Band 
Vol. II.
Seite
559
JPEG-Download
 

Io darà

DARE FACCENDA

DARE FRA NEMICI

fr'ttuarm*' no ^ a ' lde Esempio agli altri , che non avranno animo D'in-debbnn r ma .' più. E Leti. 5 . 11. Per lui darò esempio, Che non si, _ g l miu pari offendere.

che faU ÙQ Tt r are 5 Porgere per via di racconto lesempio di qual-Che pif. 0, 1 r ' 27. 140. Rispose il Saracin : Che puoi tu farmi ,

che esei P rescn t e mi diletti e piaccia , Che dirmi istoria , o qual-3 jd ,lu darmi, Che con lopinion mia si confaccia ? (M)p^r dI ' 1!10I10 e.sem[j];:) Dare esemplo di operazioni buone, [oF, t0 S r c ,. cagione laudevoli .] Lai. bona exempla dare. G.

JBori a * P cr lo gran latto , che fu tenuto , n avemo fatto me-

5 -

un§* z 3 y. Si studiassono di dare buono esempio di

genti.

4 ^ Vv v y

tXen ipla c ® cm P*° contrario Dar buono esemplo. Lai. pra-

oRei

j 8a , improbmn se praebere. Pass. ? 3 y. larino unaltra

ò\S\ p Prossimo gU uomini superbi, dando il malo esemplo. « Vit.&o * n ;, a . * , 2, < 55 . Male esemplo darei di me a molti che mi reputa-

(V)

loca,,. . ' Dar da fare , Dar da lavorare. Lai. opus facicndum

K) |*jUn

un

tasi.

(* . ux rama conu a mi naia ai lama scene-

' * Ue i la voce sparsa, borse questo modo vieti dallaltro-.M ai:nom e . T.) Lai. rumorem spargere. (V)

^ Dar retta. Lai. animurfvcrtcre, mcntem adbibere. Gr.V^antu r f! 1f vo ^* Beni. Ori, 1. g. 80. Orlandogli tanta fantasia,* As Ti Dm _ 0ss< : d* India o di Zimìa.

a,n ° ? e amor mindusse a darvi la presente fitica. (V)

falla CtlE sia 5 per fatto che che sia, [Darla fatta] = Avere$ Pìu-ttoKto° S ^ ^r ^ l!t - n 1 Supporla per terminata , Crederla finita;<l h\ iQ ^f Certare ui^'ui che la tal cosa è fatta, terminata , ri-v Te. jr p f 0 s * f nile. ] Lat. rem factam iri procul rlubio affir-^ Av ot e Jc n^ tr ' 2m * a ^ uf,a > non c c perìcolo.

l\Ia*T ;V e *}d intendere menzogne , o vane cose. Baco. g. io .x y en dogli più volte Tito dato favole per risposta, Gisippo

* A Von 0 c °noscmt e . rrii .m.i ,xA rr

v di su' M T enrI ? P er sue lettere ammonizione a tutte le città e si-oI* C E 12/ S ;,z >°ne , elio lo dovessero ubbidire, c dare ajuto e fa-ol ,lCSa » cra l° c do di farla contro alla libertà di santa

r,!° 0 favorj 113 * ** u ^ atta * n Firenze ; e chi vi diè ajuto o consi-di* 10 ll *od 0 » fu scomunicato. Pass, i 3 f. Non abbia in vc-

g ^ r soti^ V^ 110 0 > dato ajuto , consiglio o favore a morte

r idu 8s WW * Ger. 1. 1. U Cicl gli diè favore, e sotto i santil'Or CDvirl-» 1 SU0 ^ Com P ;, r"i erranti.

l2 e% L a t. se i ltl / ay ° re *3 B. de'legisti. Dicesi del Sentenziare a fa-d * 48 . Vuol n eu liam secundmn aliqucm ferre. Gr. l^tìA^nv. » Maini-^ vJ* ,a in f a ^ tu ? J )ar la or oltre, dallo fuore : Di' mai più, e=2: p) re * CLa sentenza è sottintesa.J (M)eia <:r 1 c G r v Crec *enza , Prestar fede , Credere altrui . Lai. (idemnov. 1. 5 . Dandosi a* qoe* tempi inFran-M;i a ^ c su e n- 1 Rudissima fede. E nov. iS. 12. Per quello dieder''U 1 quest!. ' ^ n,w 73 - 6- Calandrino semplice, veggendotur] 1 "ine vei-it.' P? ro ! e ec., quella fede vi dava che dar si può ado f. c .nelle i M e l 1 '.^ manifesta. G. r. 7. i 54 - 1- I frati Prcdica-«erij- <! - fieru r, ! <Jn l )c >' invidia, o per altra cagione, non vi Hava-t) Cc«c. Ssi '. rI - 2. 7. 18. Il duca Namo, chogni cosa vede, Agli, < itr fede di r! 'A ' f lu ' dar fede. » Cavale. Espos. Sirnb. 1..C,. Dar I , r°j scilza dubbio alli detti de maggiori. (V)a ' dc = re... » . bb -

«l>a Plc '

- leoe Dar la parola , Prnm / M ^ c ^detti a questo,

T'£ ÌrijF - Cah - U 3 ' E T Ìiav bton. 6. * 25 . Lo

avcuF, U a ^ l lo star vedovo, onesto. Tue- j atn(y \i \a fede, chean-a tcna° ll0 i? ( l uasi venuti ad ucciderlo ; S Cecck. Servigi i .

re R"°- *i riebbe, e ^ cU . è

aia don., 10 dll ° la fede, c quanto a Dio , E all annn

c<1 aie tu^ki'mar la promessa. Fior. S. Orarie. 4^ cosi di-

dttSlÌ fede di questa promessa to''* f tc . (V)

t V-" ll popolo mi dia fede della tua J> Bocc.

lai testinvmiania. Lai. fidasi facete. Or- ««to'**

°9

ar e. À«

6ia iniuu , f1 ' an, i. A uno o più sarà data faccenda, alla quale egli^ ' U,l<: e disadatto. Cani. C. A

opus, alla

1$5. Dateci pur faccenda , Ma

ll °n J av ; ^ «»®ituauo. L-ant. Vani,

** TAc 0tiT ^' 0 s b*zzonato^e vecchio.

te , 5t ù eh 1 LA taclltÀ =3 Permettere [o Dare ad altrui alcuna pn-

§(J 0 ,e n ° n ohbia. ] Lat. potestatem tacere, permìttere. Gr. fyov- gia lb erid-l'e-Q* 168. Le aovevan dar la facilità de! poetare agli /'^Seg tlet ^p sass * > ì quali non si muovon propriamente c non sento- ^» arm* r ^ m22m Si loro facoltà di cavarne quali più loro pine-

" Tam 4 _. l » 0c ^ arr D^Ii 5 per risentirsi degli aggravai (or fatti.

8'bo ed" 7 \ ^ en der famoso. Lat. nomea làcere. Peti*, son. i 53 . SeVir-Xutì Ue r° avcsser v s ^° Quel Sole, il qual veggio cogli occhi5 p ® forze in dar fama a costei Avrian posto.

° rCcc hi § delio in cattivo senso. E il. S. Gir. 88. Pervcnnesi agli

{?k*Zza innucentc la fama contr a lui data di tanta scellc-

lur * *- .

A/Tecar molestia- Lat. molestia m a (Terre. Gr.à»iw>, Cec-u .«tt 0 ^ E tanto più fastidio Mi la cosa, quant'io veggo

|i a fe f.' c 8c ^ za riparo. Lasc. Gelos, 1. 2. Per non avere a disa-Ele dc a te fastidio. Malta, 1 . id. Cosa che a Marte

* A T lC f an fa StidiO. ^

f^idio ^ La fatica ] z=z Affaticare , Travagliare ; [ e metaf. Dare^ r eeot* ?OB ^ >fl ^ 0 *^ ^(U. laborem alferre. Gr. noir-fo. D- Gio. Celi. lett.j e gj- 1 1111 scriva se questo è vero, che tu debba andare ; ovvero,a PFiig na , sta *D detto per darmi fati cjt.Cant.Carn. 1J.A far dellolio

4 n f ni, Dica ; Facci sjran danno , e dacci assai fatica.» Bocc.t'ATr^ * < T lo '

nov. 16. 36 . Fatta inquisizione di questa opera , e più ogni ora tro-vando cose che più fede gli davano al fatto ec. Eiloc. 7. 3i5. i 0 poida tutti i tuoi parenti riconosciuta , darò colle mie parole ferma fe-de , che tu di Lelio e di Giulia sii slata figliuola. Ar. pur. 10. 44.Che se la faccia può del cor dar fede, Tutto benigno e tutto eradiscreto.

festa = Par feste pubbliche al popolo, Dare spasso. Lat. specta-culum laetutn praebere, voluptatem afferre. Gr. Sn.uocrlx -ìtas ìViteàsÌV.Cani. Cani. 273. Di paesi lontani e di stran loco, Lasse, venutesiamo a poco a poco, Sol per darvi diletto, festa e gioco.

a P'ig. Licenziare ; e si dice comunemente de' lavoranti dal la-voto. Lat. fcrias indicere. Gr. sopris xvpvmr. Maini. 10. 4 -. Ed inun tempo agiocator festa.

fetta * = Par copia di. V. Fetta. ( 0 )

fiato = Soffiare. Lat. inibire. Gr. ìp.<S)vaw,. Ar. Fur. 2 8. 5 4. Comea vicenda i mantici , che danno Or 1 uno or laltro fiato alla fornace.

a Dar tempo a rifiatare, Dar riposo. Lat. quieterò dare. Gr.

SiSoVai. Beni. Ori. 3 . 5 . 16. diede al suo cavai mai lena o fiato.

3* Parlando di strumenti di fiato czz Dar loro fiatò perchè suo-nino. f r . Fiato. (A)

fieno a oche. V. Fieno e Oca.

fine, [finimento] == Finire, Terminare. Lat. finem facere, ad exi-tura perducerc. Gr. eVirsAsTs. Bocc. g. 1. fi g. Piacque alla reina didar fine alla prima giornata. E Vit. Dani. <04. Acciocché , se pos-sihil fosse, a tanto principio dessi lo immaginato fine. Eir. As. 168.Non già per adempire il rigido comandamento, ma per dar fine,colittarsi giù per un di que'balzi di quel fiume , alle sue fatiche. Ar.

ur. io. 70. Ella soggiunse : il mio cuor mai non teme Di non darfine a cosa che cominci. E Supp 2. 1. Non volere intendere tu primache io abbia dato al mio ragionamento fine.

finimento. Lo stesso che Dar fine. V.

3 Adornar a perfezione. Lat. summam manmn imponere, or-nare, exornare. Gr. rii xsXofùpx ì«iihivai, Piatii Benv. Celi. Oref.5 /. Per dar poi linimcutò apanni che vestono le dette figure, ho u-sato pigliare un ferro sottilissimo a tutta tempera cc. (V)

fondamento * Stabilire bene alcuna cosa. Dant, Par. tg. Madiede lor verace fondamento. ( 0 ) (N)

fondo = Fermarsi [ in alcun porto o si mi le ^ Gittar V ancora perormeggiarsi ; ] e dicesi propriamente de*navigli. Lai. anchoram jace-re. Gr. xccKclv xyx.vpxv. Buon. Pier. 1, <$ 8. E così navigando ognorper persi, Detter poi fondo in questo asciutto porto.

a Dar fondo con due o tre duglie. T, di marineria.Ancorarsidove vi è poco fondo- (S)

3 Dar fondo = Consumare , Dissipare , [che si dice anche Ve-derne il fondo: tolta la metafora dallarrivare affondo della cassaove che che siasi contiene , allora quando e' si cava] Lai. dissipare,evertere, prodigerc. Gr. xxrstvix.Kl'rx.stv. Tac. Dav. Stor. 1 . 2ffi. Datofondo al suo avere , venne in istato pericoloso. E 2. sgy. A venti-due milioni c mezzo d oro diede foudo in pochi mesi, bastandogligodere senzaltro pensare. Cecck. Dot. 1. 1. Il quale,oltre allavere,A poco a poco alla spezzata "dato Fondo e a masserizie e a cose mo-bili cc. B ' I. Ditir. 32 Ma se cbieggio Di Lappeggio La bevanda por-porina , dia fondo alla cantina. Maini, y. n. Così per celia co-minciando a bere, Dagliene un sorso e dagliene il secondo, si,che dal vedere e non vedere Ki diede al vino totalmente fondo.

4 Dar in fondo Andare alla parte inferiore. Lat.inergi.Gr .fiurtno-Scu. Sagg. nat. esp. 118. 1 /aria finalmente li fece dare in fondo,dove, senza potersi mai più riavere, si morirono. E ng. Fu nondi-meno costretto dare in fondo sempre boccheggiando.

fi * Dar fondo è quel fare la prima bozza nelle piastre di me-tallo , in cui si vogliono condurre lavori di basso rilievo , battendoda una faccia con martelletti o ceselli y affinchè, rigonfi dall* altra eserva di rudimento alla figura da farsi. Cellin. Oref 5 o. Cominciaia dar fondo co ceselletti a quei pollini che io aveva profilati dal di-ritto dell opera , spingendo più quelli che dovevano più degli altriapparire in fuori. (Pr)

forma sr Formare , [Aggiunger forma ordinata a cosa che non

labbia.] Lat . dare formara, formare. Gr. ftopqovv. Bocc. g. 3 . p 8.Non sapevano conoscere che altra forma, che quella di quel giardino,gli si potesse dare. Amet. 3 i. Prima darò per lo tuo effetto formanel ragionare al grazioso coro, al quale te abbiamo eletto antiste. Ef6. Cessino gl Iddìi , che questo sia, chio mai più ec. diventi dai-cuna, o che più per me Calliope dia forma a nuovi versi. Dav.Scism .7 3 . Alli 4 di Novembre in Londra cominciarono a tenersi gli

stati per dar forma alla nuova religione. Boez. Z 7 " ardi. 3 g. Te nulla,fuor di te, dar torma spinse AI gran caos ehornò 1 ! mondo eI distinse.

forza zz: Rinforzare. Lat. vini adderò, roborare , robur afièrre. Gt\lrrxvpt'C,w. Dant. Purg. i 5 . i 36 . Ma dimandai, per darti forza al piede.Petr. canz. ffy. 5 . Mercè di quel signor che mi diè forza .Alleg.zoo.E tu sola puoi dar forza e perdono Alla contadinesca musa miaVo-der. Colt. 88. Avini di piano, che siati deboli, si loro forzaschiarandogli collallume dirocca.

fra le mani , che si dice anche Dare fra mano, vale Deh* nelle ma-ni; Venir davanti , o sott* occhio; Incontrarsi, o simile. V Dare

maoo , C iy. Borgh. Orig. Fir. gq- E simile alcuni altri fprenomijche ad ogni ora davano loro fra le «nani, h Arm. barn. 35 . Ed altremolte f famìglie) che ci dan tutto il giorno fra le mani. E do. Maper esser cosa che tutto il giorno ci fi a mano , e di sua natura eper lungo uso notissima, non e da perderci tempo. E Mon.ijy. Cercala brevità e la comodità , ed in quelle cose spezialmente che ad ognipunto ci dan fra mano. (V)

fra mano. V. Dare mano, J. ty e Dare fra le maui.

franemici Caricarli. (Ciò clic i Francesi dicono Donncr surIcs ennemis c semplicemente Donnei*. ) Ar- Luv, 25 . 12, Come stor-mo d' augei,. .. Se improvvido dal ciel Ulcon grifagno Gli nel