566 DARE le spalle
Kit. Daiìt. ì 3 g. Morto è il tuo Dante Alighieri in quello esilio ebetu ingiustamente, del suo valore invidiosa, gli desti.
— le spalle , [le resi , il posso \ — Kaitar le spalle , Fuggire. Lat.terga dare. Or. rù (ir* ìieiarpt^ut. Fr. Giord. Pred. R. Questo èun nimico che non si vince se non con dargli le spalle. Bocc. g. 4.p. ig . Armato, e di bupna pazienza, con esso procederò avanti, dandole spalle a questo vento, e lasciandol soffiare. ì)ant, Infi. 3 i. i 3 y. Quan-do Annibài co’ suoi diede le spalle. Ar. Pur. * 3 . 3 g. Dato avea ap-pena a quel loco le spalle La figliuola d’ Amon, che in fretta già ,Che v’ arrivò Zcrbin per altro calle Con la fallace vecchia in compa-gnia. E si. 43 . E per trovare albergo diè le spalle Con l’ empia vec-chia alla funesta valle. Tass. Ger. sg. S. Escon della cittade, e danle spalle Ai padiglion dell’ accampate genti.
— le spese. V. Dare spesa, §. 3 . Kit. SS. Pad. 2. 36 g. La volevatenere con seco , e darle le spese per l’amore di Dio . (V)
2 — * Dare le spese al suo cervello. V- Dare spesa, §. 5 . (N)
— le spezie. * Lo stesso che Dare il pepe. K. (N)
— l’ essere — Creare. Lat. vitam praeber». Gr. rù »■ ovviati Stbovai. Boez.Karch. 4 - 6. Perchè non può niente Esser giammai, nè durare altra-mente , Se non si volge con amore a Dio , E con quella cagion, suagran mercede, Non si raffronta, che l'csscR-gti diede.
— letizia = Rallegrare. Om- l. Orig. 2go. 0 amor mio desiderabile,ritorna a me : non mi ti fare più aspettare ; e dammi letizia dellatua presenza. (V)
— le trombe. lUetitf. presa dal giuoco delle minchiale ; e dicesi figu-ratamente del far checchescia con ogni maggiore sforzo e apparenza.Lat. surnmopcre conari. Gr. tTtyóbpx vnpàv^ai. » Farcii. Ercot. t. 1. p.16 ». E perchè le trombe sono le maggiori del trionfo del passo (nelgiuoco delle minchiale), dar Io trombe, vuol dire far l’ultimo sforzo. (N)
— lettera, osa lettura 222 Leggere. Lat. lectitare.Cr. i-XMa.yiviAjA.ue,
3 — Dare una letturina — Leggere in fetta. Lat. praepropere !e-ctitare. Alleg. 3 aa. Il perche datogli una letturina a corpo voto , odanimo scarico, vi raccapezzai dentro , cc.
— le vele * =2 Dirigere, Incamminare, Indirizzare. E anche, Ag-giustare , Ordinare , Invigorire. Bemb. N. Sp. ( 0 )
2 — Dar le vele a’ venti, [al vento ] 222 Cominciare a navigare.I.al. vela dare , solvere. Gr. umtlptw. Bocc. nov. 1 7. ti. I marinari,come videro il tempo ben disposto, diedero le vele a’ venti. E Filoc./). ri. A voi conviene, poiché comprata avete costei, senza alcuno in-dugio dare le vele a’venti, nè più in'questi paesi dimorare. £ 5 . 38 y.Sentendo il vento rinfrescare, parve loro di dar lor le vele; le qualidate, abbandonarono gli antichi porti di Partenope. Ciriff. Cala. 1. i 5 .Dopo alcun di si parti coll’armata, Come promise e die le vele ai venti.
3 — E Jig. Dar principio. Lat. cxovdìri. Gr. £pxteZhxi.Alam.Colt.3 . 56 . E primo ardisco Pur col vostro favor dar vele ai venti.
— lezione 22: Insegnare ad altrui, Fare scuola. Lat. scholam haberc,ducere. Gr. bibàvanv.
— libello, bs libello = Porgere al giudice la domanda. Lat. libel-lum edere. Bocc. nov. y 5 . 7. Di cosi picciola cosa, come questa è ,non si dà libi Ilo in questa terra. Nov. ani. 53 . 2. Richiamasi! di luie diegli un libello di duemila lire.
— liberazione =2 Apportare liberazione, Liberare. Passar, syg. Vollediscendere nello ’nferno a dare a quegli, eh’ erano imprigionali , sa-lute e liberazione. (V)
— liberta =2 Conceder libertà, Far libero. Lat. libenun faecre, ma-numilterc. Gr. ÙKsKtvSspovv. Bocc. nov. fil ■ 22 ■ A Cimone e a’ suoicompagni, per la libertà il dì davanti data a’ giovani Rodiani , fudonata la vita. Ar. Pur. ./>■ <)-■ Ma Frontin prima al tutto scioltomesse Da se lontano, e libertà gli diede. Tac. Dav. Ann. i 3 . tyo.Non a caso i nostri antichi aver onorato ciascun grado di sue pro-prie podestà ; la libertà aver fama comune ad ognuno , la quale inol-tre ordinarono che si desse in due modi ec. , e non si corrèsse a dar-la , quando non si poteva ritorre.
— libro e carte = Citar l' autorità. Lat. librum et paginam indicare.
3 — E fig. Mostrare tutte le circostanze, Addurre tutte le particn-laj-ità. Lai. suo qnacque testimonio confìrmarc. Malm. 5 . zg. Così, poich’ebbe dato libro e carfe , Entra nell’un vie un, che non ha fine.
— licenza o licenzia zz: Permettere che altri faccia. Lat. sinere, ve-niali! dare, perniiltere. Gr. eie, aeyx ) upiw. Bocc. nov. g. 7. Volentieri pre-se la chiave, e similmente gli die licenzia, lè nov. 4 n - 2 /. Vi prego chevoi mi perdoniate, e mi diate licenzia eh’io vada ad ajutare , in quelloche per me si potrà, Ruggieri. Amet. 18. Avvisa dove perverrebbe lapronta mano, se data le fosse licenzia. Burch. i.gy. Che non si pon farpalle fiorentine, Se non ci dà licenza Sralabronc.» Cavale. Att. Aposl.s 34 Ti priego che tu mi dìa licenza di parlare a questo popolo. (V)
3 — Dar commiato, Licenziare, Accommiatare. Lai. aliquctn di-mittere. Gr. irr.o-x-o.-oo. Bocc. intrnd. 56 . Data a tutti licenza, litre giovani alle lor camere, da quelle donne separate , se n’ andaro-no. Tac. Dav. Ann. i 5 . 206. Peto , i soprastanti mali ignorando,aveva la legion quinta lontana in Ponto, e l’ altre svernate di solda-ti , dando licenza a chi voleva.
— lieta faccia 2= Accorre con lieta faccia. Lat. blandiri. Gr. aìxài.-Kuv. Cavale. Pnngil. 128. Raccetlanò i detrattori ec., anzi danno lo-ro lieta faccia , e pronta udienza. (V)
— limosina. * Lo stesso che Far limosina , Donare per carità. Bartol.Giapp. I. 5 . c. 64. Dié loro limosina in danari. (P)
— l’ incenso. Lo stesso che Dare incenso. K.
— lincea =2 Avvisare , Significare , Accennare. Lat. indicare, ccr-tiorem facere. Gr. buavviixi.
’ — * E Dare lingua e indrizzo = Informare e Indirizzare. Car.Leti. Fam. 12. Ci si presentarono avanti alcuni morbiscialli che ne die-dero lingua e indirizzo per venir ove siamo. (NI
— l’ intento * 2= Kolger 1‘ intendimento , il desiderio. Lat. animnmappellerò. Com. Dani. Purg. 3 o. proem. Ma tu abbandonasti il per-
DARE LUOGO ( d
Etto amore per lo vano, là dove lo intento desti in co * 9 motlfi ’in corruttibile , tosto transitoria. (N) .. sl 'efi'>
— l’investitura — Investire chicchessia di stati, benefica, ^ [lDarne il possesso. Lat. investire, beneticinm conferre. M- "• L fal) taquale in effetto contenea, come in derisione e in contento TO j t aiio.Chiesa, c’ davano le ’nvestiturfe de’ benefici! ecclesiastici a e UI .
— l’ occhio. V. Dare occhio, §. 3 .
— loda. Lo stesso che Dare laude. K- . c C ’o-
2 — * Dar loda e compiacenza = Adulare. Kit- S- 1
236 . Credete voi ec. che 10 voglia dare loda e compiacenza- ^,^0
— l’olio santo 2= Amministrare il sagramento dell' estrema^ fl y:-Lat. extremam unctionem conferre , oleo sancto inungere- |> 0 iio
Fr. Giord. Pred. R. Venne il parroco a dargsanto parrocchialmente.
— l’ onore di checchessia. V. Dare onore, §. 2.
— l’ orgoglio * =2 Inorgoglire. K. Spavento. (N)
— l’orata , l’orme. K. Dare altrui l'orma, e v. Orma.
* — Dar l’orma a topi. K. Orma. da,, if>- '
— l’ oro 22: Indorare. Lai. inaurare. Gr. eVi^oi-tcì-c. Borgo • s ’iiU"
perché alcuna volta accade, che dopo che si è dato *’ or0 ’.. c j tnesi, ff 'piega in altre bisogne ec., sebbene fosse stato dato l’oro dt 5 | c qui-
— lo scambio Ricambiare.PoUz. Rim. fi i 36 - (Ken. 101, 9 -^ ^(P)lunque di voi un cor preso ha, Lo renda o dia lo scambio m fr
— lo scolo. V . Dare scolo.
— lo sfratto. K. Dare sfralto.
— lo spaccio. K. Dare spaccio ,§. 3 .
— lo spavento * 2= Spaventare. V. Spavento. (N) n fittiti ,
— lo stato 22: Far altrui partecipe de' magistrati d'alcun c ; v t»
metterlo alle prerogative più nobili delta cittadinanza. - ‘
pieno jure efficcre. Gr. zroXtTo-ypa^tin. Sen. Ben. K a,r ( e " J ’chiami benefizio aver fatto cittadino di qualche possente
to lo stato ad alcuno. Q,\
— lece =2 Dar lume , Illuminare. I.at. illuminare , lucer*- jnr jl £mie. Filoc. 5 . 160. Poi, tacendo, le stelle non diedero 1
3 — E in senso fig. Tratti Kil t. Mar. iyo. A n , 10 ! u 0 m, ’per sé non splende, Altro non se ne accende : Cosi e e (f) ,spento da virtute , Altrui non può corregger, né h.u' h |C ’ |n Ino
3 — Dare in luce, a luce , alla luce =2 Pub'licare. Italieedere, publici jnris Tacere. Gr. 6 xtmthv. Bemb. fati» 2 ‘ e l tfÉDio , cu i’ lio veduto l’opera del nostro messer Jacopo * °Pescagioni pubblicate c date a luec.
— l’ ultimo addio. V. Dare 1 ’ addio, §. 2.
— l’ultimo crollo. * V. Crollo, 5* 3 , 3 e 4 - (N) p ft
— l’ultimo tratto, y. Dare il tratto , 3 . rae^’ ai
— lume Illuminare. Lat. illuminare, Incero, facem P** ; 0 rnfl’ ,j\i{j.iritv, Filoc. 1. 66. Era manifesta la ferità del ertiti*-
quale egli si apparecchiava di dar lume. » Bocc.grotta dava alquanto lume uno spiraglio fatto per foi ^ 1 c {’ u 1^ — [/? per mptaf.J Peti’ , son. 2Ì6. Ov’ è ’l bel cigb 0 ’ ^P altra stella , Ch’ al corso del mio viver 1 uuc dt-nrio.
3 —Render lume,Risplendere.^nLsplendesccre. gjo»*
j’ antica quercia si mosse tutta, e racceselampanc ■ ji 1 '
<i
4 — Dar lume — Dar notizia. Lat. instrucre. Gr.
*» — jjuì lumi; — xjtir notizia. iuut. tiisiroiii. v-j
6. 10. Onde .a trovarlo andata via . di y cla ’ Vcm3 ^:' &ui ^te andar presume) Clic luoghi v e, che genie c che mi
di tulio le dà conto e lume.
dare
loò
u l n !
— luogo, [loco, il luogo] —Conceder luogo,Far luogo.L ,' c0[ fCt llocum praebcrc. Gr. iyx<epùv.Dant.Purg.5.2Ò. Quando s ^ j^uiafnon dava loco, Per lo mio corpo , al trapassar ^ e ’, ra 'g. l iv05sicanto in un O lungo c roco. Tac. Dav. Aiin.iz- 149 ' ' |]ggendo allarmala.- che l’aspettava al Danubio insieme ^ tf [C .te, a cui fu dato in Pannonia luogo^ terreno. Dav- C 05 ,ot n ,,nla fine messer Domenico Buoninsegni, per diblNTats' uj ^cagginc , gli diè il suo luogo. » Segner. Mann' Febb’. ^.^to ì tpuò , se tu gli dà» luogo ( gli dài ricetto ) , l’amor “ l oD c<u' rt .,fr— luogo alla natura 2 = Cessar di vivere. j cc pni e eta
Dar luogo__ _ ...
to , naturae. Gr. nSvxvxi. Salt. Giug. 12. Il P a ^£^’ .
necessità , diede luogo alla sua natura, e passò. (P) ’nfi 9 ' 111 . nin 1 ' 1 *
3 — Cetlere. Pctr. canz. g. 2. Come ’l Sol volge* 1e |.j s sii*i‘ '
tc , Per dar luogo alla notte , onde discende Dagu .’ j a sci'- 1 !maggior 1 ’ ombra. E 3 j. 5 . Tal eh’ io a-petto tutto 1
’I Sol si parta, c dia luogo alla Luna . Bocc. K lt ", j irs i sif 1 ? ^tiP
venne che Danto infra alquanti mesi appaiò a ric . 01t ‘], n do . 1 t *
me Beatrice esser morta, c con più diritto giudici 0 , a ci 1 '
il dolore luogo alla ragione, cc. Ar. Fur. 23 . 1 d-terra e a mar si fa dar loco. ^ . ,jR r '
4 — Dar luogo , Dare il luogo = Porgere occas ^ peps 0sionem praebere. Gr. a-tpop/z-èv biScvxi. Bocc. ncv . . -
li dato luogo e tempo alla sua intenzione. 'mitaf s>1 ^ Sj p ,r
5 — [Ed in sentimento contrario, ma da non ‘ 1 '
o Schivare checché sia , e quasi Lasciarlo andai®)* , fi oC: ‘f 0 iìfte. Lat. niiFitium rcmittcrc, vale (licere. Gr. X*‘f’ cjgnor e < ' nl a. f! ’fi 5 . Domane è quel di che alla Passione del n05 ‘ ., c ,-|eb I ' iU L,gO- !]crato , il quale, se bene vi ricorda , noi divotamet , cl|]B iOscudo rcina Neifìlc , ed a’ ragionamenti ddr (te ' u , c j ie i sl f ■ od 1 ’Kit. S. Gir. 2. La qual cosa vedendo Girolamo , jjjal*
ci procacciavano d’infamarla) diede luogo a tati .^.1, ù j
si partì subito di Roma . (Pr) j ar c cof' t \ .|
6 — Dare agio e comodità. Lati dare loemu , dicr ’ ■„
zrefl^nv. Dant.Purg. 33 .y. Ma poi che l’altro ve K 0 y, òp-.® i B ef* 1 -di dir, levata ritta in piè, Rispose: ec. u Fav. j fll i v ,cane il pane ( del ladro) , disse tali parole: Li
stia cheto , e dia luogo a’ furti tuoi. (V) . piatii
7 — * Dar luogo alla ragione 22; Capacitarli ,