dare il buon capo d’anno
n 0i'. t Jg spezie c/i quotidiano saluto . Liit.fcliccmannum precari./luce.r 'j|rn f (i ' Di che io prego Iddio clic vi dea il buon anno e le buone
eridi n ~ t '. JJ1 tnc 10 prego Jdt t1 jj ,°Sg> e tuttavia. E nov . 72. 10 , Rispose il prete : se Dio misii ri«n 'anno, io non «li ho allato. È nov . 83. 4- Calandrinon , D P°se. elin r.1.1:- -i: , i b . ' 1 ..
8, jj?’ elic Iddio gli desse il buon di e ’l buon anno. » E g . 3.e a jj p 10 gli dea il buon anno a messcr Domenoddio, cali’ Abate ,
a__ 1 Iu eU:l.to , e alla moglie mia. (V)
Dr S |', , Au g'nar buona ventura, assolutamente . Cecch . Servigffiz ." H U a tevia:dateilbuon unno A qualcun altro più avventurato Di me.I . ut , | * e*ro d’asso 33 Augurare felicità nel principio dell ' anno .•afe "l»e..li, anni solemnia precari. Tac . Dav . Ann . A . 1 od . Ce-lli.- u le « 1 ■ •• .......
Hot, blende di Gennaio per una lettera a’Padri , dato prima ildisse ’
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1 »Do S
Augurare il buon giorno . F . Dare il giorno, §. c.(N)°ionso. U . Dare il giorno , §. 2 .
PE a la pace. * F . Dare del buono per la pace. (N)
’ ... prospero avve -
ll " n r: , ll f f ì(> = Rallegrarsi con altrui et alcun suo'.‘t ts Uo " alicui gratular!. Gr . avyx a -‘ U H '-Jtcr a< lpreca^ GI ° = Augurare felicità nel viaggio . Lai - prosperala
" *1 c -,^° fesso che Dare calo. F -
y ■ Dare cambio.
• QAM\ * udle eammo.
v ^di t,p ‘ ,lli0 * — Conceder luogo di passaggio . Ar . Rim . cap . 12 . E'eno A fno *'^ 0 all’altro sì vicino, Che senza premer lor, quasi il tcr-11 tAM» 010 . e m 'glia non dava il cammino. (P)
Q Aisun' Dar campo , j. 3.
V <7 a ' CA T ' [ il mattone , la suzzacchera ] = Mormorare .spanno* f ! l , c!lL ^ : ' ra da quella operazione che si fa col cardo sopra’riaq s( ‘ A‘ cardo straccia il pelo del panno , come i mormoratoriPonilo „, cln no l’altrui fama ; ma come il dar del cardo è utile al
^ ' l car,^ «Aio, a tristi e buoni , A tutti dare il cardo universale.
^ !!: ^ D r e , caric0 V ,
j. c ava,. Tj y ‘ Cartone , §. 5.
^ hiri . j ° C i un cavallo ] 33 Il gasligare che fa il maestro agli(,1J sult e ° , 0s ‘ dal far prendere colui , che si dee gasligare , da tui(O — Per >a “ e l Jer percuotergli le gambe o le natiche .q, l0v anni ti. Dav . Accus . i 4 1 - Patto salire in cattedra messcr
^ j U| to a j * . ^ darci li materia di ragionare, che tanfo a dire ,*■*. } c *Vo * Ì*orma e il latino, anzi il cavallo.filalo C j l p r sere il cavo . F . Cavo, §. 4- (N)
che~' lCenziare a ^ iu h Mandarlo via . Modo basso , [trattoa ( eSse ( Oi ({ ( Sl te J le w in antico dalle femminelle , allorquando alcunaj e ^ e , quaiTP Zn cerca di fuoco col cencio nell'altrui casa , allaCp, n<lu<l acce ° n ° n P* aeeva c ? ie 67 trattenesse , immantinente si con - -n. / lc 'o n Q/l e *? il cencio , e così si costringeva a partire , perchè iln. . c £rr 0 c ° nsumasse . ] Lat . dimittcrc. Gr . à7roit5 / i u.Tt's/v,t r J * P ", Dare cenno, e Cenno, §. 2 . (N)
^M^ erre i tra7" ^° , l f ‘ o nar r autorità di comandare . Lai . regimenjj e *’e. Gr . yj(i xcLTx ^' tpuv , Tac . Dav . Ann . 12 . i 5 ò .
'1 ^ ma
^ 0l, lNo~^? scenl e chi gliei dava^
fi lf R pudore i colombi con espor loro il comino . Lal.cymimim dare.
‘Ol-O
• co»,.
P > acei - > ìet (, f ' dicesi dell’Allettare i compratori alla bottega col"t’tTo T
^ c °scio ~ f ' l , stess0 C ^ le Dar compito. V .
A ^ f ' Darè~jj onc '. mare - ^ at - stcrcorarc. Gr . x . oirpt % m >.
':it lll °" < 'i'o/ i concio o la concia alle pelli, al vino e a cose simili =3' i, ar °. G„ 11 vani modi , proporzionandogli per l ’ uso . Lai . con-
' u, 7 ^^-
*° ?} esso cke Dare consenso. V .
*o
SC 0:
jf". Consiglio, §. iS . (N)
s'are altrui quello che glisiconviene .[. f r . Conlo ,§. i 8,5.'}Ir c ' Onderò"m ~ Dnntraccambiare , Render la pariglia . Cr .
■t ,:>a ■. _
; P0.
rnderc.
'i. 7 0 l rn ^KGv°ò Ty ^«trappolo , §.
* ^ ^ - Dare rnntr.iiìSPPi
),* Lr St r? so ° i le Dar corpo.
Daref^d S.3.3.
. > C i°>
e A' C n l5G c, °llo alla bilancia. V . Dare il'tracollo, (j. s. (N)
il „ '''’Orc <• ts P ? rsi , fvalgcr l ’ animo . [ r . Dare cuore, L 2.3 e 4-Ao 0i t ’ a- -6, 5.]
>t ,„' e ^taunl!I. A . NGHETTA * = Tormentare con sorte di strumenti , dettiH ’ Lo s f L J l a- t V . Dado , S. 3, 2 . ]
C .V ti,.” 0 ’ 1 »ossi°*/^ Daie il g'‘»no. V .
*’ (lq Paiir a ’ 1° stessa che Dare le s[iallc. y . Vegez .?>4, Bisogno fa
ìq 0 >1 j 0ss ° a’ ‘ C ° Sa .‘
t Fa G, ° v a l|oni ,C1,1:c ‘^. (Pr) Bant . Lif . 3 t . 7. Noi demmo I dosso
] c,| ula
I ^tlh a N*TR ^ J p -- « liiMd twuuu.
G < w . cfoìt IUS r er ^ qualità del frizzare . Lat . acre aliquidi'iirv 01 a,11 most'i « * ^ P ec dargli il frizzante, senza cui non
'■ J r ‘»>CrC ««A nave'-— T ^ r ' ma .imbotta più vergine.
‘o7p a L %T riner,a ’ e w,a
’ So D a J ,r ° , pen U p al t erSare a ^ e 1 dtrui gambe improvvisamente unk 63 ’ Purch/‘" fc Cndere - Lat ' s "Pplantare. Or. browM^.0c < " VCI1 S a da man dare i gambetti.
Dare contrassegno, §. 2.
r.
--V ,1 . - U .J a n ■ . Sl mescoli, se rotta la schiera, al combattere1 Itii, aosso a’ ^ 7 8 . Se la detta oste per alcuna sciagura
•«. Z 7 v aHonc éc C mT - (Pl ) DmU L,f ' ‘ ÒU ^ Noi ’l *loss<
B| akco. È - r . - .
carta ],• ' A.Jrta , [ J. s5, e Bianco , add . S. n . Lovuol,. ol.’V" Ca '^ ^ e Pr . Fior . Cliz . 5. 4- Hamuii dato ilgoverni a mio modo,
stesso
foglio
DARE IL PEPE 55 x
1 — Fig. Interrompere con modo non aspettato gli altrui avanza-menti. Cron . Morcll. 2 fi. Concorri tu ancora a ogni cosa con glialtri insieme , che altrimenti saresti riputato sospetto, esarebbeti datoil gambetto in terra.
— il gambone. Modo basso , [ quasi Dare il giambone. Accresc. diDare il giambo. V. ] Lai. licentiae occasionem praebere. Gr. ùSdxsà$opp.r l v SiSoWì. Farch. Ercol. 88. Dare il gambone a chi che sia,è, quando egli dice o vuol fare una cosa, non solamente acconsentire,ma lodarlo, e in somma mantenerlo in sull’oppcnionc e prosopopeasua , c dargli animo a seguitare.
— il ganghero , un ganghero 3= Dare volta addietro, Tornare in-dietro. Matm. 2. j6. Dà un ganghero a tutti , e torna fuora , Dietroal suo cari veloce come ’l vento.
— il giambo 33 Uccellare, Motteggiare. Lat. irridere , illudere. Gr.ìstlifiiCfiv. Salvia ■ disc. 2. 38 y. Onde noi diciamo : dare il giambo adlino ; e i Greci '.y.y- ffu , per satireggiare.
— il giorno , il dì 33 Fermar la giornata. Lat. diem pacisci. Gr.ruzipcai ::v.’ri-38xt. Cirijf. Calv. 1. 53. Fu dato il dì, secondo il lorcostume, E il luogo alla battaglia deputato, Tra il campo e la cit-tà presso a un fiume.
2 — Dare il buon giorno , il buon dì = Augurale felicità in quelgiorno. Saluto comunale. [F. Buono, add.§. 3 g .] Lat. diem faustumadprecari. Gr. xai-hn r,p.spav v-&spivx<<r$cii. Cecch. Servig. 2. 3 . Dio vidia il buon di, mona Antonia. Lasc.Spini. 2. Dio vi dia iì buongiorno.
3 — * E cosi per lo contrario, Dare il mal di. F- (N)
— il giuramento. Lo stesso che Dare giuramento. F.
—- il congone. * Lo stesso che Dar la berta. F. Lasc. Slreg. 2. 1.Questa è la monna ; e così si dà il gongone. F. Dare la monna. (N)
— il goveeno, [governo ]zcsCoiicedere l’amministrazione. Lat. regimcutransferre, tradcrc. Gr. àpx'W xv.ratfipai’. Tass. Ger. 14. 16. Il Regeeterno, Che te di tante somme grazie onora, Vuol che da quegli, ondeti diè il governo , Tu sia onorato e riverito ancora. Ar. Fur. i 4 - 10.Perché , vedendo ove bisogno sia , Guida e governo ad ogni schieradia. E 20. 8. Di sé m’ hanno governo e scettro dato. Boez. Farcii.4 ■ 6- Avviene ancora spesse volle che il governo deRc cose si dia a’buoni, perché la malvagità de’ cattivi, quando é tanto cresciuta dietrabocca, si rintuzzi.
2 — Dare il governo a’ vini “ Aggiugncrvi particolari uve , ospicciolate o ammostate , per farli più coloriti e più saporosi ; cheanche si dice Governagli. Lat. vimini concinnare.
— il guasto. Lo stesso che Dare guasto. F.
— il lascio: * Dicesi d’ordinario degli animali da corso che si la-sciano andare addosso a qualche fiera. Bau. Ricr. c. 1. Se il dareil lascio a un levriere, c il vederlo velocissimamente in corsa, distesodietro ad ima lepre ... parve a Senofonte spettacolo possente a far cc.(N)
— il latino : Maniera esprimente il trattar altrui da fanciullo. [ Éviene per metafora da un altro significato di questa frase, che vaipropriamente Dettare a fanciulli alcun che di volgare da essere peressi tradotto in latino, ] Dav. Accus, l-/l. Fatto salire in cattedramesser Giovanni Dati a darci la materia di ragionare, olia taut’ è adire, quanto a darci I' orma c il Ialino , anzi il cavallo.
—- il luogo. F. Dare luogo , J. 4 -
— ir. lustro. F. Dare lustro , §• 2.
— il malanno, [malanno, malanni}. Si dice per modo d’imprecazione:Dio ti dia il malanno. Lat. Deus le perda! ; inalimi quoti libi Dii di-ut,Plani. Gr. xxxùn onrÓKovo. Bocc. nov. 7 g. 4 L Questo non diciam noia voi, anzi preghiamo Iddio che vi dia tanti malanni , che voi siatemorto a ghiado. E nov. 83 . 23 . La donna disse : sia, clic Iddio le deail malanno. Lab. 2g?. Egli é di vero uscito del sentimento, e vuole essertenuto savio: Domine, dagli il malanno. Fir, Triti. 3 . 2. Tu dicevi cheella lo faceva per onestà : per il maiali che Dio ti dia , e la mala pasqua,furfante, poltroni'. Cecch. Servig. 2. 1. Egliè’l malati clic Dio ti dia.
2 — Gastigarc , Percuotere. Cecch. Dot. 4 • 1 ■ Se io lascio andarl’acqua alla china, Federigo, aggiunto questo dispiacere a quello cheio gli ho fatto di Fazio , mi darà ’l malanno. (V)
3 — Dicesi anche per imprecazione : Il mal che Dio ti dea. 1 .ÙV-gh. Arni. Finn. 34 -, o piuttosto Frane. Sacch. nov. 03 . ivi citata.Disse costui : ben istà. Disse Giotto : anzi sta mal , che Dio ti dea ,e dèi esser una gran bestia. (V)
— il rial dì, il tristo di 33 Trattar male. Bocc. g. q. n. 8. Sta beneaccorto che egli non ti ponesse le mani addosso , perciò che egli tidarebe il mal di. (V)
— il mattone. L.O stesso che Dare il carilo. U.Lai. famam ahcujus pre-scindere, lacerare. Gr. uxip tivos f/\ar^r t tx sa-. Farcii. Ercol. 35 . D’ti-no che dica male d’ini altro, quando colui non è presente, si usa-no questi verbi, cardare , scardassare cc., dargli il cardo , il matto-ne , la suzzacchera, ec.
— il mi dispiace 33 Condolersi dell’altrui disavventure. Lat. dolere,amico condolerò. Gr. evix-ax:hi'/.
— IL mi rallegro 33 Rallegrarsi dell' altrui avventure. Lat. gratular!alicui. Gr. evyx cc '‘P s i‘'-
— IL MODO. F. Dare modo. ,
— il nome. F. Dare nome, $. 3 - _ '
— IL PANE COLLA balestra : Maniera proverà, che vale Strapazza-re Fare che il benefizio sia di disgusto a chi lo riceve. [ F. Bale-stra « 6.] » Fonig. Bicciard. 1. Si. Un de’giganti che guarda ladestra Vedendo a sé venire il paladino: Vico , clic vo’darti il pancon la’ balestra , Gli va dicendo in suo sciocco latino . (Min)
— il passo. F. Dare passo. .
— IL PARTITO 33 Darla vinta, Dar vantaggio, [‘rane. Sacch. nov. mg.L’altro diede il partito il’unazucca vota al Vangelo di santo Giovanni.( Folendo provare che quella era da più che questo. Fedi il luogo.'fiX)
— il pegno. F. Dare pegno, §. 3 .
_IL PEPE, [LE spezie] 3= Uccellare o Sbeffare alcuno [ con un colai gesto