cv dare la posta
danno'? 1 ? P cr tradimento, per la porte che fu loro data , con granli <lie ( ] on c che dentro v’erano, E cap. 226. 1. 1 detti traditori
alla f est ^° ,, notte una delle porte. E 10'gg. 1. Andando i cittadiniVae vei-c ti a oreria , i traditori dentro dovevano dar la porta cheli P Q S “ "agnorea.
per r j Uc 4 1, t posta. ] Termine esprimente il fermar luogo e < tempoT ‘-Hv ou V 6 Sla ‘ ^ al ' l° cum t tempusque condicere. Gr. xaipòv trvs-E COs i di # r Domani tocca all’abate a dir la messa maggiore,
c °0estal)o| * ^° 5ta ad uno e all’ altro. G. F. 10. 106. 2. A ciascuno
farcii 3 Clas oono diede la sua posta
«i la ' J Chi c pudica, è segno che è brutta ec.: se ella non■dim ... Sa a ciascuno ora per ora ec., si tiene da niente. Tac.Dav.elle ' " ' ’ " ■
' U■ta
l’ rae poner I>E! k A == Concedere altrui la precedenza. Lahprimas deferre,14 Hiin ’ « onor * s pracrogativam concedere. Gr. seporipàv.
,lQc ° a a °) 1 l secom oa pelle. É dare il primo o ’l fecondo ìnto-la «c l Q g. U °| e cosa. lienv. Celi. Oref. 36 . La prima volta che s’im-,lc a lr((id( -;Ho , si domanda dar la prima pelle. Ivi : Come poi siad'o si f,.„ 1 snia lto , diasi la seconda pelle al lavoro in quella guisa" la r , U4 ^ la prima. (V)
*1* . Adulane.] Farcii. Ercol. 56 . Usansi ancora in vece
^“Itlole ’ S 0 Ì a, e j 0 dar la sofà , e cosi dar t allodola , dar cac-J -, ^j’ "f ine , roselline , la quadra e la trave.
• e fl. 3 c “ llar e , Motteggiare. Lat. irridere, illudere. Gr. cmùirra*.• lil 'HIlo' , stm P cr quell’ amor di fantasia cc., Che più dilettoi S'uoco S,£ con le molle in mano al fuoco, Che ’n puttana , ched altra 00 1 ^l l a ^ a pancaccia 0 al canto Dar la quadra a chi passa,3 -- » ì. COsa ) in che più 1’ uom si spassa. F. Quadra.
?' ®icte v„; lr ® a * e > Prosare, Tagliare i panni cc. Buon. Pier- 4 - 3 .e i dar l a sa7ac di darci la quadra? Salvia. F. B. 4. 2. 7. Prosa-*, a qatllo . f i" a « r;i - P appresso : Dal grande dar la quadra a questov he 'ner-is^ “ c ** a T ia l cosa , cioè del dir male , Archiloco diceva
- u »Sr e :v^ a •
aggiunse pedoni con pavesi, e balestra e raffi e stipa eciascuno diede la sua posta intorno al castello. Aeri. Ben.
H, Ul«t J.H.I UAU CC» , Si Uditi lld UlUHCt
guani' V 7 ’ ® ata * a posta , ella impone a una sua fidata serventei pot,. 1 ■ a ca, nera.
„^c^ 5z f = Da -P^-
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Lo stesso che Dare unguento. V. Salviti. F. B. 3 . 2.
*■* s<p A „ 4 '__^- Dare ripulsa.
!?■ Vl;i rv j ^ Lo stesso che I
. ^ pai-ol e J-^ ucnto > cioè darvi la soja o la sapa con morbide e dol-
^ C;, lata. L (Yn * ~ Salire sulle mura del luogo assedialo. Cr. alla v.- ^ Se NTbn 7
Slot..,..' > ca sentenzia. F . Dare sentenza.
■ U s 'c»o»f’ Uarc sicurezza.
M s 0 j A 4- F. Dare signoria.
J <e > cioj a'i'I’ L4 sapa > unguento.] Lo stesso che Dar labaja, [So-1 —. pj «giare hellàndo. ] Lat. illudere. Gr. ì/irxl^ur.§*(’*rJ5 w ò^ Ia,e ' i F . Dare la quadra.] Lat. bjandiri , palpare. Gr.
■ ^ lusin 0 ai ‘ ^ 7or S- 22 - 200. Se dice il ver, tu di’che dà la soja,
• i A 5Plti TA° a / C «*’ che minaccia.
,,/A Sp Oc,L,i‘ slcs so che Dare la pinta. V.
c p ' Suonr 4 * ~ Pare spoglio dell'altrui , Rapire , Rubare. Cr.1 A '!A,L°6 , ì a ®a. fOt '
V l '*C Losui„ J El 'so
1 «ar.
CO)
stesso che Dare assalto, y.
:. r?7 " onsenl ire. [^. Assenso , S. 3.] Lat. assentili, asson-
. w. c vuoi ,’
°' , 7»<p<upetp.
A , s ? u Nto sles $o che Dare assoluzione, y.
aìi?, 0tiui »
. '-ammetter la cura, il negozio. [ F. Assunto, §. 6.) Hat.di , «uittcre , rum facieudam tradere. - 4 r. Far. 38 . t>i. Studia
^'>i&l c - v l ncitorc * 11 ' '
sui t u . «mciiorc j il che forse avverrà, se tu mi credi,
1, “ggiern a d UEl t l a a un cavaliere Darai P assunto , e se quelE * s ., 4 >,g »ETta.
ST r ,
Ep TA
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C y. Dare, il dado, e Dado, §. 3 , 2. ]
Hit P StrinuT' ^ lri snere. Lat. stringere. Gr. e^iyyuv.ani; a S a ha n fe P ro P r iamcnte co’denti, Ingojare. Maini. 2. 63 . Co-
coii, C °' Scl],',: Uant *° preso il topo, Che sebbene è tra lor quell’odio
i 0 ^ E Un 1 rZa con -1 -- j ™ ---
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«à j ’^ggier °. ' n g a nno o male. Lat. opprimere. Berti. Orl.i.
<li, r , a «trett, lì conosce, coll’accetta , Strignendo i denti, a tutti
' -allea, jm t; —1: ^—-1 - 1 , > e— —>
, 11 J* Scc ca (; r C0 « Ess o alquanto, e poco dopo Te lo sgranocchia_J'U'tj p Q j |° ’^Così, perchè più a filo tu mi metta, Voglio far
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__ , m ciiiJ u inanuereoiie ira'piu —-~
Cani. s 5 if. Che ci hanno dato già cattive strette. En, Pl —■ ' Di,'; 0 '' *>iria mette , Dà di cattive strette.
■ V?fei l c f u ' stretta. '
riiì ipivii..’
v ^ C( -^Ì)e l /-|P. ^Ululino • t ~" c»/i*iKLicL». xsuòv. i'urvni. x. j. io ic
V 1 Oinio in casa , c darei lor la stretta in su gli
hi senso equivoco* Lasc, Parent. 2. 3 . Io le
n‘>e! 12 r A S HEEA l
.J'H'i ’p,'^• I.t.irò ^‘S ur alam. si dice del Fare o Dare alcun dis-14 htta k s l ,u chìno la ^°” C ’ ^ l ^ asCm P‘ nz - t. Però conviene operar
e 4T(jÌ^ 4e 4 , ’ <: dar loro la suzzacchera.
la,.’//' 4 Quartana, ec. * F. Dare la stretta, J. 3. (N)
^ e 4 pcrse(r°^f' ^ aL P' ocbere locum. Gr. ìyxi-'pn‘’.Fr anc -Barb.2 o y.v t.,o Ea Vr, ^.g'utsiHto Te molta gente Ria e nocente : A tutti darai lato.
0 '-otu:'/ r ' U ’ C ’ Le Dare la quadra.]hìf~ at< -‘, lauHii, LO ® A > [UNA lode,la loda, le lode ec.\ = Lodare. Lat.’i i, lu^'Qiiestv. "Y :i ' l n e, ornare, in coelum vehere. Gr.ìxitpr.fù'^uv. Dant.Klisa ,, Dan(j Q io°[f.’ C I J c tanto posta in croce Pur da color che le dovriunl’°5c j.^lodeasrnl, la j lnCl a torlo e mala yoce.Bocc.nov. 44 -i ■ TacendoAll 4 ''citta a v, ° dalle sue compagne date alla sua novella , im-E «due s : C ^ IC alcuna ne dicesse egli. E Fit■ Danl.eqy.
I Olente dare una medesima laude. Pass- Pciclm
DARE L’ ESILIO 555
si manifesti alcuna sua escellenzia e hontade, per p onore e per la rc-verenzia che gli è fatta, c pcr la loda e per la fona che gli è data.Uass. Ger. 20. 32 . Cade il trafitto, c nel cadere egli ode Dar, gri-dando , i nemici al colpo lode. Soder. Colt. 2. Altri agli Ameneia’Nomentani, a’ Candiotti e a* Corsi (vini) han data lode. - 4 r. Pur.ii 5. 5 . Avea per tutto ’l mondo il primo onore : Godea di questo, u-dendosi dar loda, Quanto di cosa volentier più s 1 oda.
— la via. y. Dare via.
— la vita. F. Dare vita, §. 2.
— LA VOCE. F. Dare voce, J. 5 .
— la volta. V. Dare volta.
~ l’avviso. F. Dare avviso.
— la zampa della rotta. Sembra che vaglia Gabbare , inzampogna-re. Cecch. Servig. 1. 6. Ma i’ ti so dir, Geppo , che lu gli haiData la zampa della botta , e cavine La macchia. (V)
— le buone calenhi * — Augurare felicità’, quasi lo stesso che Dareil buon giorno. Bocc. nov. 28. 2q. Di che io prego Iddio che vi diail buon anno e le buone calendi oggi e tuttavia. (N)
— le cartì. T. de'giuochi di carte , e vale Dispensare le carte a’giuocatori. Lai. lusorias pagellas assiguare, praebere. Malm. 8. 61 .Le carte ha dato mal, non ha risposto.
3 — Dar-le carte basse , fìg. — Discorrere o Trattar di checchesia cautamente , e senza scoprire tutto l'affare. Lat. caute, tecte agerc.
3 — Dare le carte scoperte, o alla scoperta , fìg. = [ Parlare li-beramente.} Lai. aperte ac libere agere, loqui. Gr. ir^p’pjjo-iMQtrTai,ÌMvi^sptac^£iv. Farcii. Ercol. 8 7. Dar le carte alla scoperta , significadire il suo parere c quanto gli occorre liberamente , senza aver ri-spetto o riguardo ad alcuno, ancorché fosse alla presenza.
— le cervella a rimpedulare. F. Dare a rimpedulare cc.
— le difese. F. Dare difesa, §.2.
- LEGGE, [LA LEGGE, LE LEGGI, PER LEGGE]=/«l/JOr legge.Lat .legem dÌCerO,
praescribere. Gr. vópov^éa^a. Bocc. pr.i■ Diede per legge incommutabilea tutte le cose aver fine. Amei. 3 . Se non che i suoi effetti tengono inmolo continuo li piacevoli cieli, dando eterna legge alle stelle, e ne’viventi potenziata forza di bene operare. E g8 . C011 giusto amore odeterna ragione Dando legge alle stelle ; ed al ritondo Moto del Sole ,principe di quelle. Boez. Farcii, 2. 1. Ora se Rivolessi dar legge quandodebba o stare o partire colei che ec., non ti parrebbe far villania? Cani.Cam. 120. Colui che dà le leggi alla natura,In varii stati e secoli dispone.
2 —Dar delle leggi o delle lcggiaccie, Rispondere a traverso
o bizzarramente, Lat. insolente! - cimi aliquo agere. Gr. ìvrpv^Sn rivi.
l’ eletta * = Conceder V arbitrio della scelta , che dicesi ancheDare le prese. Ar. Fur. ig. 02. Fe’portare in fretta Due grosse lan-ce , anzi due gravi antenne ; Ed a Mai fisa dar ne fe’ 1’ eletta. (P)
-— le mosse =3 Dare il segno a’ cavalli che corrono il palio ; [ e cosiin sign. allegorico ed osceno. } Lat. cursus signum dare, mappam.mittere. Frane. Sacch. nov. 206. Quando Farinello, avendo la ven-tura ritta , gli parve tempo di dare le mosse alla giumenta. Buon. Pier..1. 2. 2. Che date all’impossibile le mosse, Per quel ch’egli han de-sio , Lo voglioo giunto al palio in un momento.
3 — Fig. Cominciare o Dare ordine a checchessia di cominciare.
3 — Dare le mosse a’tremoti. Lai. suimrum jus in rebus exercere-.
Farcii. Ercol. 88. Dar le mosse a’ tremoti, si dice di coloro, senzala parola e ordine de’ quali non si comincia a metter mano, non chespedire cosa alcuna.
— lena — Allenare. Lat. respirandi spatium praebere, reficere, rollaraddere. Gr. iexvpK e,t ‘ Porti . Ori. 3 . 5 . 16. Nè diede al suo cavai mailena o fiato.
1 — [ Dar lena o polso, parlando di cosa inanimata , vale Darleanima, vita.} F. Dure polso.
— l'entrata = Conceder l’ingresso. Lat. ingressum , adituin , acces-sum praebere. Gr. ìnrobov tfapixav. G. F. g. 225 . 1. Stando a sicurtàcon mala guardia que’che v’ erau entro ricolti , diedero 1’ entrata a’Pazzi ec., i quali qnanti Guelfi vi trovarono in su le letta, uccisono.E 10. I2g. 1. E per genti della terra, eh’erano al tradimento, fudata loro l’entrata, e corsono e rubarono la terra. M. F. g. fi,/, fr-uendo quello di Bologna il castello della Sambuca , eh' era del con-tado di Pistoja , ed era la chiave di dar l’entrata e l’uscita per li paesi..
—- le pecore in guardia al lupo. F. Dare in guardia , §. 2.
— le pere in guardia all’ orso * = Fidarsi di chi non si dee. Cr.alla v. Pera. (O) (N)
— LE pesche , pesche, [peschb durAcine]= Percuotere, e piu propria-mente con pugna. Lai. pugnis caedere , pugnis faedere, pugnis satu-rare. Gr. xocTccKovbvXt^iv, C/ri^ Cnlv. 3 » lotf. Ma dava col bastonpesche duracine, Che, non che gli cimi, are’rotte le macine.
— le prese, [l’eletta] 323 Conceder L'arbitrio dillo scegliere. Lat. optio-nem dare. Gr. iy.Xoyiti bibovai. Pecor. g. 5 . n. 2. Giunti i Pisani a 1 isa,diedero le prese a’ Fiorentini , che pigliassero una di queste due cose.CirifF. Calv. 2. 42. Di’eh’io gli do del combatter le prese, O vuolea corpo , o battaglia campale. E 2.43.Dandomi tu del combatter le prese.
— le quelle = Burlare altrui. Lat. facete irridere. Gr.
— l’ erba cassia = Cassare , Privar di carica, Mandar via. [Modo
ionaduttico. F■ Cassia, §• 3.,] . „ ,
—• le reni Lo stesso che Dare le spalle. Lat. terga dare. Gr. ree vera.eWpéfflw. Star. Pist.21. Al fine, quelli dentro non poterono resisterealla fòrza de’ cavalieri, e diedono loro e rem. Ai. F. 7. i 3 . Anzipossiamo essere molto certi, che dando loro le rem, ci faranno mo-rire a gran tormento. F. F. >>■ So. Per lo detto atto ec. gl’ Inglesi.inviliti, dicrono le reni. _
J _ * Dar delle rem = Percuoter colle rem. Bocc . nov. 40. Datodelle reni nell’ un de’ lati dell’ arca cc. (N)
_ L ' SSCA . Propriamente con materia avvelenala uccidere i pesci ; e an-che si dice per lo stesso che Aescare. lai. hamis escam imponere.
— l’esilio 1 —= Esiliare. Lai . in exilium nnttcre. Gr. stoplcdì. Bocc.