564 dare interpretazione
simo prese speranza e diede intenzione di venire a Messina . Cron.Mordi. 3ì8 . Stavano a udire il 6uono de’ molti fiorini molto volen-tieri , e cominciarono a dare intenzione. » E Car. leu. Io, avantidie partissi, avea dato intenzione ad altri, e promesso liberamente ,per modo ebe io non posso mancare. (Min)
isterpketazione— Interpretare. Lat. interpretari. Gr. ylmf:t.
70. Danti migliore interpretazione a’versi scritti nello antico avello.
— in terra =s Percuotere in terra. Lat. tcrram pulsare. Gr. r,v rvmiv.Amet. 84- In terra dando del destro piede , c la terra cavando , ec.
2 — Dare in terra , dello di navi e di naviganti, vale Prenderterra , Approdare. Lat. appellerò. Gr. ’xpocr.iwuv. Fir. As. ig4• Macome prima egli diè in terra al porto di Durazzo ec.
3 — Non dar nè in ciel nè in terra = Esser astratto, Esser fuoridi sè per dolore, o per altra passione ; e dicesi anche di chi s' avvi-luppa nelle sue operazioni, e non ne conduce alcuna a buon fine.Imi. ncque coelum , ncque tcrram attingere. Gr. offre y-ès, offre or-pai'c v climeiiai, Lucian.
_ in tasta. iLo stesso che Dare in sulla testa. F.ICiriff. Calv.1,21.
Il cavai si rizzò con gran tempesta, E colla zampa gli die sulla (està.
_ in tinche. Lo stesso che Dare in ccci. F . (V)
— in tisico. Lo stesso che Dare nel tisico. F.
— in uno. F . Dare in chi che sia.
— in un ventuno. * F ■ Dare nel bargello. (N)
— in vendita. F . Dare vendita.
_ 1 pappafichi A un bastimento. T. di marineria. É Uh' espressio-ne , con cui si dinota che un bastimento cammina con pari velo-cità dell‘ altro , avendo i pappafichi o un’ altra tal vela di meno. (S)
_ 1 remi all’acqua , alle acque. * Lo stesso che Dare de’remi all’ a-
cqua. F. Ar. Fur.14 18. I remi all’acqua, e dier le vele al Noto.(Pc)
_ istruzione =3 Istruire. Lat. mandata dare. Gr. hur ’ KKv .:.
— 1 tratti. * F. Dare il tratto, §. 3. Dav. Accus. 145. Bramo ch’ellache nelle sue mani dava i tratti e boccheggiava , nelle mie basisse ,spirasse e intrafalto perisse. (N)
— la baja = Uccellare , Molleggiare. Lat. irridere , illudere. Gr.
Ar.Cas.t. 2.Non n’hanno voglia, Corisca, e si pigliano Pia-cer di darci la baja. E Supp. 2. 3. M’incresce che Pasitilo Ti dia la baja.
— la battaglia. Lo stesso che Dare battaglia. F.
_ la benedica = Rinunziar checchessia. Modo basso , [ detto perchè
sogliono esprimer ciò col gesto del benedire.) Lat. vale alicui rei di-cere. Gr. x a ‘f e “ l *?''•
— la benedizione. Lo stesso che Dar benedizione. F.
— la berta — Uccellare , Motteggiare. [ F. Berta , §. 2. ] Lat. irri-dere, illudere, luditìcari. Gr. ip.irxl£siy. Malm. 4- 4l • Ridea del rospo,e davami la berta.
— la briglia = Allentar la briglia. Lat. liabenas laxare, permittere.Gr. perù yQa.Xa.lv uv.
2 — E Jfìg. Lat. dedere , permittere. Gr. sxSfiovxi. Alleg. 227.Per-chè voi date , si può dir , la briglia Dell’ anima c del corpo a chiforzato O da priegbi o presenti se la piglia.
— la buona notte. Modo di salutare altrui nel tempo della notte. Lat.adventantem noctem faustam precari.
— LA buona PASQUA = Portare altrui augurii di felicità per la Pasqua.Lat. Paschalis vel Natalis Domini solemnia precari.
— la- buona sera. Modo di salutare altrui nel tempo della sera. Cecch.Servig. 3. 5. E dessi a chi che sia la buona sera.
— la burla = Burlare. Lai. ludo-re, illudere, ludificari. Gr. ipvxl-
£s:v , eVurjcwTfrsjv.
_ la. caccia. Lo stesso che Dar caccia. y »
__ la capra =: Tormentare i rei sopra uno strumento cosi detto .
.— la cena. y. Dare cena.
_ la cenciata •= Battere o gettare altmi nel viso un cencio tinto cT in-chiostro , o simile lordura.
2 — E per meiaf. Burlare altrui in fatti o In parole. Lat . aspereirridere, opprobrare. Gr. rfiy.pùs iieuncunTruy.
— la ciancia, y. Dar cianca, §. 2.
— la collata. T. di cavalleria , che vale Percuotere il collo collaspada al novello cabotiero ; del qual costume ved. Dep. Decani. n5.e 116. Lat. ense cervicali novi militis tangere. \_V. Celiata, §. 2, 2.]
2 Dare una percossa sul collo semplicemente. [V. Collata, J. 3]
— la colpa. Lo stesso che Dar colpa. y. e y. Colpa, J. 10.
— la commissione. * y . Commessione , §. </, 2. (N)
— la comodità.* Lo stesso che Dare comodità, y . Comodità, J. 2.(N)
— la concia, y. Dare il concio, 5. 2.
— la corda = Tormentare , tcome un tempo larbarameme si facevail preteso reo col tenerlo sospeso alla corda . [y. Corda, §. 21 , 2.3Lat. manibus a tergo rcvinctis appensimi torqucrc exquircndae ven-tati gratia. Gr. xoAa^M'. Alle#. 116. Ch’essendo preso per ladro ilCarpigna , il giudice gli fece dar la corda.
2 —J5* fig. Usare artifizio per trarre altrui di bocca alcuna notizia.Lat. urgere aliquem cxtorquendae ventati» caussa.
— l’acqua, dell’acqua ^.Concedere il ber acqua. [A". Da re acqua, §. <^]
a—‘Annaffiare,Piovere,Aprire i condotti,cc.^.Dare acqua,
3 — Dare P acqua alle mani. V. Dare acqua , $. 5.
— LA croce = Crociare , [y. Croce, $. 11 .] Lat. cruce signare. Gr.crra.vpG<T$<zytfciv.
2 — Oggi vale Conferire alcun ordine di cavalleria.
— la cura. Lo stesso che Dar cura, y .
— l’ addio .= Licenziarsi. Lat. vale dicere. Gr. xalpav z&v.
* — Dare P ultimo addio = Morire [, poiché si sottintende , alinondo ; ma può ’avere anche il sign. regolare e diretto che esprimonole parole. ] Lat. cxtreinmn vale dicere. Gr. rsOiapa/. Alleg. 188. Giàper la sete, oiinè, giunto all’ occaso , Kra quasi per dar V ultimo addio.
— la .disciplina, y. Dare disciplina , 5 - 2.
— la facoltà, la facoltÀ. Lo stesso che Dare facoltà, y.
DARE LA PORTA
~ r* '
— LÀ febbre = Portar la fèbbre. Frane. Sacch nov.l3o.r-
( il ciccione ) , che molti dì gli avea quasi dato un poco ] i|l)-0 d 1
— la fede = Battezzare. Petr. Uom. ili. 4*. Si riceve > ^ 11L ,[ coti-padre e di madre colui che ti leva dalla fonte del battesfermare e dare la fede. (V)
2 — Promettere. F. Dare fede , §■ 2. essrt fi
— la fidanza * = Assicurare , Dare la parola,Far prò» 1 ganza i”/offèndere. Dittam. I. i. cap. 26 .Che il di fu posto e data à ^
— LA FRECCIA, [il Tizzo] : Dicesi del chiedere altrui ,n £'^ S 2 .Cb’ 10o simili. J.at. pecuniam mutuam rogare. Cecch. Esali-Li- So-nori abbia A dar la freccia e ’1 tizzo ogni dì al suocero, bMassime quando altrui vuol dar la freccia.
— la fune. F- Dare fune , §. 2. _ „Ue 0 n..
— la gambata. Modo basso , esprimente il prendere pf r>V ^. s tes>° 11marito la dama 0 il damo altrui, Iche è quasi un rostitan veneraluogo d’altrui, dandogli il gambetto .] Alleg. 113. Ch’ ella. C ntl ; B ta sic* a ’Su nella terza sfera, Dette allin la gambata À chi riluce nella q
- LA LATTUGA IN GUARDIA A’ PAPEBI. * F. Lattuga. (N) ,
— l’allodola. F. Allodola, 5. 3 . [ e F. Dare la < I ua ^Ìq ioh&t' 1 ,,
3 — * E Dar la carne dell’allodola ,nello stesso sign.F.fiv° 1 tosi- '
— la lunga * = Traccheggiare, Procrastinare . Farcii. ■^ e 0 e 01png. i(>4- Dar la lunga è mandar la bisogna d’oggi in “ in)
si dice a cresima, senza spedirlo. (N) -c1tèi s ‘ cC f-c.
— la madre d’Orlando. Lo stesso che Dar la òerta, [pf’ j|l^iid c ‘.J
è noto , la madre d’Orlando avea nome Berta.] Lat. irrt sl , n /. 1 ì d aGr. (Tuàicruv. Fir. Lue. 2. 2. Sa’ tu quel eh’ i’ ti yo’dire j'Orla 11 .,
la madre d’Orlando? E Triti. 2. 5 . Si sì, dammi pur la mau ^ a ||i s> <
— la mala notte = Far patire la notte. Lat. mala noi p in
facerc. Bocc. nov. 77. 35 . Kinicri , sicuramente se io P r j
notte , tu ti se’ ben di me vendicato. „ c0S
— la mala Pasqua. Sorta d' imprecazione, Lat. iratos j a tti cV ;
Dep. Decam. tì2. Trovcrassi ancora talvolta cosi usalo w cdatti la mala pasqua, clic se’ un ribaldo. Fir. Triti. c ^
che ella lo faceva per onestà; per il maiali che Dio ti ’
la pasqua , furfante , poltrone. . m !*%•
— la mala ventura = Cagionare altrui male. Jt-ai- t ar ti "’ p
Gr. \v/sxItitw. Bocc. nov. 86. i3. Questo tuo vizio l L " ull 0 1
li dire le favole che tu sogni per vere , ti dara
gno , e dila mala ventura.
55 -
■iu> J
— LA MAMMELLA , LE MAMMELLE ' = Allattare. Amg
diedi le mammelle a Dario , poi le battiture. (N)
— la mancia. F. Dare mancia.
— la mano. * F. Dar mano, 3 , ^ e 5 . (N)
F. Dare materia. , piiBWr
fra
— la materia, y . Dare materia. < 7 ji*
— l’ ambio = Licenziare , Mandar via y Dar V andai' 6 ■ 1* ‘ vott e
tolta dal cavallo , il quale quando parte si mette l e a Qel> 2 ’passo d'ambio, y. Ambio , 2.] Lat. dimittere. L& 5 •
Cli'ei pare proprio colui che dà 1 ’ambio a" baleni. #
— la mentita. K, Dare mentita. _ ^
— la monna. * Lo stesso che Dare la berta- y. ( I ^° S s o ^anebe monna la bertuccia. ) Lasc. Streg. 2. f.io veggio ognuno ridere, egli c forza che tu ini dia d P *na o il gongone. (N)
— la morte, y. Dare morte. _ 1 *'
ij»’
<■
— la morte, y. Dare morte. j. - , ,.
— la mostra. Detto ili Esercito o simili. F. Dare mos ^^re,
— l’ andare = Lasciare andare, Aprir la strada.
v 3 .] Lat. iter aperire. Gr. obev àvotystv. Tac. Dav. i’ C rro rCFatta la festa, fu dato l’andare all’acqua, e sc0 P l f . i(r0 .spiano non livellato al fondo, nè a mezz’acqua ad s pgn°
T — Sposare colla formalità del darla sposo, i jjjjuftf up,
'• - 1 ^ e o.j Leti»
L ANELLO :
C anello alla sposa, [ Inanellare , y. Anello, 2-ì r iC ^c 1 " r( , r ,H
nuptae dare. Lasc. Spir. 1. 3. E così segretamente .. anij?' ji
con animo di farla chiedere al padre. È 5. 6. Dove , * C°f y rche saranno i danari , che Giulio ie dia l’anello. c {i aG'
E diccmi, Che s’io prometto torta per legittima ^P 5 S Z -, In*- V'nello, è per concedermi Quello ch’io voglio. ^ n 0 fl j 3 s^
do l’ anello , eli’ è matrimonio promesso , fosse mal |j 0 , crebbe a matrimonio consumato, che può stare sen^a q (.liti*
p4’abbondanza non vizia l'essenza. rvJnh* ,,c ’ b a fi
2 —Dar nell’anello. T. de corridori di lande , e ^H^ jjisp^' f^io ^
— l’anima al nimico; [cioè aL diavolo. ] Lo stesso cflù £ co 5 * 1desperationi se tradere. Gr. àirsX??ilifu FU v TrW*
dì ti fanno dar V anima al nimico.
— la nuova, y. Dvire nuova.
— la pace. y. Dare pace.
— la paga. y. Dare paga , f. 2. f* ?! (• f '
— la parola = Dar licenza , Permettere. F• Dare par 0 * 3 ’
3 — * Promettere con sicurezza di osservare. F-
— la pena. ( F. Dare pena , §. 2 .] j pri 1 ’! 0
— la penitenza. F. Dare penitenza. ... jj. F 11 1 jat> 3
— la persecuzione = Perseguitare. Petr. Uom. 1 • [c ,„po ’ a
che dette la persecuzione a’ Cristiani. E Al sll ° <f!'
quinta persecuzione a’Cristiani. (V) . . n e p.
— la petizione. T. legale. Presentare la prtizmne. . m; | che . a je.t’,Demmo la petizione al giudice della Podestà aH e 00 ie\ c fi' , L r e, rl,C \.importa clic civilmente, cioè per via del civile, e " pr&'lg S' c ' *|ic
— la pinta, la spinta = Pignere , Spignere. ' 3, i* 0 ' pc ,c ,.ilenì impellere. Gr. x.xTxr.pri'avlX,uv. Tac. Dav. A '. R uiai' c ’ jreva ignorante o ciurmante, gli era data la p 1 " ^ a on " 0 . n c j ' 1 * 11non ridicesse il domandato. E Stnr. 2. i8f- ■ \ue ' e * ,r ' 31
per natura c mutabile per paura , per non fa ' . ^ Cf t |i
coll'aj’itar chi cadeva , gli diè la pinta. e ^ j ci^
—■ lì porta Conceder V ingresso per la P or Jrpb 0 ^°gtiare la signoria della porta . G. K■ 9°' 1