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DARE FRENO
mezzo Si spa*ge in fuga, ognun lascia il compagno, E delloscampo suo cura si prende; Cosi veduto avreste far costoro, Tostoche ’l buon Ruggier diede fra loro. (Pe)
— freso = Raffrenare. L<lt. fraenare, fraenuin injicere. Gr. x«-Xivcw.Frane. Barò. 106. 1 4 - La quinta : date freno alla lingua.
— fuse = Lasciar correr la fune. Lai. funem praebere, funem laxarc.Gr. ex 0190 ’
2 —Dar [funeo] la fune = Tormentare con fune, Collare. Lai.fune torquerc. Gr. xoXù'Cfiv.
3 — "E metaf. Tormentare , Tenere in angustie. Buon. Tane.1. i. Dimmel se vuoi, deh non mi dar più fune. (N)
— fuoco = Ardere, Abbruciare. Lat. succcndere. Òr. licoxAuv.Buon.Fier. 1. 5 . 2. Si vantan di voler, sorpreso e preso Messer liquido,vendicarsi in lui , Poi dar fuoco al palazzo.
2 — Dar fuoco , parlandosi d armi da fuoco , o simili , si dicedell’Appicciavi il fuoco per iscaricarle. Lat. incendere, ignem inji-cere. Ciriff. Cala. 1. 28. E dato a tutte le bombarde foco, A questomodo salutati s’ hanno. E 2. 62.E poi gli scoppettieri Parati di dar fuo-co a ogni passo. Ar. Fur. 27. 2 d. Coinè quando si dà fuoco alla mina.
3 — Dar fuoco alla bombarda. Farcii. Ercol. 88. Dar fuoco allabombarda, è cominciar a dir male d’uno, o scrivereeonlra di lui; ilche si dice , cavar fuori il limbello.
4 — Dar al fuoco alcuna cosa — Abbruciarla. Lai. incendere. Gr.vvexahin. Alleg. 244• Caso che no, datelo al fuoco.
5 — Dar fuoco al-cencio. F. Cencio, §. 12.
6—Dar fuoco alla girandola, fig.zzRisolvere, Cominciare qualche cosa,Esserne il principale tintol e. [ F.Vnn.i]. F arch.Ercol.88.ll che si dice an-cora : dar l’orma a’ topi, ed esser colui che debbedar fuoco alla girandola.
— fuora , fuori = Mandar fuora. Lat. cducere, emittore. Ùr.fidyv 1 ..Soder. Colt. 36 . Del legare vi son due tempi, senza danneggiar leviti; cioè 0 prima che comincino a dar fuori gli occhi, o di poi quandole novelle messe si potranno comodamente accostare o distendersi a’pali.
2 — Uscir del suo luogo, e dicesi de'Jìumi, o simili. Lat. eson-dare. Gr. ÌKKV{jtxlntv.
3 — Mandare alla luce, Pubblicare. Lat. edere, publrcarc. Gr.ix-SiScWn Bemb. lett. 2. Egli già le ha investigate e trovate, e da rallepoi fuori ad utilità pubblica. Cas. lett. 35 . Io non ho dato fuoriquest’ode, e non la darò, se prima non sento il piacere di \.S.Maini.4. 52 . Mi fece un espressissimo comando, Che in alcun tempo io nonla dessi fuora; Ed io son ita, disse, a farne il bando.» Borgh. tir.lib. 332 . E di vero appariva ragionevolissima , e piena di pietà , lafama che dava fuori nella prima giunta sua l’Imperadore. (V)
4 — Dar fuori un nome = Spargere una cosa fra lagente.Cecch.Dot. alt. 4 - se. 5 . Noi demmo fuori questo nome, acciocché e’nonsisapesse nè per che, né per come. (V)
5 — Dar fuora quel ch’uno ha in corpo “ Pubblicare tulio ciò chesi abbia in animo , o per la mente. Lat. animi secreta pandere, apcrire.
6 — Dar di fuori = Non colpire nel bersaglio, ma fuori di quello.Lat. a scopo aberrare. Cani. Cam. 3 gg. La maestria c il córre ,Passar ben dentro , e non dar mai di fuori.
7 — Dare in fuora. [ F. Dare in fuora , 1. 2. 3 .]
— garbo, brio ec. = Adornar vagamente. Lat. venustatem dare, decusafflare. Gr, tepuiovv.
— castigo, [gastigamento, iu CASTIGO] = Gasligare. Lat. punire. Gr.Tt/x^pth. Bocc. nov.Sg . 4 - Alla quale Iddio quel gastigamento mandò,che il marito dare non aveva saputo. Boez. Farcii. 4■ 4 • A cui ri-puteresti tu clic si dovesse dare il gastigo? a colui che avesse fatto,oa colui che avesse sopportata l'ingiuria?
— gelosia = Indurre apprensione, Fare apprendere, Far temere. Lat.-suspicionem incutere. Ór. ii/Siiorou ÌKefiiav.
— gioco* = Dilettare, Sollazzare. Cani. Cani. 27 3 . Di paesi lontanie di stran loco , Lasse , venute siamo a poco a poco , Sol per darvidiletto, festa c gioco. (N)
— c.iu, [giuso]=: Fernie al basso, Celiare, {Fallire, Sbagliare .] Lnt. «inci-dere. Gr.xaAàa-Sjo. 7 «c..Dm’.<S'/oru/ 35 o.Cosi prima Sacroviro e gli Edili,dianzi Vindice c le Gallie dieder giù, ciascheduno alle prime battaglie.Farcii. Ercol go. Dar giù, ovino dar del ctffo in terra ec., si elicenon solo de’mercatanti cc. quando sono falliti, e di quelli cittadini egentiluomini,; quali,come si dice in Viuegia,sono scaduti, ina ancoradi quelli sposi tori , i quali interpretando alcun luogo d’ alcuno autore •non s’ appongono. » [ F. per Dar giuso I’ esempio eli Frane. Sacch.in Dare , §. 2.] (N)
— giu’ del capo = Ammalare. F. Ridare. (V) (N)
— muntelo o giudizio, [IL giudizio] zzzGiudicare. Lat. ccnsere, senfen-tiain ferre. Gr.xptvuv, biaxpivnv. Cernì. Cara. Paol.Ott. 83 . Quel c’basol di mercante esperimento, Vuol dar giudizio de’preti c de’frati.Farcii. Ercol. 3 / 3 . Udite Quintiliano, ii quale avendo fatto e datoil giudizio degli scrittori Greci ec.
— giunta , PER giusta, ni giunta = Aggiugnerc nel baratto di al-cuna cosa danaro o mercanzia. Lat. mantissam dare. Alleg. 2 6g.Me ne dette una giunta alla derrata. (Qui metaf.J Boez. Farcii. 3 .so. Cosi ti darò ancora io come un corollario, ovvero giunta , per-chè diventando gli uomini beati ec. (Qui per similit.JScn. Ben. Farch.6. ij. Usiamo di dare qual cosa di giunta a un barcaruolo , e a cbici lavora di mano, e a imo che va per opera.
— giuramento , il giuramento = Giurare. Lat. jurarc , jusjurandumdare. Gr.d-n'oòovvxi 'épxo-js. Tac.Deiv.Ann. ì 6 . 233 . Rimproverava oltrea ciò a Trasea , che egli sfuggiva di dare il giuramento ogni capo d anno.
" — Dare il giuramento = Costringere a giurare altrui [; e dicesipiù spesso quando ciò fossi] con autorità pubblica. Lift, jusjnranelnmdeferre. Gr. opxcv ttefo-tiv. Fine. Mart. lett. 5 y. Credo che chi videsse il giuramento , voi non sapreste mai dire in che modo ella fossefatta.» Ar. tur. 2 4 - 43 - Di dover servar questo elei '01 ri diede Ad 0 -dorico un giuramento forte. (NI)
DARE IL BUON ANNO
l dt. cc/M*
— giusto = Percuoter per appunto nel luogo determinato, u
ictus dirigere. Gr■ tvzTTexài , sz ^ ai . e an) uS'
2 — E fig. Dare 0 Far checchessia per l’appunto. Lai.sim aliquid facere.
— gli orecchi. * Lo stesso che Dare orecchio. F. (N) 0 n cqur
—- gloria, [la gloria] =Onorare, {bare che alcuno sia <: ' ncr ' l p\ 10 re tV ’'
sii gloria el’ alcuna cosa, Accordare ad alcuno il vanto sfolti 1Lat.'
e smisura
Non dar . s .„.
Ar. Leu . 3 . 3 . Dominoti La gloria c il vanto di saper 111D’ogni poeta una bugia. agli
— gola zzzlndur desielerio o appetito. Amet. 14 • E trascoi r | jj. siocchi miei s’imbola La vista della tua chiara bellezza , Ebeognor più mi dà gola.
— governo. * F. Dare il governo. (N) ùs. ^ r ‘
— gratis, [A ufo ] — Dare senza ricompensa. Lat. dace gr g 'ioSwpsàv àibóvxi. Alleg.22y. Così chi va a servir in corte olle ^ pregionon m’inganno, la miglior natura, f\)icbè i don gratis daùvende , Dando il libero arbitrio.
grattacapo. F. Grattacapo. .,
— gravezza = Dare l’ incomodo di una incombenza.No 91 • a '
Ora la gravezza eh’ io ti vo’ dare si è questa. (V) e ( ufi 3
—- grazia = Conferir beneficio , Far grazia , {Arracar .Uff
o simili. ] Lat. benefìcium dare. Gr. ivtpytTÙs. Bocc. F> ucC deT°Io cercherò di ridurmi a memoria ii primo proposito , c ¥secondo che data mi tìa la grazia. a ffei' rc ’
2 — Aggiugner vaghezza , Conferire eccellenza. Lai.
Gr. xofffjistv. Pass. 253 . L una gli diede gran nobiltà, ^, arI)0 r£ ^bellezza } prodezza , e molta gloria , fama di gran lod a icittadini, grazia nelle genti ec. ; 1 altra a mano a mano s »^Ih*gli diede povertà. Berti. Orbi. i 3 . 5 y. Che par che ’l sonoviso dia Non so che più di grazia e leggiadria. , „ fe
3 — Dar grazia o la grazia. T. teologico , che vale coO‘ cfl tsoprannaturale, o Conferire la grazia divina. Lai. geohot , jani*
— Pass. cj2. Questo fa Iddio occultamente nel segreto del cu c | lt .si * 3 ’grazia di dolorosa contrizione. E 217. Onde alla quistio“ c ’||i B1 iocRperchè Iddio dà la grazia all’uno, e non all’altro, 0 f iu .^ a v> |0all’altro, dirittamente e sanamente si risponde: perche ( j t f 1 aiin jlcosi fare. Albert. 2. Chi ama nelle cose far fraude, saf* afiV 3, ;in tutte le cose, perciocché non gli è dato da Domencib 1 pio n, (
4 — {E detto in modo proverò.] Bocc. nov. 26. 20. -F pjodea la grazia sua , io te ne farò ancor patir voglia. { L e ja>òdia la sua grazia, ovvero Così Dio m'aiuti come io teff Ù 3 °J.„
—- grazie * ~ Ringraziare. Filic. Lett. ined.fi fo- ‘ 1;'ll:i }'' i;tlilio voglio darne a V. S. ili. altre grazie, che quelle eh Lmacinarsi dovute alla di lei generosità. (Pe)
— grida. Lo stesso che Dar delle grida. F. -j,. E
— grido == Render rinomato. Lat. nomea facere. Bemb- • |jdo 1*
lunqne fu mai dura e superba Verso quei che potea p el ® , ((r>
zarla a volo , e darle fama e grido. ,
— guadagno = Far guadagnare. Lat. lucrimi dare,
Cant. Cam. Pool. Ott. 5 fi Date dunque guadagno, 0questa nuova foggia di staffétta.
2 — Dare a guadagno = Dare checchessia ad effettodegno. Lat. foenori dare. Gr. huvufor.
— guasto, il guasto = Devastare. Lat. Tastare, devasta • pfs-b’fo
Tue. Dav. Star, fi- 33 g. Comandò ad ogni vicino d a,e ( . g|i dAUbii c Trcvcri. Fir. As. 270. Or gli toglieva i buoi / 0 .
guasto alle biade. lo r , "Ve-
2 — E fig. Ar. Cass, 4 - 6. Or muovomi Contra ‘[’é. q, fi, ^con un esercito Di bugie voglio dargli il guasto. E 5 . a ’ ( .ucs tcl ^serrilo Delle menzogne venga innanzi, e diasi II guastochio tenacissimo. , t !U)f' ,r ’ a ie
— guerra = Portar guerra. Lai. btlliim indicere. e )ep :lS '
2 — {E per metaf.] Petr. son. 202. E le cose preseliMi danno guerra , e le future ancora.
— guida * F. Dare il governo. (N) _ fid
— c.dsto =2 Arrecar gusto. Lat. voluptatcm aflerrc. g si , t .
— 1 dossi = Fuggire. F. Dare il dosso. Lai. tergo dar - nd 1 ,^.
anche delle bestie.Cresc. lib. g. cap. 2g6. E i re (u e ‘‘ e ffff 0
zo delle schiere con valoroso animo intra lor combatto 11 jiiiù
-- - » f-m ,a
zo aeiiu scmere con vaiuiuau uuiniu mi*** \ ” uo ;
denti ale , c alla battaglia non danno luogo , innnoconslringc 0 V uno o l’altro di dare i dossi- (V) -z
constringc 0 1 ’ uno o l’altro di dare 1 dossi. [v? y Bal* CS |j pi
- IL BATTESIMO, [ BATTESIMO, EATTESM0 = Battezzai*. Ljgft eff! pa-
5. 3. ] Lat. baptizare. Gr. buirTÌlm. Bocc. nov. 2 . o- &} 1 fi.trovar qui chi il battesimo ti dea? Tass. Gei •• 72. » ’ pai' 11 ’ yi-teva allor baltesmo darti , Che 1’ uso noi sostien di in a11
Fur. i5. g5. Orlando lo converse a nostra fede, E ditesino anco gli diede. . BC rcM * ,,fo
- il ben guarito = Rallegrarsi con alcuno dilla
Lat. recuperatam valetudiuem gratular!. Gr. r-ns àtxr-op f
cvyyjjLipiivTvi. :^ nn J ice trA l!
~ il ben tornato = Rallegrarsi dell’ altrui felice rltn £ Or. 0altrui: Ben tornato. Lat. salvimi aliquem rediissc g 3U<lcÙs TCpctrriK^s rrv^cclptiv. f • aT ri^ 0 ‘
- il BEN - venuto ss: Rallegrarsi con parole dell’
vuoi aliquem advenisse gaudore. Gr. ori rts ow* ®
Segnar. Matm. Ou, 2 f. A Con sentimento di cbi 5 C 0 Jj• • - >- - - -1. :ì venuto.
o egntr. traini 1. ^ r. vj U „
arrivare, gli dà , com'è convenevole , il ben venuto.il braccio. F . Da/e braccio, §. 3 . . ■
il rrusco al tino * = Rendere brusco il vino, cì0
dente all’aspro. Cr. alla v. Abrostire. (0) (/1 qua
— il buon anno = Augurare e Conferire fiuti ‘
di tofiito’ 1
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0 1 '
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