dare nel tisico
5 '*'** fP y>
° v Htq y irc 'h- Ercol, 8y. Dare in brocco, cioè nel segno,
lo e«rc , ragionando, ò apporsi, e trovare le congenUire , o
5 __ rp, s *° i c pigliare il nerbo della cosa.
S ' 2 °- M loc ‘^ cru c on cognizione, Non commettere errore.] Dittarli.
DARE ORECCHIO
569
c iò vy 0 j * Pp 1 a c {ncl cìi’or ti vo’ dir, lo ’ngegno , Sicché so mai diStilla ra 8'onare, Uinltnincnlc sappi dar nel segno, » ( Si tratta" *«i T , ° , ‘“ Y< erud ^<ine. ) (P)
^be COr 0 i , | s tisico — Cominciare ad intiSichire. Lai. tabesccre,l ’ 81 fiiu^'b 1 ’ “'labescere. Gl’. r^JwirS-ai.
C,Ui «itisi t0K0 = Modo basso , con che si accentui il carierò in al -ctirig 0 * u f f . nma l >!l ' Sl \ Impazzare ec. x [trailo dal giuoco che si faCtu ° ch e ) C . amaLo d trentuno , nel quale si tiene per infortunatoi<u 'le p a lri ì quando si ha buon punto in mano, mostri mie sue^ (|,, Cor a ,tl f'o trentuno , che annulla esso buon punto. Così dicesiVcn t f mo. y* Dare in un ventuno. ]
F(ì ,jHni m J t Infuriarsi, Adirarsi. Lai- furore pcrcipi , cxcandescc-la < iicav, 1 | IUC(:n ^'' ^ r * Maini. 11. 1 j. Or svegliò in bc-
^ ^ v^a */* f f ncs * :o > Mentre eh’ ci di» ne’ lumi in tal maniera, y. Lume.Vivo : f^ oslnn 'si troppo sfacciatamente. Cr. alla a. Viso. (N)Colpire nella parte più sensitiva. Lai. pcctus ellòdere,.Je’ftOn,^ lar f- Dr. ^phUu t txUtv.
Fiff~P a h(tre , Ruzzare ; rnetaf. presa dal giuoco de'rulli.
1 (}.->» y* 4 ‘^ ^ 6 . Ora è ben tempo , sozi?, Da stare allegramente,
fir ll ? s l ) °D secca.
- -'eivnttim/CjC LtllVI'U UJSUI fìlf VVi^r.,
dtnet. o V ° carc ) rumorem spargere. Or. ovopA&v , kóyov l5 (? r ° A’ ^ Cl cosa 1 di piana concordia a dare a questo
« c„rr. stisi .> per quello speravano più benigna fortuna. EJ ' voi a ,| 1 ‘“vanti più landevole cosa surgerà di ([nello colpo da“M °- a > colui giudicheremo clic dia l’eterno no-
"nti 1
al
'^ucre 1 \ ”” ,tp 1 * ft,. ‘'-'‘b'grarM.
1 ’ i n a <CI ,' iooniato , famoso. Tue. Dar. aim. 16 . 2 Ì 2 . Comea-Darc » a lui dava nome la tracuranza. (P)
>no*0
H’I
°v^ notizia Me ne darà forse colui.
^) J ir S °- ila ‘ 3 Ini* ,x '— ^wisarc, [ Recare altrui notìzia d'l'uf a (Terre , nunciarc. Or. sVayyi
alcuna cosaxyytWs iv. La se.
■ m ut una casa per darle la nuova del pati «baio- Mi.
if' ì'i'hÙ a dar dì se nuove alla sua torma. R '•
>>*a 1 ?>agmo che V. S. Illustrila. 1’ avrà veduta : un dia qualche
SA 0 . TB isiEKTi^ ut< ™ ent(i <lel l' autore. . r ».■
: .'*1. ’r *— Nutrire. I.at. alimenta praebrre , alcre.
N. ns,c mc e ! l SS ' Ge '‘ S - 7 3 - Ma !' antiche cagioni all ira nuova Matu .
'^Irmiyulo danno. (Qui metaforici) ' X XA
n" ^.C B^^'SU’ catione. Lai. caùssam dare. Gr. Mo-
i.Sen ; Ann, ti . i f u Le f orze d’Oriente cosi divise c duWi»-, °) e
j,° » diedero a Mitridate occasione d’occupar 1 Ai menu.
r ,; ° d’occ* . vcU °vo, per ricuoprir la sua prima scimunitaggine, ad ogni
c i" ter ab) as ì 0,1 1 che gliene tosse data, con un sospiretto magherò ec- ram-
^ i nu dan n * lcne dett' anima della sua colei. Cas.lctt sti.l quali nlh-
^iiat* 1!^ occasione di far per lei quello che. grandemente desidero.
^ do- 0 Iì' ^tardare alla sfila trita. Lai. obi ter iuspiceie. Gì’.
Qc ciito J 0
■!"d„ ne --.o a , ( > §U occhi] c= Volger la sguarda. Imi. aspicere.
lJ| ^ [),]_* era d cvnlfl o] a2 ’ 10 ^.Ed io, che tutto a’picdi De’suoi co-
u t 2 Zq e' 1r ,l ’ o5S to J.Ì-™ C sl ‘ OCcll ‘ ’ ove c |la volll; > dicili ’
involta , "vigerlo cautamente con destrezza e nrc -
tD-ot. 0uri> ' d “re con desiderio
r Or. 1 , .‘ u Uc ìiifiiiio,,... .
caute ine - e Con . cies, “erio e con compiacenza, [Ann//, ‘lacere, ni’Jtai’c. Gv. tnuxpdzpvTTtiy. Pecor. g. u
fi'J-Wiiv
z?‘ ^?J (lre f Lai. molestia aflìccre. Gr. àviy.v. Rocc. nov. 23 .
V 30 ^-T®^ r ' !Uaso di darti più uoja ? Certo no, disse la donna.
ec. \ r t ,J esto diavolo por mi darà questa noja , dove tu(p’Q'iantun* grandissima consolazione. Beni. Ori. 2 . 2 . 5 .
CiT e ‘ M\ ,C j * disperalo Saracino non gli dà noja, ma lo sta a guat-ati clic fl <r ;> * $ 2 ' Nè dubitar jierciò clic Ruggier muoja, Ma benc he 1 ° lafa D°j a - S'en. Ben . yarch. 5. 2 ./. Cesare qomandò0 K D Rifosse dato più noja, e donò al suo soldato certi campi.
to tni ^ e 'L<it ^ lE -l ^/Vo^óieor; e talora Sparger voce, Par coire r fama,
^utCTTr'si-
l
Q ?^ c dar^ 13 °nie d* alcuno — Dare in vece di colui. Lat. alieno
$/to ^ ®arc il r ‘ < *‘ 9T ' ^ ov ààóvxt.
’fgli es . n .°mc , è anche termine militare, e vale Dare il se-
Sic tf >"^ CU ‘^ a ' sol <fati\
tì, ’
o^j - “i « somari per riconoscersi. Lai. sigmnn dare, Ta-Vollon 01 ', Èfov. ant.ò'5. 1 . Appressandosi di avvisare in-
3 !lé i0 Pi‘iec 0 ° | r -° ^ n vmc, come s’usa a battaglia, c disse : signo-re Slardie (.t,® ’iome sia questo. Star. Pist. 5,y. Dicdouo Io nomec 0 ,'^ died 0 ì) le guardavano. E 8'3 . Tolta sua gente fece assembra** J io d iItl pcrad *? 0, ” c ' ^ ac ' & uV ' dun. 1 . f Morto Augusto, diedi;• to* c °l 0 «i l<J l } non, e alle guardie. E Slor. 1 . 2 /fi. Vi tirò Bar*A v fp ^ ava nome alla guardia.
tfc.| tQ * G r , hy S<l,e 5 Par noto. Lai. ceiùovem làcere, instnierc ,cù ^Irq t ’ WWW' Dav. Camb. $ 6 . Ho detto . V origine
*Wi , lif Cl sia, c perché lecito; dirò ora coni’ci si fac*Coj iipari' ,tta n^ Cune n °d^ e * dr. Fui', if ^ 8 . Nè si vedea allad E, 0 a 0r questo 0 ^ So 8 no i° r j dar di sè notizia. E 16 . 83. Man*E fc r , 0r ( {uel giù nell Inferno A dar notizia del viver ino-
nov. 2. Partissi Bucciolo oc. ; e dando d* occhio tra quelle donne ec.~,vide una , Ira T altre , che molto gli piaceva.
5 — Accennare. Lat. oculis imi ucce. Gr. ìxikkt&iv. Cccch. Esali.Cr. f y, [0 do d'occhio agli sbirri ; e’ te lo ciuPàno, K caccianlo inprigione. Buon. Pier, f f 10. Dà d’occhio A un uuin che vendea.gabbie, e colle gabbie Diversi uccelli.
6 — Dare negli occhi = Offendere la vista . Lat. obtutum offen-dere, aspcctui iugratum esse. Gr. xtvdv, evyKivilv.
7 — E talora , preso in buona parte , va fa tirare a se la vista, Ai-Iettare la vista• Lat. oculos nttraherc , ai licore.
3 - * ...
tante <la
vere negli occhi.
“ odore = Rendere 0 Esalare odore. Lat. oltre. Gr. c^uv.
Aggiùngere odore, Lat. odorein adjicrro. Gr. tvoVizv •xpotrfp-Dav. Colt. 161 • Al vino dolcissimo darai odore c sapore dimoscadcllo , mettendo dori di sambuco seccati al rezzo , per ogni ca-ratello un paglietto.
f — Dar buon odore di sè zzz Far concepire stima di sa con azio-ni virtuose. Lat. honam sui famam spargere, bene oh re. Gr.a.x.Gvsw. Fr. Giord. Pred. Il Proccuri sempre di dare buono odoredi sè in ogni sua opera.
—inombra» Lo stesso che Dar gelosia, Lat. suspicioncm injircrc. Cr.vrfcvoioLV e,v.(3aA\3»'.
— onore, [l’onorb, gli onori] :=; Onorare,Celebrare, [Esser cagioned’ono-re.] Lat. honorem dare, funaio et nomcn facere. Gr.cvotj.oc. Tfoiilv. Pelr.son. 82. Clic vi può dar dopo la morte ancora Mille e mill’anm almondo onore c fama. /Ir. Far. fi. yg. Àvca Dudon quella ferrata maz-za, Che in mille imprese gU die eterno onore. Iioez. yarch. 3. /j.Chi dunque penserà felici e veri Quei che nc danno i rei non degnionori? Tue. Dav. Slor. 2. zgt. Iose noi vinciamo, me nc loriòI’ onore che mi darai. Beni. Oli. 2. y. ig. Non dar l’onore a questorinnegato , Nè la gloria alla genie sararina.
2 — Dar l’onore di checchessia =2 Attribuirne V onore. Lai. hono-rem dare. Gr. r/x /\v Ùi^óvxi,
—- opera 0 opra m Operare , Accudire , Attendere. Lat. dare operata.Gr. Tt 'potr^sii', Bocc. nov. 18. 27. Rispose cc. , elio dia senza alcunoindugio darebbe opera a fare che egli il suo piacere avrebbe. E nov .2Q. 21. Onesta cosa era il dare opera che la buona donna riavesse ilsuo marito. Atnet. 53 . Kgli non aveva appena finita la sua orazione,che la saula Dea , tocca da’ prieghi suoi , diede opera alle parole, econ luce , mai da me simile non veduta, scese sopra i suoi altari. Av.Stipp. 1. 1. Quello che insili .qui Dulipo bai reputato, è, come io ti di-co , Eroslrato , il quale venne per dare opera agli studiì in questa cilià.E appresso: Dall’altra parte Dulipo ec. cominciò a dar opera alle lettere.
2 — [Dar materia, o forse Dar da fare, Dar da lavorare.] Ar. Far.20. 3 . Ren mi par di veder eh’ al sccol nostro Tante virtù fra belledonne emerga , Che può dare opra a carte e ad inchiostro.
3 — Dar opera , Dar le opere =5 Metti re studio. Bemb. Bros, 2,5 <f' Da questi difetti cc. si guarderà, a’buoni avvertimenti «landò mag-giore opera. E 61. Queste medesime cose ec. ho altra volta, dandoalla latina lingua le prime opere, udito. (V)
4 — [Dare opera a* calcagni zzzDave faccenda a* piedi, Fuggire. ]
Ar. Fur. 18. i8g. Frate, bisogna, Gloridan dicca , Grillar la soma,c dare opra a’ calcagni. •
5 — Dare opera-, col Di. flore, g. f n. 1. Dìedcsi a dare operadi dovere a lei andare , secondo il modo da lei dimostratogli. Segner.Mann , Nov. i 3 - 3 . Per pacifici intende qui coloro i «piali danno ope-ra di riconciliare a Dio i peccatori. (V)
6 —► * Dar d’opra a checchessìa — Pigliare o servirsi di checches-sia per far qualche cosa. Buon. Pier. 1. f 3 * A quel rimedio, Clicci parrà nicstier, da rem poi d’opra. (V)
— ordine = Ordinare, [Imporre ; ] e anche RùhuTe in buon ordine.Lat. con&tituerc , stalliere, moderati, regere , coniponcre , ordinare.Gr. x.a.YtffTuvai. Bocc. intmd. Dicdouo ordine a ciò che fare ave,v-sono in sul partire. E 53. E questi ordini sommariamente dati , liquali da tutti commendali furono cc., disse. E g. 1- f f. Dato adun-que ordine a quello che abbiamo già a lare cominciato , quinci leva-tici, alquanto n’androni sollazzando. E nov. là. %.f. In buona pacecolla donna c con Alessandro rimessigli, diede ordine a quello cheda fir fosse. E nov . 20- 26. E , dato ordine a* loro fatti , §ì fecero ,clic senza aver più a tornare ce.,molte altre notti con pari letizia insie-me si ritrovarono. G. y. y. 5q. 3 . Comandando la credenza , e chetornassero in Cicilia a dare ordine alla rubri lazione. Ar. fur. i 3 . 82.Per dare e capo e ordine a ciascuna , Tutto il campo alla mostra sìratina. Lasc.S'pir. f 6- Corri oc., c dà ordine spacciatamentc.» Frane.Sacch.nov.22q.Vj giunto là (u Carrara), e avendo dato ordine al mar-mo, si ritornò a Parma. ( Era andato a comperare quel marmo.)(\)
— orecchio, [orecchi , orecciiib , gli orecciii ] = Poi’si ad ascoltare^e anche Acconsentire , Prestare assenso, Disporsi a far ciò che vieupreposto. Lat. praebere auretn , accommodarc aurem. Gr. rrwivXwTw.Lab. 1/jf E quelle colla fante, colla fornaja, colla trecca, colla la-vandaja berlingano senza ristare , se altri non trovano , che dia loroorecchie. Pass. 218. Ancora c fanione di tale occhila dare volentieriorecchi alle lodi de’ lusinghieri. Ar. Fur. f>. 3 o. E lei che dato o-recchie abbia, riprende, A tanta iniqua suspicione e stolta. Tac.Dav.Slor. 3 . 3 o 3 . Ad Antonio solo davano orecchi , perchè era facondo.
« Guitt. leu. i 3 . 38 . Signori miei, mercè;datevi orecchia {(dia tram,ba) , e ricevete sprcndorc in tanta luce. (V) Bocc. Amet. Sedentisopra ìc tenere erbe, davano gli orecchi ai canti t de’varii uccelli. (M)
1 — Dare d’orecchio == Ascoltare cosi alla sjuggita e di nasco*so. Lat. furtim audirc.
52
/