S'jo dare ostaggio
3 — Dare negli orecchi z=z Offender l'udito. Lat. aures ottundere.
Or. UTOKOTtttV.
4 — E talora preso in buona parte , vale Allettar 1 ’ udito , Pia-cere all’udito. Lai. aures allicere.
“ ostacgio, pep, ostaggio = Consegnare persona in sicurezza ed incautela. Lat. obsides dare , obsidia dare. Gr. b.aripoes ihihóvat. Tac.Dav. Ann. n.i’òx. Molti volevano Gotarze; alcuni Meerdatc, figliuo-lo di Fraate, datoci per ostaggio: vinse Gotarze. E i 3 y. I Galli cipresero; demmo anche ostaggio a’ Toscani; patimmo il giogo da’San-niti. E li. 1-4. Mandava amhasciadori in suo nome e de’Parti a in-tendere onde fosse , che avendo poco fa dati ostaggi e rinnovata lalega ee. , lui volesscr cacciare dall’ antico possesso d’ Armenia .
2 — Per siinil.Burch. r. rio. Il Sol già era nello scarafàggio, E i mo-scioni avean dato a'furfanli Un bari ! d’acqucrcl per loro ostaggio.
— pace,.la pace = Quietare , Pacificare- Lat. quielem aliène, se-dare , componcre. Gr. vaCne,Petr. son. . 35 . Datemi pace,o duri miei pensieri.
2—Dar la pace al nemico—Pacificarsi con lui.Lat. ami inimico ingratiam redire, conciliari. Segner. Pred. 3 . 1. M'impone Cristo nel-f odierno vangelo, che a nome suo vi comandi che voi diate la paceal vostro nemico, clic gli rilasciate ogni offesa.
3 — Dar la pace : Eluizione ecclesiastica che si fa col far segnod’abbracciarsi , 0 col porgere a baciale una tavoletta sacra.
4 — Dar la pace =3 Salutare , Accommiatarsi. Fit. S.Domiti!.288.E finito eh’ chbono l’orazione, volsonsi alla donna loro , e dieronglila santa pace. (V)
5 — Dar la pace vinta. T. del giuoco , e vale Concedere all’ al-tro la posta per vinta , sempre che sia pace , cioè sia del pari.
6 — Dio vi dia pace : modo di salutare altrui. Lat. pax tibi. Gr.
<roi. Cecch. Servig. 5 . g. O Domenico mio, Dio vi dia pace.» E Dant. Pi.rq. 21. Dicendo: Frati miei, Dio vi dea pace. (P)
7 — Dar la pace di Marcone. F. Darsi la pace ec.
— paca = Arruolar soldati.
3 — Dar la paga 333 Contar la mercede. Lat. stipendium, mcrce-dem , solarium soivcre. Gr. fsnrBcv sxrlvsir.
— panzane. Lo stesso che Ficcare carote : [modo basso e pressoché fuord’uso.] Earch. Ercol. 76'. Questi due verbi, dar panzane ovvero bag-giane, e ficcar carote, sono non pur fiorentini e toscani, ma italia-ni , ritiovati da molti anni in qua. E 86. Dar pasto è il medesimoche dar panzane 0 paroline per trattenere chi clic sia.
— parlare* — Far parlare , Darfacoltà di parlare. Fidare tormento. (N)
— PALOL4, la pakola = Promettere con sicurezza di osservare. Lat.fidem dare. Gr. iyyiw. G. V. <). iiof. 1. E d’altra parte , per labaratteria che messer Ramondo tacca fare a uno suo maniscalco , didare paiola per danari a chi si volea partire dell’oste. Jiwch. 1. hq.li fecer ch’ella desse la parola , Ch’un asili s’annegasse in tónte Gaio.
2 — Dar permissione, Dar licenza. Stor. Pisi. 186. Piacesse lorodi darli parola , che potesse passare per loro terreno. 1 Reggiani lidiedono parola.» Bocc. nov. 2 4 - 2 ‘ ■ I ri fi no ad ora colla mia benedi-zione ti do la parola , che tu nc tàcci quello che l'animo ti giudicadie bene sia fatto.
3 — * Acconsentire. Cr. alla v. Parola. (N)
4 — Dar parole [= Trattenere e non venire a' fatti ] Lat. verhadare. Gr. Trapx\oyiQd 3 ai. Finch. Ercol. 86. Dar parole, cioè trat-tenere, e non venire a’ fatti, cavato da’ Latini, che dicevano durevelia , e lo pigliavano per ingannare. Dicesi ancora dar paroline , obuone parole. Ar. Cuss. 1. 2. Forse venuti saiehbouo Degli altri,che manco parole datoci Avrebbono , e più fatti,
5 — * Dar parole 3= Far credere quel che non è , Ingannare.Seti. Pisi. 1 \. Sp. ( 0 )
S — Dar buone parole zzz Usar risposte beirgne. Lat. molliora re-spondere. Gì. ir, sP's àiro*f»W 3 cu. Tac. Dav. Ann. 12. iòS. Egli davaparole generali , e spesso buone. [ F. §. 4.]
7 — Gj.de in prov. Dar buone parole è cattivi fatti , inganna isavii e i malli. Fardi. Ercol. 8g. Dare o vendere bossoletti oc., èvendere vesciche per palle grosse , o.dar buone paiole e cattivi fat-ti ; la qual cosa , come dice il proverbio , inganna non meno i sa-vii che i matti.
8 — Dar cattive parole ; contrario di Dar buone parole. Lat. du-riora respondere. Gr. crx\r,f>ùs inoxflrnrSxt.
9 — Dar parole generali 3= Rispondere con amLiguilìt. Lat. incer-ta , media respondere. Gr. vxg^ipo’\ i>js xicor-phadìxi. [ F. §. 6. ]
—• paroline [zzz l.ii'ìngave senza effètto , e Ficcar carote. fi .Dare paio-la , §. 4 ‘ K ^• Dare panzane.]
—• parte — Dure avviso , Dare notizia , Partecipare una cosa ad al-cuno. Lat. [nionere.] Or. srxpxyyitMiv. P.ed. leu. 2. u8g. Mi è parsonecessario dar parte del tulio a Vossignoria.
_ passata. Lo stesso che Dare cartacce. F. Segn. Stor. 1. 4 - Rimutatisi
di parere ec. , non vollero farlo, e detlono, come si dice , passala.
_ passione r= Molestare , Travagliare. Lat. mere, vexare. Gr.-npiy.xha>.
— passo , IL passo : Locuzioni dinotanti Conceder facoltà di passare.Lat. viom dare. Gr. òboe rapinili. Din. Comp. I Sanesi diedero loroil passo. Bern.tìrl. 2.1J. ti. Il quale al re Agramante ha dato il pas-so, E vuol con lui congiugnersi in campagna. » Atout, hif.8. Non te-mer, che’l nostro passo Non ci può torre alcun: da laln'è dato.(N)
— pasto. [Propriamente vale Pascolare , Dare pastura. Cr. alla v. Da-re pastura. ]
a — [E fg. Lo stesso che Dare panzane. F .] Lat. blande al!•.•qui,inani spe lactare. Gr. xsvx'is mùrici i}ipgxivnri}xi. 7 ac. Dav. A;.252 . Egli dava pasto a ognuno , temperava con voce e volto i solda-ti avidi e un:jdevienti ec. Berti. Ori. 1. 20. 2. E lìcre e mostri, diehanno visi umani, Son fitti per dar pasto alle persone.
— pastocchie. Lo stesso che Dar pasto, [nel senso fig.] Lat. lactareverbis, inani spe ducere. Gr. xtrxii ìt.mn HippuràturDxi. Red. leu■ 2.
DARE PER MEZZO ^
146. Allora le vo’ dar tante parole di ringraziamento 1 lan,c ^chic e tante bubbole, che ha da esser un diluvio. nf l fig ^
— pastura [ =3 Pascolare , Nutrire ; e si usa nel PfNf nic» 1 ^
Ar. Sat. 2.11 qual, s’al corpo non può dar pastura , Lo da *
2 — [E nel sign. di Dar pasto, §. 2.] Buon. tur. 4 - 'bagattelle e ciance Ha finte a allettar gente , e dar pastin 5,
— paura — Atterrire. Lat. formidinem gignere, terroreni 1 fi Jien 111 ;’
òs'os ipyxQoiìxi.Danl.Iiif. g.i 3 . Ma nondimen paura d t'-T'-'i
Perdi' i’ traeva la parola tronca Forse a peggior sentenzia cu e ^ jjjgj 1,
— pe’ chiassi , Darla pe’ chiassi = Nascosamente fus§ ir ? ’ jC d ;i;i
re uscendo delle vie maestre. [F. Chiasso , 5 - 4 s et
subtraherc. Gr. Ixvtov ixxKinruv. U h
2 — Darla pe’ chiassi, fig. = Uscir del tema per ‘flfrficolta. Lat. a proposito digredì , divertere. Gr. xvxxpsv-s
— pe’contanti =e Felidere con ricevere subita il prezzo in delie
Lat. argento praesenlario, praesenli pecunia vendere. Gr. ' jU( i B" 1 .
— pegno , in pegno =3 Assicurare altrui col metter peg n ° l<u ' : ,
no. Lat. dare pignus , dare pignori, pignori apponere. G’’ uD iH ((vai ti rivi , Polii. Ar. Cass. f. 5 . Questa cassa datato* ‘ f[>
catautc pegno. E Supp. 2. 3 . Ti darò la fede mia in P l '8^ r; p’’Gir. 22. 18. O che tu mi darai la fede in pegno Di b'* 1 .
saggio il mal costume. „ ,3, al*® ..
E fig. Tass. Ger. 12. 6g. E la man nuda
fredda
inr
verso II cavaliere , invece di parole, Gli dà pegno di ì ìacc 'forma Passa la bella donna , e par che dorma.
3 — Dare il pegno — Consegnare il pegno. c t vC* 3 '
— pena 3= Recare afflizione , tormento. Lat. moerorcni au'j. . l|C e rGr. ànp. Pass. 324 ■ Più cose conosce che gli danno a:I per ^
na. Bocc. nov. 7 a. g. Domandò ec. che pene si dessero cscuu de’ peccati. Berti. Ori. 2. 15 . 62. Essendo pie° “ l ° •vagliato , Che il batter dianzi gran pena gli dava. j ( 0 . L,
2 — Dare la pena =: Imporre pena. Dav. Oraz. S en ’ c | )C tot E,Avete inteso. Accademici, il pericolo nostro, P occas'on yy. di “ |jmostro , il rimedio che ci sarebbe , la pena che mi P arr • j a d JI ,jlioez. G. S. iog. Adunque , se tu giudice risedessi, d gli*"pena riputeresti ! E 2. 16. 4 So che degli crror suoi n aLa pena c degli altrui c poi de'miei. . - a , U 1 ' | C ir
- PENITENZA , PENITENZIA , LA PENITENZA 3 ZZ ImpOV |)’ a J* 11 . 1 J(
nitenfiam imponcrc. Gr. xxvóm sVitìXXuv. Pass.120- -'r*zia , la quale voi dareste ad un altro prete clic vi 0011Lpeccato che avete fatto, fatela.voi. _ 1f ?
pensiero =: Indur la mente in apprensione. «arci ^'r'
- PER AVERE A AVERE, O A RIAVERE. Fig. = SoprUfì Lj ,
a beila posta in difficoltà e in brighe. Lai. dare ft " . vC |D* acuas sibi cmas parare. Berti, rim. 102. E dare ad altri p cl
— per compagnia. Lo stesso che Dar compagnia- y ■
— per conclusione. F. Dare , §. 3 o. . $■
— per consiglio. Lo stesso che Dar consiglio, §■ 2 - g, Gf t [|J
— percossa — Percuotere, Urtare in checchessia. **1 ; co
Viene la piova e l’acqua c il vento, e fiere nella ). jji»
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cade, e. dà glande percossa. (V) Fr. Giord. Preti- - c sa r a ‘queste due percosse darai , avrai acqua in abbondanza idi queste cose mondane. ( Qui fig. ) (N) ,>i
— per Dio , per l’ AiiOR di Dio — Far limosine, i-V ar
Lat. pecuniain in pauperes erogare, elecmosynam t al j. II) c>rl l à 0 |,iiri.rt woieÌv. Bocc. nov. 1. 22. Del cui avere, coroe °.; ve ,Jd)d l ? i|
finito poveramente suo mangiareProv. Sol tanto dir
la maggior parte per Dio . E num. 26. Perchè non ri 'e avendoli serbati bene un anno per rendergliele , -noViCk""l amor di Dio . G. F. 12. òo. 6. Ave a dato pu P u su°S, il'' 1sua sostanza e patrimonio. E num. 7. E’t soperchio* ^ a’l* c i'agiare a giornata, dava
>r, uui iduiu un posso eli’è mio , Quanto 2 ^%, I' 1per Dio ; e vale v Che de’beni temporali non si cava / ^^os' 1non quanto godiamo in questo mondo , o diamo f yj-
quale ci sarà rimeritala nell’altro. . jj.ii'i'N f.v \
— perdono [, perdonanz.v ] = Perdonare. Z,nt-| (r aggi° II, j’i ;
yiviviTxEiv. Bocc. nov. 18. 44 - I- umilmente d’ ogni .,,,, ,i Iii; :c* :domandò perdonariza , la quale il Conte , assai bciHorilevatolo, gli diede. . jgitt.
3 — Dar perdono zz Concedere l'indulgenza cnì! i36 . til. Come papa Bonifazio Ottavo diè perdono ache andassero a Roma l’anno del giubileo i 3 oo. . (.(.[icss*- 1
— PER FATTO checchessia. Lo stesso che Dar fatto clic ^ f() |ir
— PER fermo. F. Dare, J. 11 . im!*™ 1011 ' si i*' 1 '
— perfezione 3= Perfìszionarc. Lat. ultimam manun* ^ .til:’ 1 '; 1 , yc.'* 11plinnem imponere. Òr. xoXoQìrx sn-riTèvai. rus 3 -. ,2 4; .j 011 e d*’*perfezione al sagrnmento , ed il peccatore avrà *' IU1 ‘
in virtù delle chiavi di santa Chiesa. _ ,7i lu n n°(uri ei
— per giunta. Lo stesso che Dare giunta. V■ Dare . ,ai' a .jP'
oltre aVa derrata. Borgh. Col. Lat. 4 1 8 . H ]> iu :,a ^
.f
proposito dure come per giunta a <{iiesta,se così s^p lJ
l cìu *0
- — [ 2 /i senso equìvoco.] Cant. Cani. 1^5. ^
poco giovi, Cose conviensi dar, che grosse tro ^ orfa i,dareui pestei nuovi, Che fieno iL caso pe’ vOsUi
— pcr (sposa. Dare sposa.
— pnr. l’ amor di Dio. /^. Mare per Dio .
— per lf-c.gf. Dure legge.
— psr le mani. V. Dare inano, i 5 .
— per medicina * ss: Medicare , o Dare alcutn.
Bocc. gr. 7. n. 3. G se pure infermi ne fa.^ r;ì la JU g,gf infermano, alle q-iali si suole per medici* 1 ' g iìCCt £■ ^ c o <<
— per mezzo = Cogliere o Ecrive mezzo- ^ qpc > •
stocco in (nano Gorse addosso alla gi° valie j C jp altra
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