01pera lina zanna.'] Maini. 1. 6 ' 4 ■ Lo rinchiuse e lo tenue s0 £= a [sUt>ec. , Perocctiè , a guisa poi di mettiloro , Voleva dar di z anlavoro. (Qui per equivoco.) „ Cod u !
— d’occhio. E. Dare occhio, §. 4 • Frane- Sacch. nov. 55 - p d(Berto Falchi) avendo più tempo dato d’occhio con miapopulo di Santo Felice ad Ema. (V) Ricciard.i.y8. Esce, e
chio a un certo suo libretto ec. (N)
— d’ opera o d’ opra. * E. Dare opera , §. 6. (N) .
— dolore = Apportar doglia. Lai. cruciatum all'erre. Gl'- j,a d*Frane. Barb. 3 ./Ò. Nè ti dea dar dolore , Se chi più serve P "costui. Ta*. Dav. Ann. 16. liy. Dandogli poi l’uscire a ^ e (tic-sàngue dolori eccessivi. Rem. Ori i. 25 . i 3 . Stordigli il ®*P ’ - •'de tal dolore , Che poco mcn che noi privò di vita. Ar. '
per
■ 3 s.f
le iif
. dui»- Ker i^*diello > a % p.v
— DI P1ATTC
. _ .... .a. ^avalli* UI M m l/ie ? IH’IL Ci’Jt HI- i
f lio , aè colla putita» Lat. lattari ensis, vcl gladi! parto pulsare, ver- —CJai‘0. f rane. Sacch. nov. i 38 . E dàgli una. buona di piatto. —-
— di pie’ Percuotere co* piedi , Scacciar col piede. Lat. pedihuspropellere , ahigere. Gr.
a —* Dare di piè, di piede = Spronare. Bene. Celi . Vit. a. 118.Avevo dato di piè al cavallo , e in mentre che e* galoppava , presta-mente avevo rimesso in ordine c carico il inio archibuso. E ug. Datedi piè a’ vostri cavalli c galoppiamo tino a Staggia. (R) E t. 1. f. 56 .Subito dette di piede ad un giannetta in su diche egli era, e a tuttabriglia si mise a fuggire. (N)
—- di piglio es Pigliar con prestezza. Lat arripcrc. Gr. ‘Kpovctp'xxZuv.Dant. lnf.au. y 3 . Draghigtiazzo ancbVi volle dar di piglio. E Purg.1.
Lo duca mio aitar mi diè di piglio, E con parole c con mani e concernii , Riverenti mi fe’le gambe e ’l cìglio. Disc. Cale. 22. Appor-terebbe giovamento grande alla sua banda un giocatore gagliarda, ilquale alla palla desse di piglio. E 25 . Urtando un po’ questa , unpo’ cpiello , sicché il datar suo abbia tempo di dar di piglio alla palla.Biuvh. 1. i 3 . Sentendo questo un gran lupo marino , Subito diè dipiglio ad un agnello. Toc. Dav. Stor. 1 . 263 .1 più severi centurionidanno di piglio all' armi, montano a cavallo , ec.
3 — [ A pjrodare.] Ar. Pur. 40.44. Q.,i da man manca ha un’isolavicina , A cui mi par eh’ abbiamo a dar di piglio.
3 — Fare pirateria , Rubare . Ar. Far. 20. i 3 . Questi , armata unsuo legno , a dar di piglio Si pose e a depreda’ per la marina. (M)
4 — Cominciare a fare alcuna cosa. Maini. 5 * 4 °* Che a servirtimo tuo vo’dar di piglio*
5 — Impossessarsi , detto figuratamente , e riferito a basse passio-ni. Ar. tur. 4 ò' O esecrabile avarizia, 9 ingorda Fame d* avere!
Io non mi maraviglio Che ad alma vile, e d’ altre macchie lorda,
Si facilmente dar possi di piglio. (M)
6 — Dar di piglio ad alcun paese r= Occuparlo. Ar.Cìnq.Cant.2. 25 .
Non curando nè Papa nè interdetto, Alla Romagna avea dato di piglio.(M)
7 — Dar di piglio nel sangue o nell'avere = Togliere e quasi ru-bare la vita , o rubare le sostanze. Dant. Inf. 1 2. Ei son tiranni, Chedier nel sangue c nell’aver di piglio. (M)
— di pinta = Urtare , Spingere. Fior. S. Frane. 168. Dovrebbe I’ uo-mo sempre temere la superbia, che non gli dia di pinta, e faccialo
Non lo lasciò questo ribaldo amore ec. Destarla pur,dolore, Clic fussc da lui còlta in sì gran fallo.
- dono, in dono =; Donare. Lat. dono dare. Gr.
T. Ad esercitar la cantate Lo don di sapienza ci1. 16. ij. Fello Albrizac un dotto negromante, E — n JMfiglio d’ Agolante. Ar. Cass. 3 . 4 • Non spero , anco volend 0 ^. ^|iadron dare in dono , non che vendere, Che mai si truoV* c ù 1levarincgli. E Leu . 3 . 2. Non che in vendita , Ma a bai’^ 01don dar si dovrebbono.
orecchio. V. Dare orecchio , 5 *
— dote — Dotare. Lat. dare dotem, Gr. éàt'ot'ffSu/.
2 —* Dar di dote Assegnare o P,igare per dote. L^- ( . ypldotis nomine dare, prò dote dare. Gr. $sptù'Ctiv. Cecch.
Perchè E’ si sapeva quel che usava dare Quella casa di don -*’ . fu0'
— dottrina = Insegnare. Vit. S. Frane. i 83 . Per questo 11
mo puro e santa sè medesimo avviliva , e dava dottrina 1 cavesse materia da insuperbire. (V) ^
— dove gli duole, fig. ~ Ptotnuovcjv tin discorso sopra ^jciii 10 »cui altri abbia passione. Varch. Freni. 8 y. Daj*e in q ,JC t jj c ce 5lJovvero dove gli duole, .significa ec. dimandare appunto
o mettere materia in cam|x>, che egli desiderava, aveva car
—» drento. Lo stesso che Dare dentro* V. . * ^c* '•
— d’ un piede in alcuna cosa. * Lo stesso che Dare del p lC s0 |to cl ^
Car. Long. So r . yt. E sollevando di quell’aliga di ^^^el g 11 ^pensava ch’appiattate si stessero, diede appunto d’uo p iea ,
po che cercava. (B) _ ^ _ Fier. 1l \i-
— n’ urto = Urlttre. Lat. impellere. Gr. ìzeùyav. Buon. ^pto %,
Ed avanzando troppo in fretta il passo, Nello svoltar . 1 'ia (fiu'l 0 .' ,,
no d’urto. » Ar. Fur. 41. 88. Ma lo fere in sul capo, e gh ‘
— eccezione — Opporre eccezioni. Lat. opponerc. Cr. str 3 *’!
ECCeziUNB = *sppt>rr<? GEI .riunii. upiAwiiA.»v. — .nilJO 1 Ir.
Segner. Mann. Magg.3.4. Se fosse chi ti santenzia un * cr ,u ' f ,„.
o .. * 0 T ..... » •_ /.muC «* ...wl-
- --1 - - --* “
cadere. (Qui mctaforicam.) (V)
■— di punta rr Ferir colla punta. Lat. piinctim ferire. Gr.
‘ — DI QUEL. CU* UN VA CERCANDO , QUEL CR* UN VA CERCANDO. Modo bas-so y dinotante. Mortificare altrui nella forma die* merita. Bocc. nov.65 . 11. Io gli darò quello ch’egli va cercando. E muti. 24. Ma iomi posi in cuore di darti quello che tu andavi cercando, e dieditelo.Cecch. Servig. 3 . 3 . la buona verità, che s’io credessi Che fissever che cotono Perloue Facesse questo torto alla mia vedova , Io glidarei di quel eh'e* va cercando.
— diritto Dare per dirittura , CogliereLat. rem attingere. Gr. tv7roxfiiv.
— disagio zpz Arrecare incomodo. Lat. incoiptnodo ----
Lasc, Spir. 4. 3 . lo non vo’ dar disagio , nè lasciar la casa sola, uCecch. Dot. 3 . / . È mi sa male d’avere a dar disagio ec. fi È rispostadata da Federigo a Sfanno che gli offeriva danaro in prestanza.
2 Prov. Chi dà spesa , non dia disagio: F. <■/ //*<* d\vt> n rbi *>convitalo a casa altrui ^ perchè non si faCr. 1. 3 . Si, chi dà spesa, non dee dar disagio.
per V appunto il bersaglio.esse. Gr. &\x.Trrsiv.
F si usa dire a chifaccia aspettare. Cecch. Esalt.
ro, un alieno, un avverso , gli potresti dare eccezione, comp ^
— effetto ~ Effettuare. Lat. itnplere , perficere , e^ecutioi ^re. Gr. àvi'mv. Bocc. nov. 64 • 3 . Ed essendo già tra lo*
le cose innanzi, che altro che dare eliétto con opera a»*-- i (JI) ^vi mancava , pensò ec. E nov. 77. 3 o. Se n’ andò a rasa sa oamico, che assai vicino stava alfa torricelfa , per dovere * '
siero dare eflèlto. Amet. y 3 . II nuovo Re per le non dim ^ £ |;ct‘ìczze s 'infiamma più sovente vrdendole , e sollecita dial suo pensiero. iider 6 '^'
3 — Dare effetto, quasi Dare affetto, cioè Badare-)vacare. Gr. ffxo\x%*iv. * 6 . (fi
— entro. Lo stesso che Dare dentro. V. Tue. Dav. * il ^' l
diz. Ba*s. iygo.) Nei pericoli il pensare appo loro c vi
entro , atto reale ; come de’ Parti si dice. (V) ^
— erba trastulla = Lusingare con isperanze , ma seìì ' j.
conclusione. {Modo basso.] Lat ■ inani spe lactarc, pasce 5 ^ fisore. Gr» fyevx' xt&g 1 ! alm. 5 - 34 - E che ’l mio ’nd«g iU e
ver nulla Sia stato un voler darti erba trastulla. per d {l - n
— esemplo o esempio [o ese mpi]=z Essere il primo a opera ^occasione d’essere imitato.{Servire con alcuna opera , odaUri y ^
o norma di ciò che si debba o non si debba fare. Ren^ > ? »r Anolabde per ìaudevoli azioni che possono servire d es ‘ 0 fugnl^ cl '.re alcuna cosa o persona per esemplo da essere imu _;£« i.P° ^
Lat. esemplo docere, exeuiplum praelicrc. Gr. j P
introd. 5 i. Acciocché io prima esemplo dea a tutte v0! ‘ Iìeuu 1tutti dando delle virtuose Opere esemplo e regola ver- ’ e c. af ‘le-vane sempre le viziose. G. E. a. ^ 3 . 3 . Di questo COIIlC W'fatto menzione , per dare esempio a quelli che ferrali J
scono i servigi fatti allo ’ngrato popolo di Firenze . ^ c0 sa 1 p
I’ vo piangendo i miei passati tempi, / quai posi in in 1 ,,,,,
tale, Senza levarmi a volo, avend’io l'ale, Per dal n[ 3 ri a fbassi esempi. Pttss. tOo. T)i ciò ri diede esemplo san * y'a’C -
lena, fhtnl,. i. Si. P.-r dar esemplo ti farrin la b" a -^ '
I