dare permissione
bei, j. ^ ai J a . P cr mezzo , pel mezzo. V. Dare mezzo, §. 2. Cecch.•li pallim '| binandoci tutto il terzo piè ch’egli riore uvea, lece facciaper mezzo senza un minimo rispetto. (V)
Ce, „„ E J == Permettere, Lat, veniam dare, sincri*, pcrmiltcre." s c , J'X -*’?*", tòt».
' p £t 0Sl , l,1E ' P- Dare moglie , §. 3 .
" p e« p E ni “ < ’ 10 * P- Dare ostaggio.
^"'tenza ,f VZ f ~ Imporre in luogo di penitenza, lìnee, g. 1.11.6. Per^uia cv, ' Ind,) gli j che egli ogni mattina dovesse udire una messa in
" tt» > ct ‘ (V)
dare. (ff =7 Pender
DARE RIPARO
p £r, PIU ' °*‘ ro "
per piccol pregio. Lat. parvi vendere, parvo
P Ett ^'ONE = Cal eeio,
' p £ii!
ls ®ce t
^insegnare altrui come prigione. V. Dare, §. 36 \(V), • Da ‘ c sa gg‘°, §■ 3 .
ttCu zi(m‘' , ' J f E — Perseguitare~ Petr. Uom. ili. 171. Dette gran per-" ‘‘«a Cristiani . (V)
' V ^ n Djrcvin ‘ < )lS- J *
' *‘ £# lEim ' 7 ‘ ue le P esc,ie *
' lA " Lo stesso che Dare a terra. P.
, p t Tr.r 1 ' P' Dare tempo, S- 1.
rc n»
^ I)a r ., eT ì l >* 0 meglio. Darla pe’tragctti =2 Andare per le traverse.
*■ cn)° .
#t «Oli | Arrecar piacere. [ P. Dare spasso. 1 Ar. Cass. 5 . 5 . E
J <*0l
' p 4 ;
«ot,
'Oli .'‘'[ecar piacere. [ P. Dare spasso.] Ar. Cass. 5 . 5 . Eilr Sn-„ '£,■ ®*nic T' l| r mi stimola , Non cenerei, per non lo fareZZ* Di qn e | .. ’e 1 1- -
quel che gli darà piacer grandissimo, Se lo sa.a ° a stavi ^° v stesso ohe Dare luogo. Ar. Pur. 18./fi. Dinanzi a lui^ ICc >tio *me saldo; Vedreste piazza in tutto '1 campo darli. (P),*'■ A B “ lcc >“0 = Picchiare , Colpire. Lai. ictinn dare , ferro.''Vili., A’* - CtrijJ, Cala. 2. //;. Folco gli dette in sull’ elmo talp '*< ì c P?i ve proprio che fosse di giaccio.p °tso . . • Dare ebrezza. (N)
'f'' 7 À" R ',“ m “re, Dar vita .] Lat. rohur dare. Gr, 'l't'/j'fiOr.. Petr.ctlc ro ,, r n . 'piali spine Colse le rose , c ’n uual piaggia le brine' ‘" ,p '4 > e 4 lor polso c lena ?
' p as*
^ at ' ^ ac l arc ! De praebere. Or. •yaXaxrtav.
, y [ f Ln ct‘ilt:r riposo. Lat. quieterei dare , quicscere tacere. Gr.
■P rie'"'?; Gir. 2 d. 1,6. Poi ne dona quattro altri immantinente,„ P,J 'U. J J . 1 a Uro , per non dargli [osa.
s. WlI ssz A , “esso che Dar la posta. P. Frane. Saccli. nov. <oy.(N)^*J>Teh e ó p “esso che Dare potere. P. Dare premio. (N)
> [potestà o ootesza] = Conceder balla , fòrza,
«CIO f.’ C) '' 1H do. Lat. aucloritatem, rohur adjungcrc ; copiam , potè-
* ^ 1, !{: ' Gr. iiovtrixv bdévxi.tiare - Dare i u %
Al t ’ 1,1 «lition, .. .. . . .
P° . ' /u ' ” v altro Lodovico
* 1. “Jfi t i potestà. Lo stesso che Dar poter e.P. l’ac.Dav.j l| >, per il, ,| s ?*' c non potersi salvare, se non dava a uno di loro"• Dare 1, d ‘ s ol°> tutta la potestà di comandare a’soldati.
(,^ £[,C A m P°testà, cale lo stesso.
57 I
| r<ì ’ dir 1U P°^ rc = Consegnare in dominio . Lai. in manumno?t n À ,n T tr f fc e. Gr. * 7 'X H P*£ IIV ) ù'àovvzi. Ar ■ Far. 4 o. 4 1 •8 r ° Lodovico ii Moro Dolo in poter d’un all
* Un '> PfiOE^t .. * - * r v.
p. àrsone once der pratica , cammerzio alle mercanzie , alle navi,^>0 ^ a cose simili. Lat. liberimi comuiercium dare,ttin ?r- cnare e stima. Lat. honorem dare , decus addere.l'ci*iI[‘- Vu glio , °p P“ r - 37. i5. Se olii sieu queste e di cia-
Pp Es| l d’ uu U f''|* JU011 «degno pregio darle, Bisognerà ch’io
glj t:niìar e. Lai. praemium dare. Gr. cLi)\ev irxfi-^m.Tac.
, teli he 1a quel servile amino, che premii, che danari e potenzaV4> DaréÀ^'gione. .
i»l|^ 0 >| = Consegnare il premio. Ar. Far. i5. 3 2 .
daAo^ 5 C * le Cl ^ ^P 01 ’^ i ^ 011 ^ c11 P or i ,na &
Pe/r P [ cs<l 8 Lre - Lat. praesaeium dare, praesaeire. Gr. ttog-^ >Ul ‘ duva P rL ‘ sa S^° di te tua vista dava. Tass. Ger.
‘ J‘ft E; /^ s |»tr afUe a detti, all'opre , alle sembianze Presagio ornai d’al-
*ior Presentare , Regalare. Lat. donare. Gr.
* w. 1 dia il * rtc * Non farà legge nuova Di fartene escute, Che
> >«• Cr 16 Che d0na al su0 servire.
Imi. prctium dare, pretiums À a ’ diede '• ] ,Ì0P ‘ 7,1 9’ Gulfirdo partitosi , e la donna rimasal'h'lìu' D'Oc prot, marito il disonesto prezzo della sua cattività, ec.P »C ''iipoiierj 0 0 *1 prezzo, cale talora Imporre il prezzo. Lat.r. r 10 Pr' • •
'I^Iq |," nv eiicvoln nc, l Har . e - Lui- incipcre. Gr. upxtcSai. Bocc. nov.ì' bili ll V'«o f :l > c< ?. sa è , carissime donne , che ciascheduna cosa, la«illig u lu làttor e | ° a,nir, **-abile e santo nome di Colui, il qualec i>r «’ as l lc ttante Tv lL daa P r pu ci pio. Amet. //ti. A’quali la miserai C °liii r) C '"-11’a ’ diede principio. E 92. Similcinente an-
11 'inai * C - h'ù gl! .Giordane prese quel santo lavacro Dalle man di■'tye» / lr ' a scia m 1’ ? E 9 U « > Dando principio a c.’iel mistei io sacro,PerJ • Era tanto "i 0 V ' a Dclli primi parenti il peccare aero.
_1 - ” lo " e fi a pochi
-- tanto io ho già dato prin‘-ip'“ A ’ j, E lo vu0 '
c t '! :ro potergliene far veder la Ime*
a ’— rr^d OKgi principio Intende. , fargliela co-
"'"‘cimAD 7 " 6 «d alcuno lido principio di qu a .ìó ebliesi del contra-rio 1 con buoni auspicii, lietamente i e c uucrra diedono a
tìtuì^* D«». Star. 2. 27À lieto come c comando.
' p M-ov? 1 vac> ' c,u mossisi di Dalmazva..p Unn - » bal . c , probatio-
Pr '°VA = Dimostrare, Provare. Lat. P 0 E c Ue io d.ca
U À'' >lere - G <’* Wrx*"- Bocc - nm
Uti';^ U ' Cfì ^ a VJl'iint." -
Lat . vendere ea lege , ut si res in causa redhibendi fuerit , redhibea-tili*. Bardi . 1. 28. Onde che gli Etnpolesi ebbon cagione, Che queiche danno le civajc a pruova , Facessìn V ammiraglio al .badalone.Cani. Cam. i 4 > Donne , no’ vi darem le scarpe a prova, E porta-tele al fango e alla piova. E 184 * Cose da cittadini Sono; e se ve negiova 5 Vi si daranno a prova.
— rogna = Percuoter con pugna. Lat . ptignis caedcre , pugnos infli-gere. Gr. x.oc.rux.QvÙvdì^iiv. Bocc. nov. 68. g. Credendosi la moglie pi-gliare, preso la fante ; c (pianto egli potè menare le mani e’ piedi ,tante pugna c tanti calci le diede, tanto che tutto ’t viso V ammaccò.F nov. 7 3 . ig. Nequitoso corse verso la moglie, c presala per le trec-cie ec., quanto egli potè menar le braccia e’ piedi , tanto le diè pertutta la persona pugna c calci. Dav. Accus. i 4 2% Quivi dando aliapalla, c rimbeccando c sconciando c scorrendo, e poche pugna dan-do , e molte rilevando , ec.
*—Egli è come dare un pugno in ciclo. ^.Pugno, [e V. Ciclo, §.< 5 .]
— punizione = Gastigare , Punire. Lat. punire, òr. jee^à^nv. Cro*nicheli, d' Amar. 2j5. Alio proprie persone daremo quella medesimapunizione ebe meriterebbe chi commessa l*avesse.
— quartiere r= Conceder quartiere , Dare alloggio. Lat. locnm dare.Alalm. q. </ó‘. Acciocché ognun, secondo il suo potere, A’forestieriin casa dia quartiere.
* — Dar quartiere, dicesi dii soldati , e vale Salvar la vita dvinti.
3 — E per sùnil. vale Non proseguire d’incalzar cilecche sia.
— quel chun vA cercando. Lo stesso che Dardi quel ch'un va cercando. F".
— querela = Querelare, Accusare , Jncolpare. Lat. accusare, tiomcndeferre. Gr. 0LÌrtfÀ<ri}.Jt.t. Dav. Scìsm. 83 . In capo a cinque giorni in-carcerò di nuovo Seiinero , la moglie ec., nominati in una quereladatagli, d’esser entrato coll’arme sotto in casa e in camera diDudleo,per ucciderlo nel letto.
—• rabbuffo, un rabbuffo, y. Rabbuffò.
— raccetto. * Lo stesso che Dare ricetto. y.Cr. alla ('.Ritenere, §‘*o.( 0 )
—* ragguaglio = Ragguagliare , Avvisare. Lat. certiorem faceto. Gr.
fzyivvsty. Alleg. 261. Siccome il dispetto poco di poi mi condusse adarvi minuto ragguaglio del fatto ec. E 285. Ve ne darò con questamia nuova e sgominata capitulessa quel breve e semplice ragguaglio ,che può un che vi sia slato un dì intero.
‘— ragione =3 Approvare , Confessare che altri abbia ragione. Lat.acquimi judicarc. Gr. $*>ca«ws ttpifaw. Amet. ^2. Con dritta lista a cia-scun sua ragione Di dar li piace , e fa sì , che Astrea Giusta non fad*alcuno eccezione.
2 — Dar ragione o la ragione = Assegnar la ragione , Render laragione. Lat. allegare, proferre. Gr. irpo^ipiiv, Seguer. Pred. ài ■Dite che cedete, dite che cadete j verissimo: ma perchè ? perchè rosipiace a voi. Volete cadere , volete cedere; non si può dare allea ragione.
•— regola = Prescriver la regola , Dare altrui esempio. Lat. uorinamdarOjevemphim dave.Gr.votpd^uYfxoi mxrji,a-rri(Tix.i.Ainee.ig.A tutti dandodelle virtuose Opere esempio e regola verace.
— requie. * Lo stesso che Dare riposo. F~. Dare resquitto. (N)
— resquitto, risquitto. Lo stesso che Dare riposo. V. Lat. quietem d ire.Gr.'rtfi'w'av trvyxFfw* Alleg. 205 . Eia un musico ec. Che nè per ci-calar , ridere o bere , Alle mascelle mai dava resquitto. Varch. Stor.g. Sì perchè l’ intenzion sua tra di voler dare oggimai alcuna requiee risquitto alla misera cc. Italia .
— Retta. Quasi lo stesso che Dar orecchio , Por mente , A biadare \e anche talvolta indica Folersi accordare alle richieste altrui. Lat.facilein ameni accominodarc. Gr. virovpyùy. Alalia. 8. 62. Lor uou.dà retta; e a gagnolare intento, Pietosamente là questo lamento.
a — Per metaf. Red. Leti. 1. 3 o 6 . Lo lasci risvegliar quanto vuole{il flato) , lo lasci imperversar quanto sa , non gli dia retta j ei nonpuò mica ammazzarla.
— ricapito = Ricapitate , [Consegnare , o Far pervenire altrui le cosefidate j e si usa piti spesso parlando delle lettere ; dicesi anche Darebuon ricapito, j 35 Remò. leu. t. 5 . n. 80. Vedete voi cc. di fitt le darbuon ricapito. E appresso: n.12 2. A queste lettere date buon ricapito.(N)
2 — [Contentare, Soddisfare, Appagare.] Fir. Disc. An. 86. Potreb-be accadere che e’ lasciasse per allora di dar ricapito al contaminatoanimo suo. Beni. Ori 1. 29. 47 • s ’ avesse iu un dì ben milleamatiti, Ricapito avida dito a trititi quanti. {Qui in senso osceno.)
3 — Allogare in matrimonio. Lat. in mutiituonimn collocare. Gr.us y2.f/.cv <Sioov*i.
— ricetto, [raccetto] = Ricettare. Lat. hospitioexciperc* Gr- £/po£q-y^ùv. Ar. Fur. 5 . 2/. Voglio , qualvolta tu mi dai ricetto ec., che pi-gli ogni vesta ec. E 20, io 5 . Che ’l signor del castel, benevolenzaFingendo « cortesia, lor diè ricotto.
2 — E per metaf. Ar. Far. 2 4 - 64. Grosso l’usbergo, e grossa pa-rimente Era la piastra, c ’i panziron perfetto: Pur non gli steroucontra , ed ugualmente Alla spada crudel dicroti ricetto. (P)
— ricordo ~ Ricordare , Fare risovvenire , Dare occasione di ricordarsi.
2 — Dar [ricordo o] ricordi == Dat'c ammaestramenti , Ammoni-re. Lat. immere. Gr. vircgifzy/ìO’Kuy. J'ac. Dav. Stor. 2. zfò. Non èor tempo da darti lungo ricordo. Ar. Far. 27. in 3 . E a questo e aquel piò volte die ricordo Da signor giusto e da fède! fratello.» {LaCr. per errore ha ricordi.) (P)
— RiriMo, [un rifiuto] = Rifiutare. Segue?'. Alanti. Ott. 4 - 4 * Dato unalto ritinto a tutti quei beni di’ei possedea cc.,$i presentò , nudo qual' v ra nato, innanzi al suo vescovo. (V)
rilievo = Aggiogaci rilievo, fòrza , vigore ■ termine per lo pi t ) de
ultori , o simili. Lat. cxpressam et eMautem imagmem Deere
rt-, t - n :—.• . ,j\ ,
‘‘'j^Irsziune r] P VU nu P osso «lare. » Cavale. Med. cuor. 126.ac « a prova a _E, r ° va < i' ia nto siamo umili, c forti mll’amore.(V)'* render sotto condizione di farsi la pruova.
pillai. , - marineria Dicesi oliando si dà a un bastimento ,
r - f» “'*■ *'•
‘iZliiiii. Riparare. ZaI- provider. , considero. Gr. erporedC.i. A-~ meli 35 - Per costei le 1 covuicie hanno salute , «cggono 1 Ue, ed a’